Muro di Berlino e grandezza della Germania Est

La caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre del 1989, è stata analizzata e celebrata da tutti. E chi siamo noi per metterci contro tutti? Ma a parte i massimi sistemi, la ricorrenza ha fatto tornare d’attualità la discussione sullo sport della Germania Est con una tesi data quasi per scontata dagli orecchianti: era quasi tutto doping, in estrema sintesi.

I decenni successivi avrebbero smentito questa tesi, nel senso che il doping era diffuso in tutto il mondo e che la Germania Est più degli altri ci metteva un’organizzazione maniacale che non era spiegabile soltanto con il totalitarismo comunista. Poi la storia è sempre scritta dai vincitori, che in automatico si ritengono detentori del Bene e non, come sarebbe logico, di un esercito e/o di un’economia più forti.

A Seul 1988, le ultime Olimpiadi con la DDR ancora in vita, il medagliere vide in testa l’Unione Sovietica con 132 podi, davanti alla Germania Est con 102, agli Stati Uniti con 94, con altri paesi dell’Est europeo (Ungheria, Bulgaria e Romania) nella top ten ma staccassimi dai primi tre. Il quarto paese, la Corea del Sud ottenne 33 medaglie. L’Italia, decima, solo 14 fra cui la più bella e cioè la maratona di Gelindo Bordin.

Piccolo particolare: l’Unione Sovietica aveva all’epoca 280 milioni di abitanti e gli Stati Uniti 250, mentre la Germania Est nemmeno 17. Nel 1988 la Cina, non meno totalitarista, repressiva, dopata (come URSS e Stati Uniti, peraltro) e fissata con lo sport come veicolo di immagine ottenne 28 medaglie, dall’alto del suo miliardo e cento milioni di abitanti.

Cosa vogliamo dire? Che quello della Germania Est è stato un modello sportivo unico, in proporzione alla popolazione e ai mezzi il migliore mai visto nella storia. Un modello che ha stravinto anche in sport di serie A, come atletica e nuoto, ed è stato competitivo addirittura nel calcio di club con tante squadre, dal Magdeburgo alla Dinamo Berlino.

Insomma, prima di cancellare il record sui 400 di Marita Koch entriamo in questo 2019 nel merito del mezzofondo Nike, dei culturisti (tranne De Grasse e Tortu) finalisti nei 100 metri, dei pesisti ingrossati come le mucche nei criminali allevamenti intensivi. Abbasso la Germania Est, il comunismo, il Muro di Berlino. Ma quello sport dava anche lezioni vere. Le donne baffute le avevamo, e le abbiamo, anche noi.

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13 commenti

  1. un nome solo Florence Griffith
    chi non ricorda le ondine? Kornelia Ender, o sugar Roland Matthes

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    1. come sugar… non era SUGHERO?

      da 1.30

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  2. Non dispongo di dati attendibili, ma sono certo che, caduto il Muro, i paesi ex comunisti non abbiano ripetute le imprese dei decenni precedenti, ma neppure lontanamente.

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  3. Boemico è crollato tutto, mica solo il doping..

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  4. Sicuramente Ricca, ma quando poi le condizioni socio-economiche sono migliorate, i risultati sono rimasti grami, rispetto ai tempi sovietici.
    Il direttore ha ragione a sottolineare l’eccezionale organizzazione dietro i risultati sportivi di quegli anni, ma, da profano, mi pare che l’importanza del doping di stato fosse capitale.

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  5. Sul tema doping-ddr-risultati post unione interessante,come quasi sempre,l’opinione di sergio tavcar

    http://www.sergiotavcar.com/index.php/notizievecchie/392-uniti-verso-la-sconfitta

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  6. Gombloddo…mi hanno moderato il commento
    Sul tema ddr interessante le opinioni di tavcar che trovate sul suo sito

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    1. Dove lo vedi?

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      1. Ok, avevi messo il link nel post in moderazione…

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  7. Stefano abbi pazienza ma rubare 10 euro non può essere equiparato a rubare un milione di euro. Il doping della Ddr era qualcosa di imparagonabile con quanto veniva fatto all’ovest, basta vedere un paio di foto di atlete della Ddr di fine anni ’70.
    Che poi da parte nostra non si possa recitare la parte delle vergini vestali è sacrosanto

    P.S. Non c’entra una mazza con l’argomento ma che l’Union Berlin festeggi il trentennale della caduta del muro vincendo la sua prima partita in trasferta all’ovest in Bundesliga dopo aver vinto il derby la scorsa giornata la trovo una cosa fantastica.

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  8. Sono indeciso se commentare contestando la tesi del Direttore per tener fede al ruolo di molestatore che mi è stato assegnato oppure mordermi la lingua e mettergli 10 come fa la maggior parte qua dentro indipendentemente dalla propria idea per tener fede al nuovo ruolo di leccaculo che mi è stato assegnato.

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    1. @Meno Uno: attendo istruzioni dal Direttorio…

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