I soldi di Vanoli

Oscar Eleni ai piedi del monte Ararat, sognando di arrivare  all’hotel Gagarin, in Armenia, dove Simone Spada ha girato il suo primo bellissimo film, naturalmente quasi ignorato anche se ha vinto un Nastro d’argento. Sentimenti, belle  e cattive persone, un grande Battiston, splendido Leroy, bravi Argentero, Amendola, la Bobulova e Silvia D’Amico.

Sarebbe il posto giusto per fermarsi a guardare la guerra dei bottoni  fra gente che gode nel portarti alla rovina, per cercare nella passione e nel sentimento la possibilità di realizzare sogni come facevano i paesani di quel borgo armeno sperduto, sfruttando gente che era stata mandata allo sbaraglio per truffare gli euro-aiuti all’arte del cinema.

Una delle tante a spese di una unità continentale che non piace ai terrapiattisti perché tiene lontano l’idea di farsi la guerra, di lucrare sui cambi, di chiudere frontiere, porte, balconi, inventarsi nemici, fingere spiritualità fra mattanze e illegittime difese. Ci piacerebbe che si potesse distinguere l’acqua salata da quella dolce senza bisogno di farsi aiutare da una lingua di sabbia come in Islanda.

Ora, per un povero viandante con pallone da basket nello zaino, come farsi prendere sul serio nella settimana splendida e splendente per gran parte del nostro sport e non certo per la divisione del pane e dei pesci da parte del Sabelli? Che dalla montagna della sua autoproclamata incompetenza avrà certo capito cosa vogliono dire 20 medaglie europee del nuoto ai campionati in vasca corta, il secondo posto nel medagliere di Glasgow, o magari cosa rappresentano per uno sport che ha bisogno di professionisti, ma vorrebbe meno tasse, le due coppe del mondo conquistate dalla provincia aurea della grande pallavolo italiana con campionesse e campioni senza passaporto dove giganteggia una ragazza di vent’anni, Paola Egonu, liberata qui, educata qui, diventata grande in una scuola che insegna in tutto il mondo, anche se la maggior parte sono figli di Julio Velasco, argentino modenese, cittadino del mondo, uomo che ha spalancato finestre dove c’erano monaci turbolenti come nel Nome della Rosa. Un po’ quello che ha fatto Tanjevic per noi, per i turchi, per la sua terra d’origine.

Speriamo che abbiano anche capito il valore della medaglia europea nel cross di Yeman Crippa, ricordando ai cucuzzari oggi, quelli collegati con le lobby delle armi, la storia di questa adozione. Convinti che non daranno il valore giusto al successo europeo fra le under di Nadia Battocletti.

Insomma gioiscono quasi tutti, con lo sci che aspettando i campioni noti si gode le grandi novità coltivate sui ghiacciai, ma il basket è lì nell’angolo che si piange addosso perché l’Armani bonificata dal pianginismo è caduta nella fossa delle marianne europee e in questa settimana, fra Villeurbanne, cosa di Tony Parker, e Madrid, tempio Real, potrebbe scoprire di essere tornata alla casella di partenza come l’anno scorso. Doloroso dirlo, ma la Milano vista a Pesaro  era davvero brutta e capiamo Messina quando dice che odia le partite, se sono quelle ultime giocate da una squadra sbagliata,  con troppi infortunati e troppi mezzi giocatori.

Chi ascolta la voce del vecchio padrone, chi decodifica il livore dei mai rimpianti, naturalmente batte oggi sul tasto che dava fastidio ieri: i soldi. Dovrebbero sapere che non hanno mai fatto felicità o squadra. Certo difficile che comprendano quelli capaci di mettere una pubblicità alla casa del basket del Palalido piuttosto che dedicarlo a chi ne ha fatto la storia nel basket. Magari Rubini?

Fortunata Torino che mentre vede crescere bene la squadra reinventata dopo l’innesto del gruppo Sardara ha deciso di dedicare il pala Ruffini a Gianni Asti. Allenatore, maestro, uno che ha lasciato tracce, ha lavorato per il bene comune e non soltanto per schiacciarsi l’occhio davanti allo specchio.

Sensibilità diverse, per questo siamo all’hotel Gagarin, invidiando le ragazze di Conegliano spumeggianti come un buon Prosecco, trionfatrici in Cina, e quelli della Lube Civitanova campioni battendo i brasiliani a casa loro, affidati al caro Fefè De Giorgi, amicizia da ubriacatura post titolo mondiale di volley a Rio, lui in campo, riserva lussuosa, per Julio, noi a scriverci volentieri belle storie.

Beati loro, noi siamo qui con gli arbitri in rivolta, come è tornato a scrivere CP dal suo osservatorio che speriamo sia ormai lontano dall’acqua alta che ci regala il destino, con la paura che chi controlla i conti mandi in castigo tre società di serie A come sussurrano in troppi. Il Petrucci smanioso fa sapere che questa Lega ribelle e disunita non gli va bene, fumo per coprire tutto il resto come il comunicato per farci sapere che se dovesse andare male, come si teme, il preolimpico a Belgrado, si potrà costruire per il prossimo europeo. Buoi e porte spalancate.

Ora alla fontana dei veleni, sapendo che la Serbia a casa sua ci potrebbe far male davvero, dicono che i soldatini di Azzurra Fremebonda sarebbero in gran parte ostili a Sacchetti che intanto potrebbe dire a tutti chi sono certi giocatorini da sala biscotti. Basta vedere le partite, prendere nota. Comunque il Meo fa davvero Marameo a chi gli spara contro a prescindere anche se è stato il primo a fermare la Virtus, certo in una serata  con arbitri che fai fatica a capire, come tanti dei loro colleghi, eroi capaci di cacciare un artista come Teodosic. Lui aveva anche battuto l’Armani di Messina, lui è lo stesso che ha vinto la Coppa Italia con una squadra da salvezza, anche se il coro faceva circolare la voce che alla ferramenta Vanoli fabbricassero soldi, gli stessi che consideravano uno squadrone la Sassari del triplete, certo un bel gruppo, ma distante dai veri favoriti.

Stancamente fra soldati armeni che non capiscono vi diciamo che ci è mancato il pranzo fra i veri grandi che hanno dato vita alla saga Cantù-Varese. Altra vita, altre storie, altre scuole. Grazie a Marzorati che ha tenuto accesa la fiamma, grazie a chi c’era, mandando al diavolo chi fa di tutto per farsi escludere dai palazzi.

Al Gagarin  avremmo anche ascoltato volentieri il Messina condotranquillizzato, ma poi ci disturbava il lamento del basket che va a cercare talenti in America e giustifica i flop di quelli che stanno qui spiegando che se non li lasci sbagliare i giocatori vivono nel terrore. Bella scusa. Possibile che abbiano sempre ragione loro, questi artistoni che a parole si vorrebbero mangiare il fuoco e poi si ustionano.

Bisognerebbe discutere perché Andrea Pecchia, classe 1997, non tenuto dall’Armani che, fortunatamente per lui, lo ha fatto andare ad imparare finendo poi da Treviglio, bella scuola, a Cantù sia il giocatore  più progredito della stagione. Aveva già vinto premi come miglior under in A2, ma adesso sembra qualcosa di più. È alto 1.97, ha cuore. Speriamo che nessuno gli racconti la favola che ha mandato Polonara a far panchina in terra basca e fa ammuffire Flaccadori in Baviera.

Pagelle che per questo basket dovrebbero partire  dallo zero scarabocchio.

10 A Meo SACCHETTI che ferma la Virtus vincendo non con il suo amato attacco ma con i rimbalzi, la grinta. Evoluzione alla faccia dei veleni del condominio.

9 Al MENETTI uscito dal meno 20 contro la sua Reggio ammettendo che aveva fatto solo puttanate, prima di affidare a Nikolic la maschera di Zorro per ribaltare una partita che ha portato oltre 5000 persone al Palaverde.

8 A BUSCAGLIA se resisterà alla tentazione di mandare tutti al diavolo perché quello che sta facendo a Reggio è bello come quello che faceva a Trento, ma se il destino ti manda certi giocatori allora può essere che ti mangi una dote come quella del primo quarto a Treviso.

7 Al pittore SACCO che con vero spirito pesarese si è avventurato nella missione impossibile di salvare una squadra che soltanto una Milano così disturbata poteva far stare in partita fino a 3’28” dalla fine.

6 A ROMA che ha lasciato TRIESTE nel sottoscala di un palazzo come l’EUR dove, purtroppo, per Bucchi, la gente va soltanto per le partitone e non supera i 2000 per le sfide che valgono di più.

5 A VARESE che in trasferta sembra perdere la garra di artiglio Caja allenatore a cui la società sembra voler fare dispetti se a lui, interista doc, affidi una squadra in maglia rossonera.

4 Alla LEGA che sembra aver perso il  senso del ridicolo e si lascia sculacciare da tutti mentre  intorno il coro canta: ma prendete uno che vi porti soldi in cassa. Ecco la malattia. Soldi, mai idee sostenute da veri progetti. 

3 Alla NBA con 107 giocatori che arrivano dal mondo e nessun allenatore europeo in panchina. Il loro gioco esalta soltanto chi ama il tiro a segno, l’individualismo e, ogni tanto, si ricorda, che il basket è anche gioco di squadra.

2 Alle SOCIETÁ, cominciando da Milano, soprese dal fatto che il doppio impegno campionato-coppe svuota i serbatoi, crea molti problemi fra viaggi e mancati allenamenti.

1 Alla TERNA della partita vinta da Cremona sulla Virtus per aver mandato fuori Teodosic, punendo un artista per il gusto di mettere una tacca importante sulle pistolettine ad acqua.

0 A TORINO che continua farsi beffe di Milano: da loro tre palasport, in casa della Tosca zero, da loro un palazzo dedicato ad un grande pioniere del basket come Asti, qui neppure un locale per ricordare che il Palalido fu terra di grandi.

P.S:  Grazie alla RAI che concede la diretta sulla 2 per Virtus-Milano, ma certo bisogna avere amicizie che contano per arrivarci se il volley che va in diretta sui canali nazionali si vede negare le coppe del mondo regalate a SKY. Misteri.

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14 commenti

  1. “anche se il coro faceva circolare la voce che alla ferramenta Vanoli fabbricassero soldi”

    ???
    A me sembra che nessuno abbia mai detto che alla Vanoli fabbricassero soldi..anzi…la narrazione (che in questo caso rispecchia la realta) parla da sempre di squadra costruita in economia

    “1 Alla TERNA della partita vinta da Cremona sulla Virtus per aver mandato fuori Teodosic

    Io metterei zero,come gia detto perche oltre all’espulsione ingiusta c’e tutto un arbitraggio scadente.
    Un misto di “sudditanza” verso la grande contrapposto alla mania di protagonismo culminata nell’espulsione ingiusta.

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    1. C’è da dire che finora i bavosi erano stati coccolati dai grigi.
      Avranno un credito da riscuotere nelle prossime partite dopo l’arbitraggio di ieri..

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  2. Giusto per capire: ma il quarto fallo di Teodosic è fallo (anche se il gioco fosse stato fermo)? Perché una chiamata così fatta dal grigio lontano che lo fischia grazie solo a un binocolo da marina (con i tappi installati) e tanta immaginazione si giustifica solo con… una fornitura di trapani, viti e chiodi per tre generazioni 🙂

    Segnalo anche a Pesaro un’interruzione per instant reply di quasi 2 minuti per capire se il tiro entrato era da 2 o da 3, a 8 decimi di secondo dalla fine del terzo quarto.

    @Gobbo
    Devo ancora vedere il 4/4 ma non mi sembra ci siano stati grandi scempi arbitrali prima. È successo tutto nel 4/4?

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  3. “Avranno un credito da riscuotere nelle prossime partite dopo l’arbitraggio di ieri..”

    igga…iniziamo a mettere le mani avanti eh

    Se si guarda alla sola espulsione di un teodosic inguardabile fino ad allora (poi magari come ha detto sacchetti poi con 3 giocate cambia la partita) ok

    Se si guarda a tutta la partita non hanno nessun credito

    Tutte e due le squadre sono state aiutate e affossate a momenti alterni

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  4. “Devo ancora vedere il 4/4 ma non mi sembra ci siano stati grandi scempi arbitrali prima.”

    beh beh..oddio….

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  5. Gobbo ma Eleni non era ironico?

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  6. “Giusto per capire: ma il quarto fallo di Teodosic è fallo ”

    Dal palazzetto (io ero dalla parte opposta ) l’impressione era che Teodosic avesse provato a dare un calcetto a De Vico dopo il fischio.
    Visto poi il replay su FB è ovvio che non c’è nulla e sarebbe stato sufficiente andare al tavolo a rivedere

    Nel caso del primo tecnico dato a Teodosic ci sarebbe da capire cosa ha detto all’arbitro,perchè subito dopo il fischio il serbo gli ha urlato qualcosa.
    Di certo,come dice djordjevic,le stesse cose hanno fatto Happ e DeVico e non sono stati sanzionati

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  7. Leo
    si….era ironico. Prendeva per il culo quelli che dicevano che Vanoli avesse i soldi

    Peccato che nessuno ,a mia memoria,abbia mai detto che la vanoli avesse i soldi
    Anzi,tutti ne hanno sempre parlato come della squadra costruita con 2 lire

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  8. PS: non c’entra nulla con i contenuti dell’articolo, ma stimolato dalla diatriba dell’altro giorno ho deciso di leggerlo e per capirlo (in realtà non l’ho capito nemmeno tanto vista la risposta di gobbo 😀) ho dovuto wikipediare Stefano spada, e la trama del film di cui si parla a latere durante tutto lo svolgimento del post. Ora io non sono un cineasta però a naso non parliamo esattamente de il cacciatore di Micheal cimino, ergo si possono, la prossima volta, mettere note a margine? 😉

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  9. Rav
    Invece che di arbitri..parliamo di giocatori.

    Saunders e Happ (che ieri ha giocato malino per me)?

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  10. @Gobbo

    Premessa fondamentale: non li ho visti giocare quanto te e, quindi, è un giudizio solo sulle impressioni.

    Happ è buono, ha mani educate, buoni movimenti e la sa mettere anche a terra. Lui ha bisogno di giocare ad alto livello e Cremona mi sembra la soluzione ideale invece di restare in Grecia a perdere tempo con l’Olimpiakos. Altra cosa: ha fosforo e dà sempre una buona linea di scarico.
    Dietro tiene e legge abbastanza bene (almeno con la Virtus). È giovane ma ci si può lavorare. Potrebbe essere quello che… vi fa vincere la Coppa Italia.

    Saunders invece è buono forte, ma non te lo devo dire io. Sarà dura impedire che non ve lo vengano a chiedere. Spero per voi che non voglia rinunciare a Torrazzo, torrone e… mostarda! A cosa pensavi?

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  11. Vorrei commentare questa frase riguardo l’NBA:
    “Il loro gioco esalta soltanto chi ama il tiro a segno, l’individualismo e, ogni tanto, si ricorda, che il basket è anche gioco di squadra.”

    Ora, tutte le affermazioni andrebbero supportate da dati e da fatti. In basa a cosa uno può fare un affermazione del genere se non per partito preso? Su quali dati?

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  12. Merdmann
    Senti..qui si parla di basket…visto che c’e la pausa dei challenger puoi andare di la a parlare del circo eh

    🙂

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  13. Rav

    Io mi son gia stupito che Saunders sia rimasto quest’anno.
    Per me una squadra ambiziosa come la Virtus ad esempio doveva prenderlo,oltretutto a prezzi abbordabili.
    Tra l’altro credo che anche Vanoli da un certo punto di vista sarebbe contento se venissero a prenderselo visto che deve rientrare dei soldini extra che gli e costato rimediare agli errori di tiby e quell’altro.

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