Italia fuori da una bella Davis

L’Italia di Berrettini e Fognini ha perso, ma la nuova Coppa Davis sta vincendo al di là di molti dettagli ancora da sistemare, primi fra tutti l’orario delle partite e la compressione del calendario. E non lo diciamo perché il doppio degli azzurri contro gli Stati Uniti sia finito alle quattro del mattino, visto che abbiamo resistito soltanto fino al termine di Berrettini-Fritz.

Le finali di Davis sono alla fine state disertate, fra i giocatori forti, soltanto da Medvedev e Zverev, visto che Federer, Thiem e Tsitsipas appartengono a nazionali che a Madrid non sono presenti. E tutti gli altri giocatori di alto livello, da Djokovic e Nadal in giù, hanno giocato al massimo delle proprie possibilità. Commovente Andy Murray, o quel che ne rimane, che di pura voglia ha battuto il modesto olandese Griekspoor. Addirittura abbiamo visto, solo in highlights però, un Kyrgios molto centrato e coinvolto.

L’Italia, sulla carta favorita sia con il Canada sia con gli Stati Uniti, ha in parte deluso anche se Berrettini-Shapovalov è stata una partita che tranquillamente nel 2020 potremmo vedere in un quarto o semifinale di Australian o U.S. Open. Fra Sinner e tutto il resto, comprese le ATP Finals a Torino, ci aspettano comunque dieci anni che al maschile saranno bellissimi, mentre la Paolini diventata numero uno delle nostre donne dà indicazioni opposte.

Ma tornando alla Davis, il contesto della Caja Magica era decisamente superiore a quello del 90% di quello di tutte le sfide di Davis viste negli ultimi 40 anni, anche di quelle con un fattore campo caldissimo, dove il calore era spesso dato da tribunette minuscole e spesso indegne anche di un circo itinerante. Certo Piqué e soci devono ricreare in parte una tradizione, mettere nella testa degli appassionati che la Davis ormai è questa, ma la strada verso il Mondiale del tennis ci sembra interessante e non è un caso che l’ATP Cup di gennaio sia in pratica la stessa cosa, con partecipanti leggermente diversi.

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8 commenti

  1. Mah, bella…
    La partita di Berrettini con Fritz è finita abbondantemente dopo la mezzanotte (personalmente ho mollato dopo la fine del secondo set), la partita di doppio di Berrettini e Fognini è finita alle quattro di mattina; direi che la formula vada ampiamente rivista…

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  2. Se non convochi J.O. queste sono le conseguenze.

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  3. anche io ho mollato dopo 3 giochi del terzo.
    Fritz leggermente meglio del solito, Berretto alcuni errori ma va bene così.
    Siamo usciti subito ma tutte partite molto equilibrate.
    Shapo – Berrettini davvero bella. E il canadese se gli mettono in testa di avere un pò di pazienza può arrivare dove sembrava 2 anni fa.

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  4. Reduce da Thiem Zverev alla O2 non ho visto un minuto. Osservo il clamoroso controcorrente del direttore vs Imarisio e Forcolina. Vi leggerò per capire.

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  5. Il tennis al meglio dei 5 set è quasi un altro sport e il ricordo delle memorabili sfide ad oltranza è ormai destinato a restare tale.
    La formula è da aggiustare, personalmente allungherei il torneo a 10 giorni e il terzo set lo farei ad oltranza, ben consapevole che su questi campi molto veloci si rischia seriamente di andare per le lunghissime.

    Se possibile allungherei la pausa tra finali ATP e inizio della fase finale, per permettere ai big di recuperare dalle Finals e di avere il maggior numero possibile di top players.

    Canada e Australia vergognose.

    Sono curioso di conoscere il dato su ascolti e presenze, perché Piquè ha investito una bella cifra per garantirsi questa organizzazione e al momento l’interesse del grande pubblico mi pare tiepido

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  6. “Canada e Australia vergognose” Perchè? non ho seguito molto

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    1. Entrambe già qualificate hanno regalato il punto del doppio all’avversario.
      Il Canada ha dato direttamente forfait, l’Australia ha fatto la pagliacciata di ritirarsi dopo un solo gioco.

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  7. Bella Davis ? Ci vuole coraggio, anche a fare i bastian contrari su tutto, ma proprio tutto. Il formato è una merda. Sei gironi da 3, passano le prime due più le migliori seconde. Naturalmente questo comporta che alcune già prime, tipo Australia e Canada, si ritirano regalando punti facili agli avversari che magari passano come migliori seconde. Giocare tutta sta roba in una settimana è improponibile e far finire partite alle 4 del mattino penso dica tutto. E questo è un problema serio, sportivamente parlando. La partecipazione è buona, siamo al livello di un master 1000 con tanti infortunati. La cosa positiva è che se ne parla, almeno al primo anno, male ovunque, tranne qui, ma se ne parla. L’ATP cup a gennaio è stata copiata proprio per tentare il boicottaggio della Davis, in quanto organizzata dall’ATP in guerra con l’ITF, cancellando anche tornei storici di inizio stagione. Naturalmente l’ATP, dopo aver fatto fallire la vecchia Davis, ci prova pure con questa, visto che non offrirà mai una seconda settimana, preferendo prendersela per sé, o meglio ancora regalarla a Federer per baracconate come la Laver Cup. La vecchia Davis non godeva certo di buona salute, era disertata dai big, che sono l’ATP in tutto per tutto, per sete di denaro e potere. Era una competizione per seconde linee, con scarso interesse a parte i Paesi interessati agli scontri diretti, capace di portare il tennis anche in piazze diverse (non solo il circolo di Alghero, anche lo stadio a Lille), ma con un’anima e capace di differenziarsi dall’omologazione dei tornei ATP.

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