Quelli che odiano le partite IVA

Chi odia le partite IVA? L’attuale governo formato da 5 Stelle e PD le ha di sicuro in antipatia. Le anticipazioni sulla Legge di Bilancio indicano infatti quella che il Sole 24 Ore definisce una “Una doccia fredda per l’esercito delle partite Iva in nome di un cambio di rotta all’insegna della lotta all’evasione”.

In pratica, se confermato, non ci sarà la flat tax al 20% per i redditi tra oltre i 65mila e fino ai 100mila euro, mentre chi ha optato per la flat tax del 15% fino ai 65mila euro dovrà avere un conto separato per i flussi finanziari professionali. Ma non solo.

Verrebbe introdotto il regime analitico per la determinazione del reddito, conservando quindi la documentazione delle spese, più tutta un’altra serie di nuove limitazioni riguardanti beni strumentali e collaboratori. Il tutto nel nome della lotta all’evasione fiscale.

In attesa però di sapere i contenuti definitivi della legge di bilancio e di valutare nel merito ogni decisione, si possono fare alcuni ragionamenti più ampi sulla considerazione che in Italia si ha dei liberi professionisti a reddito medio basso, e che spesso non vengono fuori nei dibattiti pubblici nel corso dei quali si parla il più delle volte esclusivamente della tutela del lavoro dipendente. Gli altri? Che si arrangiassero…

A differenze dei lavoratori dipendenti, i liberi professionisti (dove rientrano anche quelli obbligati ad essere tali non trovando più il tradizionale ‘posto fisso’) lavorano ben oltre le canoniche 8 ore al giorno, weekend compresi, dovendo appunto rispondere a più committenti che se non rispettati nelle consegne si rivolgeranno poi ad altri, e mai più a loro. Insomma bisogna fare i conti con le pressioni e lo stress elevato per fare un lavoro di qualità ma anche in quantità giusta per racimolare un buono ‘stipendio’. Sapendo bene che non ci sarà nessun sindacato a prendere le difese di un lavoratore, come nel caso di quelli che timbrano in mutande.

Quando si parla poi di tasse non si può considerare solo l’IRPEF ma vanno anche aggiunti i contributi obbligatori per una pensione che se va bene sarà misera e inferiore a quella garantita invece a chi è assunto. Contributi di cui non si parla quasi mai e che pesano notevolmente sul reale guadagno di un professionista, il quale se gli resta qualche spicciolo da parte è bene che li investa anche in un fondo alternativo. Tutto questo senza alcun reddito per i periodi di ferie e praticamente nessuna tutela in caso di malattie. Insomma, si deve lavorare anche con 40 di febbre oltre che in ogni orario.

Sul fronte evasione fiscale, il tema del lavoro nero e ancor più del doppio lavoro viene spesso sottaciuto (e non parliamo solo degli insegnanti che danno ripetizioni…) mentre si dà per scontato che chi ha la partita IVA sia un evasore di professione, un nemico dei veri lavoratori, anzi uno che in realtà non lavora per nulla. Perché il termine “lavoratore”, lo sappiamo bene, viene usato solo e soltanto quando ci si riferisce a chi ha un contratto da dipendente che, per quanto possa essere ormai precario, è comunque qualcosa di più solido e garantito rispetto a chi invece ha investito su sé stesso, per scelta o per necessità. Insomma perché tutto questo odio per i liberi professionisti?

Di sicuro questo sentimento è bene intercettato dall’attuale governo e soprattutto dai media, secondo cui il libero professionista è soltanto il grande avvocato o l’idraulico evasore. Davanti alla televisione il pensionato retributivo può così sentirsi migliore, mentre contemporaneamente il figlio partita IVA al quale ha tecnicamente rubato i soldi va a consegnare le pizze.

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47 commenti

  1. 92 minuti di applausi
    Se passa sta schifezza è la volta che mi fanno davvero votare Salvini. Ci sono riusciti

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  2. A proposito di clima di odio eh…

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  3. Chiedo immediatamente scusa a Salvini.
    PS: Meno male ho evitato il forfait l’anno scorso.

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  4. La cosa più odiosa è propio l’uso che si fa del termine ‘lavoratore’ come esclusiva solo di chi è dipendente. Che tra l’altro lo stipendio a fine mese lo prende mentre la Partita IVA se va bene incassa a 30 giorni. Dovendo anche fare azione di recupero crediti tra solleciti di ogni genere. Per non parlare di come la Pubblica Amministrazione salda i suoi debiti e con che tempi.

    Purtroppo le Partite Iva non hanno nessuno che le rappresenti veramente senza contare che ormai una bella fetta degli iscritti ai sindacati sono appunto pensionati per cui diventa chiara la situazione.

    Mi chiedo perché nei vari dibattiti televisivi, con tuti quegli applausi insopportabili e continui a comando, questa cosa venga solo raramente fatta notare.

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  5. Un popolo di servi considera lavoro solo quello del servo ed odia tutti gli altri…

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  6. Non chiamerei servo il lavoratore dipendente, anzi spesso mi sento più servo io (dei miei clienti), per mille motivi.
    Il “tanto te non lavori” me lo becco un giorno sì e uno no…

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    1. Idiozie dettate da ignoranza, dopodiché l’odio sociale attira odio sociale: loro mi odiano per il mio essere libero?! Ed io li disprezzo per il loro essere servi…

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      1. Sulla flessibilità degli orari hai invece ragione, ovviamente.

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        1. Non é solo quello, io non ho né capi né padroni.
          Non farei mai cambio, anche se alla fine l’odio sociale deriva soprattutto da lì…

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  7. Il lavoratore dipendente con competenze ha le stesse armi dell’indipendente verso la propria azienda, ovvero il battere cassa, portando altrimenti le proprie competenze da qualcunaltro. Il problema è non sviluppare competenze.
    Io a volte rimango allibito dalle scelte di qualche dipendente che conosco…

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  8. In Italia c’è la cultura generale del socialismo reale, senza manco realizzarlo. Un galleggiamento generale, dove fancazzisti e chi vorrebbe farsi il culo vengono ripagati allo stesso modo, dove fare i soldi è impossibile esattamente come finire sotto i ponti. E’ un modello di società, per me vomitevole, ma tant’è.

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  9. Essendo stato sia dipendente che libero professionista posso dire tranquillamente che ci sono pro e contro su entrambi i versanti, Certamente il primo è più tutelato al netto di certi contratti, per varie ragioni, anche se oggi fanno sempre più pesare la cosa come un regalo e quindi spremono come un limone. Nel secondo caso ti puoi gestire meglio i tempi e i momenti di libertà, forse hai anche più gratificazioni, ma sei sottoposto a un continuo stress sapendo che non hai tutele e che la valutazione di merito è superiore. Il digitale poi mette certe categorie di professionisti in condizione di lavorare sempre ovunque, per cui capita di pensare “meno male che c’è il weekend così posso finire dei lavori”.

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    1. Alvaro, è evidente che in ogni situazione ci siano pregi e difetti, da una parte servi paraculati, dall’altra liberti vessati, ma è altrettanto evidente che sul piano di diritti e privilegi non c’è confronto.
      Il sottaciuto di questi provvedimenti lo spiega l’articolo, che pone piu che altro l’attenzione sul folle atteggiamento vessatorio (chi ha la partita iva in questo momento sta versando contributi che vanno ai lavoratori dipendenti, mentre chi ha p.iva non vedrà un euro di quanto versato. Quasi come se i contributi delle p.iva non fossero un versamento previdenziale ma una multa morale per aver scelto di essere liberi).
      Per quanto riguarda il doppio conto sono doppie spese, un regalo alle banche che non cambia nulla (il sistema è già predisposto per controllare entrate ed uscite: una p.iva non può ricevere un bonifico dallo zio con cognome diverso come regalo di matrimonio perché subito arriva l’Agenzia delle Entrate a farti l’esplorazione anale…), mentre il vero nero (che è quello delle aziende, che sfruttano i dipendenti costretti a finte p.iva senza tutele come ferie, malattie, indennità, ecc.) resta lì.
      Insomma, aumenti di tasse, restrizioni delle detrazioni, aumenti di spese, ecc: tra doppio conto, fatturazione elettronica, studi di settore con relativo surplus di lavoro del commercialista (a pagamento, ovvio) una p.iva si trova a lavorare il primo mese solo per pagare la burocrazia, poi può dedicarsi ad incassare gli altri 11 mensili. Solo che i mesi in cui si mangia e si paga il mutuo sono 12 anche per le p.iva!
      Una continua persecuzione delle p.iva anche in un era in cui la maggior parte di esse sono dipendenti ragazzini neolaureati da 1000€ al mese (LORDI!!!) sfruttati dalle aziende con finte partite iva per non assumerli, questo anche chi è particolarmente fortunato e privilegiato come il sottoscritto ha il dovere morale di sottolinearlo.
      Se rifletto sui vari scioperi di tassisti, insegnanti, operatori di volo ecc. mi sale il crimine e penso che la fortuna dei governanti è che una p.iva, a differenza delle categorie di cui sopra, mediamente è una persona istruita, civile e proattiva, altrimenti ci sarebbero da montare le ghigliottine in piazza…

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      1. E’ quello il problema! I privati dovrebbero scendere in piazza e impiccare una decina di parassiti pubblici al giorno in ogni città, invece di continuare a sgobbare come dei cretini e sentirsi pure in colpa!

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        1. Io personalmente non mi sento in colpa di nulla, sullo scendere in piazza ad impiccare un po’ di gente ammetto che pur nel mio snobismo l’idea comincia a stuzzicarmi…

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  10. “A differenza dei lavoratori dipendenti…lavorano ben oltre le canoniche 8 ore al giorno”…”chi invece ha investito su sé stesso”… “servi”..”più stress, meno stress”..”padroni, capi”… ma che è sta roba? Impiegati di Honoré de Balzac?

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  11. grande direttore, mi verrebbe da rispondere, ma cosa si aspettava da sta gente?
    la cecità totale del pd aggiunta all’insipienza dei 5s, solo a questo poteva portare.
    aggiungerò un dato, all’inizio della carriera pagavo trimestralmente 500.000 all’inps, adesso oltre 900 euro, per avere poco alla fine.
    in più in fase di dichiarazione, quando il reddito è oltre il minimo inps, chi cazzo è che non lo supera, c’è l’addizionale.
    però i i porti sono aperti e le violenze avallate
    quando si dice il progresso eh

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  12. @Meno Uno: per cosa ti sei sentito toccato?! Tu appartieni ai servi o ai paraculati? 😏

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  13. Ma soprattutto non è possibile che ogni anno cambino le carte in tavola? Come cavolo si fa a fare programmi plurinennali se non sai quali saranno le regole nemmeno l’anno prossimo (siamo a metà Ottobre e siamo ancora nel campo delle supposizioni)?
    Quanto a questa storia del regime analitico vorrò proprio vedere, ho la sensazione che ne avremo tutti gli svantaggi e nessun vantaggio

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  14. Scusa cosa ti aspetti da un Paese che continua a cambiare legge elettorale a seconda di come conviene. Figurati il resto…

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  15. Io comunque lo scorso anno di questi tempi vi avevo dato un consiglio eh
    🙂

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    1. Ripeticelo, magari siamo ancora in tempo…

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  16. Fate tutto in nero e morta li
    🙂

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    1. Roba da avere l’evasione al 100%. Se lo meriterebbero.

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      1. è appunto quello il problema, questo genere di manovre il nero lo incoraggia, altro che combattere… cosa credi che faccia una persona che ha guardagnato 64.900 € di fronte ad un incasso di 5000 euro?

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  17. https://youtu.be/BgqdSMIHfbU

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  18. è una guerra tra poveri che non finisce mai.

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  19. Ve l’avevo detto che avreste rimpianto il governo giallo-verde, il migliore possibile per l’italia.
    Governo peraltro fatto cadere da Salvini, quindi dovreste prendervela con lui.

    cydella: e’ lo stesso modello in tutta europa, una socialdemocrazia stantia dove i soldi sono solo nelle rendite di posizione.

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    1. @transumante
      Salvini ha avuto un consiglio molto forte from…oltre oceano

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  20. quando c’era LVI

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  21. La flat tax per le partite IVA è una roba iniqua esattamente come gli 80 euro per i dipendenti. Trovate elettorali e basta. Poi c’è la partita IVA che pensa sia giusto perché i dipendenti sono tutti parassiti e sogna di fare il Joker con l’impiegato comunale e il dipendente che pensa che le partite IVA siano tutti evasori e vuole fare il Joker col notaio. Alla fine la pressione fiscale, destra o sinistra al governo, non si abbassa di uno zero virgola. Quindi poche tasse in meno per qualcuno, più tasse per qualcun’altro. Che la sinistra voglia tenere alte le tasse e la spesa pubblica non sorprende, anzi è stata criticata dall’interno per non averlo fatto abbastanza. Ma la destra, almeno in Italia è statalista uguale e la prima cosa che gli è venuta in mente, a quella recente almeno, è stata quota 100. Altra mancia elettorale.

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    1. Scusa, ma c’è uno squilibrio di fondo tra partite IVA e dipendenti, figuriamoci con gli statali. In Italia siamo in un paradosso dove gli ultimi hanno maggior rendimento di fronte a un minor rischio. In Italia il settore privato mantiene il pubblico, quindi solo una certa parte ha diritto di lamentarsi.

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  22. il pd non solo detesta gli operai odia pure le partite iva, quel che rimane del ceto medio. essendo il riferimento delle élite, è banale come loro

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  23. Il punto e’ proprio che il governo giallo-verde era sia per la flat tax che il reddito di cittadinanza. L’unico modo per governare l’italia e’ questo.
    Siete, e purtroppo dovrei tornare quindi mi ci metto pure io, un paese irrecuperabile. Chi ha successo e’ considerato uno che si vuol fare vedere, che si crede chissa’ che. D’altra parte chi e’ un lavoratore dipendente e’ comunque un parassita statalista. Vuoi mettere che realizzazione aprire una tavola calda che fa il tris di primi?

    Io lo so gia’ che me ne pentiro’ amaramente, purtroppo mi avete infettato e torno per la famiglia.

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    1. Venerabile, mi permetto di farle sapere che un mio amico che è stato professore di aerodinamica a Cambridge per 10 anni è dovuto tornare in Italia (anche lui per motivi familiari) ed ogni giorno , almeno due volte al giorno, mi ribadisce che lavorare per un’università italiana è stata la scelta più sbagliata della sua vita.

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  24. Noooo, anche tu!
    In che università sarai ubicato?

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  25. per adesso hanno tolto la compensazione e se l’f24 viene scartato dal fisco, 1000 euro di multa
    ehhhhhh ma l’aumento dell’iva

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  26. LA FAMIGLIA
    dramma o risorsa italica?

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    1. Dramma e zavorra, altro che risorsa…

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  27. le partite iva tutti angeli sfruttati e sottomessi, i lavoratori dipendenti tutti fannulloni sovrapagati. come si taglia con l’accetta qui non accade da nessuna altra parte. questa è una guerra tra poveri per le briciole.

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    1. come detto sopra, i contributi inps a me sono passati da 500.000 lire ogni tre mesi, a 932 euro.
      Secondo te chi è il tartassato?
      io non posso evadere, la banca mi fattura tutte le provvigioni che faccio, neanche volendo.
      ho lavorato anche come dipendente nello stato, quindi ti posso assicurare che certe cose te lo posso scolpire nella roccia

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      1. Ma paghi il minimo, quello che pagheresti a reddito zero?
        Conosco bene il discorso perchè ho da poco saldato 25.000€ di contributi come ammnistratore di società (mi brucia ancora) e sono socieo di una SRL nonchè dipendente della azienda stessa: non mi faccio mancare niente!

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    2. Chi taglia con l’accetta fino a prova contraria sono gli italiani medi che odiano le partite iva, l’articolo spiega benissimo la situazione.

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  28. Belisario: col tuo amico sconfiniamo nel bdsm.

    Leo: politecnico di torino. Ho vinto un posto col programma rientro cervelli e potevo scegliere l’universita’. Scelta ovvia proprio per tornare a casa. Se non torno adesso che ci sono gli sgravi non torno piu’. Devo venire a Firenze a controllare come vanno Antico Vinaio, Brindellone e altri posti strategici.

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  29. Devi assolutamente chiamarmi se vieni.

    Insomma meglio Torino che l’America… 😜

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  30. Banshee quello di cui parla Italo è ovviamente l’acconto trimestrale (il cosiddetto minimo), poi c’è l’acconto del 30 novembre e il saldo l’anno successivo.
    E quello dipende dall’imponibile.

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  31. Leo: meglio Torino delle offerte che avevo, ovvero Chicago con le folate a -40 gradi d’inverno, anche se con stipendio triplo.

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