Sapore di mare, per ricordare quando ci batteva il cuore

Stasera alle 21.20 su Canale 5 guarderemo per la centesima volta, o giù di lì, Sapore di mare. Pur avendo dvd e videocassetta (da accumulatori seriali siamo convinti che tutto si rivaluti) del film girato dai Vanzina nel 1983, la visione per così dire in diretta ha secondo noi ancora un senso. Nell’era di Netflix, Prime Video, Sky, eccetera, la modalità di visione è più vintage del film stesso e dei ricordi che evoca.

Inutile ricordare la trama di una delle opere più famose del cinema italiano, con Carlo ed Enrico Vanzina in stato di assoluta grazia e ‘dentro’ alla storia come è possibile fare soltanto quando si ricorda la propria adolescenza. Certo non tutti possono ricordare un’estate del 1964 a Forte dei Marmi, ma la dolce malinconia trasmessa dal film si puà applicare senza fatica anche alla Lignano del 1976, all’Albarella del 1985 o alla Riccione del 1997.

Chiunque ha avuto 18 anni. Chiunque è stato un fidanzato come Gianni (Gianni Ansaldi), compreso fuori tempo massimo dalla Selvaggia (la migliore Isabella Ferrari di sempre) della situazione, o una ragazza come Marina (Marina Suma) che ha creduto in un amore nel momento sbagliato. Chiunque come Giorgia (Giorgia Fiorio, che in quel 1983 aveva anche esordito a Sanremo come cantante) si è sentito dire che era troppo giovane, mentre inevitabilmente la famiglia per i suoi figli pretende qualcosa di imprecisabile ‘meglio’.

L’estate in una Forte dei Marmi parzialmente finta (molte scene sono girate a Fregene), le battute di Luca (Jerry Calà) e Felicino (Christian De Sica), figli fancazzisti del commendator Carraro (il leggendario Ugo Bologna), la musica anni Sessanta (ma incredibilmente non Sapore di Sale, perché di diritti della canzone di Gino Paoli erano stati acquistati da un altro produttore), i giochi da spiaggia, ma soprattutto il momento atroce della partenza, con gli ombrelloni chiusi e le promesse di tenersi in contatto, destinate a non essere quasi mai mantenute.

Film di straordinario successo e pieno di icone (Guido Nicheli, Karina Huff, Ennio Antonelli, per pochi secondi anche Alba Parietti) ma meno celebrato del successivo Vacanze di Natale che ha dalla sua una quantità di battute folgoranti, Sapore di Mare a suo tempo fu stupidamente etichettato come un revival degli anni Sessanta. Mentre in realtà è il cuore della giovinezza. Quando stavamo male, anche se nessuno lo ricorda più, ma come dice Adriana-Virna Lisi, “Mi sembra di ricordare che ci batteva il cuore”. Si ride, si piange.

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19 commenti

  1. “‘dentro’ alla storia come è possibile fare soltanto quando si ricorda la propria adolescenza”

    Possiamo dire senza timore di smentita che la malinconia di fondo di sapore di Mare ponga i Vanzina agli stessi livelli raggiunti da Fellini in Amarcord?

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    1. No. 😉

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  2. “la modalità di visione è più vintage del film stesso e dei ricordi che evoca.”

    Verissimo, anch’io guardo spesso in tv film di cui magari ho vhs o dvd a prender polvere..

    “mentre inevitabilmente la famiglia per i suoi figli pretende qualcosa di imprecisabile ‘meglio’.”

    Verissima e insopportabile sta cosa…

    “il momento atroce della partenza, con gli ombrelloni chiusi e le promesse di tenersi in contatto, destinate a non essere quasi mai mantenute.”

    Che ansia sta cosa, che nei casi di vacanze studio all’estero produce momenti di angoscia drammatici…

    “Film di straordinario successo e pieno di icone ”

    Giusto l’aggettivo leggendario per Ugo Bologna, il Dogui invece poco sfruttato, avrebbe potuto dare molto di più…

    “Sapore di Mare a suo tempo fu stupidamente etichettato come un revival degli anni Sessanta”

    E invece è quanto di più anni 80 abbia mai prodotto il cinema italiano, anche più di Vacanze di Natale se si scava sotto la superficie del confezionamento e si va allo spirito della produzione…

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  3. A tal proposito, gli amici dell’estate

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  4. ma il vero cult di ferragosto è “Acapulco, prima spiaggia… a sinistra” con Gigi & Andrea!

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  5. Visto anche questa volta. Marina Suma è di una bellezza commovente

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  6. Una cagata per microcefali e gli anni Ottanta facevano schifo

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    1. Tu sei il ciccione dell’ultimo banco con le Mike che prendeva gli schiaffi da tutti…

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      1. mi spiace ma ero figo a ventanni e mi facevo le modelle americane, ma non avevo gli occhi foderati di prosciutto

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        1. Poi suonava la sveglia e dovevi alzarti per andare a scuola…

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    2. Grande Direttore…come la Madeleine di Proust…

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  7. Eri pure azzurro di sci?

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  8. Dove trovavo te che ti eri fatto le seghe con Marina Suma e ti prendevo a schiaffi
    Visto che il ciccione eri tu?

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  9. Sono l’unico qua dentro che non si è mai fatto le modelle americane. Che palle.

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    1. Beh, c’è gente messa peggio, tipo che sputa sugli anni 80 ma ha ancora il mito delle modelle americane.
      Gente uscita dagli anni 80 ma che ha gli anni 80 che non usciranno mai da lui e vive un dramma! 😝

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  10. Poi mi dicono che ce l’ho sempre con gli stessi…

    https://twitter.com/danijlmarkovic/status/1162327064441237505?s=21

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  11. il vero dramma è che tra oggi e il film c’è il doppio degli anni che c’erano tra il film e la vicenda raccontata (che sembrava preistoria allora).. è la tragica misura di quanto siamo diventati vecchi…

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