Le vacanze dei bambini impiegati

Venerdì scorso in diverse regioni d’Italia è terminato l’anno scolastico di scuola primaria (le elementari dei nostri tempi), fra poco sarà così per tutte le altre e quindi i bambini, oltre ovviamente agli insegnanti, si troveranno davanti tre mesi di riposo. Particolarmente atteso dal 34,8% di loro, cioè da chi frequenta scuole con il cosiddetto tempo pieno.

Stiamo parlando di scuole pubbliche, perché per l’istruzione di base nemmeno riusciamo a concepire una scuola diversa (quando la suorina sarà sostituita dall’imam il concetto diventerà più chiaro) da quella statale. Più di un terzo dei bambini italiani, fra i quali molti di nostra conoscenza, sta a scuola dalle 8.30 alle 16.30, quando va bene.

Perché quando va male, cioè quando i genitori devono liberarsene presto per motivi di lavoro, è spesso prevista la possibilità del pre-scuola, che in sostanza significa sveglia alle 6.30, a scuola alle 7.30, uscita alle 16.30 che diventano un orario molto più avanzato a causa di laboriose modalità di riconsegna, affannosa corsa verso una delle varie attività programmate (calcio e/o altro sport, inglese e/o musica, catechismo), ritorno a casa verso le 19. Una vita da impiegati, in altre parole, molto simile a quella dei loro genitori.

Niente di male per chi fa l’impiegato, ma come può un bambino reggere questi ritmi? Non a caso quelli che vediamo noi sono sempre e giustamente stanchi. Perché il sabato e la domenica, lo vediamo sul campo, ci sono compiti a casa da fare (che per fortuna non ci sono gli altri giorni, anche se certe scuole li danno lo stesso), senza contare gli sviluppi delle altre attività o le uscite insieme ai genitori. Leggiamo che il sogno di Di Maio sarebbe estendere il tempo pieno (traduzione: trovare i soldi per pagare tutti gli insegnanti in più) al 100% delle scuole primarie italiane, ma come per altri sogni a Cinque Stelle speriamo che questo non diventi realtà.

Come è possibile che un bambino non abbia durante la giornata un periodo di gioco o di interazione con suoi coetanei senza il controllo di adulti? Questa cosa del tempo pieno, fra l’altro introdotto come facoltativo da una legge del 1971 ed arrivato ai giorni nostri con varie modifiche, sconvolge le vite di molti senza che ci sia stato un vero dibattito. E i motivi sono chiari: più posti di lavoro statali da occupare, babysitteraggio gratis quando nessuno dei genitori ha un lavoro flessibile, una male intesa sensazione di sicurezza. Di certo le scuole elementari di oggi non consentono di fare il solito discorso da vecchi, del tipo ‘Ai nostri tempi sì che era dura’ e ‘Com’era formativo il calcio di strada’. No, per un bambino è molto più dura oggi: ha molte più pressioni, non fosse altro che perché raramente ha fratelli. E non abbiamo mai conosciuto uno nato dopo gli anni Cinquanta che abbia giocato a calcio in strada.

Comunque la settimana prossima iscrizione a un campus o un oratorio di quelli propositivi, in modo che ci sia un altro posto dove entrare all’alba ed uscire a pomeriggio inoltrato. Come se tutti i nonni fossero morti o pensionati in Portogallo, come se nessuno avesse un amico in grado a turno di controllare che non venga bevuto acido muriatico. Vietato annoiarsi, o anche soltanto pensare.

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36 commenti

  1. P

    Dai, a pallone in strada ci ho giocato!

    (sono rimasto uno scarpone, però)

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  2. j

    Diretto, credo che questo sia il quadro del bimbo di città (diciamo grande città)più che altro. In provincia si riescono ad avere ritmi e necessità meno pressanti

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  3. Jer
    No , direttore che c’entra il tema
    La scorsa settimana abbiamo finito con tutte le squadre dei piccoli ed era tutto un confrontarsi fra mamme su quello che facevano i bimbi le settimane dopo
    Oltretutto , aggiungo , confrontandomi con un mio mister alla fine dell’ultimo allenamento (con birra gelata , cicca in bocca e i due tre genitori fidati , mentre i piccoli scarrozzavano in campo ) , si ragionava anche di quanto i grest stessi siano mediamente diventati dei carrozzoni rispetto a quelli ruspanti di una volta , e come le ore di gioco calino drasticamente anche in queste circostanze …

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  4. Oltretutto le interminabili sfide a palla guerra o bandiera incrociata (per dirne due per non citare guerra cinese o scalpo)ti consentivano di esercitare il fisico a delle abilita che poi riportavi pari pari nello sport che praticavi

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  5. U

    Si potrebbe pensare di tenere aperte le scuole per far fare educazione fisica ai ragazzi…

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    1. D

      Spogliatoio juventino ormai ridotto ad una polveriera pronta ad esplodere, ecco perchè nessun allenatore ancora firma…

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  6. Gobbo
    Ti restano sempre degli impiegati passivi che faranno quello che gli dirà l’istruttore di turno
    Comunque ok aprire qualsiasi struttura , per me , se vuoi dare un minimo di organizzazione dalla , ma l’intervento dell’adulto dovrebbe limitarsi alla vigilanza che non si menino , e che non scappino

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  7. z

    Alcuni bambini non sono psichicamente in grado di reggere il tempo prolungato.

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  8. t

    Ahaha il tempo prolungato, ragazzi godetevela che siete ancora lontani dal mondo anglosassone.

    I prezzi delle case sono correlati con la qualita’ della scuola del vicinato, valutata e classificata. I ragazzini della medio/alta borghesia devono scegliere una materia e puntare fortemente su quella, seguendo gia’ alle superiori corsi universitari e/o scuole pomeridiane (altro che compiti, lavoro supplementare). Devono non solo fare sport, ma essere capitani della propria squadra e vincere tornei regionali/nazionali. Devono fare volontariato, i piu’ ricchi sono mandati in africa/sud america a fare lavoro sul campo. Devono suonare/recitare/ecc.

    Ovvio che per aver successo in tutte queste attivita’ devono iniziare a lavorarci dai 7/8 anni, non dopo.

    Tutto questo per entrare in un’universita’ di prestigio, che garantira’ non tanto un’educazione di buon livello, quanto connessioni e un cv competitivo.

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  9. L

    Boh, letta così è tragica. Io finito l’asilo le faccio fare una settimana di stacco eppoi tre settimane di campi estivi dove fa già piscina. L’anno scorso ai campi estivi si è divertita molto e me li nomina spesso… Il piccolo asilo nido mattutino fino al di agosto!

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  10. M

    Direttore quale alternativa? Mi dia un suggerimento?
    I miei mi danno una grossa mano ma hanno 75 anni e non posso fargli tenere i nipoti 3 mesi dalle 8 alle 18 col rischio che poi passino 3/4 ore al giorno tra cartoni e tablet.
    Fossero più grandi ci sarebbe l’oratorio feriale ma a 5-6 anni benedetti siano i campi estivi

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  11. M

    Quello che posso dirle però è che rispetto a noi che giocavamo in cortile oggi (almeno da me) i bimbi si trovano al parco.
    Ai miei tempi al parco c’erano solo tossici con la spada nel braccio

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  12. D

    Premesso che io per strada ci ho giocato (a calcio, usando i tombini come porte, a nascondino, usando auto e cespugli delle aiuole, a guardie e ladri, con le bici per fare Starsky & Hutch, ecc.) ed anche mio fratello che ha 3 anni in meno di meno e nessuno di noi due è nato negli anni 50, io non vedo invece tutto questo impegno. Orari impiegatizi sì ma su lavoro e pressioni parliamone, gli han tolto pure l’esame di quinta elementare per non turbarli, pori ciccini.
    Tra l’altro io uscito da scuola fin dall’elementari mi gestivo da solo, pur sotto l’occhio di mia madre: facevo i compiti da solo, andavo agli allenamenti da solo, ecc. Non facevo il tempo pieno ma i compiti c’erano tutti i giorni e non erano pochi (2 o 3 ore al giorno li perdevi). Dalle medie in poi idem con in più i mezzi pubblici da prendere per far 3 km visto le medie speciali distanti da casa (scuola a sperimentazione musicale, avevo anche musica al pomeriggio che valeva come qualsiasi altra materia in pagella il che significa un’ora al giorno in più per studi musicali). Alla fine l’unico vero trauma è stato il fare il tempo pieno alle medie per far musica al pomeriggio, non per altro ma perchè ero obbligato a mangiare in mensa: abituato fin lì alla cucina di mia madre che aveva avuto il ristorante più noto di Milano soffrii molto la cosa ma mi fortificò, poi cominciando ad andare a studiare (e quindi mangiare) da amici capii perchè tutti quelli che venivano a mangiare a casa nostra si complimentavano con mia madre.
    Appena finite le scuole si andava in campagna (a Biella, dove passavo tutta la giornata nei boschi) oppure al mare (in Jugoslavia, dove il concetto di spiaggia è leggermente diverso dallo stabilimento balneare Bagno Medusa di Miramare di Rimini…) dove si rientrava a casa solo per mangiare e dormire, oltre a fare i compiti delle vacanze e studiare musica (col padre musicista l’ora di pianoforte non finiva con la pagella di giugno…). Ricordo che mia madre mi nascondeva le scarpe per contenermi un po’ ed io scappavo dalla finestra del pianterreno prendendo l’abitudine a girare a piedi nudi (che d’estate è una figata, poi a settembre sono sempre vittima della Sindrome di Tom Sawyer…).
    Adesso vedo ragazzi privi di responsabilità e responsabilizzazione accompagnati ovunque fino alla terza media, che escono di casa solo dall’età della prima media in poi per andare alla scuola calcio o all’oratorio e sempre accompagnati, se li lasci da soli per strada non riescono neanche ad allacciarsi le scarpe. Saranno aumentate le aspettative ma li tengono nella bambagia, a casa mia ad esempio non è mai esistito il concetto di “cosa vuoi mangiare stasera”, una roba folle che non riesco a concepire.
    Boh…

    p.s.: a 13 anni, fine terza media, il primo di due scambi culturali in Francia, dove alloggiavamo al ginnasio e dovevamo farci il bucato da soli. Adesso i ragazzi non sanno neanche in quale cassetto hanno le mutande pulite, se poi vedo la valigia con cui di volta in volta le mamme mie conoscenti mandano il figlio in gita o in vacanza coi nonni rido. Per forza che poi se non hai il suv non muovi il culo nemmeno per andare in piscina…

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  13. A

    io mai fatto un cazzo, durante la scuola solo lezioni alla mattina, d’estate 3 mesi di mare e giocare a pallone il pomeriggio fino a quando non si rimaneva da soli (o quello che ha portato la palla se ne andava), sempre con la regola “L’ultimo che segna vince”. Eppure eccomi qui…

    Adesso vedo mio cuginetto di 9 anni che non fa che passare da un corso all’altro (nuoto, inglese, catechismo, karate)… praticamente esce di casa alle 7.30 e ritorna a casa alle 19 così stoccato che si addormenta mentre fa la doccia…

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  14. z

    A proposito del lasciar giocare per strada i bambini in pace:
    https://genovaquotidiana.com/2019/06/11/la-lettera-di-5-botteghe-di-via-galata-i-bambini-disturbano-in-strada-non-li-vogliamo/

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    1. D

      Follia, ma se è per quello c’è stata gente che ha chiesto di spostare un asilo perché si diceva disturbata dal vociare.
      Avevo firmato una petizione in tal senso…

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  15. K

    Argomento su cui sono molto sensibile visto che abbiamo appena pagato 2.000 euro di centri estivi (DUEMILA EURO, se fra un po’ parte la bestemmia penso di essere un minimo giustificato)

    Riguardo a quanto scritto da Stefano faccio notare che i nonni non sono morti o pensionati in Portogallo ma quando io sono nato mia nonna paterna aveva 49 anni ed era casalinga, quando è nata mia figlia mia madre ne aveva 64 e stava finendo di lavorare, trova le differenze; personalmente di lasciare i miei figli ai miei (che ne sarebbero entusiasti, sottolineo) non ci penso nemmeno, per i miei figli e per i miei genitori; per i miei genitori, ormai sopra la settantina perchè 5 giorni alla settimana per un’estate o quasi con i miei figli significherebbe un massacro psico-fisico notevole, per i miei figli significherebbe guardare la tv già alle 8.30 di mattina nonchè prolungata presenza sui tablet ed affini e significherebbe essere serviti, riveriti ed ingozzati; a ‘sto punto mille volte meglio un centro estivo, che ai bambini non dispiace affatto visto che fra marzo ed aprile da parte loro ci arrivano 800 richieste sul centro estivo da fare (tennis, pallavolo, fattoria biologica, al mare con l’amichetta o l’amichetto, musica, e chi più ne ha più ne metta) dove un minimo devono arrangiarsi da soli e dove sono uno fra tanti e non il principino o la principessina da servire e riverire; sul fatto che i bambini di oggi abbiano più pressioni mi pare un’enorme cavolata; proprio perchè i genitori sono mediamente meno presenti di una volta quando sono con i figli sono mediamente più portati ad assecondarli ed accontentarli; da parte dell’istituto scolastico poi si tende a non stressare troppo il povero fanciullo, non sia mai che si deprima o che si faccia male che poi i genitori facciano causa all’istituto (in alcune superiori siamo ai deliri che un ragazzino non può uscire da scuola al di fuori del normale orario se un genitore non lo va a prendere).

    Per concludere da figlio unico discretamente scoglionato in estate che a casa si inventava giochi da solo avrei pagato per fare i centri estivi che fanno i miei figli.

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    1. D

      DUEMILA EURO?!
      Ma c’è Reese Whiterspoon a fargli da baby sitter come nei film ammeregani?!

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      1. K

        No, a lei do altri 2000 euro perchè faccia da badante a me. Più altri 100 euro a Frau Blucher che faccia da badante a Gobbo nella casa di riposo in Romagna.

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  16. U

    Rispetto a krug e MV sono un privilegiato ma in effetti i centri estivi sono la salvezza (tralasciando i costi ovviamente..ed anche qua sono un privilegiato)

    Siamo riusciti comunque a destreggiarci e limiteremo le settimane di centro estivo a 3,ma se non ci fossero saremmo nella merda

    Centri estivi che mi sembrano,almeno nel mio caso, un’ottima soluzione : tutto il giorno alla canottieri,può provare vari sport,aria aperta e piscina
    Il tutto sotto il controllo di alcuni ragazzi che più che altro stanno attenti che non si ammazzino

    C’è di peggio nella vita insomma

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    1. M

      Basta che i tuoi figli siano alla canottieri giuasta perchè non li voglio tra i piedi questo weekend.. 😉

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  17. U

    merdmann
    🙂
    aahahah mi raccomando. voi plebei non mischiatevi coi nobili eh

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    1. M

      Non c’è pericolo di mischiarsi, hanno le guardie armate sul confine delle sdraio “che contano”

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  18. La domanda va oltre la necessità degli adulti, è chiaro che se nessuno può dare un’occhiata ai bambini o contare su un giro di amici (io sono accompagnatore seriale ad allenamenti e scuole calcio), il tempo pieno a scuola e il campo estivo sono soluzioni da benedire. Nella prospettiva del bambino, però, da grande ricorderà con maggiore piacere le ‘cose’ che faceva da piccolo o il tempo sospeso dell’estate, quello pieno di possibilità? Senza contare l’aspetto formativo del gestirsi un po’ del suo tempo, invece di essere irregimentato. In concreto, senza grandi discorsi, io i bambini di oggi li vedo molto stanchi: imparano e sanno più cose dei bambini di ieri (anche se parità di età leggono e parlano peggio), ma sono al limite

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  19. L

    Krug io pago novanta a settimana più i pasti. Li mandi al royal tennis club coi figli di Roger? 😜

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    1. M

      Stefano però di che fascia di età parliamo? Perché a 6 anni è un conto, a 9 un altro e a 12 un altro ancora…

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      1. Scuola primaria, fino a 11 anni. Della fascia di età 11-14 non parlo, credo che non dovrebbe nemmeno esistere da tanto che si sta male (e si fa star male)

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    2. K

      Circolo canottieri 185
      Tennis 180
      Fattoria biologica 180
      Centro estivo natura 140
      Centro estivo marino 140
      Camp pallavolo 130
      Centro estivo in lingua slovena 120

      Ora la mia gentil signora non si è propriamente posta l’obiettivo di risparmiare però non è che altri centri estivi siano tanto più a buon mercato.

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  20. L

    Direttore il punto non credo sia soltanto la disponibilità dei nonni, ma appunto l’età media e l’ambiente intorno. Stessa casa dei nonni dove ormai si sono spostati i miei. Noi stavamo nello stradello a giocare con il pallone e a fare spade con le bobine, c’erano tra cugini e vicini di casa sempre almeno quattro o cinque bimbi.
    Quando va la mia ora deve stare giù col monopattino da sola o con mia madre che la guarda. Raramente si aggrega qualche bimbo. Ogni tanto c’è la vicina che ha cinque anni più di lei. Stop.
    L’alternativa è appunto portarli al parco/giardini come diceva MV.

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  21. K

    Non so Stefano, probabilmente sbagliando la mia scuola ideale inizia alle 8.00 e finisce alle 16.30, senza compiti a casa e con attività ludico-motoria a scuola; una volta finita il bambino ha ampiamente il tempo di rompersi le scatole e gestirsi il proprio tempo; non sono favorevole ai nonni-genitori (un nonno deve fare il nonno, ovvero anche viziare il proprio nipote, ma non può fare il genitore, non ne ha probabilmente le forze e nemmeno la voglia), sarà una mia deformazione ma tutti i bambini che passano molto tempo con i nonni mi sembrano meno svegli ed indipendenti.

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  22. M

    Concordo con Krug.
    I bimbi che non stanno con gli altri bimbi sono mediamente meno svegli (parlo di fascia d’età sui 5 anni)
    Il mio l’anno scorso si è comunque fatto 3 settimane in montagna coi miei (noi salivamo il we) in un posto dove c’è un bel cortile e altri bimbi per giocare.
    Si è divertito tantissimo ma ha preso quasi 3 chili (il nonno mi da la Coca Cola a tavola sempre!!! 😂😂)
    Comunque quest’anno lo rimandiamo ancora, magari dopo la cazziata che ho fatto ai miei ne prenderà solo 2 e mezzo!

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  23. N

    Quoto Transumante al 100%
    Il sistema anglosassone è massacrante e i genitori si danno battaglia fin dai primi anni delle elementari. Il tuo futuro viene deciso già a 7, 8 anni visto che i bambini vengono inseriti in gruppi diversi (all’interno delle stesse classi) con programmi e aspettative diverse. L’obiettivo è spingere un 20-30% degli studenti all’eccellenza e agli altri fornire il minimo indispensabile per rimanere nella media.

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  24. D

    Krug, non ho capito, hai 7 figli o fanno tutte quelle cose contemporaneamente?!

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    1. K

      2 figli, 11 settimane estive, fai tu…

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  25. C

    Nessun altro argomento più di questo si presta meglio al concetto in medio stat virtus…e spesso è un concetto che costa caro, sia in termini economici che di gestione.

    I centri estivi vanno bene, ma forse è bene evitarli di tenerceli due mesi e mezzo o addirittura tre, sennò te li ritrovi scoppiati, di testa e di gambe.
    Le ore più o meno vuote passate da soli o con un altro amichetto vanno bene perchè stimolano a fare giochi più “creativi”, ma alla lunga gli stimoli più strutturati dello sport o delle esperienza in comunità hanno comunque benefici superiori.
    Dei nonni non si può fare a meno, ma vanno dosati opportunamente anche loro, per il bene dei bambini e dei nonni stessi. Una settimana o due in vacanza con loro vanno benissimo, il parcheggio costante estivo (o addirittura quattro stagioni) è deleterio.

    Alla fine più di tutto vale sempre l’attenta osservazione dei propri figli…che ovviamente non significa montare la guardia, anzi…

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  26. F

    parliamo della fascia 5-10 anni..

    la noia…… cribbio, la noia deve essere parte integrante di ogni estate….. il tempo che si allunga a dismisura in queste calde giornate…
    è l’irrinunciabile noia che aiuta la creatività, a stare bene con se stessi ed a immunizzarci contro la stessa in età adulta….

    queste sono le basi pero’ eh….

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