Ross Perot, l’inventore di Clinton e Trump

Ross Perot è morto a 89 anni e sarà per sempre ricordato come l’uomo che nel 1992 fece conquistare a Bill Clinton la presidenza degli Stati Uniti, anche se nella vita ha fatto molto altro ed è stato, per dirne una, uno dei principali imprenditori nel mondo dell’informatica con la sua EDS, Electronic Data Systems.

Però è chiaro che deve la sua fama mondiale al fatto di essersi candidato come indipendente alle presidenziali del 1992, quando il candidato repubblicano era il presidente in carica, George Bush senior, e quello democratico Bill Clinton. Era dai tempi di Theodore Roosevelt che non c’era un terzo candidato credibile…

Il quasi sconosciuto Perot, finanziandosi con le sue stesse ricchezze ed efficacissimo in televisione, riuscì ad arrivare al 18,9% del voto popolare. Che alle presidenziali conta relativamente, visto che non riuscì a prendere nemmeno un grande elettore. Riuscì però a far perdere Bush (37,4%), perché per temi e modo di porsi Perot piaceva molto di più ad un tipo di elettorato repubblicano con tendenze anti-sistema, quindi non il repubblicano ‘perbene’ che piace ai giornalisti democratici, che 24 anni dopo avrebbe premiato Donald Trump. Nel momento di massimo spolvero i sondaggi lo avevano dato addirittura al 40%…

Festeggiò dunque Clinton, con il suo 43%: iniziarono 8 anni di guerre spesso pretestuose (specialità peraltro di quasi ogni presidente americano, Trump escluso) e di accordi di libero scambio praticamente con chiunque, a partire dalla Cina. Questa è stata la politica estera di Clinton nell’era del cosiddetto, in Italia, Ulivo Mondiale. Per fortuna oggi Veltroni intervista Giampaolo, come noi, e D’Alema produce vino, ma non sempre è stato così.

Recidivo, Perot si sarebbe ripresentato nel 1996 ma i media in questo caso lo oscurarono con la scusa che era sotto il 15% nei sondaggi, escludendolo quindi dai faccia a faccia televisivi. Arrivò comunque a un dignitoso 8,4%, sufficiente per far perdere Bob Dole (chi se lo ricorda? Sembra di citare Pajetta o Almirante) e rivincere Clinton. Volendo fare un titolo un po’ cialtrone, ma non infondato, potremmo dire che Perot ha inventato sia Clinton sia Trump, sdoganando tanti temi di senso comune (era fermamente pro-dazi, ad esempio) e un modo di porsi da non professionista della politica.

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3 commenti

  1. P

    … coccodrillare Ross Perot senza parlare della vicenda degli ostaggi iraniani, del colonnello Arthur D. “Bull” Simons, del bordello volante e del relativo romanzo di Ken Follet è un po’ limitante…

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    1. Grande storia, conosciutissima, ma non siamo Wikipedia. Cerchiamo di scrivere qualcosa di personale, se no è copia e incolla.

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  2. A

    direttore, Bill Clinton, Bob Dole e Ross Perot sono entrati nell’immaginario collettivo grazie ai Simpson (episodio Citizen Kang di uno degli special di Halloween) e, quindi, sono conosciuti da tutti, a differenza di Pajetta o Veltroni…

    agevoliamo:

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