Maldini e gli allenamenti di due ore

Se il Milan è undicesimo in classifica il problema non può essere un giocatore, ci riferiamo al solito Suso ingiustamente massacrato (e meno male che ieri non c’era), uno schema o un cambio. La buona ora di gioco contro la Lazio ha detto qualcosa sulle potenzialità dei singoli rossoneri, di cui rimaniamo convinti a dispetto dei punti, e molto su un’intensità inadeguata alle battaglie della Serie A.

Oltre che delle partite, che tutti vediamo, ci piace parlare anche di allenamenti. In estrema sintesi: a Milanello, sia con Giampaolo sia con Pioli, nonostante i risultati disastrosi c’è un buon clima, lo abbiamo già scritto. E per qualcuno il problema è proprio questo: secondo una simile teoria meglio le mani addosso di un recente passato di gente beneducata che fa il compitino.

La vediamo in maniera un po’ diversa: secondo noi il Milan si allena poco, sia come tempo sia come intensità, rispetto al resto della Serie A del suo rango. A livello Juventus, cioè campioni che vanno con il pilota automatico e che hanno ‘allegrizzato’ Sarri anche come programma di allenamento settimanale, stare poco insieme sul campo ci può stare. A livello Milan, Milan attuale, no.

Non vogliamo partire da Adamo ed Eva, ma ci piacerebbe fare chiarezza nei ricordi di tanti tifosi rossoneri. Perché la nascita del grande Milan di Sacchi e Berlusconi oltre che sui campioni (nell’Italia di fine anni Ottanta li avevano anche altri, dal Napoli di Maradona all’Inter dei tedeschi, per non parlare della Sampdoria) era basato sulla cultura dell allenamento.

Oggi si parla di cultura del lavoro, come per nobilitare l’allenamento, ma non ce ne sarebbe bisogno. Il Milan di Sacchi si allenava in termini di ore più degli avversari, diciamo pure molto di più. Sacchi non ha inventato il 4-4-2 né altri moduli, ma ha portato nel calcio italiano di alto livello una intensità e una mentalità prima sconosciute. I detrattori dicono ‘Bella forza, con Baresi e Van Basten’, gli adoratori parlano di genialità. La realtà è che quel Milan per un breve periodo, fino a quando durò la magia, si allenava molto più degli altri. Con tutto il rispetto per le grandi carriere di Ottavio Bianchi, Trapattoni e Boskov, gli allenamenti di Napoli, Inter e Sampdoria sembravano venire da vent’anni prima.

Cosa vogliamo dire? Che se quei campioni riuscirono ad allenarsi con grande intensità per tre anni, prima di non farcela più mentalmente, a maggior ragione potrebbe farlo la classe medio-bassa di oggi. In quel Milan giocava anche Paolo Maldini, ora dirigente. Che dovrebbe citare come esempio ai suoi giocatori non sé stesso, che magari qualcuno non ha visto giocare, ma Cristiano Ronaldo facendo un discorso del genere: se lui a 34 anni, con 5 Palloni d oro e tutto il resto, si allena 2 ore al giorno con la squadra e altre (minimo altre 2) da solo, quante ore vi dovreste allenare voi? Se qualcuno del Milan attuale sta attuando un programma personalizzato di miglioramento allora diciamo che è un segreto molto ben tenuto.

Pallanotisti di livello nazionale si allenano all’alba, vanno in ufficio e e poi si allenano di sera: non sono eroi, ma è solo per dire che nessuno si consumerebbe rimanendo a Milanello un paio d’ore in più al giorno invece che correre a chattare e videogiocare. In conclusione, Maldini e Boban difendano il loro calciomercato non con le parole o fidandosi dell’affetto dei tifosi, ma facendo fare il salto di qualità a quei pochi che possono farlo. L’Europa League poteva essere un traguardo poco stimolante per il Maldini giocatore, ma i tempi sono cambiati.

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22 commenti

  1. 2 ore al giorno? 😳
    Peggio dei bancari.

    E nelle altre 22 che cavolo fanno?

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  2. Bisogna anche riuscirci ad allenarsi n-mila ore ed è tutto da dimostrare che allenandosi molto di più si riesca a colmare il divario. Io l’ho sperimentato in università: arrivato in UK, avrei avuto bisogno di studiare 20 ore al giorno per raggiungere altre persone, ma dopo le mie 10 ero fuso. Quindi, magari c’è solamente il rischio di mandarli a massa.
    Sulla genialità di Sacchi (vista anche in nazionale, all’Atletico Madrid e a Parma) manco mi esprimo per non essere ripetitivo.

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  3. Azzz, ci si allena poco. Chi l’avrebbe mai detto. Effettivamente questa cosa non si era Mai notata notata già a livello europeo negli ultimi sei-sette anni (parlo delle squadre impegnate nelle coppe); il Milan probabilmente è l’involuzione dell’involuzione è in quanto va a due all’ora in serie A.

    Comunque non vorrei dire ma partendo da un presupposto del genere ogni discorso su allenatore, moduli etc non ha proprio senso.

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  4. Boban che dice tra uno sbadiglio e l’altro? O è ancora arrabbiato perché non ha centrato l’obiettivo stagionale personale e cioè mangiare
    una tartarre di melone con seppie e riduzione al Porto degna di nota?

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  5. matrone, pagami i diritti… indiscreto mi è testimone quante volte ho tirato fuori questi argomenti (in chiave inter, ovviamente).

    Aggiungo che i due innovatori degli anni ’80 furono Sacchi (che è noto con l’immagine del megafono mentre chiede “intensitè”) e Zeman che era un professore di educazione fisica che ha avuto il merito (ancora prima del 433 scriteriato e tutto il contorno) di far allenare ad un livello superiore i suoi calciatori che poi si trovavano ad affrontare squadre che erano invece 20 anni indietro in questo senso.

    Non a caso, una volta che le altre hanno colmato il gap fisico, sia Sacchi che Zeman hanno smesso di essere dei santoni…

    PS: lo stesso mago Herrera 20 anni prima aveva istituzionalizzato… l’allenamento giornaliero, quando le altre squadre facevano 2-3 sessioni alla settimana!

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  6. Ah ecco, il Milan si allena poco per colpa di Boban che è capace di descrivere la differenza tra Metternich e Talleyrand invece di essere in grado solo di pronunciate frasi fatte come Nedved, o limitarsi a sparare sbruffonate o parlare solo di figa come Vieri e Cassano.
    Con l’intensitè Arrigo Sacchi ha compiuto l’impresa di vincere un solo scudetto (per suicidio avversario) su 4 con la squadra italiana più forte di tutti i tempi, arrivando ogni volta a novembre con la squadra con la lingua di fuori ed estromessa dalla lotta per lo scudetto.
    Poi può essere che questo Milan disastroso abbia bisogno di allenarsi di più o meglio ma, se qualcuno è convinto che allenandosi di più il povero bistrattato Calimero Suso la pianterebbe di tentare sempre la solita pialletta a giro e Çalanoglu diventerebbe finalmente quell’ala sinistra alla Gento che qualcuno pretende che sia, per me si sbaglia di grosso…

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  7. Comunque il fatto che la Juventus si allena poco si sta iniziando a vedere, l’anno scorso a marzo erano morti…

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  8. allora, ci sono due vie: continuare a fare i gradassi negando che ci sia un problema con le tecniche di allenamento usate dai mister italiani (come ha fatto Ancelotti l’anno scorso quando l’Arsenal se lo mangiò vivo in 2 partite senza storia), oppure possiamo cominciare ad ammettere che rispetto all’estero forse abbiamo una visione del calciatore inteso come “atleta diverso a livello di costituzione fisica”.

    Non è una novità quanto scrivo, anzi l’ho già ribadito più volte: prendete 2 figurine a caso di 2 calciatori, 1 di Premier e 1 di Serie A. Cosa notate? il calciatore italiano ha generalmente un collo taurino, spalle potenti, cosce ipertrofiche (perchè è questo il calcio che si gioca in Italia: si attacca lentamente, la grande si mette lì a giocare da ferma per cui serve molta forza fisica per resistere ai contrasti e non serve molta agilità)… adesso prendete l’inglese: è decisamente più magro, ha gambe secche che ad ogni appoggio sembrano sempre sul punto di rompersi… e vanno! vanno a 3-4 velocità diverse (hanno cioè l’abilità di accelerare ulteriormente mentre stanno già correndo), mentre il corrispettivo italiano ha come un interruttore: o corre o cammina, non esistono cambi di ritmo. E questo in partita fa tutta la differenza del mondo, perchè in attacco dai una “sgasata” e “ciao core!”, in difesa invece puoi permetterti anche l’1vs1 a tutto campo perchè, a meno di cappellate tattiche, il dirimpettaio col kaiser che ti supera in velocità…

    Quindi che voglio dire? Che non è ovviamente vero che in Italia ci si allena di meno, ma che perdiamo tempo in cazzate tattiche (tipo studiare a memoria come posizionarsi quando la palla va qua e allora tu scali qui, il terzino dietro stringe lì, si allarga l’altro terzino là, l’ala avanza fin laggiù… ecc) o in allenamenti coi pesi che non sono utili per il gioco del calcio quando all’estero magari si preoccupano di fare nello stesso tempo una decina di ripetute sui 5m per essere più agili.

    E alla fine cosa ottieni? Che magari hai una squadra capace di tenerti un simposio tattico all’università, che potrebbero resistere ad un tram in corsa che gli arriva addosso, ma poi quando vai in campo sai che devi chiudere su quel giocatore ma non ja fai, perchè quello ha un motorino e tu una bicicletta scatenata e una gomma bucata…

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    1. Quindi il Napoli ha preso un’imbarcata dall’Arsenal perché Ancelotti è il classico allenatore italiano che preferisce giocatori lenti e poco tecnici puntando tutto sul fisico muscolare perdendo tempo in cazzate tattiche o in allenamenti sui pesi.
      Ma sei serio?! 😂

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      1. e allora perchè ha preso una rumba non facendo il solletico all’arsenal (ALL’ARSENAL! LA PIU’ FEMMINA DELLE SQUADRE INGLESI!) mentre si vantava dei risultati dei test fisici (esticazzi? Perchè allora Kolesinac ara quella fascia in 3 zampate?)

        Lo vogliamo ammettere o no che c’è una differente visione di come deve allenarsi un calciatore inglese? Sennò torniamo a “Eh, ma noi abbiamo coverciano, siamo i maestri, siamo i più preparati” (e altri 10000 pompini del genere) che forse tra 20 anni arriverà un altro sacchi a dire “Intensitè” e gli baceremo i piedi per avercelo finalmente fatto notare!

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        1. Tutto quello che vuoi ma hai fatto l’esempio sbagliato, tutto qua.

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          1. ho citato lui perchè a domanda rispose in quel modo, addirittura piccato che qualcuno avesse osato mettere in discussione “metodologie di allenamento certificate da coverciano che usava mio nanno e il nanno di suo nanno!”

            comunque il discorso è valido in ogni sua parte: a livello visivo il calciatore italico è un bodybuilder mancato, quello anglotedesco è un velocista.
            Passa la stessa differenza che c’è tra Ben Johnson e Bolt: entrambi facevano i 100m, ma era chiaro all’occhio anche per uno non esperto come uno dei due fosse costruito e l’altro invece avesse invece una muscolatura più naturale

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  9. Andrea il Napoli di Ancelotti martirizzato dallArsenal è la stessa squadra che qualche mese prima in casa aveva messo sotto di brutto il Liverpool futuro campione d’Europa. O Klopp ha seguito i tuoi consigli ed ha aumentato le ore di allenamento o la spiegazione non sta tutta lì

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  10. Andrea a te non interessano i challenger? Perche qui sopra c’e un gruppetto di appassionati,molto competente,che ne discute con profitto
    Potresti unirti a loro

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  11. oh, vi avevo dato due possibilità: potevate scegliere il corso d’aggiornamento ben remunerato all’estero a costo di sacrificare qualche santino di quelli bboni, ma avete preferito continuare a studiare sui testi di fisiologia di Ippocrate… sarà un problema di disequilibrio di bile negli italici pedatori, che vi posso dire…

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  12. Andrea, parliamo di Conte, uno che ha allenato in Inghilterra e certamente non fa sconti ai calciatori: con la Juve e col Dortmund ha perso perché non si allenano abbastanza? La sua Juve in Europa faceva ridere perché Vucinic faceva le ripetute con il bicchiere di grappa in mano? Il suo Chelsea è stato annichilito dalla Roma di Di Francesco perché improvvisamente a Roma è arrivata la nebbia e i calciatori non avevano più distrazioni dagli allenamenti? O parliamo del Liverpool di Klopp di due anni fa che nella semifinale di ritorno prese una rumba dalla stessa Roma di Di Francesco?
    Tu ti concentri sulla parte fisica dell’allenamento, secondo me c’è anche altro: per esempio la differenta caratura tecnica dei calciatori. Per giocare palla velocemente eludendo il pressing avversario magari devi avere dei calciatori che sappiano stoppare bene dei passaggi forti (vedi l’Ajax dell’anno scorso).
    Poi c’è anche un problema di attitudine: pensare di dover ricevere sempre palla sui piedi e quasi mai sulla corsa è una cosa che va allenata ma non c’entra solo con la condizione fisica.

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    1. parliamo di giocatori che in italia sin dal primo contratto con le giovanili subiscono una impostazione fisica ormai non più al passo dei tempi. certe cosce ipertrofiche o certi colli taurini non si sviluppano in 2 mesi, ma è un lento processo che dura anni e anni.

      non basta cambiare un anno metodologie di allenamento, i giocatori vanno rieducati ad un allenamento diverso. per questo è inutile dire Conte, Mancini o Ancelotti hanno allenato all’estero perchè si sono trovati davanti dei giocatori che da 10 anni si allenano in un altro modo, che si concentrano non sulla forza fisica e resistenza fine a se stessa (non devi fare il bodybuilder o il sollevatore di pesi), ma sull’agilità, sullo scatto breve, sulla capacità di accelerare ulteriormente mentre stai già correndo ad una discreta velocità.

      Se volete un esempio in un altro sport, potete prendere quello che Dane diceva sui CT dell’ItalRugby: i risultati migliori li abbiamo ottenuti con quelli che allenavano le lacune storiche dei rugbisti italiani al contrario di quelli che invece potenziavano esclusivamente i nostri punti di forza: non stupiamoci poi se Gervinho a 38 anni, dopo 2 anni da prepensionato in cina, torna in italia e mette in ambasce difese decantate… o Salah… o Douglas Costa

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      1. Domanda: quanti dei giocatori del Napoli, dell’Inter, del Milan, della Roma della Juve sono cresciuti nelle giovanili italiane o sono arrivati in Italia prima della maturità agonistica?

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        1. della rosa della juve togli gli italiani e quelli che sono in italia da quando erano appena maggiorenni (i vari bentancur, pjanic, cuadrado, dybala…) togliamo anche i nuovi acquisti, ovviamente, e giocatori come Khedira, Matuidi (che comunque appena arrivato in italia correva per 4), Emre Can che hanno un grande futuro alle spalle (per motivi anagrafici o clinici)… chi rimane? Douglas Costa e Alex Sandro mi viene in mente… gente così… due che quando mettono il turbo sono da “ciao core!”

          aggiungiamoci che anche in fase d’acquisto vengono scelti profili “adatti alla A”, cioè i bodybuilder mancati di cui sopra (es: Lukaku, che tra un anno di questo passo rischia di diventare davvero un carro armato molto poco mobile rispetto a quello ammirato anni fa all’Everton)

          Prendete “l’evoluzione fisica” di Perisic: quando è arrivato dalla Germania com’era visivamente? Magro da fare schifo (prendete la figurina panini dei mondiali 2014!), ma agilissimo: destro-sinistro che non lasciava scampo al terzino avversario! adesso? c’ha due coscioni da far impallidire Zanetti e un’agilità ridotta che fa fatica a togliere il posto a… Koman! lo abbiamo trasformato in un tornante da ala d’attacco che era!

          EDIT: non ho detto che si allenano poco, ma su cose diverse!
          fanno allenamenti di 2h basati sulla forza fisica e sulla resistenza a bassi ritmi (devono fare la maratona?) o la tattica (devono diventare allenatori?) quando invece all’estero magari nelle stesse 2h curano di più il cambio di ritmo e l’agilità

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    2. “Poi c’è anche un problema di attitudine: pensare di dover ricevere sempre palla sui piedi e quasi mai sulla corsa è una cosa che va allenata ma non c’entra solo con la condizione fisica.”

      Io sono convinto che anche visivamente sia chiaro che le italiane vadano più piano rispetto alle squadre straniere (ma questo non si può rimproverare a Conte) ma credo che questa frase riassuma un problema molto più grave ed evidente del semplice “andare più piano degli altri e crdo che la chiave stia proprio in un modo di giocare che è ormai superato (cosa che rimproveravo anche alla Juve ieri).

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  13. Andrea non capisco più quale sia il tuo punto.
    I giocatori delle italiane: corrono poco? Corrono con poca intensità? Fanno troppa palestra?
    Il Lukaku che citi è nato e cresciuto dove ci si allena bene, quindi anche dove ci si allena bene ci sono delle eccezioni?

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    1. leggo ora il tuo edit e mi sono riletto il tuo commento da cui nasce la discussione. Proverò a guardare le figurine, per vedere se noto le differenze muscolari che citi e che ad occhio non noto

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