Il ritiro di Montolivo

Riccardo Montolivo lascia il calcio a 34 anni, lo ha annunciato in una doppia intervista pubblicata sul Corriere dello Sport (Ivan Zazzaroni) e e sul Corriere della Sera (Giampiero Timossi) in cui ha raccontato con rabbia il modo in cui si è chiusa la sua epoca nel Milan e anche la sua carriera. Parole interessanti, anche perché arrivano da un centrocampista che è stato capitano della Fiorentina, del Milan e anche della Nazionale.

A una prima lettura pare che Montolivo ce l’abbia in particolare con Gattuso, non tanto perché a suo tempo lo avesse escluso in favore di Biglia (ci poteva stare, perché Mirabelli e Fassone dovevano difendere le loro scelte di mercato, anche le più strampalate), ma perché lo ha ignorato anche come semplice panchinaro. Fino al punto, davvero di non ritorno, di preferirgli addirittura Calabria come centrocampista basso.

La versione di Montolivo prosegue poi con il racconto di allenamenti solitari, di promesse vaghe (anche da parte del diplomatico Leonardo) e di un meccanismo di mercato che di fatto ha messo fine alla sua storia: vedendo che non giocava da un anno tanti club che lo avevano contattato si sono tirati indietro, convinti che ci fosse un qualche infortunio ben nascosto.

Ma come al solito invitiamo a leggere gli originali, andando sul nostro pensiero. Basato su quanto sappiamo da altri tesserati (o ex) del Milan ma anche sulla semplice osservazione. In sintesi: Montolivo è stato uno degli ultimi colpi del vecchio Milan di Galliani, non in ordine cronologico (firmò nel 2012, Berlusconi-Galliani se ne sono formalmente andati nel 2017) ma di sicuro come ingaggio. E come tale rappresentava il ‘vecchio’.

In questo senso non c’è soltanto il discorso Biglia, che peraltro ha solo un anno meno di lui, ma anche quello Bonucci: per dare un ulteriore segnale di svolta la fascia di capitano doveva andare a lui. Montolivo coglie anche il lato umoristico della storia (“Mi dissero che era una decisione di Yonghong Li“), ma continua a non capire. Dall’altro lato, Gattuso ritiene che non si alleni più con il dovuto spirito e lo esclude, generando il solito meccanismo in cui la causa si confonde con l’effetto. Il risultato è che Montolivo è stato per motivi diversi ostracizzato sia dal Milan dei calabresi (sintetizziamo) sia da quello degli indossatori (sintetizziamo).

Conclusione? Fra le tante storie ai confini della realtà del Milan delle ultime tre stagioni questa di Montolivo è una delle più strane, visto che al suo posto non sono mai stati schierati fenomeni. Certo è che il ‘Di qua o di là’ della sua carriera non è stato l’arrivo di Gattuso al Milan, un Gattuso che non è uno stupido e in emergenza avrebbe di sicuro utilizzato Montolivo se non fossero arrivati ordini diversi, ma la frattura della tibia a pochi giorni dal Mondiale brasiliano a cui l’Italia di Prandelli si stava avvicinando con ottime prospettive.

Da ricordare che lui nella Nazionale ci ha giocato con cinque commissari tecnici (Donadoni, Lippi, Prandelli, Conte e Ventura) e che questo, azzardiamo, significa che per un decennio è stato uno dei più forti centrocampisti italiani. Poi chi ritiene i suoi allenamenti poco intensi forse non ha mai visto quelli di Kessie. Forse nel calcio non gli ha mai giovato la sua immagine borghese, derivante anche dalla famiglia (del resto uno non può inventarsi un’infanzia povera solo per dimostrare che ha fame), forse si confonde troppo spesso l’educazione con la mollezza.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.0/10 (21 votes cast)
Il ritiro di Montolivo, 9.0 out of 10 based on 21 ratings

13 commenti

  1. “Il risultato è che Montolivo è stato per motivi diversi ostracizzato sia dal Milan dei calabresi (sintetizziamo) sia da quello degli indossatori (sintetizziamo)….”

    Dalle mie parti questa si definisce come “carezza in guanto di cartavetro”

    Per il resto, l’avrei voluto nella Samp uno come Montolivo, ad avercene

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 4 votes)
  2. VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  3. Un gigante in confronto a ognuno dei centrocampisti che deambulano nel centrocampo del Milan popolato da algerini aventi la fisicità ( e la capacità di giocare a calcio) di un fantino, indolenti slavi e ivoriani aventi bassa scolarizzazione.
    Che poi sia stato estromesso per far giocare Biglia fa ancora più ridere, il metronomo Biglia, o il metronotte.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 22 votes)
  4. Dai ce lo siamo goduti 5 (CINQUE) anni titolare inamovibile.
    Che giocatore, mi brillano ancora gli occhi a ricordarlo in coppia con De Jong.
    Ma che fortuna abbiamo avuto noi milanisti ad ammirare un simile Campione??
    Tra l’altro benvoluto da tutti. Compagni e tifosi.
    Grazie capitano

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +21 (from 25 votes)
  5. Il Milan degli indossatori 😂🔝🔝

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 10 votes)
  6. L’importante è che sia stato pagato fino all’ultimo centesimo… detto questo se per qualche motivo ti viene fatta terra bruciata intorno (forse ricordo male ma non era quello che faceva la spia?) provi a cambiare e a dimostrare che sei ancora forte….(non credo ci sarebbero stati problemi da parte del milan a pagargli parte dell’ingaggio pur di levarselo dalle balle)
    se decidi di vegetare tre anni lautamente ricompensato poi è chiaro che non ti prende piu’ nessuno

    poi mi fa piacere per lui che alcuni se-dicenti milanisti lo rimpiangano, io no

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +14 (from 16 votes)
    1. Spero tu abbia colto la mia fine ironia e non ti stia rivolgendo al sottoscritto!

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +3 (from 5 votes)
  7. Secondo me la vera sliding door della carriera di montolivo e’ stata la scelta di nonsochi (prandelli?) di arretrarlo a centrocampo come mezzala sinistra, prima e piu’ illustre vittima della moda (la “controriforma” ancelottiana in risposta al robotizzante medianismo sacchiano) di quegli anni di trovare il nuovo pirlo e piazzarlo a centrocampo ad iniziare l’azione. Io lo ricordo agli esordi come trequartista puro, dietro o a fianco di Pazzini, e lo ricordo fortissimo, almeno in under 21.
    Trovo poi azzeccatissima l’annotazione del direttore sulla confusione tra educazione e personalita’.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 9 votes)
    1. va là che il rombo rotante visto in Nazionale proprio con Prandelli è stato uno dei migliori momenti di Montolivo, tanto che qua dentro si erano lanciati in roboanti lodi tipo “Gli sono scese le palle!”

      Tra l’altro è proprio la “moda” del momento quella di piazzare i trequartisti a centrocampo (vedi il City come esempio più eclatante) perchè le grandi squadre giocano così alte ormai (nell’ultimo terzo di campo) che la mezzala si ritrova a giocare sulla trequarti avversaria.

      solo in italia siamo rimasti a colpi “geniali” tipo il mediano messo mezzapunta perchè, al contrario, in fase di non possesso ci abbassiamo così tanto che serve uno coi ferri da stiro ma tanta corsa a sostegno della punta una volta recuperato il pallone (ti devi fare 2/3 di campo in contropiede…)

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +4 (from 4 votes)
  8. rimettersi in discussione in provincia no? lo aveva fatto baggio ma per montolivo sarebbe stato un affronto troppo grande…meglio essere educati e mandare il procuratore a lamentarsi di jorginho in nazionale …che classe.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 12 votes)
  9. Un po’ come Icardi (o Perisic) all’Inter, perdonatemi il paragone, so che Icardi è più forte, è stato identificato nel “vecchio” da epurare, per problemi di spogliatoio e di vicinanza alla vecchia proprietà, oltre al fatto di essere un giocatore a fine carriera.
    Credo che sia una cosa normale, succede in tutte le societa, quasi anche Icardi era finito nel tranello di stare fermo a lamentarsi piuttosto che dimostrare sul campo quanto vale. Questo continuo trogliersi i sassolini a mezzo stampa secondo me non è molto elegante, a me sembra che Montolivo a un certo punto sia entrato nel ruolo della vittima e lo abbia cavalcato fin troppo. Marchisio ha fatto la stessa fine, ma in modo più dignitoso.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 12 votes)
  10. si indubbiamente l’immagine borghese non gli ha giovato

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  11. Però anche Kakà era figlio di famiglia ricca, e Del Piero è sempre stato un maestro di educazione. Nel caso di Montolivo, a cui comunque la natura diede molto meno che ai primi due, secondo me è sempre mancata la personalità.

    Vedo in bernardeschi il suo perfetto erede.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)

Lascia un commento