La generazione del pupazzo Uan

Chi si ricorda di Bim Bum Bam? Noi per motivi di età la trasmissione per bambini del pomeriggio di Italia 1 e più tardi di Canale 5 non l’abbiamo mai seguita davvero, pur sapendo della sua esistenza e vedendone spezzoni durante lo zapping. Però rispettiamo il culto di Cristina D’Avena di molti nati dalla metà degli anni Settanta in avanti e non ci siamo sorpresi quando tanti ex bambini (soprattutto ex bambine) ci hanno scritto per segnalarci il ritorno in televisione di Manuela Blanchard, su DeA Junior (canale 623 di Sky), in un programma in cui insegnerà il Tai Chi (di cui è maestra e si è occupata negli ultimi decenni) ai giovanissimi.

Manuela Blanchard altri non è che la presentatrice che nel 1985 a Bim Bum Bam prese il posto di Licia Colò al fianco di Paolo Bonolis, diventando in breve tempo popolarissima, anche perché ancora a metà degli anni Ottanta i canali televisivi guardabili erano davvero pochi. Abbiamo detto a fianco di Paolo Bonolis, ma in realtà avremmo dovuto dire a fianco di Uan, il pupazzo rosa dalle sembianze canine che in tutto e per tutto faceva la parte di un bambino discolo e svogliato, facendo scattare un’identificazione fortissima nel pubblico, che difficilmente superava come età i 10 anni. Bambini che al pomeriggio non erano impiegatini costretti a stare a scuola fino alle 16.30 e a volte oltre, come invece accade oggi.

Il pupazzo, che aveva la voce di Giancarlo Muratori, era un purissimo personaggio anni Ottanta ed era quindi lontanissimo da una qualsiasi funzione educativa: puro intrattenimento per bambini, con divertenti siparietti e dispetti fra lui, Bonolis (che era già Bonolis, come stile) e Manuela. Senza contare le miniserie all’interno di Bim Bum Bam, spesso parodie di trasmissioni per adulti: Uanathan lo era ad esempio di Jonathan, la trasmissione di Ambrogio Fogar.

Ci rendiamo comunque conto che una buona metà di chi ci legge mai ha sentito parlare di Fogar o dei cartoni animati dell’epoca Bonolis-Blanchard, durata fino all’alba dei Novanta: Creamy, gli Snorky, i Puffi, Mila e Shiro, Sara, Emi, Memole, Sibert e tanti altri che chi ha l’età giusta ricorda meglio di noi che ci basiamo sul sentito dire di sorelle e cugine. Ora che ci pensiamo, forse Bim Bum Bam era più vicino al gusto femminile che maschile.

Uan detestava la scuola, l’autorità, la quotidianità imposta dagli adulti e per questa sua anarchia rischiava spesso gli schiaffi. Un perfetto figlio del suo tempo, per questo rimasto nel cuore di chi è stato bambino negli anni Ottanta. Conosciamo personalmente persone che a 7 anni hanno scritto tante letterine a Uan, inviandole a Bim Bum Bam – Palazzo dei Cigni – Milano 2 – Segrate (Milano). Non hanno mai ricevuto risposta, ma hanno continuato a credere in Uan.

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3 commenti

  1. Generazione Uan a tutti gli effetti essendo dell’82. Di culto la versione di Kiss me Licia con Cristina D’avena e BatRoberto interpretato dal tale che sostituì Bonolis.

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    1. bat roberto cult dei cult!

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  2. Io so che il contagio è partito da Uan.

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