Mina Fossati, ascoltando il passato

Lo diciamo subito. Mina Fossati è un disco poco attuale, perché difficilmente andrà incontro ai gusti della generazione streaming, ma che fa riflettere sull’educazione all’ascolto proprio oggi quando tutto è subito disponibile senza il minimo sforzo.

L’album, anticipato dal non proprio memorabile singolo Tex-Mex, rompe il silenzio discografico di Ivano Fossati dopo il ritiro annunciato nel 2011. Il cantautore genovese è la firma di tutti gli 11 brani, la maggioranza in duetto con Mina e gli altri lasciati principalmente a una delle due voci. E la prima cosa che salta subito alle orecchie, oltre all’evidente stile ‘fossatiano’ di gran parte delle tracce, è l’uso che Mina fa della sua.

Intendiamoci. Sappiamo benissimo le vette di cui Mina è stata capace nel corso della sua carriera, ma ormai facevamo fatica a distinguere un suo disco dall’altro. Insomma ci sembrava che andasse avanti con il pilota automatico pur scegliendo tra vari autori. Grazie a Ivano Fossati, e alla sua caratteristica scrittura nonché compagnia al microfono, questo disco appare invece come l’occasione giusta per evitare ricami. Qualcosa che emerge nella sua limpidezza in un brano come Luna diamante, affidato in gran parte alla sua voce.

Ma Mina Fossati è da definirsi un disco di Ivano Fossati cantato da (e con) Mina? Non proprio. Il timbro ‘fossatiano’ si sente appunto fin da L’infinito di stelle e non potrebbe essere diversamente, ma la signora Mazzini dal canto suo sembra avere ancora la capacità di far diventare “di Mina” le canzoni di altri. Con tutto quello che ne consegue, di positivo ma talvolta anche di negativo.

Tornando a quanto detto in apertura, Mina Fossati è un album non certo attuale, suonato con discrezione lontano dalla modernità, molto diverso da quello che oggi si vuole fare sentire, e che richiede una concentrazione che tra le cose quotidiane è sempre più difficile riservare. Un disco che può soffrire, nel contempo, del confronto inevitabile con la storia dei due suoi protagonisti.

Per questo ci prendiamo il tempo necessario sospendendo il giudizio definitivo su Mina Fossati, segnalando tuttavia come brano che ci ha preso finora di più La guerra fredda (“Sarà per un’altra volta l’amore è una strada stretta dove le cose vanno bene, o vanno così avessimo capito come fare ci fossimo saputi accontentare come la gente è semplice soddisfatta”).

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1 commento

  1. Al primo ascolto mi sembra un album inutile, con almeno metà delle canzoni come riempitivo… Anche in questo senso un disco davvero vecchio stile, da era pre-streaming… Mina da rispettare come imprenditrice di se stessa, una media azienda bene avviata, bravissima ma non trasmette più niente da decenni al di là delle tante (brutte) canzoni…

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