Supermercato o negozio?

Meglio il supermercato o il negozio, piccolo ma non necessariamente piccolissimo, vicino a casa? L’Italia ferma a causa del Covid-19 non sta facendo morire di fame gli italiani, che anzi rincoglioniti davanti al video (più di 6 ore al giorno in media) si stanno ingozzando come non mai, con anche la scusa per non fare nemmeno una corsetta (nel caso verrebbero multati, oltre che insultati da neo-cittadini modello che in salotto hanno il poster di Burioni). La spesa però va fatta, fisicamente oppure online.

A proposito di online… Prima dell’era del coronavirus gli ordini online di alimentari raggiungevano a stento l’1%, per certe catene come Esselunga magari anche più del triplo, ma comunque un piccolo mercato. Nell’ultima settimana, stando a dati parziali, si è abbondantemente superato il 20%. Poco importa che metà delle persone che conosciamo ordini via web: esiste un mondo anche fuori Milano.

Insomma, 4 volte su 5 la spesa viene ancora fatta fisicamente e la ovvia scelta è fra il supermercato e il negozio di vicinato, quasi sempre specializzato: panettiere, fruttivendolo, macellaio, eccetera. Detto che una scelta non esclude l’altra, il ‘Di qua o di là’ arriva in un momento in cui per molti la spesa alimentare è l’unica occasione per uscire di casa e quindi la scelta è ancora più ideologica che nella vita normale, quando spesso si cerca soltanto di risparmiare tempo.

Come al solito non fingiamo neutralità: eravamo per i piccoli negozi prima e lo siamo ancora di più adesso, visto che quasi mai sono affollati. Costano leggermente di più? Dipende, perché raramente nel negozio specializzato compri qualcosa che non ti serve e quindi in generale non è detto che escano più soldi. Per non parlare della qualità, a partire dal pane. Supermercato o negozio?

Supermercato o negozio

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36 commenti

  1. Da neo cittadino modello con il poster di burioni in camera (non sono un runner ma di solito questo è il periodo in cui solitamente mi faccio dei bei giri in bicicletta con Una Gobbina sul lungo Po) voto negozietto piccolo con menzione per i lavoratori della grande distribuzione che hanno a che fare con i coglioni ..anzi no…dei poveri cittadini reclusi da un regime dittatoriale..di cui parlava l’articolo citato da Dane ieri

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  2. Interessante questione, soprattutto se ambientata sull’Appennino e non in città.
    Qui da noi (vallata dell’entroterra ligure, praticamente una sequela di piccoli o minuscoli comuni che seguono il corso di un fiume, tutti con capoluogo a fondovalle e frazioni sui rilievi) dopo circa una settimana di quarantena si è sollevata una questione.
    Se nel mio comune ci sono solo negozietti piccoli ma in quello confinante c’è il supermercato, cosa posso e non posso fare?
    La prima interpretazione è stata restrittiva: dal comune non si esce, se devi comprare compri al negozietto.
    Poi, però, è emerso che forse comprare TUTTO quel che serve (leggi: le provviste grosse, quelle riempidispensa) al negozio non è il massimo dell’economia, così il sindaco ha fatto un’ordinanza un po’ pilatesca: è consentito uscire dal territorio per comprare cose che non si trovano all’interno del comune. Che è una minchiata, perché qui si trova praticamente tutto, ma a prezzi non da Lidl per intenderci.
    Così è finita a buonsenso, previa consultazione coi carabinieri e le polizie locali di tutta la vallata: se vai al discount del comune limitrofo, si chiude un occhio.
    (Comunque dovendo scegliere votato negozietto: ci vado tutti i giorni per le cose contingenti, però la dispensa l’ho riempita al supermarket).

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    1. Oh, finalmente un po’ di buon senso! Sono morti tutti o c’è qualche sopravvissuto?

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  3. Oggi ovviamente solo spesa al super, ma in condizioni normali la scelta si fa più complessa.

    Non so voi, ma se faccio la spesa in negozi etti specializzati, va a finire che spendo molto di più. Mentre invece al supermercato per motivi di spazio spendo meno.

    Senza contare che certi negozietti sembrano delle gioiellerie, soprattutto quelli che vendono formaggi e vini di importazione

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  4. vado solo a Lidl ed Eurospin

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  5. Negozietto a 100 metri che ti porta pure la spesa a casa (ordini oggi per venerdì), ma che te la prepara anche e passi a ritirarla in negozio. Piuttosto di fare la coda al supermercato, anche in tempi normali, spenderei qualsiasi cifra.

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  6. Trovo che molti negozietti di alimentari si siano reinventati, anche prima del coronavirus, con siti web e consegne a domicilio fatte per tutti e non solo per i clienti abituali… la vera differenza sta poi nel poterci andare a piedi… il problema è per chi è fuori dal mondo alimentare…

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  7. Cydella: Negozietto?! Se ci fai tutta la spesa come la faresti al supermercato non è un negozietto.
    Posto che la consegna a casa la fanno anche i supermercati.
    Dai, piantatela di fare tutti gli hypsters che sembra di vedere un programma di Sardella….ma poi passa anche la vecchietta a fare le penne col Ciao e a parlare col gergo giovanile?! (cit.)

    Filippo Lucca: per me non è tanto una questione economica (qualcuno potrebbe dirti che la qualità si paga, non puoi pretendere di risparmiare su formaggi e vini d’importazioni) quanto di tempo.
    Qua qualcuno vorrebbe far credere che il mitologggico Uomo Indiscreto passa la giornata (quale, di grazia?! Il sabato?! Realtà?!) a far spesa perdendo mezz’ora dal fruttivendolo, mezz’ora dal panettiere, mezz’ora dal macellaio, mezz’ora dal salumiere, mezz’ora dal droghiere, ecc. come un maggiordomo qualunque…

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    1. Negozietto di 100 metri quadri a gestione familiare, nel quale trovi il 90% dei prodotti che ti servono (magari solo una marca), che ti permette di andare solo una volta ogni tanto al supermercato.
      A Crema la consegna a casa non la fa nessun supermercato di Crema (Famila, Conad e Coop) a parte questi negozietti.
      Non ho capito il discorso hypster.

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      1. Negozietto di 100mq dove trovi il 90% dei prodotti, per l’altro 10% vai al supermercato comunque o un’altro negozietto da 100mq?!

        Aaaahhhhh, la Tauromachia!!! (cit.)

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    2. Magari quando saremo in pensione, e non sapremo come riempire le giornate.. 😀

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      1. Anche tu puzzone populista schiavo del capitalismo che mangia solo platica conservata?! 😀

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  8. nel mio paesino tutti i negozietti,e anche le aziende agricole, fanno consegne a domicilio..quanto ad esselunga mi piacerebbe riuscire a prenotare via web ma son ormai due settimane app e sito impazziscono a mezzanotte

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  9. purtroppo per pragmatistico scelgo “supermercato” in quanto per motivi lavorativi mi capita di fare spese anche sul tardi o la domenica

    mia madre, pensionata, va invece di negozietto, ma ha tutto il tempo e il “gusto” per andare in QUEL posto a comprare la carne, in QUEL posto che c’è il pane buono etc. spende un po’ di più (a volte anche significativamente di più 😀 ) ma la qualità è migliore e si fa anche la passeggiatina…

    Anche io vorrei poter scegliere negozietto, ma essendo schiavo del Capitale e viste le scarse performance su Bet365 devo un po’ fare di necessità virtù quando possibile

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  10. In Italia sempre preferito il negozietto. Ma in generale di mio sempre preferito spendere qualcosa in più ma dare una mano ad attività che magari non hanno sbocchi online o non fanno parte di grandi catene che non comprare nei grandi centri commerciali (che odio in maniera viscerale).

    Nei negozietti (che non sono certo dei buchi 2×2) trovi tutto quello che ti serve. E fortunamente io non sono un accumulatore seriale di cibo come mia madre, cucino benissimo (quindi faccio qualcosa di buono con qualsiasi ingrediente) e quando voglio mangiare davvero bene vado a mangiare fuori.

    Purtroppo qua in Irlanda non esistendo il negozietto sono costretto a farmi piacere la Lidl o il Dunnes Store (con prezzi quest’ultimo da bagno di sangue totale). Piccola nota: non così tanto preferibile andarci sul tardi quando sono vuoti in quanto l’aria probabilmente è bella stracarica di germi accumulati in tutta la giornata.

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    1. immagino che ti fai anche ferrare il cavallo per dare lavoro al povero maniscalco…

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      1. I miei si ferrano da soli.
        Ma il problema sono gli asini Andrea. Quelli non capiscono mai niente e bisogna portarlo dal maniscalco. Loro si.

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  11. Ah, ecco, mancava la motivazione umanitaria per sostenere il piccolo commercio…..mi si stringe il cuore!…

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    1. Ma che mi frega di risparmiare 50 cents sul prosciutto. Non avendo famiglia posso fare i conti belli larghi. In più risparmio molto più tempo che non andando in giro per scaffali strapieni di cose ridondanti ed inutili. Certo, capisco che per uno che non sa cucinare magari sia importante avere ampia scelta di bastoncini, minestroni in scatola, insalata già tagliata o di pizze surgelate.

      Inoltre sapere come destinare le risorse dando una mano alla società è dovere civico (che so che per noi italiani che abbiamo senso di unità pari a zero in quanto governati dal sacro egoismo è più di una bestemmia).

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      1. AH AH AH!!!! Pure il pippotto morlaistuco!

        Belisario, ma piantala di fare il pagliaccio, che tra l’altro con la storia del non saper cucinare hai pestato una merda grande quanto il tuo gregge!

        Ho scritto tre volte che non è una questione di risparmiare, è che fa ridere il radicalchichismo con cui si ciancia di piccoli negozietti con lo stesso tono con cui i post-comunisti degli anni 80 diconno di non possedere la televisione.

        Ecco, con la storia che al supermercato vendono solo surgelati già tagliati e che perdi più tempo tra gli scaffali che nopn a girare tra i singoli negozi ti sei tradito, lo dicevo io che si stava recitando una parte.

        Eh ma il dovere civico di dare una mano alla società…..TU! Che sagoma!!! 😀

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  12. Non c’è di sicuro contraddizione. Al supermercato, o meglio ancora online, si ordinano le cose standardizzate (detersivi, carta igienica, eccetera), nel negozietto quelle che fanno la differenza come il pane e la frutta, sempre che una differenza ci sia e l’utente sia in grado di apprezzarla. Se pensiamo a quante cose inutili e/o fatte scadere abbiamo preso nei supermercati solo perché in offerta, vedremo che tanti discorsi sulla convenienza andrebbero rivisti. Su tutto c’è che una strada piena di negozi è viva, una piena solo di case-dormitorio, anche se costose e di design, una merda.

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    1. Sì, si chiama diversificazione (che tra l’altro avviene anche tra supermercato e supermercato, ah, vi dò una notizia: ci sono anche i banchi macelleria, salumeria, formaggi, ecc. anche nei supermercati, non è che vi si comprano solo buste di plastica….) e credo non ci sia neanche una persona al mondo che non segua questo schema.
      Che è cosa diversa dal dire “io solo negozietti”, con l’aria di chi sta degustando un Sassicaia del ’83 comprato dal vinaio sottocasa che ha schiacciato l’uva coi suoi piedi nel retro del negozio…

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  13. Supermercato per il grosso, negozietto per il fresco. Qua. A milano o in città diciamo urbane tipo Bruxelles pero difficile dire negozio, magari in periferia tengono ancora.

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  14. in casa mia copriamo un po’ tutto il range: per la spesa “di funzionamento” si va, nel senso che va mia moglie che non mi vuole perchè dice che faccio casino e io non insisto, al supermercato (Esselunga Gae Aulenti o Carrefour h24 in Principessa Clotilde), il cibo di solito in negozi, soprattutto carne (Pellegrini o Macelleria Popolare) e pesce (Gelmetti), anche facendo qualche metro in più, verdura di solito al mercato di via S.Marco che poi la porta in casa… a me piace andare alla Lidl la settimana auto e moto per comprare tutte le cose più inutili (anche se Aldi è imbattibie su questo fronte, sembra l’ultima pagina del Monello con le scimmie di mare e gli occhiali a raggi x)

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    1. Ooohhh, perfetto!
      Lo standard qui a Milano ad esempio è così più o meno per tutti, con le dovute differenze.
      Qua a San Siro ad esempio c’è un Centro Carni che è un supermercatino in realtà (non so se sta dentro i 100mq di Cydella, forse arriva a 120, come lo cataloghiamo?! Sono abbastanza radical-chic o rientro già tra i populisti puzzoni?!), con un banco macelleria favoloso (l’unico che mi procura il manzo argentino (che il mitologico negozietto sottocasa di sto cazzo manco si sogna…) e un banco salumi & formaggi da favola (roba che nemmeno i singoli negozietti hanno ed a prezzi da supermercato, di puro culto il gorgonzola al cucchiaio….). Altro esempio sono i Mercatini Comunali (ma pagherei per un Mercato Centrale come quello fiorentino…).
      Poi sì, mio nonno andava da Peck tutti i giorni, soprattutto in pausa pranzo (non fosse altro perchè ce l’aveva davanti casa….) ma da qui a spacciarlo per standard per fare il figo su un blog ce ne corre…

      p.s.: ecco, leggendo la tua disamina, mi viene in mente che sto ancora aspettando la descrizione di giorni e tempi di spesa di ognuno. Soprattutto quelli del mitico negozietto sottocasa, dove aspetti mezz’ora per tre mele di merda perchè la vecchia davanti a te deve finir di raccontare del matrimonio della nipote e il tizio dopo deve fare le pagelle della partita col fruttivendolo…

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      1. giuro non ho capito, “fare il figo” è riferito a me?

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        1. No, Paolo, ovviamente no.
          Ti avevo preso come esempio positivo… 😉

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          1. infatti non capivo, dicevi le mie stesse cose o quasi…. 🙂

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            1. Si, ma soprattutto ti citavo come esempio positivo perché tra i pochi ad evitare la recita da “AAAHHH LA TAUROMACHIA!!!”, che qua ormai fare la spesa al supermercato è diventato come votare DC o Berlusca: non lo fa nessuno, poi però chi sa come mai i negozietti chiudono…😜

              Ps: di puro culto quelli che su FB piangono la chiusura del negozietto a cui erano tanto affascinati e poi tre post dopo esaltano la comodità di Amazon… 😝

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  15. Ho scelto piccolo negozio, ma ovviamente non tutti i piccoli negozi sono uguali: per me lo scopo del piccolo negozio è selezionare prodotti di qualità superiore a quelli dei supermercati, riducendo l’assortimento, tenendo prezzi non troppo superiori a quelli dei Carrefour di alta gamma. Per quanto riguarda la grande distribuzione il mio supermercato preferito è il Carrefour di via Gustavo Modena ( in cui una volta ho visto andare a fare la spesa tre panterone svizzere in Porsche venute appositamente da Lugan ) che ha prodotti di qualità superiore al banco gastronomia/salumi e carne, con prezzi che si avvicinano a quelli dei negozi: l’ultima volta il parma 24 mesi costava 38.90€ al kg, pericolosamente vicino ai 50€ al kg che costa da Zoppi & Gallotti.
    Ovviamente parlo di cose da mangiare, per il resto uso solo amazon primenow, il pane da Princi.

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  16. Dane, un tempo la qualità dei tuoi interventi era decisamente migliore.
    Te lo voglio dire da non-amico ma da persona senziente: avresti anche rotto il cazzo con questa cosa che ognuno che scrive lo fa per dare insegnamenti, per fare il comunista col culo degli altri, per far vedere che è radical chic o peggio ancora per darti contro.
    Ti sto dicendo dove devi fare la spesa? No.
    Ti sto dicendo quanto devi spendere per mangiare? No.
    Allora, sii buono: lascia che io o chi altri faccia la spesa dove gli pare , spenda quanto gli pare per i motivi che gli pare e non rompere i coglioni.
    E se puoi, fai una prova ma per una volta prova a non dire la tua su un post su questo sito. Uno. Direttore per favore faccia un articolo che ne so , sulle chiose alla Divina Commedia tra il 1647 e il 1653 e gli faciliti il lavoro. Tutto sta ad iniziare a non commentare.
    Che poi sicuramente verrebbe fuori che il tristristristristrisavolo suo faceva Chiosa di cognome e la chiosa era stata inventata proprio da lui e saremmo punto e a capo.

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    1. La qualità dei miei interventi è obbligata dal trend di moda, posso mica passare come un vecchio Irritante Sfigato. Mi sto adeguando al New Deal.
      Non commento mai il tennis, quindi hai già detto una cazzata, oltre al fatto che qui tutti commentano tutto (tu per primo…), visto che c’è stata gente che ha commentato articoli su musica che nemmeno ascolta o conosce.
      Dopodiché, visto che ogni mio post viene sviscerato e seppellito di contestazioni credo di poter fare lo stesso.
      Ma non c’era bisogno che tu sprecassi tante parole, sarebbe bastato che uno solo degli impegnatissimi uomini di Indiscreto descrivesse programma e tempistiche di spesa in cui danza tra un Barolo del ‘72 dal vinaio ed una primizia dal fruttivendolo.
      Al momento l’unico del Partito del Negozietto che mi ha risposto ha citato un supermercatino di 100mq dove prende il 90% della spesa.

      Per quanto riguarda il rompere il cazzo, non sono stato certo io a cominciare con le lezioni morali tipo Gambaro (“chi capisce di calcio sa che è come dico io!”).

      Eh ma il dovere civico, credo sia mio diritto ridere se lo leggo su un sito in cui tutti dichiarano di non riuscire a vivere senza auto sotto il culo, perdonami… 😛

      Ps: poi va beh, sto sfogo ti è venuto come jolly per attirare gli amici e averla vinta e quindi via……se non fai almeno +50 sei un dilettante….eh ma la Banda! 😀

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  17. Pensavo che la scelta fosse legata a questo particolare periodo, quindi ho risposto che adesso preferisco il negozio, piccolo ma non necessariamente piccolissimo, vicino a casa (da qui ho parlato di 100 metri quadri e che ci fosse quasi tutto). Ripeto: adesso. In tempi non di stato di polizia, faccio la spesa grossa al supermercato e poi, per le cazzate quotidiane, vado al negozietto vicino col cane (faccio pisciare il cane), perché ci metto 5 minuti, invece di mezzora abbondante al supermercato. Sono un po’ meno radical chic?
    Poi capisco chi non ha problemi di soldi, è da solo, non ha voglia di perdere tempo, si può muovere poco e va sempre al negozio. Niente di sconvolgente, soprattutto nelle cittadine di provincia, poi magari a Milano il negozietto è sinonimo di boutique e allora è un altro discorso.

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    1. Ah quindi per i tempi della spesa si calcola solo quelli di spostamento….uhm…..praticamente come fanno per calcolare i morti da Covid19 in Germania… 😂

      Ps: IL

      MIO

      NON

      È

      UN

      DISCORSO

      DI

      PREZZI

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  18. Votato Supermercato per due motivi:
    – posso fare la spesa senza dover rivolgere la parola a nessuno
    – dopo 15 anni vissuti all’estero (AH, Dirk van der Broek, Waterose, M&S, etc…), i prodotti del reparto di gastronomia dell’Esselunga e della Coop mi sembrano preparati direttamente da Blumenthal
    Il mio ideale sarebbe ordinare solo online, ma con frutta e verdura arriva di tutto e la carne preferisco comperarla direttamente in negozio. Con mia moglie abbiamo provato ad andare al mercato (Firenze, mercato di Sant’Ambrogio), ma le volte che siamo andati c’era troppa gente e in tarda mattinata non rimaneva molto.

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    1. Ti lovvo!

      Sottoscrivo il tuo primo punto, che si ricollega peraltro all’ultimo (il mercato è vietato dalla mia religione…).

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