Ricchi e Poveri, la reunion che aspettavamo

La notizia è una di quelle destinate a scuotere il mondo del pop italiano. Al prossimo Festival di Sanremo ci sarà la reunion dei Ricchi e Poveri, un evento nell’evento dopo l’abbandono di Marina Occhiena avvenuto con polemiche nel 1981, che affiancherà nuovamente sul palco Angela Brambati, Franco Gatti (uscito nel 2016) e Angelo Sotgiu.

Immaginiamo già i pensieri sarcastici di chi vede il gruppo di scuola genovese come fumo nelle proprie orecchie alimentate dal rock duro e puro, quello senza se e senza ma. Eppure i Ricchi e Poveri sono stati (e restano) un ensemble vocale fondamentale per la musica leggera italiana, il cui successo iniziale si deve anche al loro pigmalione Franco Califano (che ne scelse il nome) e a un repertorio che ha di fatto vissuto più stagioni.

Fin dal primo successo, La prima cosa bella, del 1970 (che verrà probabilmente riproposta a Sanremo), che all’epoca si classificò seconda con l’autore Nicola di Bari, i Ricchi e Poveri sono diventati un’istituzione imprescindibile della memoria italiana, con il nostro primo ricordo che risale alla sigla finale di Di nuovo tante scuse (siamo nel 1974), Coriandoli su di noi.

Nel 1981 avviene la separazione da Marina Occhiena, con annessi gossip e polemiche, proprio alla vigila del Sanremo di quell’anno. I Ricchi e Poveri erano passati da poco alla nuova casa discografica, la Baby Records di Freddy Naggiar che sarebbe poi stata decisiva nel reinventare la proposta dell’ormai trio spingendolo con decisione oltre i confini nazionali.

Sarà perché ti amo (Sera porque te amo in spagnolo), diventa un successo realmente “incredibile” (non come i tiri di qualche calciatore) virando il repertorio sull’evoluzione del pop italiano che stava irrompendo nelle classifiche straniere (non a caso un brano firmato anche da Pupo), e alternando per tutto il decennio canzoni tormentone come Mamma Maria e Voulez vous danser ad altre più introspettive e melodiche come Cosa sei, Mi innamoro di te o la splendida Come vorrei, vincendo poi in pieni anni Ottanta (e dagli arrangiamenti si sente eccome ) il Festival nel 1985 con Se mi innamoro. Una cavalcata trionfale per i tre Ricchi e Poveri mentre Marina Occhiena tenta la strada solista con la collaborazione di Cristiano Malgioglio, comparendo poi in qualche film di culto (come Chewingum) e arrivando anche in teatro fino ai giorni nostri.

Ecco che la notizia della reunion dei Ricchi e Poveri, e di un progetto sul quale non si sa ancora molto (Un tour? Siamo già in prima fila con il Direttore), è importante per tutta la musica italiana che conta, alla faccia dei sorrisini e battute di circostanza di chi non tollera le canzoni che restano.

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6 commenti

  1. La separazione di Marina Occhiena dai Ricchi e Poveri fu travagliatissima, con tanto di ingiunzione del pretore di farle cantare Sarà perché ti amo insieme agli altri… poi ci fu una transazione e lei iniziò la carriera da solista con Malgioglio autore e canzoni di culto come Talismano e Maschio… Califano, giustamente citato, era fra l’altro un ex della Occhiena… anche Cristiano Minellono, mi pare di ricordare (purtroppo non c’è online l’archivio di Novella 2000)….

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  2. Reunion comunque sorprendente un po’ come il rientro di Fogli nei Pooh. Vista di recente questa intervista alla Occhiena ancora in grade forma.

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    1. non fare un cazzo e non avere problemi aiuta molto

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  3. nemmeno Roger Waters ha avuto una uscita dal gruppo più agitata di Marina…

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  4. Roger Waters campa su The Wall da più tempo di quanto i Ricchi e Poveri campano su Mamma Maria. O giù di lì.

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  5. Per la verità il sarcasmo di chi vede (vabbe’: “sente”, probabilmente) il gruppo di scuola genovese come fumo nelle proprie orecchie, qua sopra, le orecchie ha sempre raccontato di alimentarle col miglior jazz. Quelli del rock duro e puro mi sa che leggono annoiati di corsa e gettando Indiscreto giù dal banco-frigo dei gelati pensano: Si vede che questa settimana Amadeus ha finito le boutade per tenere alto l’hype su Sanremo fino alla fine del mese.

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