WhatsApp vietato ai minori

È solo l’ultimo caso di utilizzo senza limiti di WhatsApp da parte di ragazzini. Parliamo degli alunni di una scuola media del milanese che a seguito di una challenge hanno creato un gruppo arrivato a più di 500 membri all’interno del quale venivano scambiati messaggi e immagini di dubbio gusto se non illegali.

Che l’utilizzo di social, chat e mezzi di comunicazione digitale in generale sia sfuggito di mano, e non solo ai minori, non è una novità. Il problema è che il regolamento di WhatsApp prevede che senza previo consenso di genitori o tutori non possa essere usato dai minori di 16 anni, mentre nella realtà dei fatti è installato sugli smartphone di tanti ragazzini o ragazzine, elementari comprese.

Si legge infatti nei termini di utilizzo: “Se risiede in un Paese dello Spazio economico europeo (che include l’Unione europea) e in qualsiasi altro Paese o territorio incluso (collettivamente Regione europea), l’utente deve avere almeno 16 anni (o età superiore necessaria nel suo Paese) per registrarsi e utilizzare WhatsApp”. Specificando anche che: “la creazione di un account con false informazioni comporta una violazione dei nostri Termini … allo stesso modo, la registrazione di un account per conto di un minorenne comporta una violazione dei nostri Termini”. Ecco che si aggiunge che“…ove l’utente non abbia l’età richiesta per poter accettare i Termini nel suo Paese, il suo genitore o il suo tutore devono accettarli a suo nome”.

Un divieto legato anche a quanto previsto nel regolamento europeo sui dati personali, per un mondo nei fatti praticamente incontrollabile dagli adulti responsabili, per ragioni che vanno dall’opposizione del ragazzi che blindano i propri device con password, combinazioni e impronte digitali, alla mancanza di tempo per guardare ogni sera quanto scambiato dai pargoli (senza contare che le chat spesso vengono cancellate) a problematiche tecniche ancora irrisolte al di là della possibilità di stabilire modalità di utilizzo da remoto installando app ad hoc.

Ecco il punto: quale genitore impedirebbe l’uso di WhatsApp al figlio essendo uno strumento di comunicazione così comodo? E quale avrebbe voglia di battagliare ogni giorno su uno strumento ormai ritenuto fondamentale e irrinunciabile per la vita ‘sociale’ delle persone, grandi e piccole?

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13 commenti

  1. Purtroppo non c’è alcun mezzo, né legale né illegale, per impedire che i bambini usino WhatsApp o social network, se hanno fra le mani un telefono. Una buona soluzione sarebbe quindi non darglielo fino almeno ai 14 anni, il telefono, tanto nel mondo di oggi sono sempre accompagnati e ripresi da adulti, il problema della sicurezza non esiste…

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  2. Ho una bambina di 4 mesi, ma sto già pensando a quando sarà il momento e in coppia con la mia compagna ci diciamo che noi fare diversamente da tutti. Peccato che è realizzabile solo se facessimo vivere la bambina nell’800 ed è impossibile qualsiasi tentativo, se tutto il mondo attorno fa in un certo modo. In conclusione: saremo travolti come tutti gli altri genitori.

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    1. “Peccato che è realizzabile solo se facessimo vivere la bambina nell’800 ed è impossibile qualsiasi tentativo, se tutto il mondo attorno fa in un certo modo. In conclusione: saremo travolti come tutti gli altri genitori.”
      Perchè “siamo la generazione piu’ scarsa di tutti i tempi (la nostra)” (CIT)

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  3. I ragazzi sono da controllare, come non si è ancora capito. Poi il problema è anche l’uso che ne fanno gli adulti che in teoria avrebbero la testa e la maturità per farne un uso intelligente e moderato. E che dovrebbero essere i controllori dei ragazzi…

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    1. Non avete idea , nei gruppi squadra dei piccoli , la pace dei sensi raggiunta quando ho vietato i gruppi è obbligato a tutti i dirigenti allenatori ad utilizzare le liste broadcast….
      È solo apparentemente è una rottura di scatole in più….

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  4. Un mio amico ha tre figli, uno di 13, uno di 10 e uno di 8. Sin da quando erano pi`u piccoli ha messo le cose in chiaro: niente smartphpne sino ai 14 anni. A quello piu’ grande ha regalato un tablet che puo’ usare solo in casa e sia lui che quello di 10 anni hanno due cellulari senza connessione dati (di quelli old style). Se l’era ripromesso e lo ha fatto: una volta nati i figli diminuire l’uso dello smartphone (sia lui che la moglie) per dare il buon esempio e puntare ad educarli nel miglior modo possibile. Per ora sta facendo un lavoro eccellente visto che i figli fanno sport, sono perfettamente integrati con gli amici, hanno mille interessi e vanno benissimo a sculoa. E non gli rompono le palle per averlo lo smartphone. Il segreto? Si e’ semplicemente impegnato facendo quello che e’ sempre stato fatto prima che arrivasse la generazione piu’ scarsa di tutti i tempi (la nostra) e cioe’ ha dedicato piu’ tempo possibile ai figli ed alla loro educazione. Ha staccato la testa da smartphone e cazzi vari per dedicare il tempo a stare con loro. Un tempo queste cose erano ovvie, ora a quanto pare non lo sono piu’.

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    1. Dubito sia qualcosa di deterministico, ma quindi tutti gli altri che non ci riescono? Bastava solo mettere le cose in chiaro? Prendo nota.

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    2. Siccome anche i miei figli “fanno sport, sono perfettamente integrati con gli amici, hanno mille interessi e vanno benissimo a scuola” ma hanno lo smartphone, qual è la strada giusta da prendere?

      P.S.: a cosa serve dare in mano a dei “decenni” un cellulare old style senza connessione dati? Lo sai che puoi farlo anche con gli smartphone.

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      1. Massi, un miracolato che viene a spiegare il senso della vita e come si fa. Poi se tra 5 anni il primo figlio farà cazzate, salterà fuori qualcuno a dare la colpa al fatto che prima era represso da genitori bacchettoni e retrogradi.

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  5. quando ero piccolo io c’erano le interrogazioni parlamentari contro Goldrake (true story).

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    1. Quando eravamo “piccoli” noi la vulgata era che i ragazzi dovessero guardare meno televisione, gli alternativi allora dichiaravano di non avere la televisione (“i mei figli leggono”).
      Trovi delle analogie?

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    2. “Se l’era ripromesso e lo ha fatto: una volta nati i figli diminuire l’uso dello smartphone (sia lui che la moglie) ”

      Nell’accozzaglia di luoghi comuni imbastita dal troglodita questa e la parte interessante e utile.
      Se i figli vedono i genitori con lo smartphone perennemente in mano cosa penseranno?

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  6. Domanda pertinente.
    Io sono un lettore accanito ma per motivi di spazio in casa, da anni i libri li scarico e li leggo esclusivamente su tablet o iPhone.
    Qualche settimana fa stavo leggendo e mio figlio (5 anni) mi ha detto “papà basta stare al telefono mi leggi una storia”
    Per lui il telefono è esclusivamente gioco, non lo associa ad un momento di possibile Impegno “culturale”
    Il fatto che non mi abbia mai visto con un libro cartaceo sarà sicuramente un problema, appena imparerà a leggere…un problema su cui non avevo riflettuto

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