Una figlia di nome Martina

Martina Trevisan ha perso al primo turno degli Australian Open contro la Kenin, ma essere nel tabellone di Melbourne (prima volta per lei in uno Slam) a 26 anni e dopo tutto quello che ha passato ha rappresentato comunque una grande vittoria.

La sua storia è nota, fra le aspettative enormi di una famiglia di sportivi, l’anoressia, il ritiro precoce e tutto il resto, gli appassionati di tennis la conoscono bene. A noi fa venire in mente anche una statistica personale, osservando il tabellone di un torneo Under 14 di circa una decina di anni fa, smadonnando perché il torneo ci impediva di prenotare il nostro campo all’orario desiderato.

Il campo era il Kennedy, intitolato proprio a JFK, periferia ovest di Milano, e le ragazze del tabellone principale, che partiva dai sedicesimi, erano 32. Ecco, di queste 32 ben 14 si chiamavano Martina. Ragazze nate presumibilmente nel 1997 o 1998, con genitori che avevano nella testa Martina Navratilova e l’allora dominante Martina Hingis.

In altre parole, senza almeno un genitore appassionato, per non dire fanatico, è molto difficile fare strada nel tennis. Ma anche chi non è appassionato deve, per il bene del figlio, trasformarsi in accompagnatore a tempo quasi pieno. Ci sono casi nell’altro senso, vengono in mente i genitori di Sinner, ma sono la netta minoranza.

Il libro dei temi (esistono ancora i temi?) prevederebbe la critica a genitori troppo presenti e pressanti, ma la verità è che senza stimoli forti si può diventati bravi ed equilibrati cittadini, non campioni. Certo solo uno su mille ce la fa, basta saperlo in anticipo. Con il senno della mezza età pensiamo che chiunque avrebbe voluto un padre come quello di Agassi, non necessariamente applicato al tennis (magari all’apicoltura o alla pasticceria). Meglio provarci sul serio e fallire che galleggiare fino alla pensione di cittadinanza.

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8 commenti

  1. non sapevo questa storia, interessante.

    ps: direttore, da un po’ di tempo noto strani refusi negli articoli (anche qui una “è” al posto di una congiunzione), si potrebbe fare più attenzione? grazie
    Mi do del grammarnazi da solo, rigrazie!

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  2. Neanch’io la conoscevo. Brava Martina. Sono un padre appassionato giocatore accompagnatore. Ma non basta:)

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  3. “In altre parole, senza almeno un genitore appassionato, per non dire fanatico, è molto difficile fare strada nel tennis.”

    Io aggiungerei ad appassionato anche facoltoso.

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  4. La chiosa finale è un argomento su cui rifletto spesso. Su di me come figlio e su di me come genitore.

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  5. “Con il senno della mezza età pensiamo che chiunque avrebbe voluto un padre come quello di Agassi, non necessariamente applicato al tennis (magari all’apicoltura o alla pasticceria)”

    Il padre di Agassi aveva altri figli ed ha provato a far diventare dei campioni anche loro, non mi pare ci sia riuscito, probabilmente c’è riuscito col più talentuoso o col più succube o entrambe le cose; il tennis di livello è pieno di padri-padroni, per un Agassi o una Steffi Graf troviamo delle Dokic, Capriati, Lucic i cui risultati non compenseranno i maltrattamenti subiti dai padri; e per ognuna di queste troveremo infiniti ragazzini e ragazzine che come questi campioni hanno subito maltrattamenti ma non hanno ottenuto gli stessi risultati, portandosi dietro solamente le tare e non il successo ed i soldi.

    Io arrivato quasi alla mezza età sono contento di aver avuto mio padre e non il padre di Agassi; probabilmente per molti sono un fallito, sicuramente sono un signor nessuno ma reputo, chissà forse auto ingannandomi, di aver avuto un’infanzia felice e di avere una vita felice; sicuramente galleggio ma perdonatemi (al momento) è un bel galleggiare.

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  6. Non sono d’accordo sulla chiosa finale. Riflettendo da genitore non posso pensare che il nostro ruolo sia quello di interferire pesantemente nelle scelte personali dei nostri figli, bensì quello di educare, spronare e dare forza e coraggio nei limiti delle nostre capacità. Poi ovvio che la vita è la loro (dei figli) come lo è stata la nostra.

    Ps :fognini ha la mano destra completamente insanguinata 🤣🤣🤣

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  7. Agassi padre ha svoltato con Andre e a ruota tutta la famiglia, ma senza Andre?
    Lui stesso in Open racconta che a 18 anni non aveva nessuna istruzione e nessuna competenza spendibile.
    Alla fine gli è andata più che bene, ma altrimenti cosa avrebbe avuto davanti? Servire ai tavoli di qualche ristorante di Las Vegas?

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  8. mi scusi, non ho capito il nesso tra la storia di Martina e tutto il resto:, scrive “La sua storia è nota, fra le aspettative enormi di una famiglia di sportivi, l’anoressia, il ritiro precoce e tutto il resto” , le aspettative “logiche” erano sul fratello, la famiglia di “sportivi” era una famiglia normale , un’insegnante di tennis e un ex calciatore di serie B e C che faceva il rappresentante di articoli sportivi e con sacrifici e cercava di conciliare tutto, i problemi che ha avuto Martina sono i normali problemi di un adolescente che vede i genitori separarsi, la notizia andava creata sul miracolo sportivo di chi ha saputo rialzarsi da zero, senza mai che la dea bendata gli desse una mano, infortuni, sorteggi etc, se oggi Martina è un fenomeno di “affetto sportivo” che va al di la dei risultati, e proprio perché a lei nulla è stato regalato, nemmeno qualche cm in più di altezza, che nel tennis moderno farebbero comodo, ci saranno anche tante Martine del Tennis, ma questa Favola deve ancora scrivere i capitoli più belli, perché oltre che di sport, la sua è una grande lezione di come ci si rialza 1000 volte.

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