Unicredit straniero, licenziati italiani

Unicredit starebbe per licenziare 10.000 persone, con varie modalità ed eufemismi, secondo quanto detto da Bloomberg. Notizia credibile, anche perché nei 10 anni precedenti Unicredit si era liberata di circa 35.000 lavoratori fra esuberi (…), prepensionamenti e altri magheggi che i grandi opionisti ti spiegano in maniera approfondita a colpi di ‘Questa è la globalizzazione’ e ‘C’è bisogno di grandi aggregazioni per diventare player internazionali’.

Certo è che il secondo gruppo bancario italiano dopo Intesa-San Paolo è governato da un francese, Jean Pierre Mustier, ed ha come principali azionisti un fondo sovrano degli Emirati Arabi (Mubadala), un fondo americano (Dodge & Cox) e la Banca Centrale della Norvegia (la Norges Bank, appunto). In generale fra fondi privati e fondi sovrani circa il 75% della banca è in mani straniere. Dal punto di vista del controllo sociale, cioè prendersi sassate o peggio in caso di comportamenti predatori oltre il limite, a Unicredit importa quindi meno di niente delle possibili reazioni italiane.

I tweet dei politici di ogni colore sono quindi soltanto demagogia, perché abbiamo visto manifestazioni contro qualsiasi cosa ma non contro la svendita dell’Italia iniziata negli anni Novanta e la retorica delle privatizzazioni. Forse non è superfluo ricordare che il Credito Italiano, arrivato con questa denominazione fino alla fine degli anni Novanta, era una delle tre banche controllate dall’IRI (le altre erano la Banca Commerciale Italiana e il Banco di Roma) e considerate di interesse nazionale.

Inutile ricordare come sia cambiata la realtà bancaria rispetto anche solo a vent’anni fa. Da quanto non entrate nella vostra teorica filiale di riferimento, a meno che dobbiate chiedere un finanziamento? Non a caso certe filiali, pensiamo soprattutto ad Intesa, sembrano ormai quasi salotti, al punto che non si capisce dove finisca la banca e inizi il bar. Si è anche arrivati a cedere diverse vetrine alla pasticceria di Iginio Massari…

Lo sviluppo dell’homebanking e in generale della banca telematica, anche da parte delle banche tradizionali (pensiamo a BuddyBank di Unicredit, ad esempio) che si sono così cannibalizzate, ha davvero reso inutili quasi tutti i lavori bancari tradizionali? Non lo sappiamo. Da fuori l’unica parte che sembra essersi allargata è quella di consulenza (si fa per dire, perché il funzionario di banca non è un vostro consulente ma un dipendente della banca), abbracciando le assicurazioni che a loro volta giocano a fare le banche.

Cosa vogliamo dire? Che una finanza che non sia a supporto dell’industria e dell’economia reale, come è gran parte della finanza del 2019, non vale niente e ci stupisce anzi che a questo giro licenzi soltanto 10.000 persone (del resto Deutsche Bank ha come obbiettivo il doppio). In questo mondo senza identità sono persone inutili, numeri che si occupano di numeri, proletariato con un titolo di studio. Avranno più tempo per ammirare il grattacielo in piazza Gae Aulenti (solo a dire ‘Piazza Gae Aulenti’ ci stiamo sul cazzo da soli) e progettare, con la buonuscita, l’apertura di un chiringuito bio a Matera o la creazione di un blog di viaggi gay in Ecuador. Di sicuro potranno e anzi dovranno trovarsi un nuovo lavoro senza fidarsi troppo dei navigator: gente che, al contrario dei bancari licenziati, non ha mai lavorato, come del resto quasi nessuno nel partito che li ha inventati.
 
A proposito del grattacielo Unicredit, qualche settimana fa quando ci siamo entrati ci ha colpito che anche anche l’accoglienza fosse stata esternalizzata: ma come, fate i fenomeni internazionali della nuova Milano da bere e non trovate i soldi per pagare la portinaia? Stiamo parlando di una banca che nel 2018 ha avuto quasi 4 miliardi di euro di utili (utili, non fatturato) e che ha appena incassato un’altra barcata di soldi (2,1 miliardi) vendendo le quote in Fineco.
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13 commenti

  1. I

    Avranno più tempo per ammirare il grattacielo in piazza Gae Aulenti (solo a dire ‘Piazza Gae Aulenti’ ci stiamo sul cazzo da soli) e progettare, con la buonuscita, l’apertura di un chiringuito bio a Matera o la creazione di un blog di viaggi gay in Ecuador.
    ahahah applausi scroscianti

    quando intesa ha chiuso valanghe di filiali, molti dipendenti sono stati mandati a fare il mio lavoro, piccola parte fissa il resto a provvigione. se non sei abituato, dopo 3 mesi affoghi

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  2. D

    A proposito di come sono cambiate le banche con le filiali salotti, nella mia filiale Intesa da due anni non puoi entrare a chiedere un’informazione se non hai un appuntamento.
    La cosa bella è che sono lì alla scrivania, non hanno nessuno da servire, fingono di guardare il monitor, si rigirano tra le mano qualche foglio ma si rifiutano di rispondere alle tue domande perché non hai un appuntamento.
    L’ultima volta ho dovuto telefonare al direttore dal corridoio davanti gli sportelli per ricordargli mezzo secolo di storia familiare…

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    1. D

      Meno Uno, tu devi essere uno di quei coglioni che rimandano a casa il cliente che non ha l’appuntamento per poter continuare a scaccolarti mentre giochi a Candy Crush Saga…

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  3. Direttore ha dimenticato il blog di cake design tra le opzioni.
    Comunque negli anni 90 qualcuno che protestava contro privatizzazioni e globalizzazione c’era ma era un’accolita di nostalgici sconfitti dalla storia, sbeffeggiati dai vincitori inneggianti alle sorti magnifiche e progressive della nuova finanza turbo liberista e da quelli saltati sul carro dei vincitori per rifarsi un’oscena verginità

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    1. K

      Eh ma il fatto è che non hanno pemesso a Berlusconi di fare quelle riforme liberali che erano nel suo programma elettorale (risate di sottofondo del pubblico).

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      1. I

        ricorderei sommessamente che il fautore di quelle famose privatizzazioni e presidentissimo iri prima era prodi, insieme a ciampi, amato e draghi sul panfilo britanna nel 1992 al largo di civitavecchia. c’era pure grillo anche se adesso nega
        tutti massoni e due di goldman sachs.
        le coincidenze della vita che poi non esistono

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  4. T

    E meno male che non gliene frega niente delle reazioni italiane. Ai splendidamente gestiti crediti cooperativi, gestiti dalla politica e dall’imprenditoria locale interessa eccome. E i risultati li conosciamo. Ci mancano solo le banche nazionalizzate, che rispondono al partito di turno e agli amici del partito di turno, per ritrovarci i dipendenti tutti al loro posto e fedeli nell’urna, e gli utili trasformati in perdite, naturalmente a carico del contribuente. A quel punto al confronto, Alitalia ci sembrerebbe come un compagno di cella impotente.

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  5. E

    Dane, un giudizio su Gae Aulenti?

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    1. D

      Una simpatica vecchietta con degli importanti amici radical-chic che ogni tanto le davano una piazza da rovinare…

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      1. E

        grazie. un amico architetto mi ha dato lo stesso feedback, seppure in modo un po’ piu tranchant

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        1. D

          Sai che io sono un tipo posato e diplomatico…

          Ps: dalla Aulenti a Gregotti, ci si potrebbe fare un articolone sugli architetti celebrati che si son fatti un nome ergendosi a rappresentanti di certe tessere. Poi ci sono i collezionisti di concorsi buoni per tutte le stagioni, tipo Grassi…

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          1. D

            Meno Uno, confessa, ti sei fatto rifilare da Tronchetti Provera una stamberga alla Bicocca e adesso per non rosicare cerchi di autoconvincerti che è bellissima…

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  6. A

    Diamine,
    il chiringuito bio è la mia exit strategy, non pensavo fosse così inflazionata.
    Manca solo quello e Mc Donald’s, poi davvero siamo a Disneyland

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