At&T e Milan, i progetti di Elliott

Il fondo Elliott, proprio quello che possiede il Milan dopo averlo rilevato (…) da Yonghong Li, ha appena speso 3,2 miliardi di dollari per acquisire l’1%, dollaro più dollaro meno, del colosso telefonico americano AT&T. Ma essendo la proprietà molto diffusa, in virtù di questo investimento Elliott si è sentita giustamente in diritto di consigliare ai manager di AT&T di cambiare strategie.

In una lettera spedita al consiglio di amministrazione, Elliott ha invitato a limitare le acquisizioni e concentrarsi sul core business e sui dividendi, oltre che sul rinforzare il corso delle azioni stesse con eventuali buyback (acquisto di azioni proprie). Sul sito del New York Times abbiamo anche letto che Trump ha applaudito Elliott, ma non per l’acquisto di Bennacer.

Anche se dopo i complimenti a ‘Giuseppi’ Conte vale tutto e per il giornalista collettivo italiano Trump si è trasformato da suprematista bianco, forse anche con il cappuccio, in un misto fra Lincoln (che comunque era repubblicano) e Kennedy.

Spiegazione del comportamento di Trump? AT&T è padrona della CNN, uno dei principali nemici del presidente americano (insieme allo stesso NYT, che però ha posizioni più articolate). E il messaggio, traduciamo noi arbitrariamente, è che un’azienda concentrata sul profitto non può sistematicamente andare contro metà dei suoi telespettatori. Personalmente ci viene in mente la stessa cosa guardando a volte Sky Tg24: la gente che si abbona a Sky per Juventus-Lecce e Inter-Brescia ha differenti posizioni politiche, non è che sempre abbia i migranti come primo pensiero.

Ma cosa volevamo dire? Ah, ecco. Che la strategia di Elliott, così come quella di tutti i fondi simili e di cilindrata simile (Elliott quasi 40 miliardi…), nel caso AT&T è quasi dichiarata: entrare in un’azienda, cambiarne il clima manageriale, migliorare l’immagine, mostrare al mercato che ci sono grandi progetti e poi al momento giusto vendere. Non c’è niente di male in tutto questo, fra l’altro, così come non sarebbe uno scandalo se anche gli Zhang avessero più o meno la stessa idea. Mentre di sicuro male, pensando al nuovo San Siro, sarebbe una colata di cemento extra-stadio soltanto perché un privato possa vendere meglio. Le archistar non hanno ancora costruito abbastanza case invendute…
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