Nessun rimpianto per i Della Valle

Rocco Commisso sta per diventare il nuovo proprietario della Fiorentina. Al di là dei dettagli, pagherà ai Della Valle 170 milioni di euro e prenderà in mano la situazione già della prossima settimana scegliendo l’uomo forte della dirigenza. Che non sarà Pantaleo Corvino, già in ogni caso verso l’uscita da Firenze. E Vincenzo Montella?

Colpevole, con altri, del peggior finale di campionato nella storia della Fiorentina, Montella ha ancora due anni di contratto e nessuna offerta: mandarlo via con le buone, per prendere Gattuso poi, non Happel, non sarà facile. Ma ora si devono fare anche altre considerazioni, riguardanti i Della Valle che quasi stanno passando per vittime dei fiorentini cattivi.

D’accordo che la pubblicità di Hogan e Tod’s fa comodo a tutti, ma l’agosto 2002 è abbastanza vicino per ricordare che la Fiorentina sull’orlo del fallimento di Cecchi Gori fu regalata ai Della Valle con un’operazione politica coordinata dall’allora sindaco Leonardo Domenici e basata sulla fondazione di una società nuova, la Fiorentina 1926 Florentia, che subito dopo la sua fondazione venne venduta a Diego e Andrea Della Valle con immediato cambio di nome in Florentia Viola ed ammissione, anche questa tutta politica, alla serie C2.

La squadra di Di Livio e Riganò si conquistò sul campo la promozione in C1, mentre nel frattempo i Della Valle completarono il colpo acquistando per 2,5 milioni di euro il marchio e i colori della vecchia Fiorentina, ormai dichiarata fallita dal tribunale, e applicandoli alla Florentia. Nell’estate 2003 il caso Catania, la B portata a 24 squadre e il fallimento del Cosenza portarono l’allora presidente della FIGC Carraro ad inventarsi una wild card per la Fiorentina in B. Lì altra promozione sul campo, ottenuta da Emiliano Mondonico: in due anni dalla scomparsa alla serie B per colpi di fortuna, appoggi politici e bravura sportiva.

Inutile ripercorrere le tante operazioni di mercato. Il sito Calcio e Finanza ha calcolato in 221 milioni di euro i versamenti di capitale, nel corso di questi 17 anni. Il giochino Fiorentina è quindi costato ai Della Valle 48,5 milioni in totale, una media di 2,8 a stagione. Praticamente niente, quindi, per imprenditori della loro cilindrata. In pratica hanno avuto la Fiorentina gratis e l’hanno tenuta a a galla senza perderci, non si capisce quindi perché dovrebbero essere rimpianti.

Poi Commisso rischia di riproporre già subito molti dei loro errori: la lontananza fisica, sua e del braccio destro Joe Barone, che pensa di poter gestire con dirigenti di fiducia o qualche discorsetto motivazionale, l’idea di uno sviluppo immobiliare che già per i Della Valle era stato pretesto e ossessione, soprattutto la considerazione che la Fiorentina sia una squadra prestigiosa ma ai suoi occhi come tante altre. Al di là dei passaporti, Diego Della Valle è un marchigiano che ha il centro dei suoi interessi a Milano e tifa Inter, Commisso un calabrese-americano che ha il centro dei suoi interessi a New York e tifa Juventus. Sono imprenditori importanti, nel loro campo, ma in senso calcistico queste fusioni fredde in Italia non hanno mai funzionato e mai funzioneranno. E anche nel resto del mondo, a dirla tutta, con l’eccezione della globalizzata Premier League. 
 
Il fatto che dopo la scomparsa, in certi casi solo calcistica, di Berlusconi, Moratti e Sensi, le cose migliori le abbiano fatte Agnelli, il semi-napoletano De Laurentiis, il bergamasco Percassi e il romano (per quanto romanista) Lotito, qualcosa potrebbe indicare anche ai più duri di comprendonio. Quelli convinti che il legame affettivo con un club o una città siano incompatibili con una gestione moderna, quando invece in Italia ne sono la base. 
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16 commenti

  1. L

    Tutto perfetto.
    Pure sul futuro. E allora visto che sicuramente ricommettera’ gli stessi errori mi basterebbe che da subito facesse come i primissimi della valle, costruendo una squadra competitiva per il quarto posto. Loro lo fecero, in un momento però diverso.

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  2. r

    Leo, leggo di un Chiesa già d’accordo su tutto con la Juve. Scorretto come in campo …

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    1. L

      Più che altro se è vero che conte lo aveva indicato immagino come inizi contento la sua avventura all’Inter…
      Su chiesa ribadisco il mio giudizio, da profondo incompetente quindi magari diventa un fenomeno. Però continua a sembrarmi corsa e tigna. E l’anno prossimo va per i ventitré.

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      1. C

        quindi giovane? 🙂

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        1. A

          fino ai 29 rientra nel range di “Giovane Antonini”

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    2. t

      Tra simulatori ci si intende 😄

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  3. D

    Quindi la Fiorentina di oggi ha il nome e i colori di quella storica (ma i titoli no?!) ma è un’altra squadra, adesso ho capito perché Cecco non segue più…

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    1. L

      Si son ricomprati tutto, credo…

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      1. D

        Si, appunto, come se domani il Milan fallisce e l’Inter si compra nome, colori e Champions League.

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        1. A

          no, perchè l’Inter esiste già… al limite il Meda (o qualche altra società dell’hinterland che non conosco)

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          1. D

            E cosa cambia?! Anche la Florentia esisteva già quando è stato decretato il fallimento in tribunale della Fiorentina…

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  4. C

    Ma che i Dv hanno venduto? Oh quando? Perché?

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    1. A

      “l’è un gobbo!” (cit.)

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  5. F

    Non so se Commisso abbia fatto i soldi in modo normale ma prendendo per buono il ranking di Forbes è un calabrese con 4 miliardi di patrimonio. Calabria 18 miliardi di pil con 2 milioni di abitanti. Ovvero bastano 5 Commisso emigrati negli Stati Uniti per superare il pil di 2 milioni di calabresi rimasti in Calabria.

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  6. z

    Chiesa alla juve è il primo colpo di mercato dell’inter. Avanti così.

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  7. R

    Con Chiesa si va di giohino sulla sinistra, cr7 centravanti, wandito in panca. Roba de luxe.

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