Via Craxi a Milano

Milano dovrebbe intitolare una via a Bettino Craxi? Si avvicina il ventennale della morte dell’ex leader socialista (sarà il 19 gennaio) e a Milano si parla ormai da mesi di intitolare a Craxi una via. Il sindaco Beppe Sala si è detto contrario all’idea della via, ma non a discutere di un qualche tipo di omaggio a uno degli ultimi politici italiani con una visione del mondo, cosa che di per sé non esclude (anzi, spesso li giustifica) reati ma comunque definisce la qualità del politico.

Fra l’altro Sala esprime in concreto una gestione di Milano e una cultura che non sono troppo diverse da quelle della Milano da bere craxiana degli anni Ottanta: la bolla immobiliare, gli eventi, la narrazione entusiasta, il posto giusto per le nuove professioni. Avendo una formazione da manager, di Craxi gli manca l’idea che la politica sia comunque superiore a tutto, ma anche riferimenti culturali forti: dubitiamo che Sala si ispiri a Proudhon, come il miglior Craxi, ma certo ha la sensibilità politica per piacere alla gente che piace. Quelli che leggono Repubblica, in estrema sintesi, e che hanno la pretesa di stabile chi è ‘perbene’ ed in generale di scegliersi gli avversari. Impossibile immaginare Craxi dalla Bignardi che imita un truzzo (truzzo che peraltro vota Lega, non abitando nella Zona 1).

Questione della via a parte, è chiaro che l’Italia non ha ancora davvero fatto i conti con Craxi, se esistono quindicenni di oggi che rimpiangono Berlinguer. Nell’orrida politica degli anni Ottanta, quella che ha messo le basi del debito pubblico attuale e di un sistema pensionistico truffaldino verso i più giovani, Craxi era un protagonista ma certo non l’unico e comunque con un partito, il PSI, che nemmeno nei suoi anni d’oro è andato oltre il 15%. Quanto al mitico ‘tesoro di Craxi’ non è evidentemente mai esistito vista la vita post-Bettino dei figli Stefania e Bobo (che hanno una visione politica del padre abbastanza diversa) e che la villa di Hammamet era alla portata di un qualunque dentista.

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2 commenti

  1. via nel senso di fora di ball?

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  2. sono cresciuto in una (ottima) famiglia, per quanto non milanese, col cliché descritto perfettamente: la linea “corretta” era dettata da repubblica (e dal tg3: i compagni di classe i cui genitori guardavano il telegiornale alle 19 venivano subito incasellati con simpatia nella parrocchietta) e ricordo perfettamente che craxi era il male assoluto.

    vado di coincidenza: ero a bassano del grappa a vedere de gregori il giorno dell’avviso di garanzia a bettino e tutti cantammo a squarciagola la strofa “si atteggia a mitterand, ma è peggio di nerone”.

    una trentina d’anni dopo, in fase di avanzata per quanto parziale riabilitazione (sia da parte di de gregori che dei miei genitori), nel tour stile-broadway alla garbatella ho beccato come ospite alla chitarra… bobo craxi!

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