Il Ferragosto e i giornali dell’Italia anni Settanta

A Ferragosto le città italiane di ogni dimensione sono state il solito deserto, fatta eccezione per qualche centro attira-turisti. Proprio come negli anni Settanta, e citiamo i Settanta perché sono il primo decennio che abbiamo vissuto, quando le vacanze degli italiani erano segnate dalla chiusura di Mirafiori. Adesso Mirafiori di fatto non esiste più, ma l’Italia è sempre quella. Oltretutto con i debiti generati dalla bella politica degli anni Settanta e Ottanta, quella dei grandi statisti e delle parti sociali.

Una profonda riflessione che ci è venuta alla mente quando domenica 18, non si dice il giorno di Ferragosto, siamo andati ad acquistare i giornali per una persona dalla mobilità limitata. Quattro chilometri in auto, passando una decina di edicole chiuse (non contiamo quelle chiuse definitivamente e non ancora sradicate), con il problema risolto grazie a una delle poche della metropolitana rimaste aperte.

Come spesso capita nei post di Indiscreto, non c’è la morale. Perché mai un commerciante dovrebbe tenere aperto se la quasi totalità dei suoi clienti è assente? Senza arrivare alle vette del nostro edicolante abituale, chiuso per un mese e mezzo (foto documento), la libertà di impresa è anche questo. Certo nell’Italia ferma di agosto ci sono anche dei pro al di là della bellezza delle città deserte, che abbiamo sempre amato: un periodo in cui bene o male le famiglie hanno una vita quotidiana insieme, magari per scoprire che non hanno alcuna voglia di una vita quotidiana insieme.

C’è poi l’inevitabile considerazione sulle vendite dei giornali, valida anche negli altri undici mesi. In tante zone per trovare un’edicola aperta bisogna camminare per chilometri, con la causa che ormai si confonde con l’effetto: il calo continuo della vendita dei giornali non sarà anche in parte un problema di distribuzione? Magari trovarti sotto il naso, al bar, i quotidiani, come accade in molti paesini che l’edicola non l’hanno mai avuta, può generare quell’acquisto di impulso che poi potrebbe diventare continuo. Un euro per un caffè schifoso bevuto in mezzo secondo è meglio speso di un euro e cinquanta per un giornale?

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18 commenti

  1. caffè schifoso e giornale: stesso livello, stessa spesa inutile.

    e lo dice uno che di giornali, nei ruggenti anni Ottanta (ma anche Novanta, poi è cambiata la musica) di giornali ne prendeva tutti i giorni minimo due (nazionale e locale), con l’aggiunta spesso della Gazzetta.

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  2. Al giorno d’oggi non c’ è paragone , meglio un euro per un caffè schifoso, ma anche meglio un euro e mezzo nel tombino pur di non leggere i quotidiani

    E lo dice un ex divoratore di quotidiani non solo sportivi … ed in tutto ciò internet non incide più del 20 per cento

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  3. Il quotidiano locale saltuariamente lo compro ancora, qui nella provincia denuclearizzata può essere ancora utile. Nello specifico IL TIRRENO o LA NAZIONE, pur non comprenendo 30 cent di differenza tra le due testate.
    I grandi quotidiani nazionali, visto quello che già propongono online, non li trovo utili.
    Quotidiani sportivi ormai merda pressata.
    Invidia vera per l’edicolante in ferie da metà luglio a settembre, forse solo gli insegnanti… 😀

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  4. Quotidiano locale imprescindibile in questi giorni per gli aggiornamenti sulla Pantera

    https://www.laprovinciacr.it/video/cremona-e-il-cremonese/228344/pantera-sopralluogo-in-zona-mento.html

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  5. Secondo me ormai si svuotano solo una città come Milano, o in generale i centri del Nord Italia.
    Se non altro perché molti tornano dal parente al Sud per farsi il mare, visita parenti/amici.

    Io scrivo da una città turistica, ma ho avuto l’impresione che mai come quest’anno nessuno sia andato in ferie o al massimo una settimana; anche in periferia le attività sono rimaste quasi tutte aperte.

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  6. direttore, non parliamo poi degli edicolanti che non hanno voglia di lavorare… quelli a cui quando chiedi qualcosa che va oltre la gazzetta e il corriere ti guardano inebetiti come se gli parlassi di fisica quantistica… che ad un certo punto ti dici, vabbè, mi abbono tramite primaedicola, ma quello non ha manco voglia di registrarsi sul sito per cui ad un certo punto ti passa la voglia anche a te di comprare la roba in edicola!

    su una dozzina di edicole ne trovi forse 1 di edicolante che cerca di aiutarti…

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    1. Edicola a Viareggio in passeggiata. Non so se avete presente la “location” Unico luogo di Viareggio ancora commestibile.
      Ovviamente preda di turisti spesso anche stranieri di tutto il mondo.
      Il gestore non sa una parola che una di inglese.
      Si esprime a gesti condendo tutto con bestemmie varie.
      Una sventurata famiglia slovacca chiede in perfetto inglese se poteva gonfiare il materassino appena acquistato a prezzo di rapina.
      Lui “NO PUMP PORCAMADO@@! NO PUMP! ”
      Il livello é questo.

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  7. Andrea87 quello però vale per qualsiasi tipologia di commerciante ormai.
    Riguardo il paragone caffè in piedi al bar schifoso vs quotidiano: io penso che sia molto meglio prendersi un quotidiano.Ma proprio 1 a 100.
    Per il caffè l’euro è buttato; per me nei quotidiani non sportivi almeno 1 articolo , una recensione, una editoriale, una lettera al giornale, un fatto di cronaca.. qualcosa per cui valga la pena di perderci 5 minuti la si trova sempre.
    Poi che questo implichi 20 min per sfogliare tutto (quindi perdita di tempo), spreco di carta, possibilità di avere accesso tramite altri mezzi etc.. non ci piove.
    Ma il confronto è caffè vs quotidiano , per me non si pone nemmeno.
    Ormai prendo 3-4 volte al mese il corriere, ma caffè al bar al volo al banco da solo 1, forse (colazione al bar, in una giornata di routine mai)
    Diverso è se ciò implica momento di socialità

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  8. Sul caffè posso concordare ma io piuttosto che il quotidiano il soldino lo butto proprio nel tombino , proprio per il motivo che dicevi tu … perdere 20 min per sperare in un articolo… ormai noi con i soldi compriamo solo il tempo e forse 20 minuti valgono un euro e mezzo 😉

    Se poi sfogliando il rischio è incocciare un pigi un severgnini o un Alberoni aumento la quota da lanciare nel tombino

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  9. Ma il discorso non è l’euro in se ma il concetto , poi sarei disposto a pagare il dovuto per leggere post del direttore , disamine di dane , insulti di un gobbo a leonto e se sono in buona anche le minchiate di marcopress
    😂😂

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  10. “poi sarei disposto a pagare…insulti di un gobbo a leonto”

    il canone sarebbe un po’ altino però

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    1. Dipende… per il vaffa non si va oltre la quota base

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  11. L’altro giorno ho visto, mi pare sulla Gazzetta, che ogni articolo riportava il tempo necessario per la lettura. Traduzione: quanto tempo ti fanno perdere.

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  12. Fantomaz
    ho dieci minuti ho in tasca un euro e mezzo: sfoglio il corriere o scendo da ufficio vado al bar caffè al volo ? tertiur non datum.
    Io mi sfoglio il corriere.
    Se poi c’è opzione: passeggiata di 10 minuti (anche con il segway eventualmente), giusto per sgranchirsi le gambe e svuotare un pò il cervello, in una giornata primaverile con tanto di lancio di monetina, capisco che possa essere anche più appetibile.

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  13. Caffè, se poi non mi va lo pago e lo lascio lì

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  14. Massimo rispetto all’edicolante e al suo mese e mezzo e passa di ferie
    Io non mi posso lamentare dopo 24 gg in Sardegna anche se ieri, appena rientrato, è scesa la depressione con un triste Crotone-Samp di coppa Italia e la voce di Pompilio in sottofondo dal televisore del vicino

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  15. Ho l’abbonamento a due giornali: uno, lo Star ogni giorno cerca di farmi sentire in colpa per essere un maschio bianco cisgender (Hemingway starà facendo le capriole nella tomba immagino) l’altro (il Globe) ospita pezzi del Fraser Institute. Nonostante tutto,un paio di editoriali di livello, un bel pezzo di inchiesta per entrambi ogni settimana, la pagina dei fumetti del sabato e qualche rubrica ben fatta non mi fanno rimpiangere i soldi spesi. Sarà che il caffè me lo faccio a casa con la moka, sarà che mi sta bene pagare per il giornalismo in generale, alla fine il giornale lo leggo volentieri.

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  16. Vedo adesso questo articolo, ecco, una cosa che mi manda in bestia è questa abitudine di fermare l’Italia in agosto….ma perché?! Perché non diluirai in due mesi?! Cos’ha agosto che luglio non ha?! Fa anche più caldo, cribbio…
    Per quanto riguarda i giornali i problemi sono tanti e sono stati elencati tutti: i giornali fanno schifo (meglio il caffè, che a me fa schifo anche se sotto casa mia ne fanno uno buonissimo ma ha un’utilità…), fai fatica a trovarli (cercando una nota ed importante rivista di arredamento per un articolo su un lavoro di un’amica/collega cremasca il mio edicolante una volta mi ha detto “a Milano non arriva”….A MILANO!!! Sede del salone del mobile…), sono malvalorizzati (ma che cazzo tengono a fare 750 riviste in edicola se quando gli chiedi la sesta ti guardano come la mucca che guarda passare il treno?!).
    Se come dice Transu il cinema è morto, figuriamoci i giornali…

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