Le pagelle al secondo governo Conte: il nemico è il Nord Italia

Le pagelle di Indiscreto al secondo governo Conte, dopo quelle al calciomercato, riferite ai ministri che contano. Governo a trazione meridionale, come ha osservato anche un imbarazzato Sala (che rimane in panchina a Milano, ad autoincensarsi e a litigare con Elliott e Zhang), quindi con grande propensione alla spesa pubblica, e privo di grandi nomi, come hanno osservato tutti: quelli veri si stanno scaldando per il prossimo giro, magari con regole che consentano di neutralizzare il cattivo della situazione. Per dirla in breve: nel governo gialloverde i nemici erano l’Europa e i negri (sintetizziamo un minimo), in quello giallorosso il Nord Italia e chi si oppone all’asse franco-tedesco.

Luigi Di Maio (Esteri) 6: è il nome più noto, nel governo uno dei pochi politici che reggano un titolo di giornale insieme a Conte, Patuanelli, Bonafede e Franceschini. Ironie da tastiera sulla sulla sua competenza e sul suo sostegno a Maduro (unico leader in Occidente e forse nel pianeta), ma nel mondo di oggi il ministro degli Esteri è poco più di un tagliatore di nastri, oscurato in campo internazionale da quelli dell’Economia e dallo stesso presidente del Consiglio. Non potrà fare danni all’Italia, sul piano personale sarà stritolato dall’esperienza PD e dai Cinque Stelle (almeno la metà) che vogliono essere l’ala movimentista del PD. Vedova di Salvini molto più degli elettori leghisti, molti dei quali vedono il pendolo andare verso la secessione. 

Luciana Lamorgese (Interno) 7 – Passa per tecnico, ma mediaticamente è il prefetto di Milano (nominata da Minniti) che ha imposto ai sindaci della provincia di prendersi un carico la loro quota di migranti. Facile che qualcuno la descriva come l’anti-Salvini, cosa che non è. Deluderà la sinistra, sorprenderà i leghisti.

Roberto Gualtieri (Economia) 2 – Tanti pistolotti sulla legge di bilancio e sull’Iva, poi all’Economia dopo Tria e altri competenti viene messo un politico senza alcuna base tecnica. Sarà per questo che la Lagarde e tutta l’Europa franco-tedesca che ci ha commissariato è felice di questo governo e di questa nomina. Un solido passato nei DS e nella nascita del PD, un vero pericolo per l’Italia perché non ha la cilindrata per fare il Signor No di fronte ai tanti questuanti. Suona Bella Ciao, ma ama l’asse franco-tedesco che ci sta colonizzando mentre discutiamo di Icardi. 

Alfonso Bonafede (Giustizia) 5 – Sostenitore sia di Conte sia di Di Maio, cosa in questo momento difficile, è una significativa riconferma. Un successo la prescrizione bloccata dopo il primo grado di giudizio, per il resto ha dimostrato di non avere la cilindrata per gestire i tanti scandali all’interno della magistratura. Magari indagherà con coraggio sul caso Lotti-Palamara-Csm, magari no…

Nunzia Catalfo (Lavoro) 5 – Con il suo predecessore, cioè Di Maio, ha in comune molte cose: il partito, l’ossessione per il reddito di cittadinanza, l’assenza di laurea, la vaghezza del suo lavoro precedente alla politica. Di differente rispetto a Di Maio ha un’antipatia epidermica nei confronti della libertà di impresa. Prevedibili bastonate alle poche aziende che stupidamente si ostinano a rimanere in Italia, oltre a una pioggia di sussidi a chiunque.

Lorenzo Fioramonti (Istruzione) 6 – Non è al posto sbagliato, perché è già stato sottosegretario con Bussetti e perché ha un passato universitario, addirittura da sedicente cervello in fuga. Al di là della tassa sulle merendine, ci è piaciuto quando ha parlato degli insegnanti che devono tornare ad avere un ruolo di prestigio. Parole vuote, come tutti i 26 punti del programma, ma dare un po’ di orgoglio a un postificio come la scuola è comunque un punto di partenza.

Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio) 5 – L’ex avvocato degli italiani, fino a due anni fa sconosciuto anche nell’università dove insegnava, ha difeso benissimo sé stesso e capito per tempo dove risiedano i veri poteri forti. Non che ci volesse un genio, però ad esempio Salvini non ci è arrivato.

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19 commenti

  1. A

    Sulla questione migranti si giocano molto ancor più che sull’economia. Vedremo se ricominceranno a bastonare le Partite IVA, non a caso praticamente mai citate nei dibattiti dove per ‘lavoro’ si intende sempre e solo il posto fisso. Interessante il Ministero per l’Innovazione Tecnologica in mano a una persona (giovane) competente. Poi bisogna capire cosa potrà effettivamente fare su una partita fondamentale per il futuro di un Paese. Sulla scuola oltre che lavorare su e per i docenti (limitare l’interventismo dei genitori, potere bocciare quando si deve) andrebbero rifatte da zero le infrastrutture, cosa impossibile per questioni logistiche e di fondi. Il tutto dove la scuola dovrebbe svolgere il ruolo formativo e non quello di assistenza sociale che spetterebbe ad altri.

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  2. D

    Direttore, come mai non li ha valutati tutti?

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    1. L’ho scritto, i ministri che contano. Anche se ho colpevolmente lasciato fuori le Infrastrutture…

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      1. D

        I ministeri più che i ministri allora, perché Franceschini là dentro è uno dei pochi nomi che l’uomo della strada riconosce… 😝

        Ps: tra l’altro, a parte le battute, ieri sera parlavo con un funzionario dei Beni Culturali che mi parlava dello sconcerto del suo ufficio perché il ritardo nella formazione del governo ha fatto attuare la riforma per cui il suo ufficio viene cancellato. Adesso han messo lì Franceschini che era il Ministro prima di tale riforma, quindi adesso non sanno cosa succederà, se Franceschini dovrà presiedere una riforma non sua oppure bloccarla.
        Di fatto, formalmente, la riforma è attiva dall’altro giorno…🤔

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  3. E

    Stiamo naturalmente parlando come se commentassimo le formazioni della Gazzetta per dare pronostici su chi vincerà campionato o CL, perché anche questo governo si giudicherà dai risultati. Una domanda però sorge spontanea: sotto quali (concreti) aspetti invece il precedente governo a trazione leghista sarebbe stato “amico” del Nord?

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    1. A parte un po’ di ossigeno per le partite IVA ‘medie’, direi nessuno. Infatti Salvini era (è?) preoccupato per il discorso autonomista di Lombardia e ancor più del Veneto. La scelta di espandersi in Italia sfruttando il fatto che la maggioranza degli italiani sia contro l’immigrazione, è stata furba ma come argomento non poteva durare all’infinito. Secondo me nel suo numero di inizio agosto c’è stato più calcolo di quanto si pensi.

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  4. c

    Sarà per questo che la Lagarde e tutta l’Europa franco-tedesca che ci ha commissariato è felice di questo governo e di questa nomina
    Non ci ha commissariato nessuno, semplicemente Salvini, che non aveva sbagliato mai niente, si è tagliato i coglioni da solo. C’è da capire se lo abbia fatto volutamente, sapendo che stava arrivando il momento di mantenere le promesse.

    Nella sostanza, malissimo per il M5S lasciare il MIT e tenersi le rotture di MISE e Lavoro. Comunicativamente, tutti imbestialiti per non avere confermato Toninelli (anche in altre posizioni), perché in questo modo hanno offerto la sua testa, scaricando su di lui la colpa del TAV e della crisi, dopo averlo mandato allo sbaraglio su quel tema.

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  5. U

    “Non ci ha commissariato nessuno, semplicemente Salvini, che non aveva sbagliato mai niente, si è tagliato i coglioni da solo”

    Una cosa non esclude l’altra
    Salvini appena ha fatto una cosa ha sbagliato,segno che il suo successo era piu che altro dovuto agli errori degli avversari, e i 5 stelle pur di tenere il culo attaccato alla poltrona hanno accettato il commissariamento con l’aiuto del pd

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  6. L

    Perché il 5 a conte, in attesa di capire cos’è e cosa farà sul lungo, quantomeno un 7 per l’agilità e la capacità di ambientamento glielo avrei dato…

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    1. D

      Magari perché il voto parte dal punto di vista del cittadino e non da quello del Ministro, altrimenti diamo 8 pure a Luigi Debukisondeteibol Di Maio che è riuscito a mantenersi una poltrona…

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  7. B

    il vento del sud…

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  8. m

    Ok che il ministro degli esteri taglia solo nastri, ma due parole di inglese dovrebbe conoscerle.
    Io sarei in imbarazzo a fare il capo della Farnesina senza sapere un cazzo di nulla, infatti non faccio il politico e lavoro nel privato.
    Comunque pensavo ad un albo d’oro con più nomi per la carica dal 1946 in poi:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ministri_degli_affari_esteri_e_della_cooperazione_internazionale_della_Repubblica_Italiana

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    1. E

      Se tu parli molto lentamente in italiano e scandisci bene le parole, tutti all’estero ti capiscono. O almeno così vedrai che diranno a Di Maio.

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  9. t

    Dai almeno siamo passati dalla paventata invasione islamica alla colonizzazione franco-tedesca.
    È già un miglioramento, forse.
    A me spaventa di più Gilead.

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  10. K

    Eh, no, non si fa così, non si dimentica Francesco Boccia in De Girolamo (la Fernandel in gonnella del Sannio), quello per cui gli F35 erano elicotteri con cui spegnere gli incendi e soccorrere malati.

    #competentissimi

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    1. D

      De Girolamo che spudoratamente ha ultimamente recuperato la faccia tosta per ripresentarsi in tv a sdottorare dopo la figuraccia che l’aveva costretta a nascondersi…

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  11. C

    Siano già alle nazioni plutodemocratiche nemiche della nazione?

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  12. E

    Direttore, ho letto appena ora e forse meglio così

    il 6 a Di Maio non riuscirei nemmeno a commentarlo, o meglio, 6 andrebbe anche bene se ci stessimo preparando per un conflitto mondiale e avessimo individuato in lui un Gavrilo Princip in giacca e cravatta

    A confronto Alfano è Talleyrand

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