Pay tv, in Italia 5 milioni di ladri che non si sentono ladri

La Lega Calcio ha per la prima volta dato una dimensione numerica al fenomeno di chi guarda le partite gratis, in modo illegale: 4,7 milioni di italiani hanno nel 2018 seguito eventi sportivi pay senza pagare. Un numero enorme e superiore, per dire, al numero degli abbonati a Sky. Il nemico non sono insomma BeoutQ Sports e le varie Iptv, ma la disonestà di una parte considerevole dei propri potenziali clienti.

Ecco, questo l’amministratore delegato della Lega Luigi De Siervo non lo ha detto, ma in effetti è l’unico vero problema: senza drogati non ci sarebbero spacciatori. È meno divisivo puntare il dito sugli arabi cattivi (in realtà nemici di dei qatarioti dei BeIn e in ogni caso poco presenti nel nostro mercato Iptv) che sugli italiani ladri. Poi si potrebbe evitare di giocare la Supercoppa Italiana in un paese orrendo sotto ogni punto di vista, ma è un altro discorso.

Il fenomeno, basta per chiunque un modesto sondaggio personale fra conoscenti, riguarda soprattutto i giovani. Chi è cresciuto con la differita del secondo tempo di una sola partita ogni domenica accetta psicologicamente di pagare tutto ciò che è in più rispetto a ‘una volta’, chi è stato bambino con il web già operativo a volte nemmeno percepisce la disonestà del suo comportamento e anzi a volte se ne vanta. Poi ci sono casi limite, come quel famoso giornalista di Mediaset Premium (quando esisteva) che aveva fatto costruire un accrocchio per poter vedere tutto, ma proprio tutto, ciò che veniva trasmesso nel mondo. Unico dettaglio antipatico le telecronache tutte in cinese… A completare la follia il fatto che tutta la struttura gli era costata quanto cinque anni di abbonamento a Mediaset Premium…

E quindi? Sky, Dazn ed Eurosport (fra poco, parentesi, Eurosport si vedrà anche su Dazn) hanno già sufficienti piazzisti seminati nelle redazioni, non vogliamo aggiungerci. Però non siamo nemmeno piazzisti dell’Esselunga o del Simply, eppure se rubiamo una pesca sappiamo che è un reato. Con la pay-tv questo non avviene, per questo la battaglia della Lega è persa in partenza.

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17 commenti

  1. E

    la storia piu’ romantica tuttavia è di qualche (abbastanza…) anni fa

    quando il simpatico giornalista rubò la tessera di Tele+ dal decoder della sala stampa della nota squadra per vedersi le partite comodamente da casa

    non ho mai saputo però se (e dopo quanto) la tessera venne bloccata impedendo la visione

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    1. P

      Esigo un indizio!

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  2. B

    tecnicamente si possono bloccare questi servizi e non è neanche difficile. evidentemente non si vuole, forse quando vanno a vendere la pubblicità vendono il numero di spettatori totali, compresi i pirati.
    resto sempre dell’idea che Sky costi troppo, con 20 euro al mese per tutto, se la farebbero tutti.

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    1. M

      Ottima lettura…

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    2. D

      Banshee, sei un inguaribile ottimista…

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      1. K

        Sì, temo anch’io.

        Personalmente se una cosa m’interessa veramente pago il prezzo dovuto, se non m’interessa veramente ne faccio a meno (più che onestà la mia è pigrizia ma vabbè…), ci sono certi (in Italia tantissimi) che vanno di straforo solo per il piacere di sentirsi più furbi nel fregare il sistema; esempio banalissimo a suo tempo gli mp3; costavano praticamente nulla ma tantissimi preferivano cercarli su EMule o similari o scaricare l’audio dai video di youtube (con risultati aberranti) piuttosto che pagare neanche due euro ed averli subito di buona qualità.

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  3. m

    Barboni!

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  4. r

    #solidarietàaibarboni

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  5. c

    chi è stato bambino con il web già operativo a volte nemmeno percepisce la disonestà del suo comportamento
    chi di voi/noi vecchi, da ragazzo, copiava le cassette musicali o masterizzava i cd si sentiva disonesto?

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    1. K

      Touchè

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    2. D

      Io no perché registravo LP e CD regolarmente comprati, solo per la comodità di portarmi in giro la musica col walkman.
      Sono figlio di musicista però, particolare non secondario…

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    3. M

      Cydella sempre pronto a difendere il “progresso”…e a non percepire la disonestà.

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      1. c

        Stavo semplicemente sostenendo che la disonestà (come gli ignoranti, i cattivi, i razzisti, … ) sono sempre gli altri, mai noi. Tutti noi facevamo al nostro tempo quello che era tecnologicamente comparabile con lo scroccare agggratis, ma casualmente ai nostri tempi non ci sentivamo disonesti, mentre ora, invece, siamo qua a fare i bacchettoni con i ragazzini: oserei dire 2 pesi e 2 misure, ma forse siamo solo diventati vecchi.

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  6. m

    Ai “miei tempi” i giovani fruitori di supporti musicali, CD e cassette, si divideva in tre categorie:
    – appassionato di artisti/band di vario tipo, compravano quanto si potevano permettere e copiavano il resto
    -ascoltatori di radio FM e/o spettatori di MTV, per lo più copiavano a destra e a manca, comprando giusto uno o due feticci all’anno
    -truzzi da discoteca, i re della copia, d’altronde gli bastava lo stesso “””disco””” in loop!

    Appartendo alla prima categoria, e per mia fortuna con buona disponibilità per il fu ragazzino che ero (l’ultimo inventario, eoni fa, diceva tipo 750 CD originali e una ventina copiati) non mi sento minimamente in colpa!

    🙂

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  7. Cyd, da ragazzi, quando magari si poteva contare solo sulla paghetta settimanale. Poi si cresce e si comprende che quella cosa lì non era bella da fare

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  8. U

    Un conto e la percezione
    Un conto e commettere un reato.

    Visto che non e obbligatorio ascoltare musica o vedere partite direi che il discorso e semplice

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  9. D

    Ve la prendete con Cydella ma lui ha fatto un classico ragionamento da italiano medio piuttosto diffuso.
    Basti vedere il rating del mio commento, magari da parte di figli di macellai o gioiellieri che inorridirebbero alla notizia che qualche Cydella di questo mondo consideri progresso rubare una salsiccia o un braccialetto.
    O no?!

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