Vota le canzoni di Sanremo premiate dalla critica

Il premio della critica del Festival di Sanremo è stato istituito nel 1982, assegnandolo in quell’edizione a Mia Martini per la sua E non finisce mica il cielo. Il premio è stato poi intitolato proprio a lei, e sono ovviamente tante le canzoni che lo hanno ricevuto. A volte a sorpresa, a volte in modo più scontato e soltanto in base al nome.

Oggi continuiamo quindi il nostro viaggio nel Festival della Canzone Italiana, che sta per compiere 70 anni, chiedendovi di scegliere proprio tra i brani scelti dalla critica, per capire se abbiano meritato o meno, quali siano effettivamente entrati nella storia della canzone italiana e quali siano invece stati più o meno giustamente dimenticati, e sopravvalutati.

Abbiamo diviso i diversi decenni e per ciascuno è possibile esprimere al massimo tre preferenze.

Scegli il migliore premio della critica (massimo tre scelte) - Anni '80

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Scegli il migliore premio della critica (massimo tre scelte) - Anni '90

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Scegli il migliore premio della critica (massimo tre scelte) - Anni '2000

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Scegli il migliore premio della critica (massimo tre scelte) - Anni '2010

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Vota le canzoni di Sanremo premiate dalla critica, 7.3 out of 10 based on 6 ratings

6 commenti

  1. Mie migliori dei decenni: Almeno tu nell’universo, E dimmi che non vuoi morire, Luce (unica decente del decennio, fra l’altro), Chiamami ancora amore… Comunque albo d’oro migliore di quello dei vincitori reali, a volte le élite hanno ragione…

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  2. Direttore che chiede scusa alle élite…

    Mio podio senza decenni
    Almeno tu nell’universo
    Quello che le donne non dicono
    Vacanze romane

    Considerando i decenni invece anche i 2000, con pessimi vincitori in generale, grazie al premio della critica, hanno un senso, con la bellissima canzone di cristicchi e l’ottimo de silvestri che pensavo avesse vinto il premio anche con la paranza.

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  3. “Luce” e “Almeno tu nell’universo” su tutte.

    in alcuni decenni ho trovato con difficoltà più di un nome…

    PS: noto che Malyka Ayane è una habitué del concorso…

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  4. Decennio ’80 inarrivabile, almeno cinque o sei fra le più belle in assoluto della storia del Festival. Non sono d’accordo con il Direttore sugli anni 2000, in cui oltre a Elisa troviamo Bersani, Silvestri e Cammariere con brani splendidi e molto significativi per la loro discografia. Anch’io metto il mio podio all time: Quello che le donne non dicono, Luce e Almeno tu nell’universo.

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  5. segnalo due miei voti “minori”.

    – non sarà un capolavoro di genialità, ma “la fotografia” è ancora oggi una delle canzoni italiane che mi commuove di più, seppur molto diversa dalla produzione tipica di jannacci. di tanti cantautori italiani (l’altra mia grande passione musicale, oltre al roots-rock americano di matrice springsteeniana) cui sarei comunque con tutta probabilità arrivato da solo, jannacci è l’unico cui devo l’ascolto esclusivamente ad un regalo dei miei genitori. contravvenendo alla regola di scegliere i dischi per compleanni e ricorrenze da want-list da me compilate, mi presero un doppio live di cui mi innamorai. visto due volte a padova, sorridendo in entrambi i casi allo straniamento del pubblico convinto che ci fossero problemi all’impianto audio perché gli intermezzi parlati erano assolutamente incomprensibili…

    – altro nome cui riservo tanto affetto, nonostante qualche uscita di strada nei comportamenti pubblici e nell’esposizione mediatica, è quello di cristiano de andrè. di cui ho comprato e apprezzato i primi dischi “veri” (con i tempi duri e almeno i primi tre da solista), indipendentemente dal cognome. spiace che oggi si limiti alla triste operazione delle cover di papà fabrizio, ma in quel diluvio di retorica che è diventato il ricordo di faber forse lui ha qualche diritto in più degli altri di goderne economicamente.

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  6. Difficilissimo scegliere negli anni ’80. Certamente Vacanze romane brano rivoluzionario per l’epoca con quella capacità di fondere classico e moderno oltre ogni limite (ma tutto l’album che la contiene, Tango, è un capolavoro). Ruggeri sugli scudi come autore con due brani strepitosi, e Mia Martini che sostanzialmente ispira il premio. Certamente E non finisce mica il cielo non è nota come Almeno tu nell’universo ma è un top player in gara. Giusto dare anche il merito agli autori delle canzoni con l’interprete che deve avere poi la capacità di farle proprie al meglio.

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