La crisi delle auto tutte uguali

La crisi dell’auto appare seria, sotto alcuni aspetti irreversibile. Su scala europea e l’Italia non fa eccezione, al di là dei dati dello scorso luglio. Come debellarla? Come evitare perdite e decrementi spesso in doppia cifra? Domande che raramente una rubrica dedicata alle auto si fa. Peccato che molti lettori non distinguano le marchette dal resto, considerando vero giornalismo la ricopiatura delle cartelle stampa…

Sicuramente una politica dei prezzi più accessibile e mirata aiuterebbe, anche se le auto più popolari sono davvero alla portata di quasi tutti. Di certo bisognerebbe sfruttare ancora di più la possibilità di limitare al massimo sprechi ed esagerazioni.

Ormai le auto, sotto alcuni punti di vista, sono molto simili, addirittura uguali. Non è una fissazione di noi appassionati, tutti a rimpiangere una presunta età dell’oro del design industriale, ma la realtà. Basti pensare che, in casa Fca, con lo stesso pianale puoi allestire le Jeep Renegade e la Fiat 500 X. L’elettronica domina la scena dei motori. Basta un 1.000 cc per ottenere potenze largamente superiori ai 150-160 cavalli. Trent’anni fa si poteva ricavare non più di un terzo dell’attuale ‘cavalleria’.

Anche dimensioni e pesi andrebbero calibrati. I Suv stanno crescendo a vista d’occhio, sono sempre più ingombranti e, in taluni casi, eccessivi e inutili. Già da tempo nella City londinese il loro transito viene penalizzato con un ticket importante che evidenzia la necessità di un cambiamento di usi e costumi. A Milano adesso l’Area C ha una sorella maggiore, l’Area B. Senza se e senza ma… Anche perchè quando sarà completata la linea 4 (la Blu che collegherà Linate con tutto il resto della metropoli) la rete milanese diventerà la quinta «forza» europea come estensione e chilometraggio. Ed è già pronto un piano di ampliamento, spalmato su tutte e 5 le reti, per complessivi 100 chilometri che verrà completata in un decennio, forse meno.

L’auto nelle grandi città sta diventando un fastidio, una spesa inutile. Del resto anche in Italia, pur  registrando una crescita anagrafica sottozero e un generale decremento della popolazione, le grandi città fanno registrare un aumento degli abitanti. Il car-sharing, purtroppo, sta vivendo un momento di difficoltà: maleducazione inciviltà hanno trovato terreno fertile anche nell’uso e consumo delle auto in condivisione. L’amara verità è che l’inciviltà è un fenomeno di massa, che va al di là delle sanzioni: speriamo che la reintroduzione dell’insegnamento dell’educazione civica migliori qualcosa, ma sarà difficile se vedi i tuoi genitori trattare male tutto ciò che non è privato.

Ma tornando al mondo dell’auto, dobbiamo ribadire che questo mondo ha bisogno di grandi novità, più che di spot con donne dinamiche e uomini che non devono chiedere mai. Novità più accessibili, più concrete, più fruibili. La corsa all’auto elettrica è velleitaria, poco pratica: bisogna dirlo, al di là della retorica pseudo-ambientalista. Oltre all’autonomia delle vetture bisogna migliorare la rete di rifornimento. L’utente automobilistico pretende di avere meno problemi e pensieri possibili. L’autonomia del proprio veicolo e la difficoltà di rifornirsi creano ansia e un giustificato disinteresse di massa verso questa soluzione.

Piuttosto, partendo dal presupposto che limiti di velocità ed educazione stradale sono fondamentali. bisogna pensare ad auto economiche ma costruite per soddisfare l’utenza, la massa che ha sempre meno soldi da investire in questo bene di consumo. La Suzuki ha già da tempo commercializzato la Ignis. Ha tutto: 4 posti comodi, la trazione integrale, un propulsore adeguato ma risparmioso. Un Suv in miniatura, poco appariscente ma di sostanza.

L’automobilista del 2019 vuole insomma chiarezza. Da ormai molti, troppi anni viene tempestato da mille proposte, verità più o meno attuali. situazioni spesso paradossali. Ormai tramontati metano e Gpl, adesso sulla… forca c’è il diesel. Basta gasolio, ok. Ma autotreni, furgoni, bus, pullman, ruspe e affini non vengono alimentati dal presunto nemico numero 1 dell’ambiente? Le Case automobilistiche sembrano più concentrate sul marketing rispetto all’evoluzione della specie. Le pubblicità sono più patinate che di sostanza. Spesso e volentieri quando affronti la realtà in una concessionaria o rivenditore bisogna fare bene i conti, addentrandosi in un mare di carta, di firme, di clausole più o meno insidiose.

Ormai del prezzo del petrolio, del barile, del cosidetto «oro nero» non si hanno più notizie nei Tg e affini. Il prezzo finale della benzina continua ad essere un rebus anche perchè la voce più importante è rappresentata dalle cosidette accise, balzelli che hanno radici profonde addirittura in sciagure e disastri ormai dimenticati. Certo è che l’automobilista è il bancomat più prezioso comodo soprattutto qui in Italia. Ma adesso la manna è finita. Meno immatricolazioni, meno spese accessorie, addirittura meno patenti. I Millennials non voglio proprio saperne. Non solo di comprare l’auto. Ma nemmeno di guidarla… In declino il bancomat dell’automobilista, la facile previsione è un’ondata epocale di aumenti nel trasporto pubblico. Che non farà ripartire il mercato dell’auto, ma terrà a galla il resto del sistema.

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27 commenti

  1. r

    Mercato ormai saturo e prezzi troppo alti

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  2. K

    quello che trovo veramente insopportabile è il tentativo, sicuramente riuscito, da parte delle case produttrici di far passare come normale il fatto di doversi indebitare per acquistare un’automobile.
    te la spiegano che sembra vera, a me in una concessionaria hanno pure messo sotto il naso il disegnino con l’automobilina in pezzi per farti capire che accollarsi debiti per questa spesa è ovvio. nelle pubblicità poi, l’unico prezzo indicato è quello della rata! ma sono io troppo all’antica, sicuramente.

    il massimo l’ha raggiunto, proprio in questi giorni, quella famosa casa tedesca che è arrivata a pubblicizzare l’acquisto di una sua vettura… in due!
    come stiamo messi male, noi ex classe media…

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  3. m

    beh insomma.
    Tolta la casa (acquisto o ristrutturazione) l’auto è l’acquisto più oneroso che uno deve affrontare.
    Se non ci si indebita per casa e/o auto, per cosa è sopportabile farlo?
    Se auto serve, c’è poco da fare. Poi ovvio che se uno ha 10/20/30 mila euro per fare l’acquisto diretto , meglio.
    Ma non è che si possa aspettare 1 anno in più per evitare rate (come vacanze, tv 50 pollici etc); sicuramente si può evitare di prendere auto al di sopra delle proprie possibilità, o cambiarla ogni tre anni..

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  4. L

    Io tratto direttamente la rata. Non concepisco togliermi soldi per uno strumento di lavoro.
    Ma al di là di questo, il mercato dell’auto aveva fatto registrare un segno più importante nel 2017 e un trend tutto sommato positivo nel 2018. Ora è tornato a calare pesantemente. Però al di là delle oscillazioni classiche è vero che i ragazzini di oggi non sognano il motorino a 14 anni e di conseguenza la macchina a 18. E qualcuno prende la patente addirittura dopo le superiori (roba nemmeno contemplata per la mia generazione!!!). Quindi il vero problema, per il futuro, per chi lavora nel settore, sarà questo.

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  5. m

    Trovo più folle spendere 420 euro per i libri di scuola dei miei figli per info che possono avere comunque che non 30-40mila per uno strumento del tutto insostituibile.

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  6. c

    La Suzuki ha già da tempo commercializzato la Ignis. Ha tutto: 4 posti comodi, la trazione integrale, un propulsore adeguato ma risparmioso
    Scusa, ma forse ha tutto per te. Dipende come uno vive la macchina: c’è chi spende i soldi in vacanze, in biciclette, in vestiti, in cene e chi in macchine. Per molti, la macchina non è solo un mezzo di trasporto e, nei casi in cui è un mezzo di trasporto obbligato, ancora di più uno pretende determinate cose.

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  7. j

    Da un mesetto ho comprato una Mercedes usata ma nuova (classe c coupé). Con la stessa rata (qualcosa in più, 100 euro mese) potevo comprare la nuova ma dovevo dare cash 10.000 euro. Ora i prezzi stanno decollando verso vette infinite e se uno non ha voglia di dare l’acconto si ritrova con ventagli di macchine veramente risicati. E tra le quali non c’e la Ignis. E se ti va bene la Ignis allora non ci pensare proprio e compra una dacia. Mi piacerebbe in questo sapere come va il mercato dell’usato perché siamo in una fase dove conviene seriamente non comprare il nuovo.

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  8. G

    Discussione in prospettiva già superata. Nei prossimi anni l’automobile passerà da essere un asset di proprietà ad essere un servizio di cui si usufruisce quando se ne ha bisogno.

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    1. c

      Concordo: stesso discorso della 2° casa (ma anche 1° casa). Perché io devo vincolarmi per un decennio quando oggi potrei aver voglia/bisogno della spider a 2 posti, tra 2 anni del SUV per la famiglia, in vacanza della monovolume e da vecchio, quando non mi frega più niente della macchina, dell’utilitaria che consuma poco e facile da parcheggiare?

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  9. U

    “E qualcuno prende la patente addirittura dopo le superiori (roba nemmeno contemplata per la mia generazione!!!)”
    beh adesso i genitori lavorano tutti e due e quindi possono trombare in casa
    Non c’è più la necessità della macchina

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  10. A

    Le soluzioni attualmente in voga (rate per 5 anni + maxi rata finale) è una truffa legalizzata, anche perché a conti fatto il prezzo della macchina è quello della maxi rata (pagata però per un veicolo di ormai 5 anni), mentre le rate sono pizzo per le società di prestito che smezzano il malloppo con le concessionarie…

    Il bello è che se uno ha 2 soldi da parte non trova uno che gliela venda in contanti proprio per questo motivo…

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  11. P

    pagare a rate un auto (ma qualsiasi altro bene) è concepibile solo se si ha credito a tassi normali, magari presso la propria banca non certo in altre forme di credito al consumo, perchè i tassi ottenibili sono veramente bassi, se si riesce il top è profittare di eventuali offerte tasso zero, perchè altrimenti i TAEG delle varie finanziarie automobilistiche sono veri e propri tassi usura… altrimenti cosa te ne fai della liquidità che non dai al concessionario? un bel BTP 30 anni con una duration che al primo starnuto ti ammazza? …ormai il vero utile per una casa automobilistica lo fa la Finance o la Bank di casa e non certo la fabbrica nel senso tradizionale del termine…. Quanto alla Ignis, vabbe ma di cosa parliamo? Quello che risparmio per comprare una simile baracca al primo viaggio sopra i 200 km lo ripago in osteopata…. le macchine sono tutte uguali? ma se non vedi le differenze cosa scrivi di auto a fare? per carità tra esigenze di industrializzazione, economie di scala, piattaforme comuni sicuramente l’auto come mezzo è molto omologata, ma esistono ancora oggetti in grado di emozionare (a prescindere dalla spesa e dalle tasche). Poi liberissimi di discutere se emozionarsi per un quadro, una bicicletta con cambio campagnolo gran sport, un disco raro, un viaggio: a me piace il puzzo della benzina, il mio garage è un pozzo nero e quelle poche volte che ho messo il culo su un 12 cilindri ho avuto polluzioni notturne… per tutto il resto c’è car2go.

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  12. D

    “La crisi dell’auto appare seria, sotto alcuni aspetti irreversibile. Su scala europea e l’Italia non fa eccezione, al di là dei dati dello scorso luglio. Come debellarla?”

    Ma perchè?!

    “quello che trovo veramente insopportabile è il tentativo, sicuramente riuscito, da parte delle case produttrici di far passare come normale il fatto di doversi indebitare per acquistare un’automobile”

    Eh ma l’auto è libertà!…

    “Se non ci si indebita per casa e/o auto, per cosa è sopportabile farlo?”

    INFERMIERIIIIII!!!!!!!……

    “Trovo più folle spendere 420 euro per i libri di scuola dei miei figli per info che possono avere comunque che non 30-40mila per uno strumento del tutto insostituibile.”

    Kosmocrator, credo che adesso ti sarà tutto più chiaro……eh ma l’UE e la Merkel…

    “Discussione in prospettiva già superata. Nei prossimi anni l’automobile passerà da essere un asset di proprietà ad essere un servizio di cui si usufruisce quando se ne ha bisogno.”

    Anche i Gattoracca due volte al giorno segnano il miagolio giusto, qua la zampa!

    “Le soluzioni attualmente in voga (rate per 5 anni + maxi rata finale) è una truffa legalizzata, anche perché a conti fatto il prezzo della macchina è quello della maxi rata (pagata però per un veicolo di ormai 5 anni), mentre le rate sono pizzo per le società di prestito che smezzano il malloppo con le concessionarie…”

    Bèh, ma l’auto è un mezzo insostituibile e significa libertà, molto meglio spendere in pizzo che in libri per i figli che tanto trovi tutto su Internet, dai vaccini alle scie chimoche…

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  13. f

    Basta metano? State scherzando vero?

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    1. L

      Beh era obsoleto prima di nascere…

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      1. P

        Sarà nato obsoleto, ma io lo uso da 10 anni e tutti i soldi che ci ho risparmiato e che ci continuo a risparmiare non mi sembrano affatto passati di moda 😉

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        1. L

          Ci mancherebbe, forse sono stato fuorviante. Sì parlava di direzione del mercato automobilistico, e il metano non è una alimentazione che sta avendo sviluppo o che lo avrà.

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  14. f

    Eh… Diglielo Pan… Mi son pentito di essermi convertito solo quest’anno

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  15. B

    la mia povertà mi tiene fuori da questi discorsi: mi porrò il problema tra 10 anni quando mia figlia diventerà maggiorenne!

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  16. M

    Scelto da 4 mesi il noleggio a lungo termine.
    Al momento mi sembra la soluzione ideale.
    Nella rata è tutto compreso, assicurazione, bollo, gomme estive e invernali e ogni tipo di riparazione.
    Fra 2 anni e 8 mesi deciderò il da farsi.
    Esborso iniziale zero, rischio che cambiamenti di leggi e cazzi vari incidano sul mio “investimento” zero.

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    1. concordo, scelta ottima. Solo un’avvertenza , prima di restituire la macchina, a fine noleggio passa dal tuo carrozziere di fiducia perché il noleggiatore ti fa pagare cara e salata la riparazione di qualsiasi graffiettino o micro bozzo

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    2. c

      Con che compagnia hai fatto NLT? Come privato o partita IVA?

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      1. privato con ald

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        1. c

          @mv: con che compagnia hai fatto NLT? Come privato o partita IVA?
          @paperogha: vedo però che chiedono l’anticipo iniziale. Volevo sapere dove MV aveva trovato senza anticipo.

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          1. confermo. sul primo noleggio hanno voluto circa 3k euro, poi a scadenza abbiamo optato per un nuovo noleggio e l’anticipo è stato minimo, tipo un migliaio di euro

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          2. M

            @cyd privato con ALD, ho dato dentro in permuta il mio usato valutato 3700 euro (mi hanno accreditato 700 euro)
            Preso Skoda Fabia SW, 110cv, 1000 cc, cambio automatico a 340 euro mensili per tre anni o 40.000 km (che non farò)

            @pape. Mi hanno fatto kasko totale con 250€ franchigia. Immagino non possano addebitarmi più di 250 euro

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  17. Io a Milano non ho mai avuto la macchina, ora vivo molto in giro e le auto le noleggio sempre a prezzi ridicoli, ad Ibiza ho pagato 150€ al mese per il noleggio ( la franchigia la assicuro con una assicurazione di terze parti che mi costa 100€ all’anno ), a Milano ho il motorino e al massimo uso car2go o DriveNow, che ha anche le auto fighe.
    Capisco che per alcuni l’auto sia sempre uno status symbol, ognuno spende i soldi in quello che gli piace, se fossi costretto ad avere un auto farei sicuramente il noleggio a lungo termine per la flessibilità che ti da, però ovviamente dipende da caso a caso, io non so dove sarò tra due mesi, ho esigenze diverse da chi ha due figli.

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