L’Italia di Radio Deejay

Il Festival di Sanremo 2020 è stato fra le altre cose anche il Festival di Radio Deejay. Amadeus presentatore e direttore artistico, Fiorello a tutto campo, Nicola Savino all’Altro Festival, Jovanotti come grande assente. La Radio Deejay non di adesso ma di fine anni Ottanta, quella di Claudio Cecchetto prima della vendita, nel 1994, al gruppo Espresso e di Linus direttore, carica che conserva ancora oggi dopo 26 anni.

Una radio che molti adolescenti dell’epoca ricordano con nostalgia, spesso senza mai davvero averla ascoltata visto che per motivi di frequenze si sentiva soltanto a Milano e dintorni e che assunse una dimensione nazionale solo grazie alle reti Fininvest. Una delle intuizioni di Cecchetto fu infatti quella di trasformarla quasi subito in un prodotto anche televisivo, per Canale 5 e Italia 1, convincendo un Berlusconi che da quel mondo era lontanissimo e in ogni caso riteneva che la musica in una tivù generalista non funzionasse.

Stiamo parlando di tante trasmissioni ma soprattutto di Deejay Television, appuntamento fisso del primo pomeriggio (alle 14, di solito) appena tornati da scuola, che oltre ai nomi già citati lanciò Gerry Scotti e Kay Rush, oltre a un numero impossibile da ricordare di gruppi e cantanti. Molti della scuderia Cecchetto e molti no, ma tutti rimasti nel cuore. Soprattutto quelli che fuori da quel mondo non avrebbero avuto riscontri: da Sandy Marton a Taffy, da Tracy Spencer ai Via Verdi, per non dire Sabrina Salerno (anche lei presente a Sanremo 2020) che Cecchetto lanciò nel 1986 con Sexy Girl e il suo memorabile video.

Ognuno ha il suo conduttore di Radio Deejay del cuore, il nostro è Albertino con il suo Deejay Time e non abbiamo ancora digerito il passaggio, sia pure mantenendo una finestra su Deejay, alla cugina M2O. Ma l’unicità di Radio Deejay risiede secondo noi nel fatto noi non essere più da tanto tempo una radio per giovani, come è chiaro dai riferimenti culturali di tanti suoi personaggi. Si può dire che sia una radio cresciuta con i suoi ascoltatori, non ancora così decrepiti da essere un cattivo target pubblicitario.

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28 commenti

  1. bei ricordi su BaldiniAmaLaurenti

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  2. quando diceva la classifica ho immaginato per un istante che, alla soglia del podio, dicesse “ed ora lo spazio riempipista”.

    vedo il video di Heaven degli Psychedelic Furs, magnifica!

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  3. mai stato in adolescenza un grande ascoltatore di deejay, che forse all’epoca veniva percepita come profondamente antitetica al mondo del rock.

    tra liceo e università ricordo però l’appuntamento fisso del lunedì sera (notte?) con lunediretta, con uno dei gialappa’s e paoletta.

    rammento la paradossale telefonata di uno che, avendo incontrato la sua conduttrice preferita in spiaggia, si era lamentata che questa, in topless per i fatti suoi, si fosse messo il pezzo sopra del costume per fare la foto ricordo…

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    1. 😂 😂 😂 lunediretta, era Marco Santin

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  4. C’è stato un periodo, intorno a metà anni 2000, che sentivo di fila platinette Fabio volo Linus e Nicola il trio medusa per chiudere con Albertino e Giuseppe (i tempi di radio cassa dritta) . Poi mettevo radio blu.

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  5. Mi ha sempre fatto cacare.

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    1. io mi vergogno a dire che la mia deriva radiofonica nel tragitto di ritorno lavoro-casa è passata prima da “caterpillar” a “la zanzara”, per approdare all’attuale incapacità di staccarmi dalla recente scoperta di radio sportiva.

      minuti e minuti di nulla cosmico (fra l’altro pensavo che certi siti esistessero solo nel fantastico mondo di budrieri: invece temo di aver sentito il direttore di qualcosa tipo forzazebrefurlane.aleudin.it), con le vette dei consigli per il fantacalcio e i messaggi vocali whatsapp degli ascoltatori.

      però, come per tutte le droghe, non riesco a smettere

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  6. Minchia troppo pallosa radio Deejay. La radio del milanese imbruttito in cardigan che non vuole rotture di coglioni. Troppo democristiansocialista.
    Linus troppo padre padrone. Tutto troppo strutturato per il medioman.
    Non entro neanche nel merito delle scelte musicali.
    In Sardegna si dice “bambos che ludu” (insipidi come il fango).

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  7. direttore, DJ John che ne pensa di questo pezzo?

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  8. @sartorati: la primissima (e sottolineo, primissima) Zanzara non era malaccio, aveva spunti interessanti e una certa freschezza; poi (anche, ma non solo, grazie all’addio di Telese) siamo arrivati ad una deriva inarrestabile che ha reso il programma inascoltabile. Non dico nulla su Parenzo perchè non vorrei finanziare le vacanze del mio avvocato. Sarebbe da spostare l’orario di Focus Economia di Barisoni (gran programma, ma irradiato troppo presto) ma la vedo dura…

    Caterpillar era godibile, ma con un difetto: c’era quest’aria da “migliorismo” dei conduttori (i più belli i più bravi i più simpatici, una specie di Locura di Borisiana memoria) che rendeva un po’ il tutto forzato.

    Radio Deejay era effettivamente la radio del proto Milanese Imbruttito, preferivo Radio Popolare (che tralaltro di notte proponeva un programma spettacolare, non ricordo il titolo ma ci ho fatto parecchie nottate).

    Su Radio Sportiva ammiro i conduttori che devono parlare ore e ore sullo stiramento del terzo portiere della Virtus Entella

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    1. vado di aneddottica, come nel mio stile, sul mio concittadino parenzo.

      brillante liceale e membro attivo della sinistra giovanile patavina, lo “conosco” per la prima volta durante un dibattito in fiera tra gli otto candidati alla poltrona di sindaco di padova. lo vedo parlottare nel retropalco col suo amico-candidato (e poi futuro ministro della repubblica) zanonato. i due in pratica stanno concordando parola per parola l’intervento di david, che si fingerà comune cittadino al momento del “c’è qualcuno del pubblico che vuole fare qualche domanda agli aspiranti primi cittadini?”. aveva già capito tante cose mentre io perseveravo nel mio idealismo…

      (perfetta l’analisi di caterpillar, ma al terzo – sempre godibilissimo – caterraduno di senigallia sia io che mia moglie ci siamo un po’ stufati di questo migliorismo che veniva fatto proprio anche dagli ascoltatori: siamo belli, facciamo l’offerta all’asta per don ciotti, “ma come non fanno la raccolta differenziata al bar della spiaggia?” e così via. come in qualsiasi accolita di appassionati il tutto si riduceva alla gara di chi era più perfetto progressista degli altri)

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      1. grazie Andrea, sempre utili i tuoi aneddoti

        a proposito di Caterpillar, mia zia (che rappresenta il tipico soggetto “super progressista” che vede la Dandini su Rai3 come il non plus ultra dei piaceri umani…) assicura che “Il Ruggito del coniglio” sia notevolmente superiore a “Caterpillar”

        non avendo mai ascoltato il programma mattiniero, mi fido…

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    2. ricordo una puntata estiva della Zanzara in diretta radio con Cossiga che fu davvero spettacolare, un tempo gli interventi erano davvero di altissimo livello, oggi chiamano solo freaks e subumani. la sento lo stesso ma con meno gusto di un tempo.

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  9. Credo sia nata a Firenze radio sportiva. Ci lavorano assiduamente un paio di ragazzi che facevano l’università con me…

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  10. devo essere l’unico qui che ascolta la radio esclusivamente in auto, esclusivamente canzoni (appena ne finisce una cambio stazione finche` non ne trovo un’altra), esclusivamente quando sono da solo.

    a me sembra sempre la solita interminabile sequenza di cagate.

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    1. Figurati, l’utente auto/camion rappresenta il 90% degli ascoltatori radio. Senza esisterebbe solo radiomaria

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  11. su radio sportiva quoto totalemnte andrea sartorati, una vera droga….

    teotino, ciro (venerabile) venerato …personaggi che li hanno troavto una imensione da santoni
    riescono a riempire giornate e giornate parlando del nulla

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  12. A Radio Deejay saranno anche bravi ma hanno tutti quel tono compiaciuto che mi infastidisce.
    L’unica eccezione è Ciao Belli che fa sempre ridere, di pancia, o quanto meno è collocata in un momento della giornata in cui il bisogno di una risata rigenerante è forte..

    Sul versante “radio-intelligente” il migliore di tutti per me rimane Gianluca Nicoletti. La voce e il lessico sono magnetici, i temi profondi ma trattati dal basso, niente lezioni, niente pregiudizi, niente schemini, niente politica, solo tanta cultura.

    La perfetta compagnia quando sono da solo è però da sempre Radio Subasio, musica prevalentemente italiana, poco parlato, con bellissime voci, misurate, mai invadenti.
    La gente sotto sotto apprezza la “normalità”: la festa per i 40 anni di questa radio è stata il più grande evento mai visto in Umbria, una folla davvero oceanica, arrivata da dovunque (la copertura dell’emittente va dalla Romagna alla Campania)…una sorta di Modena Park, in cui c’erano le strette piazze medioevali di al posto del parco e Vecchioni-Ruggeri-Pezzali & co. al posto di Vasco.

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    1. la debolezza (e al tempo stesso la forza?) del classico ascolto radiofonico nel tragitto casa /lavoro è che, anche qualora la discussione fosse interessantissima, nessuno sale a casa e accende la radio per sentire come va a finire…

      concordo su nicoletti, la cui trasmissione è l’unica che recupero periodicamente in podcast per i viaggi un po’ più lunghi del solito.

      in radiorai (“golem”) rimane insuperabile – al pari con quelle dedicate ai capodanni tristi – la puntata sugli anziani davanti alla tv, con uno spettacolare ritratto di pasquale africano, giudice di forum.

      nicoletti ha il merito di essere al tempo stesso ironicamente autoreferenziale, ma rispettosamente aziendalista: giustissima su radio24 la sua reprimenda in diretta alla conduttrice della trasmissione prima della sua, che invitava gli ascoltatori al termine della puntata a seguirla in diretta sui social. “segnalerò all’editore che ci sono dipendenti che invitano a non seguire l’emittente”

      (sulla scia dei due libri molto bello anche il documentario tv, da lui curato su skyarte, sulle difficoltà dei ragazzi autistici in età adolescenziale)

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  13. Ma anch’io ascolto la radio esclusivamente in auto… È che io sono sempre in auto praticamente…

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  14. Per me, nella manciata di anni a cavallo tra i due millenni, Radio Deejay è stata “Cordialmente”, quando andava in onda il lunedì in seconda serata, e poi – una volta finite le superiori e con qualche mattinata libera da lezioni universitarie – anche “Deejay chiama Italia”. Un innamoramento durato pochi anni ma intenso.

    Un piccolo aneddoto. Inverno 2002/2003, durante un lungo buco tra una lezione e l’altra all’Uni io e un compagno decidiamo di andare a curiosare in via Massena perché al pomeriggio, durante il Deejay Time, c’era Giuseppe che faceva il collegamento dalla strada, proprio davanti al portone.
    A un certo punto, mentre Giuseppe parla, una fiat Brava percorre lentamente il marciapiede (a Milano si parcheggia anche sui marciapiedi). Il deejay, così, cerca di interloquire al volo con l’automobilista (“Salve, lei si chiama..?”), il quale rifiuta categoricamente di rispondere e oppone un seccatissimo silenzio.
    Era Marco Civoli, il telecronista della Rai, che evidentemente aveva parcheggiato lì (la sede RAI dista 200 metri). Nessuno l’aveva riconosciuto.

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  15. @Coffe, giustissimo, Gianluca Nicoletti favoloso, i suoi Golem-Melog (a parte un’edizione per me poco riuscita, in cui la trasmissione durava 2 ore e allungava un po’ il brodo con interviste un po’ sciape ma ok…) erano da culto, andrebbero fatti ascoltare agli studenti delle superiori solo per far capire cosa significa l’espressione “proprietà di linguaggio” (oltre alla sua immensa cultura).

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  16. C’è da dire che Sabrina Salerno è l’unica di quel gruppo di cantanti che, avuto un certo successo all’estero compreso il Regno Unito, oggi è ancora lì che gira il mondo anche se più come simbolo di un periodo che fu che per il presente attuale. Gli altri più o meno meteore per qualche stagione. Diamond dei Via Verdi brano comunque da ricordare a partire dalla lunga introduzione di tastiere. Sandy Marton iconico con la sua tastiera a tracolla.

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  17. Sabrina Salerno ancora oggi è semplicemente una Dea.
    Potrebbe cantare anche la formazione dell’Inter di stramaccioni al contrario e saremmo lì ad ascoltarla per ore…

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    1. la sua interpretazione nel film “Fratelli d’Italia” in qualità di Michela Parodi sarebbe valsa l’Oscar, ma la mafia dell’Academy preferì premiare Jessica Tandy in “A Spasso con Daisy”

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  18. Quoto Transumante: ascolto radio solo in auto e quando son da solo, preferisco la musica e cambio canale quando parte il filotto del dj simpatico. Perquesto amo molto Gammaradio, mentre non sopporto 105 ed ho abbandonato definitivamente Capital perchè ormai inascoltabile. Unica eccezione alla musica era Bordin con la sua rassegna stampa: un fuoriclasse che da solo giustificava l’esistenza di Radio Radicale.

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  19. Fatico sempre di più ad ascoltare quello che viene propinato. Anche in macchina.
    Deezer per la musica e Google Podcast per ascoltare quello che mi va come trasmissioni.
    Radio Capital, solo le Belve ad esempio. Radio Capital non la reggo.
    R24 ascolto 2024 e Olimpia di Dario Ricci a volte Focus Economia.
    Lo sport su R24 era godibile, pon con l’arrivo di Genta, (che apprezzavo ai tempi con il venerdì di palla a spicchi) e la sua truppa alle 14 é diventato una dependance di Tikitaka.
    DEEJAY ascoltatore fisso di fine anni 90.
    Poi ho smesso.

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    1. C’è meno differenza qualitativa tra “Campo di Grano con Corvi” di Van Gogh e lo scarabocchio con pennarelli di un bambino 2-enne che tra “A tempo di sport” di Garanzini e “Tutti Convocati” di Genta

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