Una serata con Massimo Fini

Una serata con Massimo Fini. Ne abbiamo trascorse tante leggendo i suoi libri, alcuni dei quali anche recensiti su Indiscreto, come Una Vita, centrato sul giornalismo, e Storia reazionaria del calcio. Proprio da questo libro sul calcio, scritto insieme a Giancarlo Padovan, partiremo nella serata dedicata a Fini che lunedì alle 19.30 presenteremo al Bootleg di Milano. Ospite d’onore, lo avrete intuito, Massimo Fini.

Un libro pieno di nostalgia e di antimodernismo, in puro stile Fini, ma anche di passione e non solo per il Torino: di sicuro lui è l’unico italiano che abbia come icona del calcio Ruud Van Nistelrooy. Il calcio di Fini, forse il più acuto critico di Berlusconi e di ciò che rappresenta, non è il calcio televisivo che ormai tutti guardiamo (anche quando andiamo allo stadio, paradossalmente) e commentiamo, ma qualcosa di profondamente identitario.

Un valore in sé, non certo un divertimento e di sicuro non qualcosa da seguire in maniera superficiale, mentre si mangia o si parla. Questo non significa guardare soltanto le partite della propria squadra del cuore, ma avere un punto di vista, una prospettiva. Quella che Fini ha sempre avuto e che in termini di carriera gli è costata abbastanza. Qualche domanda vorremmo fargliela, non soltanto sul calcio.

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1 commento

  1. Massimo Fini è senza dubbio un giornalista dalla coerenza ed onestà esagerata, sopratutto per il mondo e l’epoca storica in cui vive. Se nel M5S qualcuno avesse avuto un minimo della sua cultura, se ne sarebbe servito come intellettuale di riferimento, in quanto i temi fondativi del movimento erano proprio il pensiero ultrareazionario di Fini. L’odio per il capitalismo, anzi per il lavoro stesso, e quindi anche del comunismo, per l’industria, la democrazia rappresentativa, i partiti e il potere in genere, chiunque lo rappresenti, l’America. Nessuno può davvero rimanerne indifferente. Anche se la battaglia antimodernista è per me, che valgo 1000 volte meno di Fini, semplicemente contro la natura umana. Non può sorprendere la posizione sul calcio, Van Nistelrooy a parte.

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