Chi ha mai letto Camilleri?

Andrea Camilleri è morto, a quasi 94 anni, dopo un mese di ricovero e tanto tempo in cui le sue condizioni gli impedivano di vivere decentemente. Sono passate poche ore e la la situazione coccodrilli è già fuori controllo, con torrenti di retorica liceale anche se quasi nessuno riesce ad andare oltre la citazione di Montalbano.

Che non è affatto riduttiva, perché Camilleri nasce come funzionario della RAI e e come sceneggiatore di prodotti memorabili, su tutti Le inchieste del commissario Maigret (interpretato da Gino Cervi), anche se partendo da Simenon ed essendoci soltanto due canali televisivi avere successo negli anni Sessanta era più facile.

Camilleri ha scritto tantissimo, fin da giovane, con scarsissimo successo ma senza mai demordere, non da outsider ma da inserito nel giro editoriale. La sua fortuna (e quella di Sellerio) l’avrebbe fatta in tarda età con la serie sul commissario Montalbano: quando nel 1994 fu pubblicato La forma dell’acqua, primo libro con protagonista il poliziotto poi interpretato da Luca Zingaretti, Camilleri aveva già 69 anni…

La nostra domanda salta a piedi pari i coccodrilli e va sui libri di Camilleri: qualcuno li ha mai davvero letti? Perché i successi di vendita dei Montalbano sono oggettivi, ma quelli valgono anche per Divertiti con Luì e Sofì o Carofiglio. Il punto è che pur facendo orgogliosamente parte della piccola-media borghesia, cioè il pubblico di Montalbano, non abbiamo mai conosciuto nessuno che abbia davvero letto Camilleri. Nel senso di qualcuno che ci abbia mai detto qualcosa sui romanzi di diverso da quanto poi è arrivato su Rai 1. Eppure il linguaggio letterario di Camilleri, oltre che alcune trame, era abbastanza diverso da quello televisivo. Modesto l’uno e modesto l’altro, secondo noi, ma almeno il secondo consente di trascorrere una serata in famiglia senza litigare.
 
Una situazione che lo faceva soffrire, questa di Montalbano, perché lui si riteneva un intellettuale mentre per i critici e la gente era sempre quello di Montalbano. Le pose degli ultimi anni, da venerato maestro del politicamente corretto, erano tristissime.
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63 commenti

  1. P

    Mai letta una riga. Mai vista una puntata, peraltro.

    Ciò implicherebbe il silenzio del sottoscritto, senonché stamattina mi imbatto nel titolo di questo articolo: https://www.giornalettismo.com/andrea-camilleri-morto/

    Da quando in qua viene deciso da altri con quale voce deve parlare la mia (tua sua vostra nostra loro) coscienza? Mi sono veramente incazzato.

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    1. I

      concordo. ma fa parte del loro ,modo di fare, unti dal signore. quale signore non si sa ma insomma
      letto un racconto anni fa, non mi piacque , mai più letto nulla di lui

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  2. Casualmente acquistai, alla sua uscita, “La Scomparsa di Patò” che lessi in poco tempo, mi divertì e non mi fece né rimpiangere i soldi spesi né mi fece venire la voglia di acquistarne altri. Conservo ancora il libro. Per chi non lo conoscesse, non fa parte della serie di Montalbano pur essendo un giallo. Ricordo che vidi la prima serie televisiva di Montalbano con piacere, mentre la seconda mi sembrò ripetitiva e non realistica, per cui la lasciai perdere a metà né più mi sono azzardato a vedere altri episodi. Non faccio testo perché la sera raramente vedo la TV.

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  3. B

    io ho letto 2-3 montalbano in vacanza, lettura piacevole per passare il tempo.
    e come me in molti visto che era uno dei romanzieri più venduti.

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  4. E

    Ammetto di avere letto qualcosa, prevalentemente le vicende di Montalbano, e devo dir la verità ho gradito i suoi scritti (merito di una zia divoratrice di libri che me lo consigliò). Non ho mai guardato, invece, il Montalbano televisivo.

    Che dire, voto positivo allo scrittore, un po’ meno invece alla macchietta politico-attivista che l’intellighenzia italiana ha voluto dargli.

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  5. r

    letti diversi libri della saga Montalbano: niente di straordinario ma piacevoli soprattutto per chi, certi ambienti, atmosfere, modi di fare e di pensare (nel bene e nel male) li conosce.
    I film godibili all’inizio, poi sempre meno anche perchè massacrati (quanto e più dei libri) dalla sempre più crescente retorica politica di parte (la solita…).

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  6. D

    Provato a leggere ma poi abbandonato perché per me illeggibile, al di là della retorica citata ha sempre descritto una Sicilia che non esiste, coi difetti e le caratteristiche più debordanti sfumati, appena accennati, se non addirittura nascosti, occultati, censurati.
    Non molto diverso lo sceneggiato, che almeno alla sera dopo una giornata magari stressante ha l’utilità del Gran Premio di F1 dopo il pranzo della domenica, per quanto qui l’immagine falsa della Sicilia raggiunga livelli a volte irritanti, per non parlare dell’effetto macchiettistico (ma quanto calci nel culo verrebbe voglia di dare a Catarella?! Pochi meno di quanto se ne sarebbero a chi gli mette in bocca quegli infantili equivoci linguistici…).
    “La scomparsa di Patò” citata da Balacco molto meglio, sia come storia che come produzione televisiva, per quanto tradisca il disagio dell’autore nel sentirsi sottovalutato come sceneggiatore di telefilmetti per famiglie quando invece il solito circolino lo ha fatto sentire Pirandello…

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  7. A

    Credo si possa dire lo stesso anche per Ian Fleming.
    Tutti hanno visto almeno uno 007, pochi hanno letto i suoi libri

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    1. A

      io li ho letti!

      e posso affermare che alcuni romanzi sono superiori anche alle trasposizioni filmiche (Dalla Russia con Amore, Casinò Royale, Dr. No / Licenza di uccidere).
      Altri sono meglio come film (Moonraker è la fiera dei colpi di culo e Vivi e lascia morire che ha una seconda parte WTF!?! con Bond ed il cattivo che si aspettano per una settimana come fidanzatini)

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  8. A

    Provato a leggerne uno di Montalbano, mollato dopo poche righe. Sceneggiato mai visto. Magari recupero la prima serie ma non ho mai sopportato certi peana quindi lo guarderò senza particolare entusiasmo. Conosco invece gente, soprattutto la fascia di anziani da Raiuno, che dà fuori di matto se si perde le puntate. Ovviamente non avendo mai letto i libri…

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  9. Letto poco Montalbano perché ne detesto il linguaggio, mentre la trovata di lasciare la mafia in secondo piano è secondo me stata vincente. Guardati invece quasi tutti gli episodi televisivi, niente di memorabile ma nemmeno noi che la sera guardiamo Rai 1 siamo memorabili.

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  10. L

    Visto qualche episodio su rai uno della prima serie. Gradevole ma non da segnarsi l’appuntamento sul calendario.
    Giù le mani da carofiglio e dal capolavoro”il passato è una terra straniera”, film compreso con un elio germano che se fosse americano sarebbe una star planetaria e un Riondino fantastico.

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    1. T

      caro leo, mi dispiace ma dissento. carofiglio sopravvalutatissimo dalla solita sinistra radicaloide e scicchista: si leggiucchia solo quando scrive di procedure processuali. l’unico di quelli letti che mi è piaciuto è “né qui né altrove-una notte a bari” per il resto carofiglio è il classico stereotipo di quello che vorrebbe essere a volte hemingway, a volte simenon e a volte don winslow ma personalmente mi annoia. “il passato è una terra straniera” niente di che sia il libro che il film soprattutto se si vuol trovare qualcosa di bari tra fine 80 e inizio 90. quel periodo è stato fotografato magistralmente da piva con il film “la capagira”.
      p.s. stamattina ti ho pensato mentre prendevo l’aperitivo con pino marzella 😉

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      1. L

        Aneddoti?
        Secondo me nella scena hockeistica attuale lui e qualcuno di quelli che hanno quasi smesso se non già smesso farebbero i califfi ancor più che ai loro tempi…

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        1. L

          Meno uno ti intendi anche di hockey pista?

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  11. D

    Alvaro: sul pubblico di Montalbano hai ragionissima, è un po’ il Sanremo dei polizieschi, diciamolo… 😜😏

    Direttore: ma non è solo questione di mafia (non è che uno che passeggia per strada in Sicilia si trovi sempre in mezzo a sparatorie…), ci sono tanti aspetti ad esempio il traffico. Chi è stato in Sicilia vede Montalbano e dice “ma dai…” 🤨

    Leo: Germano molto meglio di Carofiglio, rovinato dal fisico purtroppo…

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  12. T

    nessun aneddoto sportivo, abbiamo chiacchierato un pò sul chiringuito che ha aperto sul lungomare e che in un mese nemmeno è diventato il locale trend del paese.
    per quanto riguarda l’hockey il paesello ha smesso da tempo di sfornare fuoriclasse e campioni

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    1. L

      Tataranni l’ultimo, o è di Matera?

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      1. T

        matera

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  13. F

    Io, che sono un vecchio liberale e non un sinistrorso, Camilleri l’ho letto tutto, e da quel che vedo nel blog sono forse l’unico – non per merito ovviamente ma per circostanze fattuali – a poter esprimere un parere spassionato. Leggo, mi capita spesso qui ed è un birignao uguale e contrario a quello di altri luoghi “de sinistra”) uno snobistico disprezzo per il Maestro Camilleri (perché Maestro lo è stato veramente, a teatro e non solo, Andrea Manzini il suo allievo più grande), il cui difetto più grande è stata l’iper-produzione, che ha spesso annacquato il valore medio della sua produzione: ce n’era bisogno? Direi di no. In linea di massima potrei dire che quasi tutta la produzione non edita da Sellerio (fanno eccezione le tre-quattro raccolte di racconti di Montalbano e La scomparsa di Patò e la biografia di Pirandello) può essere tranqulliamente evitata, non perché brutta ma perché routinaria, un lavoro fatto in serie. Al contrario tutta la produzione edita da Sellerio (anche qui con poche eccezioni, stavolta in negativo, vale a dire alcune raccolte di racconti) merita, merita assai, e parlo dei gialli di Montalbano, dei romanzi liberi (tra tutti Il birraio di Preston e La concessione del telefono), dei documentatissimi saggi storici. Tre precisazioni: ora è facile dire che Camilleri era inserito perché da subito pubblicava con Sellerio, ma 25-30 anni fa Sellerio era un editore di nicchia, autore ed editore il boom lo hanno fatto assieme! Due, il problema della serialità che fa rima con rischio ripetitività non è certo una caratteristica esclusiva di Camilleri, vale anche per mostri sacri come i Maigret di Simenon o i Poirot/Miss Marple di Agatha Christie, per dirne due, mica erano sempre a livelli di top, ma era comunque sempre un bel leggere. Lo so bene, li ho letti tutti (o credete che leggo solo Indiscreto? No no, ho anche queste altre perversioni). Tre, possiamo pure fare gli schifiltosi con Camilleri, ma il panorama italiano non mi pare così affollatto di genii. Certo, non era Sciascia, non era Pirandello (ecco uno che di mafia non ha mai parlato), ma vivaddio non è manco Fabio Volo o Luciana Littizzetto! E comunque molto meglio i romanzi di Montalbano che le patinate fiction su di lui.
    Ovviamente i miei sono solo parerei spassionati di un divoratore di libri e libercoli, valgono il poco che valgono, eh!

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  14. A

    i Montalbano manco mi sognavo di toccarli, anche perché si capiva subito cos’erano, mentre ho apprezzato non poco “La presa di Macallè” e due saggi come “La strage dimenticata” e “La bolla di componenda”
    definiamolo uno Sciascia minore ecco

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  15. C

    Ho letto i Montalbano fino ad un certo punto con passione, oltre come passatempo, poi ho smesso.
    Ho letto quasi tutta la sua produzione romanzesca alternativa a Montalbano trovandola di alto livello.
    Credo sia stato un maestro, credo che Manzini sia un allievo di grandissimo talento.
    Non era manco quotato il pezzo del Direttore, soprattutto nel taglio.
    La Linea editoriale quella e.

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  16. t

    Sistemato anche Camilleri (e Carofiglio).

    Pezzo livorosetto.

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  17. t

    Ormai qualunque cosa non sia un pompino con ingoio e’ un pezzo livorosetto, oltre che fascista e sessista, peccato non possiate togliere l’accredito al Salone del Libro del Direttore.

    Io lo collocherei nell’olimpo mondiale, in fondo la trovata di racconti polizieschi e’ originalissima, e lo stile e’ il piu’ innovativo dai tempi dell’Ulisse di Joyce, come si fa a criticarlo?

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  18. T

    Mai letto nulla di Camilleri. Per essere Rai1, Montalbano non è neanche male. La retorica agiografica è come sempre insopportabile, ma nulla di nuovo. Camilleri diceva cose da militante di sinistra. Sarebbe bello una volta, avere il coraggio di dire che ci faceva schifo perché diceva cose di sinistra, invece che nascondersi dietro il politicamente corretto.

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  19. j

    Letto abbastanza di Camilleri, Montalbano e la mossa del cavallo, se non mi sbaglio. Bei gialli, strutturati bene, mi sono piaciuti. Pero boh non credo che Agatha Christie o Simenon (cui Camilleri, pace all’anima sua, puo solo allacciare le scarpe) siano mai passati come padri della Patria in Inghilterra e in Belgio. Se poi vogliamo metterlo nella categoria pop-tv e non cultura, allora si francamente un gigante di quel mondo degli ultimi 20 anni, pochi cazzi, Montalbano puo piacere o meno ma è un fenomeno mediatico spaventoso. Almeno quanto Don Matteo. Poi leggo del Camilleri oltre i libri diciamo popolari e mi dicono sia stato davvero un grande del teatro ma ecco non conosco la materia e quindi mi astengo. Abbiamo fatto lutto nazionale per Strehler? Chiedo eh

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  20. F

    orgogliosamente, mai letto una riga mai visto uno sceneggiato

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  21. D

    Va beh, dopo l’abbassamento dello spread merito di Mattarella che ha imbavagliato il governo gialloverde siamo a Montalbano paragonato a Poirot e Maigret.
    In attesa di Carola paragonata a Giovanna d’Arco e i 99Posse paragonati ai Pink Floyd possiamo decretare che il mito di Indiscreto roccaforte della destra più oscurantista propagandato dai piangina di sto cazzo è l’ennesima puttanata trasformata in classico.
    Eh ma il Direttore che scrive pezzi livorosetti perché non ha il coraggio di dire che gli sta sul cazzo Camilleri perché scrive concetti di sinistra.
    Ma, forse qualcuno dovrebbe imparare che a volte evitare di scriver certe stronzate non deve essere visto come un gesto di codardia ma di buonsenso…

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    1. F

      Non so se sia un caso di dislessia, credo di scrivere in maniera chiara, al netto di possibili errori di battitura. Non ho mai elevato Montalbano ai livelli di Maigret o di Poirot, ma parlando della serialità e del rischio inevitabile di cadere nella ripetitività ho scritto che questo non succede solo con Camilleri, ma anche con i mostri sacri come Poirot e Maigret. Era così difficile ? Non mi pare. Poi che a te piaccia fare il bastian contrario lo so, e quindi la cosa mi scivola via.

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      1. D

        No, ma che dislessia, sono proprio cretino!

        “…vale anche per mostri sacri come i Maigret di Simenon o i Poirot/Miss Marple di Agatha Christie, per dirne due, mica erano sempre a livelli di top…”

        Eh no, mica era un paragone, eh sì, era solo un discorso sulla ripetitività! Posto che il peggior Poirot (a scelta) è un capolavoro rispetto al miglior Montalbano (e già qua la scelta è più difficile, ma questo è ovviamente un commento livorosetto da fascistello pavido…) o il discorso è del tutto aleatorio e quindi senza senso (roba da “in fondo Maradona aveva solo il sinistro e sapeva fare un solo ruolo…”) oppure siamo al classico gioco delle tre carte da difesa dell’avvocato d’ufficio (posto che le critiche rivolte a Montalbano ma soprattutto a Camilleri tutto riguardavano fuorchè la serialità o la ripetitività).

        Ma il problema è sicuramente che sono dislessico, almeno spero si tratti di qualcosa di così poco grave rispetto al solito…

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        1. K

          Secondo me semplicemente ti sei perso un pezzo:

          Due, il problema della serialità che fa rima con rischio ripetitività non è certo una caratteristica esclusiva di Camilleri, vale anche per mostri sacri come i Maigret di Simenon o i Poirot/Miss Marple di Agatha Christie, per dirne due, mica erano sempre a livelli di top, ma era comunque sempre un bel leggere.”

          Personalmente non l’ho interpretato come Camilleri al livello di Simenon o Agatha Christie ma piuttosto come un sono stati ripetitivi mostri sacri come Simenon o Agatha Christie (pur rimanendo gradevoli da leggere anche se non indimenticabili come in altri contesti) figuriamoci Camilleri.

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          1. D

            Non mi son perso nessun pezzo, è una puttanata come dire che in fondo anche Garrincha faceva sempre la stessa finta verso il fondo.

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        2. F

          Cito dal vocabolario Treccani:
          PARAGONE: l’atto di paragonare, di mettere a confronto due entità per giudicare della loro somiglianza o diversità o per riconoscere quale sia il valore dell’uno rispetto all’altra.
          ANALOGIA: rapporto di somiglianza tra due o più cose che si rileva cogliendo caratteristiche comuni. In logica, argomentazione che inferisce la somiglianza tra due e più cose o aspetti di esse in base alla constatata somiglianza tra altri aspetti che le contraddistinguono.

          Ecco, la mia era un’analogia tra Montalbano, Poirot e Maigret relativamente alla caratteristica della ripetitività. Non era un paragone perché non sono entrato nel merito del valore di ciascun personaggio. Però, eventualmente, avrei potuto farlo perché, come ho scritto, ho letto tutto Camilleri, tutto Maigret e tutto Poirot. Tu no, e ti cito, perché “Provato a leggere ma poi abbandonato perché per me illeggibile”.Quindi a che titolo, tu, puoi affermare “Posto che il peggior Poirot (a scelta) è un capolavoro rispetto al miglior Montalbano”? senza rischiare di cadere nell’accusa di essere livorosetto? Un certo Luigi Einaudi, presidente della Repubblica e grande liberale, nelle sue “Prediche Inutili” (mai quanto questi miei post, per i quali mi scuso) diceva che occorre conoscere per deliberare. O leggere per giudicare, altrimenti sono pronto anche io a stroncare, che so, le 50 sfumature di qualsivoglia colore, ma non le ho mai lette – e magari a livello di arrapamento mi sono perso qualche cosa.
          Purtroppo il Direttore poche settimane fa si trovò a intervenire sulla morte di un altro (per me) grande, Franco Zeffirelli. Notai in quell’occasione i pregiudizi di larga parte dei sinistrorsi che sminuivano Zeffirelli evidentemente perché non era della loro parrocchietta, giudicandolo per i suoi pochi film e ignorando le sue straordinarie regie teatrali. Su Camilleri sta in buona misura succedendo – in modo uguale e contrario – la stessa cosa, al di là di una vera conoscenza della sua opera. Ma due errori si sommano, non si elidono.

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          1. D

            Pure la citazione di Einaudi, mi vengono in mente quelle massaie che la sera alla tv sentono un termine difficile e il giorno dopo al mercato lo inseriscono in ogni discorso per far vedere che sono colte, mica come quelle ignroanti delle altre comari!…
            Guarda che puoi copianincollare tutta la Treccani che non è che facendo il maestrino riesci ad aver ragione, eh?! L’arringa sulla ripetitività è irricevibile, perchè con quel metro si fa passare tra le righe che qualsiasi autore che non si fermi ad un solo racconto per un suo personaggio sia ripetitvo (dando ovviamente al termine accezione negativa nel caso di Poirot ma assolutoria nel caso di Montalbano…). Un conto è sfornare capolavori a ripetizione come ogni avventura di Poirot o Sherlock Holmes e un conto riproporre la solita storiella da paesello col medesimo schema narrativo (ho già detto di guardare spesso lo sceneggiato, perchè il lunedì sera mi torna comodo come l’effetto della F1 dopo il pranzo della domenica, mediamente mi diverto a rovinare la sorpresa alla mia bella indovinando il colpevole dopo un quarto d’ora…..non male per un dislessico…).
            Eh sì, i pregiudizi di chi sputa su Camilleri perchè non appartiene alla parrocchietta. Ecco, citando da sotto ““Più tristi di quelli che si danno un tono con citazioni su Camilleri senza averlo mai letto ci sono solo quelli che devono parlare male di Camilleri per sembrare originali”” Poi peggio di tutti ci sono quelli che devono parlare bene di Camilleri per sembrare più originali degli originali, tipo quelli che rivalutano la commedia scollacciata all’italiana degli anni 70 “eh ma tu non capisci il contesto sociale…” o i Wu Ming che ti spiegano che in realtà Fantozzi non pigliava per il culo i parrucconi della Corazzata Potemkin ma in realtà l’aziendalismo capitalista che fingendo una coscienza comunista in realtà irregimentavano l’attività sociale dei dipendenti attraverso iniziative obbligatorie e antani la supercazzola.

            Ma va bene così, per la felicità di Meno Uno che si lecca i baffi e l’amichetto corso in soccorso per il principio de “il nemico del mio nemico è mio amico”.

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            1. K

              Puoi pensarla come ti pare, da parte mia posso solo assicurarti che questa volta venivo in pace riportando come l’avevo interpretata io.

              Ribadisco pensala pure come vuoi, me ne farò una ragione.

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  22. U

    ” 99Posse paragonati ai Pink Floyd”

    I 99posse ci sono ancora o si sono sciolti (nell’acido intendo)?

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    1. D

      Hanno trovato uno stipendio:

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  23. Camilleri è il FaceApp di Saviano

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    1. D

      FaceApp che tra l’altro si è scoperto essere prodotta da un’azineda russa il che ha già mandato in blue-screen i pasdaran dei diritti della privacy al grido di “dove finiranno le nostre foto!”
      Dai, un bell’editoriale su tecnologia e intelligenza artificiale che inquinano il nostro piccolo mondo antico e il cerchio si chiude…

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  24. r

    Beh dire che ha provato e poi smesso perché lo riteneva illeggibile mi pare diverso dal dire di non averlo mai letto.

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    1. D

      Ricca, lascia perdere altrimenti fanno il culo pure al tuo rating, aaahhh la Banda!
      Sai, sta gente che “ho letto tutto” pensa che “provato a leggere” significa aver letto le prime tre pagine e non magari 2 o 3 racconti.
      Perchè l’assolutismo vale solo in una direzione, ovvio…

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    2. C

      Però provare e smettere subito non dà effettivamente elementi per giudicare il valore delle opere e paragonarle, ma piuttosto constatarne la rispondenza al proprio gusto.
      Il resto è puntiglio, il livore arriva dopo per aver preso un colpo d’incontro per la foga di attaccare.

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      1. D

        Ma sei serio?! Non bastano 3 libri per dire che un autore fa cagare ma ne devi leggere almeno 30 perchè altrimenti il giudizio è solo rispondenza ai propri gusti se rimani sotto i….boh, quant’è la franchigia, 5?! 10?! 20 libri?!
        Cioè, se da qui a settembre mi leggo 20 Montalbano poi posso finalmente dire che Camilleri è un autore da massaie?! Davvero?!

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  25. U

    Che cos’è il genio?

    https://twitter.com/lefrasidiosho/status/1151777848413315072

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  26. m

    “Più tristi di quelli che si danno un tono con citazioni su Camilleri senza averlo mai letto ci sono solo quelli che devono parlare male di Camilleri per sembrare originali”. Cit. Rituit.

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  27. j

    Si ok tutto giusto. Ma io che ho letto abbastanza di Camilleri posso dire che è abbastanza folle farne un padre della patria? Che poi l´asticella l’abbassiamo sempre di più. Nemmeno per Fo ho visto tutti peana. DIamoci una calmata, evitando di usare termini come livoroso

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    1. I

      esattamente jeremy, mica stiamo parlando di pirandello o di Fëdor Dostoevskij

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  28. b

    Mi permetto di (ri)consigliare “La targa”, uno sfoggio di ironia leggero leggero scritto – quello sì – con maestria di tempi, forme, contenuti.
    Non sono un fan appassionato, ma alcune cose le ho apprezzate.
    A volte ho preferito la fiction, che racconta una Sicilia sicuramente di fantasia, ma non per questo meno affascinante.

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  29. t

    Se mi leggete una frase a caso di Asimov vi posso dire da che libro e’ tratta, il contesto, ecc.

    Ecco, pero’ rimane un autore da ragazzini, nonostante fosse come persona mille volte piu’ intelligente di Camilleri, e non mi sognerei mai di fare un paragone con Steinbeck e manco Philip Dick.

    E se a qualcuno fa schifo o semplicemente non ci vede niente, non posso che dire de gustibus, senza pistolotti sul livore.

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  30. t

    🤣🤣

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  31. D

    Ma ancora nessuno si è giocato il jolly “chi critica Camilleri e Montalbano è un leghista razzista!”?!

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    1. j

      Livorosetto

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  32. t

    Avete capito tutto… 🙈

    Più fuoritempo di un intervento di Chiellini.

    “Livorosetti” (cit.) 😃

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  33. B

    Nel frattempo ci lascia anche Luciano De Crescenzo, in questo caso prevedo meno peana.

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    1. j

      Trafiletto dopo i selfie invecchiati dei ferragnez

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    2. K

      Fra i due tutta la vita De Crescenzo.

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  34. K

    Ho letto qualcosa di Camilleri, non dei suoi saggi, solamente dei suoi “polizieschi”; personalmente non mi è dispiaciuto ma non mi ha entusiasmato ed a leggere che sarebbe uno Sciascia minore da divoratore di Sciascia mi è venuto un mancamento (già Scerbanenco solo per restare in Italia mi sembra di livello superiore); non vedo del grosso livore nell’articolo del direttore, ci leggo un giudizio abbastanza severo, condivisibile per qualcuno, meno per altri (tra cui il sottoscritto, secondo me il linguaggio letterario non era “modesto”, sebbene non particolarmente degno di nota) com’è normale che sia, ma livore proprio no; non avendo letto alcun saggio non posso giudicare se le pretese intellettuali di Camilleri fossero fondate o meno, sulle pose degli ultimi anni da venerato maestro del politicamente corretto concordo che fossero tristissime; più che dare la colpa a lui (credo che l’improvvisa e tardiva notorietà ottenuta con Montalbano, notorietà dovuta più alla televisione che all’editoria lo abbia messo in situazioni più grandi di lui) mi viene da puntare il dito verso un certo ambiente che è alla perenne ricerca di nobili padri della patria politica.

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    1. A

      “Sciascia minore” l’ho detto io proprio per saggi tipo “La bolla di componenda”, che mi pare un tipo di libro che avrebbe potuto scrivere solo Sciascia
      sul giallista non posso dire niente, ribadisco solo che per me, coscientemente o no, i Montalbano erano scritti solo per fare cassetta (Camilleri doveva avere un mutuo molto oneroso) lasciando lo scrittore libero di sperimentare negli altri libri (“La presa di Macallè” che ho citato è una gran presa per il culo all’era fascista e il protagonista è un bambino con una minchia tipo Rocco Siffredi, per dire)

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  35. B

    Sciascia invece lo hanno letto tutti.

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    1. j

      Eh beh spero proprio di sì. Autore base del novecento con Pirandello e Calvino.

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  36. L

    Io Calvino sì, Pirandello poco Sciascia punto purtroppo. Ma prima o poi troverò il tempo, magari dopo i settant’anni 😀

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  37. t

    Chiunque abbia la licenza media ha letto qualcosa di Sciascia.

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    1. L

      Mi hanno bocciato in terza 😆

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