Preziosi vende i Giochi, prima del Genoa

Enrico Preziosi ha messo in vendita il Genoa, probabilmente solo per tenere buoni i suoi tifosi, ma incasserà molto di più dalla vendita di quasi metà della sua Giochi Preziosi. In autunno infatti l’azienda del presidente rossoblu sbarcherà in Borsa: Akros, Imi, Jefferies e Rotschild si occuperanno del collocamento, obbiettivo 200 milioni di raccolta.

Notizia letta su Affari e Finanza, l’inserto di Repubblica, che Preziosi in qualche modo aveva annunciato quando due anni fa era tornato proprietario di tutto il gruppo comprando dai cinesi di Ocean Gold Global. Non aveva ancora i soldi di Piatek e quindi l’aveva fatto a debito: infatti tutte le quote che fanno capo a lui sono in pegno a Unicredit.

Come al solito non riusciamo a limitarci alla notizia e da avidi lettori poniamo una domanda agli esperti di finanza: voi fareste il socio di minoranza in un’azienda governata da Preziosi? Abbiamo letto che l’azienda che commercializza il Cicciobello e i Gormiti ha un patrimonio netto (differenza fra attività e passività patrimoniali, semplificando all’estremo) di 202, 1 milioni e una posizione finanziaria netta (differenza fra debiti e attività finanziarie a breve o liquidità) negativa per 71,8 milioni. Ma soprattutto che l’obbiettivo del collocamento è arrivare ad una zona 40-45% di flottante (cioè delle azioni sul mercato), quindi senza far perdere il controllo a Preziosi o alle banche che lo finanziano.

Niente di male, sono operazioni viste centomila volte e non sono giudicabili senza prima conoscere il prezzo di collocamento. Però di base i soci di minoranza di Preziosi non li vorremmo mai fare. Di sicuro le azioni della Giochi Preziosi riuscirà a piazzarle, mentre non giureremmo sulla sua volontà di lasciare il Genoa, visto che per il momento c’è solo l’advisor e nessuna trattativa.

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