A Napoli rubano

A Napoli rubano più che nel resto d’Italia? Quando c’è di mezzo il calcio, poi… Come tutti sanno, nei giorni scorsi hanno rubato nella villa di Allan e nella Smart della moglie di Zielinski. Così per una volta il giornalista collettivo è stato in sintonia con la pancia del paese, suggerendo con opportuni accostamenti e titolazioni che i calciatori del Napoli siano nel mirino per avere rifiutato il ritiro punitivo di De Laurentiis. Sarà vero?

Le statistiche delle varie forze di polizia italiane, rielaborate dal Sole 24 Ore, dicono che restringendo il discorso a furti e rapine la provincia di Napoli sia in valori assoluti la terza più pericolosa d’Italia dopo Roma e Milano, ma in rapporto alla popolazione sia invece al ventitreesimo posto. In altre parole, una casa di Rimini corre più rischi di essere depredata rispetto a una casa di Napoli.

Il discorso cambia se si analizzano soltanto gli scippi, quelli che in poliziottese si definiscono furti con strappo: qui Napoli è da scudetto, con Milano terza e Roma settima (Rimini seconda: ma cos’è diventata, il Bronx?). In questa classifica rientrano anche gli orologi strappati dal polso di tanti calciatori, da Hamsik a Behrami. Napoli è invece quinta in Italia per i furti d’auto, in una classifica capeggiata da Barletta. Senza entrare nel dettaglio di ogni reato, si può quindi dire che Napoli sia abbastanza pericolosa ma non più di altre metropoli.

Venendo al discorso calcistico, una modesta conoscenza del mondo ultras dovrebbe bastare per tenere slegate queste vicende e il Napoli società, che con i suoi tifosi (sia ultras sia borghesi) ha ormai un rapporto pessimo. Gli ultras aziendalisti che si notano in altri contesti qui non ci sono, anche se a volte, e questa è una delle volte, gli obbiettivi possono essere gli stessi.

A Napoli di veramente diverso, stando a chiunque ci abbia giocato, c’è la pressione ambientale sui giocatori, che spesso non possono rifiutarsi di presenziare a certi eventi e certe feste, senza per forza essere camorristi. Da qui nascono tanti grandi rifiuti, dal Paolo Rossi 1979 ai giorni nostri, e tanti desideri di cambiare aria anche se quello di Allan al PSG aveva in origine altre motivazioni. Un problema, questo della pressione e delle richieste oltre i confini dello stalkeraggio, che tocca ancor di più i giocatori napoletani. Che infatti da decenni sono pochissimi, preferendo giocare e vivere altrove.

Sul piano calcistico la crisi del Napoli, squadra ben costruita e con tante alternative, è quasi inspiegabile, paradossalmente l’ammutinamento dei giocatori potrebbe dare quella scossa emotiva che lo spento Ancelotti non riesce più a dare. Ma la criminalità è un’altra cosa ed i ladri sarebbero potuti entrare, e saranno anche entrati, nella villa del dentista e dell’avvocato.

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1 commento

  1. ah i freddi numeri…

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