Che brutto The Last Dance

The Last Dance è stato una grande delusione, in rapporto al materiale pazzesco a disposizione: l’ultima stagione dei Chicago Bulls di Phil Jackson, Scottie Pippen, Dennis Rodman e soprattutto Michael Jordan, la 1997-98. Siamo come quasi tutti arrivati alla quarta puntata sulle dieci della serie di ESPN e Netflix e un po’ ci siamo annoiati: non per la popolarità della materia, anzi di solito amiamo il ripasso, né per la qualità di immagini e montaggio (purissimo stile 30 for 30), ma per la banalità del racconto riguardante una squadra che abbiamo amato tantissimo, LA squadra di pallacanestro degli anni Novanta, con IL campione.

The Last Dance è di base un monumento a Jordan, magari anche giustificato visto che stiamo parlando del più importante giocatore di sempre, ma poco interessante e del resto le biografie autorizzate hanno questo problema. Il fatto è che qui la storia è autorizzata da tutti i protagonisti, visto che quasi tutti hanno partecipato con interviste e un buon atteggiamento. Il risultato è stato la rinuncia alla minima profondità, anche quando si sfiora il retroscena. Certo non sono grandi rivelazioni i festini della vecchia NBA, quella che Jordan ribaltò, le fughe di Rodman, la filosofia di Jackson o gli scazzi fra Pippen e Jerry Krause.

Già, Krause. In questo volemose bene all’americana, ben confezionato, l’unico di cui davvero si parla male è proprio il general manager che quei Bulls costruì pezzo dopo pezzo, anche se Jordan se l’era trovato servito da Rod Thorn e dal suicidio dei Blazers con Sam Bowie. Fu Krause a scegliere Pippen e Grant, ma soprattutto ad imporre a Jordan lo scambio di Oakley, quasi una sua guardia del corpo, con Cartwright. Alla base del secondo trittico di vittorie altre scelte di Krause, morto tre anni fa, prese contro il volere di Jordan e soprattutto di Pippen, su tutte Toni Kukoc. Ma anche Rodman, per la fama e per il passato nei Pistons, non fu accolto benissimo dal cosiddetto spogliatoio: per renderlo da Bulls ci volle tutta la furbizia di Jackson nel gestire i devianti.

Per questo abbiamo trovato vomitevole che le uniche critiche di un documentario abbastanza istituzionale e condiviso siano state riservate ad un morto. Al quale Jordan non ha ancora perdonato di essere stato il parziale ispiratore (forse) di The Jordan Rules, il grandissimo libro di Sam Smith sul primo anello dei Bulls, tutt’altro che un libro critico con Jordan ma che comunque mostra la sua durezza con i compagni.

Krause è trattato con sufficienza anche da Jackson, nonostante Tex Winter, non a caso anello di congiunzione fra i due, tenesse Krause in grandissima considerazione. The Last Dance si lascia quindi guardare, a maggior ragione in un periodo senza partite, ma le agiografie sono sempre fastidiose. In sintesi: un prodotto per nostalgici degli anni Novanta, così come ce ne sono tanti per quelli di Ottanta e Settanta.

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90 commenti

  1. Speriamo sia davvero The last…

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    1. Beh Jordan ha 57 anni, non penso voglia tornare a giocare… 😀

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  2. sono d’accordo con il giudizio su come è stato trattato Krause…come scrivevo ieri, in modo stucchevole oltre che poco corretto, dato che è morto e non può difendersi. Poi sarà verosimilmente stato anche uno stronzo con le sue frustrazioni, ma non diversamente da jordan e gli altri. Nessuno mi pare un santo.
    Sono meno d’accordo sulla profondità della serie…posto che non poteva che essere una agiografia (in parte anche giustamente dato il soggetto di cui stiamo parlando) mi pare che i pro e contro dei vari personaggi emergano abbastanza bene (MJ con le sue luci ma anche i suoi demoni), così come i passaggi di grande difficoltà per arrivare alla creazione della dinastia, riportando anche le accuse dell’epoca a Jordan di essere solo un grandissimo solista (esemplare il punto in cui raccontano che jordan si decide solo all’ultimo quarto di gara 5 delle finals 91contro i lakers a cavalcare anche paxon); poi è chiaro che tutto è proiettato sotto una luce abbastanza benevola ma insomma…
    Per il resto, sì, ben confezionato e comunque utile per i tanti (giovani) che non conoscevano bene tutta la storia

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  3. ecco una cosa interessante della parte della sfida con i Pistons è che fa capire bene come si difendesse all’epoca in NBA…ecco oggi è “leggermente” più facile giocare (un po’ come nel calcio)

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    1. Ah sì, dal 2004 si tira senza mani addosso… ci vorrebbero statistiche ‘prima’ e ‘dopo’… Michael Jordan come Gigi Riva

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      1. vabbè direttore, mi demolisce così le finali 2005? ammazza se non difendevano in quella serie (infatti la NBA ha fatto di tutto affinché non si bissasse in futuro…)

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  4. beh tutte critiche forse giuste,
    pero’ a me la parte che ha colpito maggiormente sono stati i dieci secondi di intervista a doug collins
    dopo una vittoria che portava sul 2-1 i bulls contro i pistons (serie poi vinta dai pistons) con un canestro di jordan allo scadere…
    ebbene a precisa domanda “alllora doug che gioco hai pensato di fare negli ultimi 10 secondi?”
    risposta lapidaria
    “palla a mike e tutti gli altri fuori dal cazzo”

    sipario

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  5. Ho visto solo le prime due finora, ma condivido Ricca. Bel commento.

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  6. allora, iniziamo a dire che… un po’ me l’aspettavo così. Nel senso che quando leggi che si sono “interviste autorizzate” e/o “materiale concordato” non puoi di certo aspettarti il documentario scandalistico o l’insight inaspettato. E’ valso per “Unposted” della Ferragni (versione agiografia alla Kim Jong Un…), è valso per “All or Nothing Man City” (tutto chebbello, tutto cheffico, poi la Sconfitta delle Sconfitte contro il Liverpool ancora un po’ non viene menzionata…). Se volevo cercare qualcosa di più pepato magari mi leggevo “The Jordan Rules” di Sam Smith (o il libro di Roberto Gotta anche!).

    E mi permetto di essere anche un po’ in disaccordo su Krause: sebbene nella serie non sia trattato su un palmo di mano, e sebbene con molti asterischi dovuti al dover mostrare i Grandi Giocatori, comunque si percepisce il fatto che sia stato lui a costruire quella squadra e ad arrivare a quei livelli. In passato ho letto si di lui cose molto (ma molto) peggiori; certo è che non si son sforzati (e certo è che Reinsdorf poteva tranquillamente affermare che la questione del contratto di Pippen era farina più del suo sacco che di Krause…) e il non poterlo coinvolgere nelle interviste causa morte di certo non ha aiutato.

    Quello che mi ha deluso – questo sì, anche se magari nelle prossime 6 puntate recuperano… – è il ritratto di Phil Jackson, visto come “uno un po’ strano” quando invece rappresenta invece una persona con miliardi di sfaccettature.

    insomma, alla fine come serie finora non mi è dispiaciuta; non mi aspettavo particolari profondità ma contenuti nuovi, e questo è avvenuto

    ps: Krause era uno stronzo, come lo era Jordan, come lo era Kobe.

    pps: per gli anglofoni, andatevi a vedere su Youtube (gratis!) il documentario “Sonics Gate”. Favoloso.

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  7. Io devo vedere l’ottava puntata. Quello che è capitato con Jerry Krause, con le dovute differenze, mi ricorda quello che è capitato con Branca e Galliani… Il mondo in cui è finita, le cessioni, lo smantellamento, risultati sportivi spariti… Tutte cose che hanno pesato in negativo quasi allo stesso livello delle vittorie in positivo. Se non di più come nel caso di Branca. Con Galliani si è più morbidi.

    Come dietro a Branca e Galliani c’erano Moratti e Berlusocni, dietro Krause c’era Reinsdorf…

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  8. A me con le dovute differenze la carriera di Jordan ricorda un po’ quella di Recoba

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    1. Beh, no, dai….Jordan ha avuto tutto a favore, Recoba tutto contro, eh…

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  9. Inter e Milan hanno deciso di smettere di vincere, esattamente come i Bulls.

    Chi erano gli esecutori della decisione? Quegli sfigati lì… Branca, Galliani, Krause… Poi certo, Krause ci avrà messo qualcosa di suo, Branca anche.. Galliani in tutta onestà mi sembrava sempre in buoni rapporti coi giocatori.

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    1. Ah si, si, quanto fosse in buoni rapporti coi giocatori Galliani basta chiederlo ai giocatori stessi…

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    2. oddio, non è che i Bulls “scelsero di smettere di vincere”, semplicemente erano arrivati al termine di un ciclo difficilmente prolungabile (a salari probabilmente decuplicati, se avessero deciso di estendere il contratto di un anno a tutti gli attori…) e viste le regole NBA erano “costretti” ad un periodo di rebuilding. Senza contare che aveva comunque il fardello di doverlo fare sotto l’eterno e continuo confronto di “quella” squadra (che lui stesso aveva costruito…).

      più che altro possiamo criticare o meno le scelte fatte da Krause (ma non è mai facile “l’anno dopo”) nel processo di ricostruzione della squadra, ma io lo voglio vedere Branca costruire quello che Krause ha costruito…

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      1. Hanno mandato via Phil Jackson dicendogli che poteva anche vincere tutte le partite che non lo avrebbero fatto restare.

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  10. certo le immagini di basket giocato sono viste e straviste per chi ha vissuto (e amato) quella pallacanestro e quei giocatori, anche se un pò di “fuori onda” sono molto interessanti (jordan annoiato al mc donalds open a parigi, o alcuni suoi scambi con rodman durante i time out). tutto già visto, ma in tempi di quarantena sono due ore che volano.
    emerge, a mio avviso, come kukoc fosse “uno dei tanti”, mentre per molti noi europei è uno dei più forti giocatori di ogni tempo (top10? top5?): la grandezza del basket 80/90 sta forse anche in quello, erano veramente un altro mondo.

    e poi sapevano giocare a basket, cribbio.

    credo che l’utilità sia infatti anche far vedere ai “gggiovani” che guardano oggi Netflix e che normalmente si appassionano alle triple di curry sparate a caso da 40 metri che la pallacanestro era qualcosa di serio: la terza puntata sui Pistons e su Rodman dimostrano come fosse dura e studiata la mission difensiva di quell’epoca. la maggior parte dei giocatori nba di oggi si metterebbe a piangere non solo al trattamento dei pistons, ma anche subendo un blocco da McHale..

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  11. Vero che si picchiava, anche vero che i fisici di oggi sono tutt’altra cosa. Il Rodman dei pistons sembra un magrolino tutto nervo, non so contro un leonard di oggi quanto reggerebbe.

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    1. Solito discorso che si fa anche nel calcio, se Rodman giocasse oggi avrebbe il fisico degli altri, però marcherebbe in tutt’altra maniera…

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      1. vero fino ad un certo punto, un campione come rodman si sarebbe adattato e MJ avrebbe fatto sfracelli da 3 punti, ma il giocatore medio cattivone anni 90 non so quante possibilità avrebbe avuto oggi (e viceversa)

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        1. Altri tempi ma é bene ricordare che Rodman a quasi 40 anni faceva a sportellate contro Shaq sotto canestro…

          (la finale della eastern conference del 96 contro i Magic é un altro masterpiece difensivo di quella squadra)

          La veritá é che Rodman e Pippen sono stati tra i primi 5 difensori all-time.

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          1. Sono stati quelli che hanno permesso al gioco di cambiare.
            Sono stati i primi a poter difendere su tutti (Pippen anche la prima point-forward).
            Se abbiamo il gioco moderno di adesso lo si deve a loro.
            Poi ci saranno sempre i nostalgici di qualsiasi era e di qualsiasi tipo di gioco (ci si dovrebbe mettere d’accordo su quale sia il bel gioco di una volta, periodo e stile…) ma i Bulls sono stati i primi a giocare “moderno”, senza lunghi che sanno giocare solo in post e senza giocare solo tirando da sotto, anche perchè sono stati costruiti senza lunghi (che rispettavano lo standard del periodo).

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            1. Diciamo che gli anni 90 erano un po’ l’opposto rispetto ad oggi, come filosofia e stile di gioco.
              Ritmi bassissimi e difese ultra muscolari al limite dell’intimidazione.
              A rivedere le serie tra NY e Miami sembrano piú incontri di lotta greco-romana che partite di basket 😀

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        2. Vev, ma perché è cambiato il gioco, come anche nel calcio: oggi Gentile e Stielike osserverebbero la fase ad eliminazione diretta dei mondiali dalla tribuna e Van Basten e Maradona farebbero i gol di CR7 e Messi. In una stagione…

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          1. Non è stato solo un cambio di regole, nei primi anni 90 era ancora consentito menare come fabbri, eppure Krause ha costruito una squadra che giocava in modo diverso, anche grazie a come Tex Winter li faceva giocare.

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  12. eh, ma in quel basket (io sono in piena nostalgia, sorry), erano anche (e soprattutto) i campioni ad avere fisici pazzeschi, e oggi non avrebbero problemi a rivaleggiare con i moderni giocatori nba. qualche nome a caso oltre al citato rodman: olajuwon, k. malone, d. robinson, d. wilkins, kemp, parish,…
    e se non avevano il superfisico, sapevano menare come pochi: larry bird, oltre che fenomenale, picchiava. e insultava. ed è ancora oggi nelle classifiche all-time nei tiri da tre. sarebbe stato interessante vederlo nel basket odierno…

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  13. mia personale idea è che chi era forte allora lo sarebbe stato oggi e viceversa…

    poi chiaro che a quasi tutti piacerebbe vedere il passeggiatore prendere le papagne che prendeva MJ a detroit ogni volta che entrava nel pitturato senza che venisse fischiato mezzo fallo per vedere se anziche’ 28/10/10 facesse di media come piu’ probabile 16/6/4 …..

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    1. Fantomaz: hai ragionissima.

      Andando ancora più indietro i Kareem, i Wilt sarebbero dominanti ancora oggi.

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  14. Ha il merito di raccontare come si giocava qualche anno fa… troppo facile oggi per uno come James… allora sarebbe stato uno dei tanti, bravo con ampi spazi, ma con le chiusure a due che facevano, no way. Ora ci sono anche le cause tra compagnie assicurative dei giocatori… e non dico altro.

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  15. Mah, secondo me Lebron essendo un freak avrebbe fatto la differenza anche allora.

    Chi ha beneficiato di più delle regole attuali sono i “normodotati” alla Curry o alla Trae Young.

    Sarebbe divertente vedere le iso di Harden contro gente come Rodman o Pippen. E il regolamento anni 90 of course.

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  16. Io non me ne intendo molto di pallacanestro e la mia domanda vi suonerà forse ingenua, ma a guardare il gioco degli anni ’80 e ’90 non c’è paragone con quello di oggi sul piano del divertimento, a tutto svantaggio del gioco attuale, ovviamente. Però pare che per il pubblico non sia così, e le stesse regole sono state modificate (correggetemi se sbaglio) ufficialmente per “aumentare lo spettacolo”. La domanda è da un milione di dollari, ma perché dovrebbe essere più divertente guardare il tiro a segno di oggi rispetto al gioco di allora? Cosa ha di più “spettacolare”? Forse il pubblico della NBA di oggi ha subito una trasformazione antropologica?

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  17. Bella domanda Eleonora.
    Potrei cavarmela dicendo che il divertimento è soggettivo?
    È più esaltante una schiacciata in alley-oop o un tiro con svitamento sul piede perno?
    Il gioco di oggi è molto più “basic”: pochi concetti, ripetuti all’infinito e a una velocità altissima.
    Una volta c’era molta più varietà, a livello tecnico.
    Lunghi col bagaglio di Duncan o guardie coi fondamentali di Kobe non li fanno più…
    Imho il pubblico si è trasformato perché il gioco si è trasformato.

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    1. Ho visto qualche giorno la finale del 1981 tra Celtics e Rockets.
      Mia personalissima opinione è che quel gioco fosse meno bello e meno vario di adesso con giocatori che tecnicamente sono peggiori e che giocavano a ritmi bassissimi (i Celtics erano un eccezione per l’epoca perché correvano appena preso il rimbalzo difensivo).
      Guardatevi chi porta la palla, solo mano forte e per cambiare mano si giravano.
      Mi sono guardato 48 minuti di Moses Malone, un disastro, non è arrivato al 40% nella serie , solo tiri da 1 metro quasi tutto sbagliati.
      Ovviamente c’erano allora dei fuoriclasse che farebbero onde anche adesso (Bird per esempio) ma alcuni giocatori erano proprio brutti da vedere.

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      1. beh peró guardare partite di 40 anni fa con gli occhi e con il metro di oggi non é “corretto” (vale per qualsiasi sport).

        Ti potrei ribaltare la questione:

        quale guardia odierna sarebbe capace di ricevere al gomito e di punire ripetutamente il proprio marcatore in svitamento (jordan e kobe ci hanno costruito una carriera)?

        Hai presente come gioca Harden nelle serate (non sono poche) in cui non gli entra il tiro da 3?

        Sui lunghi poi, a parte qualche rarissima eccezione, sarebbe come sparare sulla croce rossa (anche senza arrivare al greco, c’é qualcuno che abbia anche minimamente la comprensione del gioco di Duncan?)

        Poi é difficile dire quale sia meglio o peggio in termini di “intrattenimento”, de gustibus, ma il gioco é troppo diverso per fare dei confronti.

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        1. Matrix, il divertimento sarà soggettivo ma la mia idea è che nello sport in generale quanto più lo spettacolo è dato da velocità e numeri statistici tanto più il gradimento aumenta nei canottierati incompetenti.
          Lo spara-spara dell’NBA odierna o il corri-corri del calcio attuale ne sono un esempio…

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          1. Dane: ho usato toni soft per non fare incazzare Merdmann 😉

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            1. Ci penso io, tanto se mi dà dell’ignorante non posso nemmeno offendermi…😝

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  18. ieri sera dipendenza dal gioco d’azzardo, l’uscita del libro sulle jordan rules e il mancato appoggio politico al politico nero (con tanto di “rampogna” di Obama)…insomma ho visto agiografie più morbide 🙂

    ps: ecco, non ricordavo tanto delle grosse difficoltà con Knicks e Suns nel 93

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  19. I Warrios del 2016 ai Bulls 1996 gliene avrebbero messi 190 (ed i Bulls ne avrebbero messi 90).

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  20. cacca pipì

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  21. ahahahaha è tornato il solito belisario

    che non solo fa la trollata ma fa la controtrollata reale

    citando i warriors senza KD, citando i warriors che hanno perso causa squalifica di green contro irving….

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  22. citando i warriors che hanno perso causa squalifica di green contro irving….
    ovvio perchè lo scopo era dire Lebron>>Jordan

    ps: dai belisà, altri due lunedì e poi il bruciore passa 😛

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  23. Non sono in vena di trollate quindi mi limitero’ a dire che KD ha nel curriculum la non secondaria medaglia
    di aver perso un titolo con in squadra Curry, Thompson, Green, Iguodala.
    Ma lungi da me inserire seconde finalita’ o signififcati nascosti in quello che scrivo.

    Ricca non sto seguendo la fiction, attendo recensioni finali per vedere se ne valga o meno la pena. Anche se ho come l’impressione che su quei Bulls sia stato detto tutto.

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  24. fiction è notevole, lo ammetto 🙂
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  25. I Warriors contro i Bulls si sarebbero cagati sotto già nel tunnel solo ad incrociare la faccia di Rodman, tipo il Real con Gullit.
    Ma anche il finto-Re, che del resto si sciolse già di fronte a Nowitzky…

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    1. Vedo che qualcuno ha voglia di like facili.
      Gullit rappresentava il nuovo e cioe’ il calcio moderno quindi direi che sarebbe stato piu’ uno paragonabile al Re dei Re oppure ad uno dell’Invincibile Armada di Oakland.
      Con questo paragone hai preso uno scivolone.
      Di fronte a Dirk non si e’ sciolto nessuno. Semplicemente il Verbo non era pronto per essere rivelato e il piu’ grande giocatore
      europeo di sempre era semplicemente instoppabile.

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      1. Bella supercazzola con la quale non hai detto un cazzo.
        Il lockdown ti ha permesso di riposare ma ti ha fatto perdere la condizione, non reggi la distanza e al terzo post sei già in affanno vedo…

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        1. Ps: “like facili” a commento di un mio post supera ogni trollata, manco lo Starnuto è arrivato a tanto…

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  26. “Non sono in vena di trollate ..”
    Ma infatti

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    1. Mah, io credo alla sua buonafede…..lui è proprio così….

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  27. KD ha nel curriculum la non secondaria medaglia
    di aver perso un titolo con in squadra Curry, Thompson, Green, Iguodala

    questa poi…
    KD ne avrà giocata mezza in tutti i PO, Thompson ha giocato le finals quasi sempre mezzo infortunato fino a spaccarsi sul più bello in gara 6 , Iguodala è stato infortunato durante la serie ecc..

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    1. Ricca: per l’esattezza KD ha giocato la bellezza di 12 minuti in tutte le finals…

      Belisá posa il fiasco 🙂

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  28. Io un po’ lo capisco Belisario
    il corona virus e il lockdown ci hanno regalato nuovi utenti con perle stratosferiche (oltre a un paio di soliti noti)

    Qualcosa deve pur fare (e apprezzo lo faccia di qua)

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  29. Dane sto pure lavorando ma mi sto annoiando mortalmente.

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    1. Si, si, si era capito…

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  30. Ho visto anch’io nella noia le prime tre puntate
    Disgustoso l’attaccare continuamente Ciccio Pasticcio che non può difendersi in quanto temporaneamente morto
    Ho visto di sfuggita che avete criticato in non spazio dato a Kukoc , ma non è colpa dei documentaristi se ha rinunciato ad andare nel gotha della pallacanestro europea per andare a fare il comprimario in NBA

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    1. Temporaneamente, eh?! Poi resuscita e gli fa un culo così…

      Ps: “comprimario” è degno di Belisario, però sicuramente i documentaristi hanno operato così per quello, già già…

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  31. Sono incompetente sul piano tecnico nella pallacanestro rispetto a tutti voi, però come “fiction” per me The Last Dance funziona. Ok, voi sapete tutto e potreste ripetere a memoria i risultati di ogni partita dei Bulls di Jordan, però se si ha una conoscenza media (“media” vuol dire conoscere un po’ la storia di quegli anni di NBA: posso dire che saper citare almeno sette/otto membri del dream team 92 sia una conoscenza accettabile?) allora la soddisfazione è garantita, anche sul piano narrativo. E se le primissime puntate sono forse sembrate ad alcuni agiografiche, per me le ultime che ho visto non lo erano affatto. La vicenda dell’arrivo di Kukoc non è che sia stata trattata in modo tanto tenero verso Jordan e Pippen, per esempio. Ma vediamo come va a finire la stagione 97-98…

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  32. Di Kukoc hanno parlato ieri sera, ma più che altro in funzione anti Krause.
    ps: Kukoc che ricorda che dopo la chiamata dei bulls rimase in Europa altri due anni perché avrebbe guadagnato molto di più (e passano le immagini di lui in maglia benetton)

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  33. Leonto rilancia sul rilancio con una doppietta “temporaneamente” e ‘documentaristi” che fa impallidire il mio ‘fiction”. Ma nella sostanza e’ tutto giusto.
    Leonto mi dai un parere tecnico su un ipotetico GS 2016-Bulls 1996? Calcisticamente sarebbe l’ipotetica partita tra quali due squadre?

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    1. Juve di CR7 contro Milan di Van Basten.
      E t’agg’ trattato… (cit.)

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  34. Matrix lo so bene quanto ha giocato. Ma per facilitarmi il lavoro levo tutti gli asterischi cosi’ come avviene per valutazioni dozzinali di carriere o finali di altri giocatori.
    Quindi usando un parametro ben noto qua dentro KD ha perso un titolo pur avendo quei quattro in squadra, impresa non da poco (poi possiamo anche parlare piu’ specificamente di che idea avessero i compagni di squadra e di come venisse trattato essendo salito su un treno in corsa che andava abbastanza veloce gia’ senza di lui). Ma non siamo qui per parlare di questo.

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    1. Infatti OKC é un discorso giá piú valido per criticare KD (e Westbrook e Harden…).
      GSW no.
      Piú che sweppare qualunque avversario cosa poteva fare?

      Quei Bulls peró li lascerei stare. Se vuoi fare un confronto con GSW ti suggerisco di rivederti le finals 2015. Quelle che vinsero…

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      1. Se scomodo anche il periodo a OKC sparo sulla Croce Rossa.

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  35. Belisario , guardala, ne vale comunque la pena.
    Cose già viste e sentite. Mi mancavano le immagini di quel famoso allenamento a montecarlo non le avevo mai viste, sapevo del mancato endorsment di jordan per il candidato senatore afroamericano, ma non che l’avversario fosse uno del KKK.
    Opinioni personale rispetto a quanto letto sopra:
    – Krause era trattato male anche in vita, per cui poco elegante ma non una novità.
    – Kukoc offensivamente vale Rodman in difesa, per cui poche stronzate.
    – sono curioso di vedere come parlano del primo ritiro. Tanti ma tanti dubbi..io continuo a pensare sia stato invitato da Stern a “riposarsi”
    – Chicago Bulls senza storia più forti di qualsiasi squadra abbia mai visto. GSW fortissimi ma proviamo a farli giocare con le regole dei ’90; curry avrebbe fatto il paxson con più classe. Oppure i bulls con le regole di oggi. Jordan avrebbe fatto , e non esagero, esattamente i punti necessari per vincere la partita. 30-40-50-60 e non sto trollando
    – Lebron James sarebbe stato un fenomeno in qualsiasi epoca. Troppo fisico, troppa cultura del lavoro, troppo talento per non emergere; su questo non ci sono dubbi. Poi non so se a livello di stress, pressioni, provocazioni avrebbe retto . Parere personale, avrebbe preso più scoppole da giovane (invece di essere il bullo dopo 2 giorni di nba) ma sarebbe maturato prima (un pò come successe a bryant) e sarebbe stato dominante (non so se così longevo). Certo rimango dell’idea che Jordan sia irraggiungibile
    – Velo di tristezza a vedere kobe, però l’amicizia profonda con Jordan per me un pò romanzata.

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  36. matrix i GSW pre Durant, molto più belli, eccezionali ma fragili psicologicamente come pochi.
    Se la sono veramente fatta sotto contro Lebron e 11 scappati.
    0 possibilità contro quei bulls.
    Ecco la versione di GSW con Durant , già altra questione.

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    1. Murillo: quoto anche le virgole.

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    2. 12 scappati, quindi… 😀

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  37. Spiacente ma io resto sempre dell’idea che la vera rivoluzione nel gioco dipenda dai 3 secondi difensivi. Nella lega di oggi si deve difendere contro gente – nella quasi totalità dei casi – con un primo passo devastante; le spaziature, gli angoli come zona del campo dove è più difficile flottare e, soprattutto, la cancellazione dei ruoli sono solo l’evoluzione del gioco e il tiro da 3 la logica conseguenza.

    P.S. Tiny Archibald o Norm Nixon andrebbero dentro mani in tasca con le difese di oggi e Klay Thompson non uscirebbe sano da tutti blocchi che gli portano. Ma le girelle Motta non vengono più prodotte 🙂

    @ Murillo
    Il lato debole di quei GS era poesia.

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  38. Scusate sono ancora sotto shock dopo aver letto che Golden State di Curry avrebbe fatto 190 punti contro i bulls di Jordan. Quelli del secondo tp. Presumo che i 190 punti li avrebbe fatti tutti curry tirando da 10 metri perché non oso immaginare la poltiglia umana in cui sarebbe stata ridotta il resto di GS. Questi hanno sballato utah di stockton to malone e mi parlate dei bimbiminkia di oakland? Nella storia peggiore squadra da incontrare per l’asilo di kerr, solo i bad boys di detroit forse erano peggio. La avremmo visto davvero gente in lacrime sul parquet.

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    1. @Jeremy

      Tu dici meno di 190 punti… (complessivi) in 4 partite?

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      1. No non sono un troll. Fai tra 80- 90 e bulls tra 100- 110 a partita. Avrebbero tenuto 2 partite.

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    2. Si, le lacrime dei Warriors è un’immagine che rende abbastanza l’idea…

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  39. oggi si deve difendere contro gente – nella quasi totalità dei casi – con un primo passo devastante
    immagino che Marcopress chioserà 🙂 🙂

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  40. Fortunatamente per il Benfica del 1962 non ci sara’ mai da incontrare il Milan di Ancelotti quindi sempre fortunatamente si potra’ restare col dubbio.

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  41. belisario,

    cercare di delegittimare il miglior giocatore di basket in attività non rende più forte LBJ

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  42. “Pozzecco, la NBA, Michael Jordan e Jamal Crawford”

    Estate del 2001. Gianmarco Pozzecco dopo i complimenti ricevuti da Tim Duncan al McDonald’s Open di due anni prima (“Quel ragazzo coi capelli rossi mi ha impressionato”), sbarca negli Stati Uniti. In un training che precede la stagione, il Poz ha gioca a Chicago contro Jordan e pare sia riuscito anche a rubargli un pallone. Leggenda narra che, in realtà, la palla stesse uscendo e Jordan si fosse tuffato oltre la linea per rimetterla in campo, dove, proprio in quel momento, la ricevette il play italiano che partì in contropiede. Poco importa, per gli amanti delle statistiche, il tabellino del Poz segna 1 alla voce “steals”, diventando l’unico italiano di sempre ad aver “rubato” palla a His Airness. Altra leggenda vuole che Il Poz si fosse lamentato vivacemente per un fallo non ravvisato. Il tecnico della panchina avversaria, gli si avvicina con presunzione e gli dice “Taci! Questa è la Nba!”. Passano pochi secondi, il Poz conquista palla, fa un arresto e tiro da 8 metri e nella palestra risuona un sibilo inconfondibile: ciuff. Il pubblico applaude la prodezza, Poz si avvicina di nuovo al tecnico e muovendo tre dita gli risponde “Ma guarda un po’, questa vale tre punti anche qui?”. Il pubblico raddoppia l’applauso e l’uomo bianco di Trieste diventa il nuovo idolo del far west americano. Pozzecco impressiona col suo basket e ne mette 21 in una amichevole contro gli Spurs ma il suo caratterino non gli favorisce lo sbarco oltreoceano.

    Ieri sera, nella diretta instagram con Bobo Vieri, il Poz ha aggiunto un aneddoto su quei giorni a Chicago:
    «Ho assistito a una scena pazzesca. Jordan è uno che scommette su tutto, ma su tutto davvero. Mi stavo cambiando e dopo una partitella era rimasto in campo Jamal Crawford. Arriva Jordan e gli propone una sfida: cinque tiri da tre a testa, in palio mille dollari.
    Vince Jordan.
    Poi, non contento, va da Crawford e gli dice: “Adesso abbiamo scherzato: giochiamoci cinquemila di dollari”. Crawford accetta. E vince…
    Finita? Macché. Jordan non ci sta a perdere e insiste: “Ascolta, con che macchina sei venuto?”. Crawford aveva una Mercedes, uno di quei macchinoni enormi con le ruote giganti, “Sono venuto in Mercedes, Michael”. Jordan risponde “Io sono venuto con una Ferrari. Ci giochiamo la macchina?”.
    Crawford si fa due conti, ci pensa, e poi accetta.
    5 su 5, vince Jordan.
    Finita? Macché? Jordan si è fatto portare un cacciavite perché sulla Mercedes di Crawford, al posto della targa, c’era la scritta ‘Jamal’. Ha staccato il suo nome ed è andato via in Mercedes».

    https://www.facebook.com/LaGiornataTipo/posts/2701123580014187

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  43. I Warriors del 2016 ne facevano 190 ai Bulls del 1996, che nel 2016 avrebbero avuto circa 50 anni. Potrebbe essere.

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    1. Resto dubbioso lo stesso. Pippen Rodman Kukoc e MJ, dagli 6 mesi perdono qualche chilo e li metti in una serie. Mmmmm gli farebbero cacare sangue. A 50 anni.

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      1. Beh, MJ era stato abbastanza minaccioso in merito: “Don’t laugh!…”

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  44. gli ultimi due minuti della puntata numero 7 mi hanno devastato
    potentissimi
    a confronto, il discorso nello spogliatoio di Al Pacino in Ogni maledetta domenica è un “buon divertimento ragazzi”

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  45. Viste ieri sera ultime 2 puntate.
    Bellissimo.
    nostalgia canaglia.
    Doppia chicca finale , canzone e chiusura finale di jordan che ancora adesso non riesce ad accettare di non aver potuto provare a vincere il settimo.

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  46. per me invece si è visto che l’ultima puntata l’hanno messa su un po’ in fretta e furia (doveva uscire a giugno) ed è mancata un po’ di “anima”.
    Detto questo, jordan dice che avrebbero vinto anche il settimo…non lo so, può anche essere, ma nelle ultime due puntate si è visto che erano veramente stanchi, mentalmente ancora prima che fisicamente. Dubito che un altro anno insieme non avrebbe peggiorato le cose…
    In questo senso, lo stesso Kerr qualche tempo fa, all’ennesima domanda sul fatto che se Jordan non si fosse ritirato nel 93 i Bulls avrebbero potuto vincerne 8 di fila, rispose che proprio perchè si era ritirato per (quasi) due anni erano riusciti a spingersi fino al 98….

    Ecco, proprio quello mi ha colpito…il messaggio più forte, alla fine, è che essere bravi, bravissimi, non basta…rimanere a quei livelli è soprattutto un fatto mentale: non mollare nulla, crederci sempre ma soprattutto rimanere con la testa sul campo e su quello che devi fare, qualunque siano le condizioni. La grandezza di Jordan è anche e soprattutto quella: Il “flu game” del 97 o i 50 secondi finali di gara 6 nel 98 ne sono una testimonianza potentissima.

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    1. Dal punto di vista del “mito” Jordan è stato molto meglio che si sano fermati nel ’98.
      Lui era ancora ad altissimo livello ma quel titolo lo hanno raggiunto con le unghie con alcune situazioni al limite dell’impossibile (il 4 su 4 di Rodman ai liberi in gara 4 per esempio) e tanta forza mentale.
      Ovvio che lui abbia il rimpianto del settimo titolo, è una delle persone più competitive della storia, meglio però che il ricordo rimanga su quell’ultimo tiro (e sull’ultimo minuto estratto dal cilindro quando ormai era esausto e sembrava spacciato).

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      1. anche per me è così.

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  47. È così.
    98 é stata la fine di un ciclo.
    Bello e giusto così.

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  48. Ricca, non è un caso che nella lista di farmaci sospetti del più grande processo per doping ai danni di una squadra di calcio italiana, la cosa che colpi i periti e quindi gli inquirenti furono le apocalittiche dosi di cardiotonici ed antidepressivi.
    Per ragazzotti di meno di 30 anni pagati miliardi per fare la bella vita.
    Per dire…

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  49. Dandy: adesso per fortuna ci sono motivatore 10 e sodali, quindi il doping esiste solo piu` in Russia.

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    1. Tu rosichi perchè tifi per il Toro e non vinci mai!

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