I vecchi lettori di Tex

Qualche giorno fa abbiamo acquistato il numero 711 di Tex, intitolato I vigliacchi e gli eroi, aggiungendolo agli altri 710 e godendo del sentirci i giovani della situazione. Perché proprio poco prima uno che una volta avremmo definito ‘un signore’ ma che a occhio aveva tre o quattro anni più di noi ha effettuato lo stesso acquisto.

Questo post non è il solito pistolotto, peraltro nelle nostre corde, sull’età media dei lettori e sulla lenta, nemmeno tanto, morte delle edicole dopo la tappa intermedia del riversamento di VHS e di punto per ricevere fax e pacchi. Ma è una riflessione proprio sul genere di questo fumetto: come si può nel mondo di oggi appassionarsi a storie del Far West?

La storia del fumetto italiano è piena di successi nel genere western: citando in ordine sparso, dalle bancarelle che frequentiamo, vengono in mente fra quelli antichi, anni Cinquanta o giù di lì, Capitan Miki, Il Piccolo Ranger, Il grande Blek, Un ragazzo nel Far West, mentre fra quelli che abbiamo conosciuto nel loro tempo sicuramente Ken Parker e tutto sommato anche Zagor, che è ambientato negli anni giusti ma si discosta dall’ortodossia western.

Se a livello di fumetto, almeno in Italia, ha resistito nel tempo soltanto Tex, vanno un po’ meglio le cose al cinema: fra quelli girati negli ultimi dieci anni e arrivati da noi ci sono davvero piaciuti The Hateful Eight (tarantinata che vale il triplo del pur guardabile Django Unchained), El Grinta, Logan – The Wolverine, il remake dei Magnifici Sette, oltre a Deadwood e The Kid.

Certo è sempre più difficile che oggi un ragazzo si appassioni a un genere che apparentemente sarebbe moderno visto che è molto americano (anche nelle sue versioni europeizzate), sempre uguale a sé stesso nei suoi vari filoni (compreso quello smitizzante), di facile comprensione in tutto il mondo, con caratterizzazioni che scatenano l’identificazione e il tifo, in definitiva rassicurante. La spiegazione è che forse è soltanto roba vecchia, per vecchi.

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20 commenti

  1. Tempo fa facevo lo stesso ragionamento osservando il punto Bonelli nel Mondodari di Via Marghera a Milano. C’erano tanti ‘signori’ che discutevano appassionati sfogliando e guardando i fumetti e le diverse raccolte ma di ragazzini nemmeno l’ombra. Oltre la tristezza di constatare che se ci fosse stato uno specchio mi sarei definito anch’io un signore, noto soprattutto tra gli adolescenti che conosco il rifiuto totale di leggere un fumetto restando incollati agli smartphone per sfogliare Instagram e mettere inutili like

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  2. fosse vera l’ultima frase… sarebbe l’unico ambito della vita in cui non mi sentirei (già) vecchio, dato che a nessun livello il genere mi ha mai appassionato.

    pago comunque dazio a tex comprando periodicamente le collane di storie già edite per mio padre (tanto a una certa età rileggere è comunque una novità: lo vedo io con i vecchi topolini nella casa al mare. dai 10 ai 25 anni mi sarei ricordato perfettamente i dettagli di una storia letta per la seconda volta, oggi, specie se non c’è il GP di formula uno, va bene qualsiasi cosa pur di alzarsi dal pranzo con i parenti e ritirarsi in camera per prender sonno)

    l’edicola, ancor più della libreria, rimarrà comunque sempre il negozio dei miei sogni, per quanto oggi sia difficile trovarne una degna di questo nome anche in luoghi “classici” come stazioni ferroviarie e aereoporti.

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    1. Mi ha impressionato qualche anno fa, trovarne una letteralmente sradicata davanti alla sede del Giornale, in centro. Di solito tirano giù tristemente le saracinesche, dopo essere passati per tappe intermedie (il riversamento VHS la più dignitosa), ma questa un giorno era aperta e il giorno dopo proprio non esisteva più.

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  3. Come Andrea anch’io ho frequentato poco Tex, ma molto Martin Mystere e Nathan Never, per restare in casa. Piuttosto è da valutare se il costo di un albo (oggi circa 6 euro) può essere considerato elevato nell’era del tutto gratis…

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  4. Che il Western sia roba vecchia per vecchi non credo, non l’avrebbero mica usato come setting per Westworld altrimenti, o per quel capolavoro di Red Dead Redemption 2 ad esempio, per dire due recentissimi prodotti per il target “giovane/adulto, con tanto tempo libero, possibilmente big spender -cit”

    Soffre come tutti i prodotti di intrattenimento dell’esplosione nell’offerta degli stessi, ovvero ci sono mille e mille cose da fare, da vedere, da leggere, fermo restando che nel caso specifico Tex è ancora e sempre un fenomeno di massa, numeri alla mano.

    Direttore, l’ha provato il collaterale TEX WILLER? per me una boccata d’ossigeno ed un gran divertimento, sperando che duri la magia…

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    1. Anche Tex Willer non manca nella nostra casa, il prequel che tutti desideravamo… detesto invece i Texoni e i vari speciali, che non compro più da anni, come se Tex avesse bisogno di essere nobilitato…

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      1. Situazione opposta la mia, difficilmente seguo la regolare con costanza, hanno pure riesumato l’ottuagenario Nizzi dal suo buen retiro appenninico (la storia di questi ultimi mesi dovrebbe essere sua, se non sbaglio)
        mentre i Texoni li prendo sempre, molto bello quello di questa estate, mentre il mese prossimo dovrebbe uscire in edicola quello ormai mitologico di Villa

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  5. Direttore, è una roba datata, per noi che abbiamo un po’ di primavere alle spalle.
    Avevamo poco e il fumetto faceva sognare. L’assenza di una televisione invasiva ci faceva vivere in maniere differente. Giocano con gli altri coetanei, uscendo, parlando, senza telefonino, senza applicazioni.
    Quando mio padre tornava con l’uscita nuova di Tex, il Comandante Mark, Zagor e il piccolo Ranger era festa grande in casa mia
    Adesso guardando le nuovi generazioni, vedi moltissimi zombie con lo smartphone e un linguaggio degno dell’espressione normale di Di Maio..minkia raga il clima

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  6. Non credo che sia un problema di televisione invasiva ma di offerta allargata e stimolante all’eccesso. Ci sono studi che sostengono come l’uso dello smartphone gratifichi e scateni soddisfazione in maniera enorme, al pari di una droga, per cui tutto il resto appare noioso. Ecco che è difficile coinvolgere con delle pagine di carta in bianco e nero che vanno lette e capite e non solo guardate un attimo. Il problema è che poi gli stessi adulti ormai sono caduti nella trappola di dover per forza comunicare e scrutare ossessivamente quello che fanno gli altri anziché tenere del tempo per alimentare la mente in modo lento e ragionato. Nota finale: quando eravamo ragazzini i fumetti erano considerati scemenze e ci dicevano di leggere un libro…

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  7. Quoto completamente Italo, anche a casa mia l’arrivo di papà col Tex nuovo era una festa. Ricordo l’attesa spasmodica per l’uscita del numero 200 a colori, avrò avuto sette-otto anni. Oggi non riesco ad immaginarmelo mio figlio, della stessa età, con in mano un fumetto Bonelli. Io resisto più abitudine che per la qualità delle storie: concordo con chi dice meglio i texoni o i mini-texoni della serie classica, dove ultimamente vivono di rendita con vecchi nemici che ormai non hanno più niente da dire.

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  8. Mi sembra normale che Tex sia letto da persone ormai adulte, ma il mondo del fumetto è in una fase di crescita continua: Lucca fa numeri impressionanti, ma in generale tutte le grandi fiere riscuotono successo e l’angolo dedicato al fumetto nelle librerie è sempre più ampio.
    Sono diminuiti i fumetti da edicola (i bonellidi) e molte edizioni periodiche preferiscono comunque limitarsi ad uscire nelle fumetterie.
    È certamente un mondo che si è evoluto e contaminato con altri media, ma gode ancora di ottima salute.

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    1. Ataru, Lucca fa numeri impressionanti, è vero, ma per esperienza diretta ti posso assicurare che una buona metà dei visitatori è interessata quasi unicamente a giochi di ruolo et similia, un’altra parte significativa è composta da vecchi collezionisti, e solo una minoranza (consistente, ma pur sempre minoranza) è fatta di giovani lettori di fumetti.

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  9. Il tema fumetti mi riapre una ferita dolorosa: causa matrimonio fui obbligato a vendere per esigenze di spazio la mia meravigliosa collezione di Tex (con primi numeri originali ricevuti da mio padre), Zagor, Dylan Dog, Martin Mystere, Nathan Never, etc etc. perche’ “…oramai sei grande, stai per mettere su famiglia dai”
    Letteralmente li divoravo…..quanto mi mancano !
    Perdonate la domanda stupida: c’e’ la possibilita’ di avere tutti quei fumetti in formato digitale? una scheda di memoria, un tablet e via.

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    1. So che girano chiavette, ma sono illegali. In generale Tex, il Comandante Mark, Dylan Dog, Alan Ford, ma anche un manga senza la carta perdono molto

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      1. sì, grossomodo quasi tutto è stato digitalizzato (da Topolino ai Bonellidi) grazie a benemeriti dello scan e scaricabile illegalmente (compresi numeri speciali, fuori collana ecc… roba che manco più gli editori si ricordano di aver fatto!)

        Ti consiglio per esperienza di leggerli su ipad (che è della grandezza di un numero di DYD), perchè su cellulare è troppo piccolo e su schermo del pc illeggibile a causa del formato orizzontale.

        sull’eticità della cosa sorvoliamo, anche se al 99% io scarico roba che possiedo già legalmente per consultarli più velocemente (es: voglio rileggermi DYD numero tal de tali… invece di spostare mezza libreria, prendo il pdf/cbr e via)

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  10. Ormai i fumetti i ragazzi di oggi non li leggono più e non sanno cosa si perdono… Io ho avuto la fortuna di avere un nonno letteralmente maniaco dei fumetti e ho ereditato grandi collezioni che ho fatto sparire dalla casa del mare (dove anche io ho consumato estate dopo estate le stesse storie) per salvarle dalla furia purificatrice di mia madre e dalla incuria dei miei fratelli… Diabolik (ho i primi 8 anni originali) Sadik, Kriminal, Satanik, Guerra d Eroi, Tiger, RAF, e poi Comandante Mark, Piccolo Ranger, Zagor e ovviamente Tex… A Bonelli è legata la più grossa sgridata mai presa della mia vita, lui aveva la barca a vela dove passavo le vacanze estive e un pomeriggio, dopo che avevo finito il corso di optimist stava uscendo per provare una randa (la barca si chiamava ovviamente Tex Willer) e ha chiesto a tre bambini tra cui il sottoscritto se volevamo uscire con lui. Erano proprio altri tempi, tre bambini di 8 anni invitati da un signore anziano che conoscevamo di vista senza che nessuno ci vedesse del male. . Ma erano anche altri tempi nel senso che non c’era un cellulare con cui avvertire la mamma che ci aspettava in spiaggia.. E vabbè .. per farla breve mia madre mi ha cercato per tutta la Liguria prima che saltassi fuori al tramonto esaltato dal giro col papà di Tex… E poi via di ciabatte e battipanni… Altri tempi

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    1. wow! Il sogno di ogni bambino!

      io che a 30 anni ad una fiera ho visto Cavazzano e a momenti gli svenivo davanti… ed avevo 30 anni! Non oso immaginare il me 8enne in quella situazione!

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  11. Comunque il mio edicolante l’altro giorno mi ha detto che Tex è, con la Settimana Enigmistica, l’unico prodotto che continua a tenere e fare numeri se non importanti comunque decenti. Considerando l’età media dei lettori, che ne sarà delle edicole fra non dico dieci ma vent’anni? Ho pensato una cosa simile qualche mese fa alla festa degli alpini del mio paese, i più giovani con la piuma sul cappello avevano quanto meno esultato alla tripletta di Pablito col Brasile.

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  12. Fra le cose arrivate al “cinema” mi hanno parlato molto bene della serie WATCHMEN.
    Che però non ho ancora visto.

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  13. Contento che Il Direttore abbia dedicato un post al western. Però il remake de ‘I magnifici sette’ è proprio orribile. Fa sembrare Andrew V. McLaglen John Ford. Saluti.

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