Prima di Italia-Germania Ovest 1982

L’11 luglio sarà per noi sempre il giorno di Italia-Germania Ovest 1982, ma rimane tuttora impossibile descrivere l’impatto emotivo di quel Mondiale anche su chi non seguiva il calcio. Gli anni Ottanta italiani sono iniziati quel giorno e forse non sono mai finiti, non fosse altro perché ne stiamo tuttora pagando i conti.

Se tutti ricordano dove erano e con chi erano alle 20 di quella domenica, non si può dire la stessa cosa del prima. Cosa abbiamo fatto tutta quella giornata per arrivare all’appuntamento con la storia? Ognuno ha una sua risposta personale, forse ancora più personale rispetto ai 90 minuti di una partita vista e rivista mille volte, insieme a rievocazioni in stile kyrie eleison che non si sopportano davvero più. Ma sempre meglio di quelle del 2006, che ci danno l’orticaria.

Ecco quindi la nostra domenica 11 luglio 1982 di quindicenni miracolosamente scampati all’essere rimandati in un paio di materie a settembre: merito del benchmark davvero basso delle prime classi di certi licei (da noi bocciarono direttamente a giugno 17 ragazzi su 28, infatti poi in seconda avrebbero unito due sezioni) e di un recupero finale tipo Mennea con Wells a Mosca.

Sveglia, molta Gazzetta (all’epoca le dedicavamo minimo due ore, oggi la leggiamo in 5 minuti e non certo perchè siamo diventati più veloci a leggere) e poco Corriere, tivù accesa sulla Svizzera per la finale di Gstaad, un Vilas-Clerc che prometteva benissimo visto l’odio reciproco fra i due argentini. Pochi game di remate e suonò il citofono: tre amici della casa pronti per un due contro due a pallacanestro nel campo sotto casa che non era stato programmato. Impossibile dire di no (A Gstaad vinse Clerc, ma lo abbiamo scoperto cinque minuti fa su Google). Nessuno si lamentava per il caldo, ricordiamo, né si sentiva socialmente sminuito dal rimanere per il 90% dell’estate a Milano.

Chiamata della mamma dalla finestra (sembra Elena Ferrante, ma era il 1982), rapida doccia, rapidissimo pranzo e poi pronti su Rai 1 per Italia-Nuova Zelanda di Coppa Davis, in diretta da Cervia. Panatta e Barazzutti ormai al capolinea, i neozelandesi dopo il doppio raddrizzato dagli azzurri erano sul 2-1. Panatta crollò contro Chris Lewis, che aveva battuto Barazzutti il venerdì e che l’anno dopo sarebbe arrivato in finale a Wimbledon.

Nelle fasi di stanca eccoci su Telemontecarlo per il Tour de France, una tappa per velocisti con Anderson che conservò la maglia gialla (avrebbe poi vinto Hinault). Poco prima della cena, fissata per le 19, vedemmo anche il Palio della Quercia di Rovereto, una della tante sfide fra Sara Simeoni e Debbie Brill: vinse la canadese con 1,93, davanti alla più grande sportiva italiana di sempre (se la gioca con la Pellegrini e la Compagnoni, comunque) che saltò quel pomeriggio 1,91. Ci ricordiamo anche la presenza, ma non il risultato, di Marisa Masullo.

Poi, va be’, Italia-Germania Ovest e l’urlo di Tardelli. Dobbiamo proprio fare storytelling? Vista con mamma, prima e unica partita della sua vita, e sorella. Alla fine nessuna voglia di scendere in strada, la periferia rimane periferia anche l’11 luglio 1982, ma sveglia puntata alle sei per essere i primi a comprare i giornali all’edicola di via Gulli. Eravamo convinti che sarebbero diventati numeri da collezione, da incorniciare, ma sono finiti in cantina a alla nostra morte la badante li butterà subito. Ma quanto duravano quelle giornate?

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86 commenti

  1. Partenza all’alba della domenica per accompagnare i miei nonni in vacanza a Bovegno.
    Pranzo e ritorno immediato a Cremona per evitare le code del ritorno
    Sosta pipì in un bar sulla strada ,con annesso acquisto di bandiera tricolore

    Non ricordo poi altro,fino al gol di Rossi. Io la vidi in cucina con mia mamma. Mia sorella,mio cognato e mio papà in sala (forse per scaramanzia…non ricordo bene. Sono giovane,mica vecchio come Krug).

    Dopo il gol uscii sul balcone ad esultare e saltai in braccio a mio cognato ,anche lui uscito.

    Il dopo partita invece uscii,con la mia bandiera tricolore nuova. Volevo partecipare anche io al tuffo nella fontana di Porta Po,ma mio papà me lo vietò.

    Però il vero spartiacque per la mia generazione secondo me fu Italia-Brasile del 5 Luglio. Esiste chiaramente un prima e un dopo quella partita

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    1. “Sosta pipì in un bar sulla strada”

      Avevi problemi di prostata a nove anni, sei nato vecchio…

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  2. Io, dieci anni, in casa con mamma. Mia sorella, stolta e inconsapevole giù in cortile a giocare. 3 urla nella notte vimodronese (!). Brividi, ancora oggi. E poi noi tre a piedi da piazzale Loreto a Porta Venezia, fra bandieroni e pentole usate come percussioni.

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  3. mi rispecchio (quasi) totalmente in questo scritto
    compreso l’acquisto inutile dei giornali! 🙂

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    1. Sarò malato, ma i giornali di quei mondiali (Gazzetta, Corriere dello Sport. Guerin Sportivo) non solo li conservo – e non in cantina! – ma ogni tanto me li rileggo. Ma la lettura fondamentale su quei mondiali e su quella stampa sportiva (non che le cose siano migliorate…) è l’imperdibile libro di Vittorio Sermonti, “Dov’è la vittoria”, edito da Bompiani. Un must.

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      1. beh il comportamento dei giornalisti italioti per quel mondiale meriterebbe un altro bell’articolo del direttore!
        Ricordo ancora oggi un indignato “RIGIOCA ROSSI!” a nove colonne della Gazzetta, mi pare prima di Italia-Argentina.

        I giovini dovrebbero saperle, queste cose.

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  4. in casa di amici, ognuno alle solite poltrone, stesse cose da mangiare, stessi vestiti
    poi in strada e a festeggiare su un camioncino con le bandiere dell’italia.
    avevo fatto da poco la visita militare a Pisa, dentro la caserma della folgore…
    quando si dice il destino

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  5. Avevo 13 anni e del prima non ricordo nulla.La partita la ricordo benissimo.La vidi a casa mia, con i miei, mia sorella,il suo fidanzato, l’allenatore della squadretta in cui giocavo e sua figlia calciatrice.Al gol di Altobelli saltai in braccio a mio padre.L’ Italia dell’82 sull’uno a zero,in contropiede,portava Scirea e Bergomi in area di rigore a scambiarsi il pallone per poi darlo a Tardelli perche’ scatenasse l’Urlo…..D’accordo con chi scrive che Italia Brasile e’ per quelli della mia generazione,La partita…..forse piu’ del famoso 4-3 con la Germania….Ah ecco con il Brasile ricordo benissimo cosa feci quel giorno.Dopo la vittoria andai con mia sorella e i miei cugini a far festa per le strade del centro di Lucca
    D’accordissimo con il direttore sulla Simeoni.

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  6. Solita giornata estiva: sveglia tardi, pochi compiti dele vacanze (da me vigeva la regola di levarseli dal cazzo entro metà luglio per godersi l’estate), poi un giro in cortile a chiacchierare con gli amici.
    Pranzo e poi di nuovo giù in cortile per una di quelle maratone calcistiche con risultati finali tipo 34-37.
    Doccia, cena, partita con la famiglia in salotto di cui ricordo solo poche cose: 1) la disposizione del salotto doppio era invertita rispetto a quella che poi mia madre mantenne da pochi anni dopo ad oggi: divano tv e tavolo da pranzo in un’ala, pianoforte scrittoio e mobilio nell’altra, oggi sono all’opposto.
    2) partita seguita sul divano con mio padre che mi spiegava che Re Juan Carlos non poteva dirlo ma sotto sotto tifava Italia, che il gol della Tedeschia (cit.) tradiva l’affiorante stanchezza italiana, che l’infortunio di Graziani era un segno divino che certificava che l’Italia non avrebbe potuto perdere quella partita.
    3) ad ogni gol correvo al balcone per godermi caroselli e festeggiamenti (non ho mai capito se le persone seguissero la partita per strada e in cortile in attesa di notizie dai balconi o fossero più veloci di me e nel frattempo che io raggiungevo il balcone loro scendessero in strada…).
    4) quelli del quinto piano che avevano recuperato un manifesto 3 metri per 2 di Paolo Arredamenti (qualcuno ricorderà gli spot in tv, a Milano sulle locali popolari e molesti al contempo al pari di quelli di Aiazzone e Moroelettrica) e con la cerco aveva cancellato “arredamenti” per scriverci “Rossi”.
    5) i caroselli in strada e in cortile a fine partita, con tanto di falò in cortile e ore piccole manco fosse Capodanno o la fine di una dittatura, ovviamente il mattino dopo alzato tardissimo trovando il poster degli azzurri che mio padre mi aveva comprato andando in edicola a comprare il Corsera.

    Nota speciale venutami in mente adesso mentre scrivevo: mia zia aveva un’azienda di costumi da bagno, motivo per cui comprai il primo costume in negozio che facevo già il liceo. Casa mia era sempre piena di scampoli di stoffa che mia zia girava a mia madre. Mia madre prese tre pezzi di stoffa elasticizzata da costumi e confezionò un paio di bandierine per me e mio fratello. Una di queste sopravvive ancora oggi e copre dalla polvere la tastiera del pc di mio padre.
    Più tardi devo passare da lui, mi sa che me la fotografo…

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    1. Meno Uno, che c’è?! Eri tifoso di Graziani?!…

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    2. “Paolo Arredamenti”, non ci posso credere… era a 200 metri da casa mia, a Monza (via Boito). Sebbene avessi 6 anni, mi ricordo ancora la pubblicità e i gadget promozionali distribuiti a piene mani (avevo un portachiavi cavatappi rosso e bianco).
      Un altro classico delle TV lombarde era Rotowash…
      😀

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      1. “Gira, gira, giraaaaa!!!! Scegli Rotowash!…”

        Resa famosa da uno sketch di Zuzzurro & Gaspare…

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  7. Ma quanto siete vecchi? 😀

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  8. Ero in vacanza “studio” in Inghilterra presso una famiglia, il college dove si studiava era equiripartito tra francesi, italiani e tedeschi… In casa con me un francese, ricordo questa atmosfera un po’ internazionale e l’accesa rivalità con i crucchi, ricordo la interminabile domenica passata con la “mia” famiglia a casa dei nonni a Eastbourne con relativa gita alla scogliera di Beachy Head (famosa per il finale di “Quadrophenia”oltre che per l’impressionante numero di suicidi) … IL mio coinquilino francese mi prendeva in giro per la tensione ed ebbi la tentazione di gettarlo di sotto…. La mattina dopo pioveva, due bandiere fatte di carta fecero una fine miserrima e uno di noi ebbe la geniale idea di dipingerci i capelli di tricolore (eravamo appena stati in gita a Londra e i due relitti punk di Piccadilly Circus avevano colpito il nostro immaginario di 15enni)… ma a Tunbridge Wells non c’erano negozi di cosmetici e ripiegammo sul vicino colorificio…

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    1. Voglio il finale della storia! 😀

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      1. 🙂 siamo tornati in italia due settimane dopo con della strana stoppa al posto dei capelli… fu la prima delle due volte ad essere rapato quasi a zero…. c’era sempre il tricolore di mezzo….

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        1. 😂

          Ps: Meno Uno, suca!

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  9. Ricordo solo che l’ho vista in famiglia, ero ragazzino all’epoca. Per il resto nebbiume totale.

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  10. Le due settimane prima ero in vacanza in “Jugo” dove vidi Italia – Brasile cin un bar gelateria circondato da “Drusi” che tifavano Brasile (mi fece quasi più felice averla messa in culo a loro che aver battuto i “marziani”). A quel punto ero convinto che quel mondiale l’avremmo vinto, anche se avessimo incontrato Goldrake e Mazinga: tornammo a casa il sabato, la domenica andammo al mare a Barcola (dove con altri ragazzini ci giocammo praticamente tutte le partite del mondiale) e poi via prestissimo per non rischiare di perdere nemmeno un minuto. Finita la partita (unici due dubbi vennero dal rigore di Cabrini e dal goal di Breitner, ma la sua “esultanza” chiari’ subito che i krukki di solito indomiti fino alla fine non ne avevano più, se mai in quella partita ne ebbero dopo la battaglia di Siviglia) andai in strada a vedere una roba che non avevo mai visto e che non vidi mai più, un incredibile ed immenso carosello popolare, mi chiedo ancora oggi come non ci sia scappato il morto. Penso di esser stato così felice solo una domenica pomeriggio di 20 anni dopo a Lucca a testimonianza che uno cresce o invecchia ma rimane sempre coglione nell’animo.

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    1. Che successe a Lucca?!

      p.s.: che giocatore Breitner, il mio crucco preferito! Ho sempre pensato che fosse simbolico che il gol della bandiera l’avesse segnato lui…

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      1. Triestina promossa in B dopo una rimonta incredibile.

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      2. Breitner immenso, grande campione e personaggio mai banale.

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        1. Bah Krug, ricordati che chi passa la vita a tirare calci a un pallone (…) non e’ che possa avere chissa’ quale intelligenza e pensiero politico, semplicemente si beve qualunque cosa gli propinino i media 🙂

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        2. “paul breitner, detto Pau il rosso, maoista “”discontinuo”” non si fece problemi ad accettare i tanti pesos che gli offrì il real madrid ancora in epoca franchista”

          questa descrizione di Buffa mi fa sempre ridere!

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  11. Avevo quasi 18 anni, ricordo abbastanza bene la partita, non ricordo invece dove e con chi l’ho vista. Ricordo benissimo la festa successiva e lì ero con i soliti amici: lungomare, concerto semi spontaneo nel luogo più affollato del lungomare, sfilata vissuta sopra un camion, bagno durante la notte, altri “amici” ci nascondono i vestiti, caccia agli altri amici per recuperare i vestiti, sveglia all’alba per comprare la gazzetta (marcita in garage 15 anni dopo insieme a quella del mondiale di Saronni a Goodwood, nemmeno ho dovuto aspettare la badante)

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  12. Cyd la nostra partita invece rimarrà sempre quella di Pasadena, i rigori sbagliati di baresi e Baggio. Siamo una generazione sconfitta. 😢
    Tra l’altro il ricordo più bello di quel mondiale è a carbonin col prete. La fuga dalla camera per vedere il secondo tempo con la Nigeria. Il goal di Baggio allo scadere… La settimana alle Dolomiti che sembrava eterna e bellissima, senza genitori, come solo a un dodicenne può sembrare.
    Ma poi perché la finale a Pasadena??? Chi se lo ricorda? Sarebbe come fare la finale in Italia a Prato…

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    1. Leo, per lo stesso motivo per cui quando si svolsero in Italia i mondiali di hockey o gli Europei di football nessuno se ne accorse…

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    2. Vero, Leo. Abbiamo fatto l’amore con la sconfitta, anziché col sapore.
      Dell’Europeo ’88 ho un ricordo-flash da 5enne, Italia-URSS nel circolo sotto casa e una signora che dice “almeno siamo arrivati alle semifinali”. Seguì lunga riflessione interiore sul concetto di “semifinale”.
      A Italia ’90 invece arrivai super-consapevole: un po’ perché ormai conoscevo a memoria squadre e calciatori di A, B e nazionali attraverso il completamento di tutti gli album di figurine possibili, un po’ perché in Italia nel 1989-90 chiunque parlava di calcio ovunque e comunque.
      Sì, fu un imprinting terribile. La prima sconfitta davvero bruciante della mia vita. Nella breve carriera di tifoso di club avevo conosciuto una promozione in A e un’onorevole salvezza; al Mondiale mi sembrava scontato che l’Italia dovesse vincere tutto (sempre 1-0 o 2-0), così quando mia madre rievocò a tavola la notte dell’82 con le bandiere in strada già pregustavo l’8 luglio.
      Con Italia-Argentina capii da Pizzul che un telecronista può dire “gol” con la voce mogia mogia, se il gol è contro l’Italia. Capii anche un sacco di cose complicate tutte da sbobinare negli anni a venire; sempre mia madre (papà faceva i turni in fabbrica, credo non ci fosse, forse si era perso questa delusione) tentò di consolarmi dicendo che ci sarebbe stata un’altra partita, contro la perdente dell’altra semifinale. Al che io, occhi sgranati: “E poi chi vince questa partita va a giocare una superfinale contro chi vince la finale, vero?”. “No”. Buio, sipario.
      Nel ’94 fu solo una conferma. Così anche il ’98 e il 2002. Arrivo a dire che la gioia del 2006 fu quasi guastata dalla secrezione dell’amaro accumulato in tutti quegli anni.

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  13. Esatto Leo. Generazione sconfittissima.
    Primo mio ricordo vero la semifinale degli europei persa contro l’Urss. Poi Italia 90 (meravigliosa ma poi doccia gelata), Pasadena, la traversa di Di Biagio ai rigori contro la Francia nel 98 e la beffa in finale agli europei nel 2000…

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    1. Dopo il 94 non ho sentito più quel trasporto. Il mondiale del 98 mi ha fatto il solletico, degli europei del 2000 ricordo solo che contro l’Olanda facevo il magazziniere in un lanificio, trovato con la manpower durante le vacanze estive.

      Il 90 invece mi sembra un ricordo troppo lontano, avevo 8 anni. Ricordo solo che non eravamo nella solita casa a caletta ma in un’altra dentro un residence. Ricordo Serena con l’Uruguay, e Giannini che mi sembrava fortissimo… Ma non ho un gran ricordo di quella semifinale con l’Argentina.

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  14. Poi certo penso a chi è adolescente oggi e mi consolo…

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  15. Leo: Pasadena e’ un quartiere di Los Angeles, e il Rose Bowl era lo stadio piu’ grande.
    Demenziale giocare la finale alle 12:30.

    Nitido ricordo la voce sconsolata di Pizzul prima del gol di Baggio alla Nigeria e dopo il rigore sbagliato in finale, il concerto dei tre tenori, e le giocate pazzesche di Maradona e Hagi.

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    1. Un quartiere? Azz…

      Sull’ora della finale, demenziale ma si pensava al mercato europeo dai… Te lo immagini negli anni 90 fare la finale quando da noi era notte o mattina.

      Perché il goal stratosferico alla Bulgaria?
      Baggino

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    2. Le partite in orari assurdi furono il tremendo pegno da pagare ad un Mondiale a stelle e strisce. I reduci della spedizione italiana tornarono con i muscoli a pezzi, tanto che il Milan 1994-95 tardò ad entrare in forma e venne alla fine travolto dall’Ajax di Van Gaal e dalla Juve di Lippi.
      PS.Tra i momenti da ricordare l’inaugurazione con Bill Clinton in giacca e cravatta, mentre intorno a lui gli spettatori erano molto vacanzieri…

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  16. “Esatto Leo. Generazione sconfittissima”

    Generazione menagramo direi
    🙂

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    1. Della mia classe soltanto Cassano sapeva giocare a pallone tra l’altro… Quindi scarsi e menagramo! 😀

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  17. io mi sono diplomato nell’estate 2006 con l’orale sostenuto la mattina dopo Italia-Germania 2-0 “Grosso-Del Piero, ah crucchi demmerda!”

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  18. Ammazza Leo hai smesso di appassionarti al calcio a 12 anni…
    Adesso capisco certi giudizi 😄😛

    Gobbo una tragedia… ogni competizione col terrore/certezza dell’inculata dietro l’angolo.
    Non ti dico i rigori nel 2006 come li abbiamo vissuti…. quella vittoria mi ha dato più un senso di liberazione che di gioia pura

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    1. Alla nazionale più o meno sì, è rimasta la passione della viola anche se dopo il bati ho goduto davvero soltanto un pochino con mutu…

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  19. un dettaglio mai troppo ben evidenziato: ricordo bene che quella vittoria aiutò a sdoganare l’uso dell’inno italiano.
    sui giornali apparvero gli spiegoni del testo, e cantarlo non fu più ritenuto troppo “di destra”.

    ricordiamoci che stavamo faticosamente cercando di uscire dagli anni di piombo…

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  20. Leo, Ricca siamo sulla stessa barca (sono dell’81)

    Tra l’altro su Pasadena ho un aneddoto fighissimo.
    Mio amico (testa matta) era in California in quel periodo e per assistere alla finalissima ebbe un’idea geniale: andare all’inutile finale per il 3° posto (Svezia vs. Bulgaria ndr) che, guardacaso, si tenne proprio a Pasadena, il giorno prima della finalissima.
    Notte passata nascosto nei cessi dello stadio, quasi morendo assiderato per il freddo.
    Il giorno dopo, stremato e in condizioni pietose, riuscí peró a vedersi la finalissima.
    Con 40° e passa gradi l’unico desiderio era che l’atroce sofferenza finisse in fretta.
    Immaginate la gioia durante supplementari e rigori (per poi prendela in culo).
    Eroe 😀

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  21. Va anche detto che su indiscreto si nota subito l’intelligenza superiore di noi nati negli 80 rispetto ai già vegliardi nati prima nei 70…. 😁

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  22. Io avevo 7 anni ed ero reduce dalla prima delusione cocentissima della mia vita da tifoso ossia la retrocessione del 81/82 che ricordo nitidamente (vidi 4 o 5 partite allo stadio coi miei)
    Ricordo alla perfezione tutte le partite del mondiale e ancora oggi tutti i risultati tipo Ungheria El Salvador 10 a 1
    Penso di aver consumato Espana 82 da quanto l’ho sfogliato.

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    1. Il libro di Brera con le foto di Silvano Maggi?! Io vado matto per i pantaloncini del Brasile, rido da matti ogni volta…

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      1. Avevo 9 anni, ero al mare a Cattolica con i nonni.
        All’epoca in Riviera c’erano ancora tantissimi tedeschi e pertanto la partita era doppiamente sentita.
        La guardammo in albergo, in una sala tv in pratica raddoppiata per l’occasione.

        Festa con le pentole tirate fuori dalla cucina, mai visto fino allora tanto casino in vita mia.

        Ricordo bene i crucchi seduti (gli unici seduti!) nei bar lungo Viale Carducci che osservavano immobili la sfilata di gente davanti alla loro birra.

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    2. Mi ricordo il tg con la notizia dello sceicco kuwaitiano
      sceso in campo per protestare contro l’arbitraggio… 😂😂😂

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  23. periodaccio, 14 anni, appena finita la terza media volevo fare lo scientifco ma non ci fu verso e venni iscritto al classico (grazie!!) e ci fu un litigio al riguardo anche dopo la finale mentre si andava tutti quanti sul lungomare a festeggiare

    direi unica partita di calcio mai vista dai miei

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  24. Di quella giornata ricordo tanta placenta e liquido amniotico, sarei nato qualche mese dopo 😁.
    Primo mondiale che ricordo abbastanza bene Italia 90, più che altro ricordo quell’atmosfera di festa che si respirava. Se la finale dell’82 ha aperto gli 80 l’uscita a vuoto di Zenga li ha chiusi. Mondiali del 94, 98 e 02 sono quelli vissuti più intensamente (al rigore di Baggio piansi), 2006 vissuto come liberazione, proprio come hanno detto altri, ma con un po’ di amaro in bocca vista la presenza di Lippi su tutti.
    Dal 2010 in poi visti giusto per godermi i gesti tecnici e gufare le nazionali più antipatiche. Ora anche una vittoria dell’Italia non credo mi susciterebbe chissà quali emozioni.

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  25. Vero Arthur.
    Io avevo tre mesi quindi mio padre 33 anni. Mi ha raccontato che se la mamma non mi levava dalle sue mani chissà dove finivo… Trasporto totalmente diverso, noi nel 2006 abbiamo a mala pena esultato. Giusto una liberazione ma nell’anno di calciopoli con i vari Lippi e co….

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  26. di Spagna 82 abbiamo letto (e leggeremo) mille storie, tutte diverse, tutte speciali, tutte particolari
    eppure c’è una cosa che unisce: TUTTI sono concordi nel dire “per fortuna che s’era fatto male Graziani” 😀

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    1. A parte Meno Uno…

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  27. …non so voi ma per quanto mi riguarda io credo che tra i tanti motivi per cui il Mundial 82 per la nostra generazione (1965/1972) fu speciale è che nessuno si aspettasse di vincerlo… ma non nel senso sportivo del termine, cioè si pensava fosse impossibile perchè la nostra squadra era più debole delle altre, ma impossibile nel senso di impensabile, mitologico, irreale…. I bambini/ragazzini di allora sapevano sì che l’Italia aveva vinto due mondiali nel 34 e 38 ma il tutto era avvolto in una nebbia storica dove potevano starci un TRex, Cleopatra e Carlo Magno e dove Combi e Rosetta si confondevano con Garibaldi e Mussolini, figure da libri di storia appunto. I ragazzini di allora “sapevano” che i mondiali 90 volte su 100 li vinceva sempre il Brasile o la Germania, al massimo l’Italia poteva giocar bene come 4 anni prima ma alzare la coppa era un’altra cosa. Da un punto di vista sportivo era un periodo poi dove coppa Uefa della Juve nel 76 a parte anche a livello internazionale si era contato davvero poco, il calcio internazionale era ancora avvolto nella nebbia dei secondi tempi, delle radiocronache fino ai quarti di finale. Nel 2006 fu sì una sorpresa ma solo sportiva, perchè nel’82 si era capito che “si poteva fare”….

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    1. Paolo, ottima riflessione. E pensa quale immaginario calcistico legato alla nazionale ha la generazione dei nati negli anni 2000. Due eliminazioni al primo turno e una mancata qualificazione, l’estate 2018 senza l’Italia ai mondiali ha “ucciso” una intera generazione di memorie future.

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      1. e se pensi che i mondiali 2022 si dovrebbero tenere a dicembre…

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    2. Anche per la classe 1962…seppure si era visto quattro anni prima che quando le cose giravano non eravamo così lontani dai migliori. Ma nel 1982 tutto era contro, la stampa, la Federazione stessa che dopo la partita di allenamento con lo Sporting Braga (1-0, Graziani) se ne uscì con un destabilizzante “se siamo questi torniamocene a casa”…i politici poi che si misero a fare i moralisti – tutti, dai comunisti ai democristiani, da Ignazio Pirastu a Publio Fiori – perché agli Azzurri furono riconosciuti dei primi già dopo aver superato il primo turno, pur non vincendo mai una partita. Stampa mediamente squallida, fatti salvi i Gianni Brera che certo non si abbassava a questi livelli, e il grande Italo Cucci, unico o quasi bastian contrario in una massa di figuri…

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      1. “fatti salvi i Gianni Brera che certo non si abbassava a questi livelli”

        Eeeeeh?

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      2. Brera era il peggiore, ma de che stamo a parla’?!
        Quel mondiale basta a squalificarlo per l’eternità, per cortesia…

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  28. Altro segno del destino l’infortunio di Antognoni in semifinale… Ciccio e Antogno, bravissimi nei club, in nazionale lasciavano spesso a desiderare.
    Mio padre (rip), che nutriva tiepido interesse per il calcio del post Gigi Riva, quando vedeva Antognoni e Graziani in nazionale alzava gli occhi al cielo con rassegnazione.
    Lui che derideva il mio tifo smodato, al rigore sbagliato di Cabrini tentò di sradicare un giovane mandorlo per la rabbia. Ecco, di quel giorno ricordo questo, la tensione anche di chi solitamente non fremeva per la palla rotonda, come mio fratello (che al gol del 3 a 2 di Rossi col Brasile aveva rotto un vaso nell’esultanza) teso come una canna, o mia nonna ultraottantenne, completamente sorda, che seguì tutta la partita come se non avesse fatto altro dalla finale del 38.

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    1. Non ne voglio sentire più 🙉🙉🙉

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  29. Finale di Spagna 82 con lo stesso rituale dei vicini di casa imbucati che avevano partecipato alle precedenti partite pivotal
    La festa seguente fu un qualcosa di mai visto per me , neanche nel 2006 (che fu già più “forzata”)

    Poi glu esami di 5 , l’album di figurine completato (un gemello vujovic è un irlandese gli ultimi due ..) , Don Gianni che ordina la sospensione del grest per Italia Brasile , la processione seguente con una foto di paolo Rossi strappata a peso da un Vicenza club e portata in giro come fosse un morto palestinese col la folla berciante dietro …

    Però … tatticamente .. la buonanima di mio padre finiti i rigori a Siviglia mi disse che eravamo campioni del mondo e che ci era andata bene….

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    1. Più uno intenditore … giresse tigana e Platini ci avevano violentato , imbarazzantemente ., in amichevole in primavera ….

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  30. Comunque volevo tranquillizzarvi che agli adolescenti di adesso ,anche col fatto che metà non sono ormai italiani di origine , interessa il giusto , insomma non li vedo traumatizzati 😀

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  31. Appunto, è questo il dramma.
    Noi “perdevamo” ma seguivamo appassionati, questi di oggi già hanno stimoli molto diversi, in più la nazionale (e la serie a) fa schifo (e non solo come risultati).
    Stiamo perdendo una generazione e questo lo pagheremo anche calcisticamente…

    ps: Ci salveranno solo i migranti!!!! #apriteiporti #iussoli #restiamoumani

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    1. Non la vedo così tetra , diciamo che hanno un approccio molto più yankee alla faccenda
      Non è che il mondiale in Russia non lo abbiano visto eh , però lo guardano per le skillate , per questo o per quello …

      Ricollegandomi a Spike vedo i campetti tornati moderatamente a riempirsi e questo e un segnale buono ..

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  32. ” ma impossibile nel senso di impensabile, mitologico, irreale…”

    Ed è per questo che secondo me Italia-Brasile fu ancor più simbolico
    L’idea di vincere non era quasi presa in considerazione.E vero..c’era stata Argentina78 in cui si era giocato bene (arrivando comunque quarti) ma poi lo scandalo scommesse ,Euro 80 non esaltante,il periodo non floridissimo delle squadre italiane(che all’epoca erano veramente italiane visto che solo da un paio di anni si poteva schierare al massimo uno straniero e non tutti l’avevano)…insomma l’idea di vincere non ci passava minimamente per la testa.

    italia-brasile fu qualcosa di inaspettato,anche perchè di quel Brasile si raccontavano mirabilie e l’unico dubbio era capire con quanti gol di scarto avrebbero vinto le partite.

    Cari miei giovanotti…il pomeriggio del 5 luglio 1982 ce lo dovete invidiare

    🙂

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    1. Infatti dopo Italia Camerun tutti dicevano che sarebbe stato meglio venir eliminati piuttosto che finir macellati da Maaradona e Zico; quando segno’ il primo goal Rossi (Il “cadavere” pupillo di Bearzot) sembrò un miracolo ed al goal di Socrates mi misi a piangere perché sembrava la fine di un sogno e l’inizio del massacro…
      Appunto…

      Sul 2006 chissà, forse Italia Germania con i supplementari con 5 attaccanti, la traversa, il palo, il goal di Grosso ed il goal del “cadavere 2.0” per un ragazzo nato negli anni 90 è l’equivalente di quell’ Italia Brasile. O Italia Olanda del 2000…

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  33. Non sono d’accordo sul disborso della vittoria impensabile, si stanno un po’ mischiando i ricordi.
    Dopo il Mondiale del 78, di cui gli italiani si consideravano i vincitori morali puniti da un pochino di inesperienza, al Mundial 82 si arrivò con la precisa convinzione di vincere. L’incazzatura con Bearzot per le mancate convocazioni di Pruzzo e Beccalossi nasceva proprio dall’idea del rischio di sprecare un grande potenziale per quella che poteva essere la volta buona, la delusione per il pre-Mondiale e soprattutto per l’imbarazzante girone iniziale nascevano proprio per le aspettative createsi.
    Solo dopo il girone si formò l’idea di un sogno infranto, motivo per cui ci si considerava per il girone a 3 vittime sacrificali.
    Poi, dopo la vittoria col Brasile rinacque la convinzione che sto giro fosse l’occasione da cogliere.
    Senza giudicare col senno di poi quindi, e ricordando l’excursus delle emozioni, dire che solo durante il lasso di tempo tra la fine del girone e la partita col Brasile vennero riposti i sogni di gloria.
    Poi adesso viene naturale mitizzare tutto e parlare di mondiale inaspettato ed impensabile ma non è esattamente così…

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    1. non ti ricordi bene, quali buone sensazioni?!? anche l’ultima partita premondiale fu uno squallido 1-0 al lussemburgo a Napoli, eravamo con le pezze al culo e senza nessuna speranza. vincemmo invece battendo tutte le più forti e quindi con maggiore soddisfazione ancora!

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      1. Banshee, ho scritto “delusione per il pre-Mondiale”, cazzo, ma ce la fate a leggere cosa scrivono gli altri prima di commentare?!
        Oh, ho capito che ogni volta che scrivo io al partito dell’unanimità democratica viene un embolo, ma almeno pensate prima di scrivere…

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        1. no hai scritto ” al Mundial 82 si arrivò con la precisa convinzione di vincere” e non era così. non perchè mi ricordi lo spirito di allora, avevo 10 anni, ma per quello che ho letto successivamente.
          il resto sono menate tue autoreferenziali.

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    2. A validazione il fatto che c’era un unico grande favorito (il Brasile appunto) è tutta una serie di outsider di lusso che con la combinazione giusta e in caso di suicidio brasilero avrebbero potuto approfittarne

      Fra cui noi ovviamente

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  34. “Dopo il Mondiale del 78, di cui gli italiani si consideravano i vincitori morali puniti da un pochino di inesperienza, al Mundial 82 si arrivò con la precisa convinzione di vincere”

    Bah…avevo 9 anni all’epoca e magari ricordo male ma non mi pare ci fosse tutta sta convinzione di vincere
    Però magari sbaglio.

    Non sbaglio invece su tutta una serie di situazioni oggettive : calcio italiano che veniva da anni se non bui almeno grigi (con l’eccezione del Mundial 78),Euro ’80 non proprio esaltante,scandalo scommesse con relative squalifiche di giocatori (soprattutto rossi in ottica nazionale),infortunio di Bettega
    Anche nel girone di qualificazione partimmo alla grande con 4 vittore per 2-0 ma poi perdemmo in danimarca e pareggiamo in jugoslavia e grecia.

    Per cui agli occhi appunto di un novenne quale ero (e degli altri miei coetanei normali di quell’epoca…mi pare che anche krug confermi più o meno questa visione) non c’era di certo la sensazione di poter vincere.
    E quella partita col Brasile rappresentò appunto la svolta : vuoi perchè appunto quel Brasile veniva dipinto come invincibile (dipinto eh…poi possiamo provare a fare un analisi più accurata delle squadre),vuoi perchè non eravamo abituati a vedere l’italia o un’italiana vincere a livello europeo e mondiale,vuoi perchè negli ultimi mesi (che poi è la cosa che a noi novenni restava impressa) della nazionale italiana si diceva peste e corna quella vittoria rappresenta,secondo me , un qualcosa di mai più rivisto da quel momento.

    Come diceva krug ci sono altre partite cult : la semifinale di dortmund,Olanda ad euro 2000 oppure Italia-Nigeria a usa 94. Ma parliamo di partite svoltesi in un periodo d’oro del calcio italiano.

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  35. Aggiungo una cosa. Per novenni,ottenni e decenni ,settenni non ci sono ricordi nitidi di argentina 78 dove in effetti la leggenda narra che fossimo i campioni morali
    Quindi italia-brasile rappresenta proprio la prima volta in cui si e pensato di poter vincere realmente qualcosa di grande

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  36. quel Brasile ci faceva sognare: Zico, Falcao, Junior, Socrates, Cerezo, Edinho, Eder erano davvero stra favoriti!
    c’erano anche belle pippe ma per un ragazzino che allora andava a figurine, guerin sportivo e gazzetta era davvero il top.

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  37. Banshee, ah, ecco, in base a ciò che hai letto successivamente, appunto…

    Gobbo, convinzione non nel senso di certezza, ovvio, ma impressione di esere assolutamente da corsa. Altrimenti non avrebbero fatto tutte quelle menate a Bearzot…

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  38. A differenza di Gobbo che somma problemi di memoria ai problemi di prostata già confessato quel mondiale me lo ricordo dal momento del sorteggio dato che ci regalo’ quella che a casa mia è sempre stata LA partita (Italia Jugoslavia). Ne passavano due e tre squadre erano considerate delle comparse quindi si pensava di far filotto con Danimarca, Grecia e Lussemburgo e giocarsi coi plavi slavi il primo posto. Vinte le prime quattro (tra cui la quarta in trasferta ad Atene prima della quale ricordo una copertina dell’Intrepido con scritto “Spezzeremo le reni alla Grecia” roba che fatta oggi monterebbe un casino immane), tutto sembra andare bene. Poi perdiamo contro la Danimarca x 3-1 (quella partita la ricordo perché giocammo con una divisa completamente blu) con una papera di Zoff di cui già si chiedeva la testa dopo il 1978, “meglio due feriti che un morto” a Belgrado, gli infortuni ad Antognoni e Bettega, due partite orrende in casa con Grecia e Lussemburgo, l’ostracismo a Pruzzo e Beccalossi invocati dalla critica, le convocazioni di Rossi (rientrato a Udine a due partite dalla fine del campionato se non ricordo male) e Selvaggi (Selvaggi!!!). Altro che si arrivò al Mondiale si arrivò con la precisa convinzione di vincere, c’era l’idea che sarebbe arrivata una nuova Corea e ci andammo vicinissimi. Poi un po’ l’idea che non avevamo niente da perdere, un po’ l’idea del fortino circondato da nemici, un po’ gli arbitraggi che chiusero gli occhi su qualche carezza di troppo a Maradona e Zico, un po’ tanto una squadra che aveva tantissimo talento e da allora il calcio, almeno per la mia generazione non fu più lo stesso.

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    1. Contro la Grecia, in Grecia, 2-0 con doppietta di Scirea….Non su colpi di testa su calcio d’angolo, ma su azione manovrata….il libero che si sganciava…

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      1. “difensore di sistema” semicit.

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      2. Antognoni Scirea, non doppietta di Scirea

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        1. Si’ hai ragione, la memoria mi ha tradito. 😀

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  39. io mi ricordo bene il 78 e l’82…Nel 78 partimmo a razzo dominando il girone. Nel gironcino dei quarti di finale vincemmo meritatamente ma giocando cosi’ cosi’ contro l’Austria, dominammo la Germania, ma ci ando’ male, perche’ pareggiammo 0-0 e la differenza reti ci condanno’ a dover vincere per forza contro l’Olanda.Primo tempo contro l’Olanda molto buono e 1-0 per noi.Poi nel secondo tempo finimmo la benzina e loro erano L’Olanda, quella vera, quella della due finali consecutive (perse) e ci batterono con due gol da ‘anta metri. Perdemmo la finalina con Il Brasile, ancora calando nel secondo tempo.
    Nell’82, la situazione si rovescio’:partimmo male, stentando con 3 pareggi.Da dopo il girone in poi la squadra cambio’ marcia e fini’ in crescendo di condizione al contrariodel 78..La vittoria contro l’Argentina ci dette morale, ma anche li’ non si ebbe la sensazione che si potesse ribaltare il Brasile, che nell’82 era una creatura mitologica.
    Ecco la vittoria sul quel Brasile, e’ la piu’ grande impresa di una nazionale di calcio Italiana.Non per il valore assoluto dell’avversario, ma per la convinzione e il coraggio di crederci che la squadra ebbe.Voglio ricordare ai giovanotti, che allora si pensava che era veramente impossibile battere il Brasile,(dovevamo vincere, il pareggio non bastava) erano gli Dei del calcio.Il Brasile era imbattibile, fine.Dopo il 3 a 2 agli dei, nessuno in Italia dubitava su dove sarebbe andata la coppa….
    Fu una magia del calcio, viverlo da 13enne fu un emozione irripetibile, che davvero auguro a qualunque ragazzino di quell’eta’ appassionato di calcio.Mi dispiace per voi giovanotti che vi siete persi quel mondiale, e sopratutto vi siete persi Italia- Brasile….

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  40. con il brasile nessuno pensava si potesse vincere, pero’ non scordiamoci che l’italia aveva appena battuto maradona e l’argentina campione del mondo, quindi la rinascita era già cominciata; essendo un girone e valendo la differenza reti al brasile bastava il pareggio (quel bastava era chiaramente espressione e sensazione dei giornalisti italioti ); cioè il concetto di “bastare un pareggio” tipico della mentalità italiana veniva applicata al brasile….il vulnus concettuale di quella partita secondo me sta li…poi si è aperto il flipper e la pallina si è fermata sul 3-2 per paolorossi

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    1. per l’italia “basta il pareggio” significa giocare per lo 0-0 ad ogni costo.

      per il brasile (e il resto del mondo, credo) “basta il pareggio” significa “partiamo come sempre per vincere, poi se si pareggia passiamo uguale!”

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  41. Si vede che ho vissuto in mezzo agli ottimisti mentre il cagasottismo dei barbari dialettofoni circondava la Città Stato…

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  42. Di quel mondiale ricordo veramente tutto ma il ricordo più assurdo è proprio quello legato al mitologico Italia-Brasile. Mio padre (all’epoca patito di calcio) scelse, per motivi che ancora oggi non riesco a comprendere, di non guardare le partita ma di di dedicarsi con tutta la famiglia a lavori in campagna. Partita quindi ascoltata alla radio e il piccolo francesco1974 ubriaco di calcio, che portava il suo pallone ovunque, a mimare i gol di Paolo Rossi anticipando quella che 10 anni dopo sarebbe stata la moviola umana di Piero Chiambretti 😀
    Ecco, per un bambino che adorava il calcio quel mondiale non fu solo un insieme di partite ma fu autentica poesia una roba che ancora oggi non ti stanchi a sentire raccontare, perché ci trovi sempre dietro quel retrogusto di ingenua felicità che forse solo a quell’età riesci a provare

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