Quanto costano le ripetizioni?

Quanto costano le ripetizioni? Domanda che durante la vita ci siamo fatti in varie vesti, partendo da quella di studente. Alzi infatti la mano chi non ha mai usufruito in vita sua di almeno un’ora di ripetizione, magari anche solo per perfezionarsi e non per ignoranza, stupidità o semplice pigrizia.

Del resto può sempre accadere di essere deficitari in qualche materia scolastica, o semplicemente di voler risolvere qualche dubbio, per cui i genitori a un certo punto cedono e inviano ragazzi e ragazze da un professore privato.

Insegnante che può essere volontario, gratuito, o comunque a basso costo, ad esempio alcuni oratori organizzano corsi di gruppo soprattutto per le scuole medie, oppure personale e dedicato, con lezioni erogate da insegnanti qualificati. in special modo se si tratta di materie delle superiori particolarmente ostiche.

Ma quanto costano le ripetizioni? Noi siamo abbastanza vecchi per ricordarci tariffe nelle vecchie lire, ma oggi che c’è l’euro anche in questo cambio tutto si è modificato per cui si parla di tariffe orarie che vanno a seconda dei casi dai 10 ai 30 euro cash, con punte di 50. Specifichiamo cash perché una delle polemiche sull’evasione fiscale, oggi come ieri così di moda, è quella appunto dell’arrotondamento fatto dagli insegnanti.

Ecco che le stime della fondazione Einaudi parlavano qualche anno fa di un giro di affari che ogni anno si aggirava sugli 800 milioni di euro, e di un sondaggio anonimo per cui il 90% delle famiglie dichiarava di non ricevere ricevute fiscale a fronte del pagamento. Senza voler entrare nel merito della polemica su categorie prese di mira (liberi professionisti?) nei dibattiti sull’evasione e altre su cui si alzano invece gli scudi (chi arrotonda con un secondo lavoro?), è il momento di condividere l’opinione indiscreta sulle ripetizioni, le responsabilità (degli studenti incapaci e svogliati o del sistema scolastico inadeguato?) oltre che i ricordi d’epoca ed esperienze rispetto a questo fenomeno vecchio come la scuola. Non è certo un crimine impartire o ricevere ripetizioni private, mentre lo è l’evasione fiscale.

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26 commenti

  1. Erano 10 anni che non facevo ripetizioni, ma in questo periodo un ragazzo mi ha chiesto ripetizioni universitarie di Econometria e, dopo aver cercato in internet (ho scoperto esistono ripetizioni via Skype), sono arrivato alla conclusione di 30€/ora (ho trovato anche io picchi di 50), anche se avrei voluto chiedere di più, ma mi pareva eccessivo su Crema, onde evitare di far scappare eventuali futuri aspiranti.
    Negli anni, ho sempre applicato sconti in base al reddito di chi veniva: gente strapiena di soldi oppure cazzoni, randellavo nella tariffa.

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  2. Ovviamente mai avuto bisogno, davo ripetizioni nel 2007-09.

    Eravamo sulle dieci euro/ora, passate a 28 euro/ora quando lavoravo per un’agenzia tipo CEPU (14 euro a me, 14 all’agenzia).

    Do’ sempre tranquillamente colpa alla prigrizia degli studenti, che poi muta in un’ incapacita’ irrecuperabile (se non impari come imparare/apprendere da giovane non impari piu’.) Tanto piu’ oggi col materiale online.

    Sfido chiunque prenda ripetizioni a dire che abbia prima chiesto aiuto al suo insegnante.

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  3. Dare ripetizioni all’epoca era una vera miniera d’oro, per me studente.

    Un caro saluto alla GdF 😇

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  4. Mai prese e mai date. Forse potrebbe essere considerata una ripetizione di informatica quella data ad una mia “amica” trasformatasi tristememente in una della più clamorose ricchionate della mia vita.

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    1. Dovevi stabilire prima il pagamento.
      Sempre trattare le prestazioni prima di darle.
      😀

      Ripetizioni mai prese, mi arrangiavo col babbo che aveva fatto la mia stessa scuola eventualmente, eppoi in verità le materie chiave erano facili e matematica mi riusciva abbastanza bene. Mia più grossa delusione il compito di matematica completamente cannato all’esame di stato. Mi viene in mente e me ne rammarico ancora oggi che son passati diciottanni…

      PS: ovviamente mia figlia/figlio la manderò a ripetizione da transu che mi addetto che accetterà un’offerta in zona …

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  5. Ripetizioni prese in matematica per velocizzarmi negli studi di funzione in vista della maturità e date gratis, sempre in matematica (smesso proprio per il gratis). Mai sentito parlare, nemmeno da parte di altri, di fatture, ricevute, eccetera. Oggi la scuola, a parità di grado, è più impegnativa di 20 e soprattutto 30 anni fa e quindi immagino che il mercato delle ripetizioni sia floridissimo.

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    1. >>> Oggi la scuola, a parità di grado, è più impegnativa di 20 e soprattutto 30 anni fa

      ahahahahahhahahahahahahahah! Direttore, che fa, l’umorista?

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    2. “Scuola più impegnativa”? Direttore, sta trollando? Gli studenti che 20 anni fa stentavano oggi brillerebbero. A scuola non si boccia quasi più e per prendere 6 basta aprire bocca. Alla prima occasione vi farò un reportage da un mio scrutinio tipico…

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      1. in quale ordine di scuola insegni, eleonora?

        io con mio nipote (2006) faccio la facile parte dello zio moderno, trasgressivo, progressista. ma nel corso della prima trasferta con pernottamento insieme non ho potuto farmi qualche domanda sul livello di cultura generale e ero indeciso se abbandonare il mio ruolo di complice.

        passino (anche se io non li farei passare) i terribili errori grammaticali nel gruppo whatsapp, ma sono rimasto senza parole di fronte a semplici discussioni da viaggio in automobile padova – milano.

        “in che regione è milano, dove stiamo andando?”
        “LAGO DI GARDA”.

        mia suocera, preside in pensione e intellettualmente onestissima, mi dice che la quantità di compiti a casa è ridicola e che lei stessa inorridisce per la facilità con cui ottiene 8 a fronte di “prestazioni” assolutamente ordinarie.

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      2. Ah sì, oggi la bocciatura è riservata a casi particolari. Ma la quantità di studio, in elementari e medie superiori, non è paragonabile a quella dei miei (nostri?) tempi…

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  6. da studente MAI fatta un’ora di ripetizione

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  7. alzo la mano pure io (mai prese e mai date).

    alle cene della famiglia di mia moglie, tutta composta da ambo i lati dell’albero genealogico di professori e presidi (quindi massima solidarietà per la sua adolescenza), sento parlare pressochè esclusivamente di temi legati al mondo scolastico, ma, se devo esser sincero, mai di ripetizioni.

    o forse lo fanno quando io mi sono già addormentato all’ennesima disamina dei turni, dei giorni liberi, delle graduatorie e delle responsabilità del lavoro più difficile del mondo (cit.)

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  8. prese di latino e matematica in terza liceo, date a manetta per tutti gli anni dell università, matematica soprattutto ma in generale di tutto un po.. ore preziose che mi hanno permesso di mantenermi i primi vizi da studente.. il vero business però è stato scrivere tesi di laurea…

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  9. Direttore, magari cancellerei il post di Paolo dove si vanta di aver commesso un reato.

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    1. Ce ne sono un paio: evasione fiscale e falso.

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      1. Cioè, questo persegue nel terzo millennio l’apologia dell’automobile e voi fate le verginelle per evasione fiscale è falso in atto pubblico?!

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        1. per l’evasione fiscale saran scaduti i termini, per il falso non so

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  10. Io vado oltre: presi ripetizioni di latino italiano e matematica non perche avessi bisogno di sostegno, anzi, ma perche i miei ritenevano, conoscendoli personalmente, che i miei professori al liceo non fossero all’altezza. Penso sia stato davvero uno spreco di denaro.

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  11. “Campa vorrei un tuo illustre parere sulle lamentele da parte di alcuni altrettanto illustri utenti relativi alla presenza di costumi “fastidiosi” perchè
    troppo presenti tra il corpo docente.” (quasi-cit.)

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  12. che avete capito.. mi sono laureato un sacco di volte.. 😁

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  13. Prese durante le vacanze estive nei primi anni di liceo causa esami a settembre (a non aprire mai il libro succede…e comunque studiare due settimane d’estate lo trovavo più efficiente che farlo per nove mesi…a quattordici anni la pensavo così) e date durante il periodo universitario a pari grado.

    Tra le materie più costose ricordo greco, latino e matematica.

    @ Direttore: “Oggi la scuola, a parità di grado, è più impegnativa di 20 e soprattutto 30 anni fa e quindi immagino che il mercato delle ripetizioni sia floridissimo.”

    IMHO bisognerebbe stabilire cosa si intende per più impegnativa. Si fanno più ore? Vero. E’ difficile anche per un adulto capire cosa viene richiesto da un compito? Può capitare. Vengono dati più compiti? Probabilmente sì. Sono aumentati il numero dei libri richiesti e il numero delle pagine di ciascun libro? Assolutamente sì. Gli studenti sono più preparati? Assolutamente no e a fronte di richieste di una certa difficoltà non si pretende una risposta adeguata, basta fare qualcosa per raccogliere un voto decente anche se non si è capito assolutamente nulla dell’argomento. Non sanno (la stragrande maggioranza) nulla del mondo che li circonda, e nemmeno gli interessa un granché. D’altronde vivono a scuola e quando escono si immergono nel mondo virtuale del gaming. Pochi sfruttano le enormi potenzialità che i mezzi moderni forniscono per integrare quanto spiegato, informarsi, imparare e capire. Oltre a non avere (sempre la stragrande maggioranza) nemmeno la minima idea della questione della autorevolezza e credibilità delle fonti.

    Detto questo, ai miei tempi ricordo che la generazione precedente diceva le stesse cose di noi: “Eh quando si dovevano portare tutte le materie alla maturità era tutta un’altra storia”.

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    1. io posso parlare delle elementari, innanzitutto l’orario: ai miei tempi (dal 93 al 98) andavamo a scuola da lunedì al sabato, oggi fino al venerdì, senza rientri. ergo mancano almeno 5h la settimana di lezione

      Passiamo ai programmi? ipertagliati!
      -La storia (per fare un esempio con cui si può quantificare) si fa fino ai romani, quando io ho fatto fino al secondo dopoguerra. Uno può pensare che si fa in maniera più approfondita… in realtà no! In V elementare tutta la storia di Sparta e Atene (dalle origini alla guerra del Peloponneso) riassunte in due mezze paginette infarcite di disegnini!

      -In Italiano non si lasciano più poesie da studiare a memoria (San Martino di Carducci la prima che vedo lasciare in 5 anni!), l’analisi grammaticale e logica col contagocce (io riempivo quadernoni su quadernoni). Ai miei tempi inoltre ricordo che la maestra d’italiano ci faceva fare anche cose extra: la mia classe in V, per esempio, aveva letto Iliade e Odissea (non in versi, ok), mentre alla V dell’anno prima aveva fatto fare “I Promessi Sposi”.

      -in geografia si studiava Italia in III elementare, Europa in IV e Resto del Mondo in V. Oggi FORSE si faranno le regioni in V…

      e questi sono i programmi normali! Se ti capita anche solo un bambino con disfunzioni dell’apprendimento (basta una minima dislessia, per capirci) allora possiamo tagliare di un altro 50% questi programmi…

      si salvano solo le sezioni con ancora le “maestre vecchie”, di quelle prossime alla pensione che cercano di far fare sempre di più ai propri alunni invece che sempre di meno…

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  14. @ Andrea 87:

    Se non ricordo male nelle scuole statali si andava dal lunedì al sabato dalle 8.30 fino alle 12.30 (24 ore totali. Tu no perché sei giovane, ma io iniziavo il 1 ottobre e finivo la prima settimana di giugno) alle elementari, sempre dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13 (30 ore totali) alle medie.

    Oggi per quanto riguarda i miei figli (elementari e medie) dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15.30 (35 ore totali più due ore di extra italian per prepararsi agli esami di Stato e fanno 37, rispettivamente 13 e 7 ore in più la settimana in confronto ai nostri tempi. Iniziando il primo di settembre e finendo alla fine di giugno. Due mesi di vacanza contro i quasi quattro dei miei tempi). Poi hanno i compiti da svolgere a casa, weekend inclusi.

    Programma di geografia: per le elementari è come dici tu (regioni italiane in V elementare),

    Programma di storia: alle elementari è come dici tu (romani in V elementare e parecchi disegnino o tabelle riassuntive) alle medie si arriva quasi ai giorni nostri.

    No poesie a memoria. Ma anche qui ricordo i miei nonni che sapevano ancora a memoria i canti dell’Inferno, i miei genitori alcune parti (le più famose), io qualche citazione (“nel mezzo del cammin di nostra vita”, “non ti curar di loro ma guarda e passa”, “amor, ch’a nullo amato amar perdona” e banalità varie), i mei figli non sapranno nulla. Se sia un bene o un male non saprei dirlo.

    Per l’analisi grammaticale e (soprattutto) l’analisi logica glieli faccio riempire io i quadernoni, indipendentemente da quello che richiede la scuola.

    E ti parlo del programma di italiano perché poi le stesse materie in inglese (frequentano una scuola internazionale ma a fine di ogni ciclo sostengono gli esami da privatisti presso una scuola pubblica) vengono fatte in maniera per noi incomprensibile.
    Ad esempio in “history” saltano di palo in frasca e devono fare relazioni tipo l’eredità lasciata dai vari imperi esistiti nel corso della storia che si può riscontrare al giorno d’oggi, la settimana dopo fanno un’analisi comparata di come due comandanti militari inglesi si sono comportati nel reprimere le ribellioni all’interno dell’Impero, quella successiva come diversi leader (politici e non) hanno risolto conflitti (con particolare attenzione ai diritti umani) esistenti da tempo e cose così.
    In “geography” peggio che andar di notte. Ovviamente niente studio di capitali, nazioni, fiumi, etc ma ricerche sul campo per comprendere I microclimi, le caratteristiche del territorio (tipo di terreno, tipologia di alberi, a cosa generalmente si trova vicino a cosa – es. quarzo e oro, etc).
    Per non parlare poi di materie che ai nostri tempi sarebbero state considerate puro cazzeggio e che invece vengono prese seriamente (“music”, “drama”, “public speaking”, “ICT and digital design”, etc)

    Ogni genitore cerca di scegliere l’opzione migliore per i propri figli. Io non ho la pretesa di aver fatto meglio di altri ma, avendo viaggiato molto per diletto e per lavoro, ho riscontrato una certa rigidità nell’impostazione della scuola italiana rispetto alla complessità di un mondo in continuo cambiamento. Detto questo ritengo che le scuole migliori siano quelle pubbliche di élite (Parini, Berchet, etc. Io ho frequentato il San Carlo che, oltre ad essere una scuola privata confessionale, non ha né arte né parte) e che chi riesca in maniera brillante in questo ambiente abbia poi una marcia in più. Ma se considero la media, e non ho la pretesa di pensare che i miei figli si discostino da essa, allora trovo il livello della scuola italiana inadeguata. Poi è ovvio che si perdono qualcosa delle loro radici ma io cerco di stimolarli a casa. Quando erano piccoli la sera gli leggevo le versioni per ragazzi della Divina Commedia, Iliade, Odissea – Eneide no perché non mi ha mai detto nulla, mio limite – Il Decamerone, I Promessi Sposi, I Miserabili. Li porto tuttora ad eventi e mostre chiedendo loro di interessarsi solo a quello che gli piace di quello che vedono, di provare ad aggiungere qualcosa a quello che sanno da ogni esperienza che vivono, abbiamo un dialogo continuo sull’attualità. Per me è importante che siano curiosi (uno lo è molto più dell’altro…). È faticoso ma passando parecchio tempo in auto per il tragitto casa-scuola-casa riusciamo a farlo. Gli parlo di come era la vita è la società quando avevo la loro età e si stupiscono: domeniche a piedi, TV in bianco e nero senza telecomando, assenza di telefonini e internet per loro sono inconcepibili (a quel punto ho fatto anche il Giacobbo della situazione e gli ho accennato le “convergenze parallele”…il più bravo in matematica dei due mi ha detto che è impossibile e io gli ho risposto che nell’Italia di quegli anni tutto era possibile…); quando vogliono dire che qualcosa è vetusta si riferiscono agli “anni Ottanta”…

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    1. Be’, tu parli già di una scuola privata che fanno tante cose di loro, io di una elementare pubblica dove fanno 8.30-13.30 da lun a ven. stop! 25h alla settimana, quindi. mancano quindi le 5h del sabato che a quei livelli sono importanti per fare cose “extra”.

      alle superiori (io ho fatto lo scientifico, dove si facevano dalle 26h alle 30h settimanali, ogni anno un’ora in più per capirci) si recuperano nel pomeriggio le ore del sabato, okay, ma io non avrei cambiato un giorno di riposo in più con un paio di pomeriggi passati a scuola. anche perchè per forza di cose poi il pomeriggio hai difficoltà a studiare dopo aver fatto 8h di lezione, quindi quello che fai in più a scuola lo perdi a casa.

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  15. Carlos: parlarli e’ gia’ un’ottima cosa, molto piu’ importante di frequentare questo o quel liceo.

    Io trovo tremendo che i ragazzi “debbano” imparare una poesia a memoria senza insegnarli tecniche di memorizzazione (che ovviamente i preparatissimi insegnanti conoscono…).

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    1. ma tra non insegnare le tecniche di memorizzazione e non lasciare niente che eserciti la memoria credo ci passi un mondo di differenza. come al solito in italia, siccome non possiamo fare una cosa alla perfezione, allora non la facciamo proprio invece di fare una cosa alla volta: si comincia con una poesia alle elementari e arrivi coi libri da 1000 pagine all’università…

      Anche perchè imparare a memoria a 8-9 anni “La nebbia agli irti colli…”, “l’albero a cui porgevi la pargoletta mano…”, “La donzelletta vien dalla campagna…” (poesie che dopo 22 anni ancora so declamare a memoria dopo averle fatte alle elementari) non è che ci vuole la memoria di Pico della Mirandola.

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