La strada di Messina

Oscar Eleni alla ricerca della vespa samurai che distrugge cavallette e cimici. Il basket, questo nostro orticello, ne avrebbe bisogno adesso che la federazione se la prende con la Virtus per il matrimonio morganatico con l’ULEB tradendo la FIBA: chi tradisce cosa? Oggi che dobbiamo valutare gara uno scudetto in quella sauna del Taliercio…

Con i poveri arbitri prigionieri di piccoli monitor anche se sul campo RAI ed Eurosport hanno di tutto e di più per aiutarli. In questo momento speciale dove ti senti tirare le orecchie dal professor Carlà perché nella festa Under di Milano, dentro l’arca del basket, ci hanno detto che Cosimo Costi, uno dei premiati, campione per Tonolli  e l’Honey Sport City di Roma, è senese. Falso. Nato nelle parrocchie del basket fiorentino che per fortuna resiste a tutto, anche se i semi di due finali della Coppa Italia non germogliano fra gli imprenditori locali.

Vespa samurai per trovare il ragno che si è inventato questo filo invisibile dove si sono aggrappati un po’ tutti: i Golden State Warriors anche riperdendo Durant, l’Armani anche dovendo pagare Pianigiani per  stare in contrada adesso che Messina ha camminato sulle stesse strade eleganti del Conte che all’Inter stava esautorando un altro dei grandi toscani, la Dinamo Sassari che non ha saputo cambiare abito quando doveva, trasformandosi da Peter Pan in chi deve andare a caccia con i lupi.

Come promesso vengo a disturbare le signorie vostre dopo gara uno per lo scudetto nei nostri sottoscala chiamati palazzi dello sport, d’altronde ci sono anche molti giornali che lo sport lo hanno davvero tradito ma continuano a  sbandierarlo nelle loro testate. Prima però lasciateci respirare il mugolio di una notizia che commuove: sabato a Milano, al Bootleg di via Salutati, il magnifico Charlie Yelverton, ribelle vero, cacciato dagli USA, suonerà il sax, come nei viaggi della vera Ignis, tollerato anche da chi voleva soltanto dormire perché quella era squadra, per Chuck Jura che torna in città  dagli amici dell’Altra Milano che lo consideravano giustamente il loro idolo contro lo strapotere dell’Olimpia di Bogos e Rubini.

Dalle 19 tutti insieme, meditando anche  su questo possibile ingaggio di Messina da parte di re Giorgio. Sarebbe la seconda volta che Bologna presterebbe una delle sue eccellenze, be’ sì, siciliano, be’ sì, cresciuto col Paron Zorzi a Venezia e Mestre, ma il suo vero regno fu la Virtus prima del CSKA, prima di  San Antonio, anche prima delle esperienze agrodolci con la Nazionale. In passato fu Porelli che, pur amando battere Bogoncelli a bridge in trasferta nella sua villa di Rapallo, dopo lo scudetto petersoniano decise che senza Milano al vertice il basket sarebbe stato poca cosa. Abbracci e baci con l’uomo di Evanston e biglietto per andare a Parigi a discutere il nuovo contratto. Un po’ come Messina oggi visto in Montenapoleone con il suo agente Crespo. Impossibile nascondersi, anche se questo non vuol dire che accetterà, ma di sicuro ci dice che Pianigiani non è più  protetto come ai tempi in cui le mosche cocchiere lo trattavano da sommo merliniano.

Andiamo alla finale, contrastando con i voti del Tosi benedetto che ha lavorato così bene col diretur per  portare Yelverton e il suo sax alla festa di Jura. Partita da fremebondi. Inizio con palla di lardo sbattuta da ogni parte meno che nel canestro. Caldo, tensioni scudetto, solito vergognoso ghetto per tifosi ospiti, cara Lega che vergogna. Sassari aveva in mano Venezia, sul più 13 si è mangiata goffamente due canestri da sotto, Cooley, Pierre. Bravo De Raffaele a cercare la vera anima di questa sua squadra vagotonica, puntando sulla difesa mentre il Poz non capiva che era ora di cambiare abito nell’arena. Quando Cerella e la difesa orogranata hanno fatto traballare i ponti di collegamento della brigata Sardara si doveva usare il machete e non il fioretto. Sostanza, non ricerche personali come quelle di Thomas e del Pierre, fantastico con Brindisi e Milano, così spento al Taliercio, per non parlare di Cooley. Erosione delle certezze, nessun coniglio tirato fuori dal cilindro dei tre italiani che hanno giocato come sanno, senza infamia, ma anche senza lode.

Pure Venezia aveva i suoi guai, ma, all’improvviso dopo Tonut, dopo Watt, ecco rinascere Haynes stuzzicato forse dai paragoni con l’ex McGee che vinse il titolo con Deraf. Vidmar e la sua fronte sanguinante al fronte, il colpo dell’espada di Stone a zero in attacco fino a quell’attimo fuggente, lo stesso che ha ispirato Daye per il tiro da 3 a fine terzo quarto, il medesimo non compreso dal Poz quando si è preso un tecnico mentre gli sbattevano Spissu fuori dalle righe. Attimi. Potrebbero aver deciso una storia scudetto, anche se l’idea è che si possa arrivare alla settima. Giusto che il Poz difenda la Sassari arrivata a più 13, giusto che De Raffaele guardi dentro il regalo per vedere se ci sono troppe vespe samurai.

Le pagelle in disaccordo:

VENEZIA: Haynes 6,5, Bramos 6, Mazzola 6, Watt 6,5, Daye 5,5, De Nicolao 5,5, Tonut 6, Cerella 7.

SASSARI: McGee 6,5, Smith 4, Carter 6, Pierre 4,5, Thomas 4, Cooley 5,5, Spissu 5,5, Gentile 6, Polonara 6.

Tanta differenza per una partita finita con 2 punti di scarto? Be’, a parte la micragna delle due sui tiri liberi,  non puoi trattare bene chi ha sporcato un bel tema da più 13, chi ha  dato davvero un calcio al secchio.

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29 commenti

  1. M

    Vista l’ufficialità mandate in zona Mestre del Maloox e degli epatoprotettori al grande cantore del Messia che credendosi sempre il più furbo di tutti ha fatto per giorni da eco agli ultimi sconclusionati rantolii dell’Ancien Regime e dei suoi accoliti…

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  2. t

    Si chiude (finalmente), con l’addio di P&P, una delle pagine più tristi della storia dell’Olimpia.
    Speriamo sia davvero un nuovo inizio.

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  3. U

    Posso dire che il doppio ruolo allenatore-dirigente sarebbe una puttanata?

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    1. t

      é anche la mia perplessitá.
      Immagino che per accettare la nostra proposta (é evidente che Milano sia un ripiego) abbia voluto ampie deleghe (nessuno sopra di lui, insomma).
      Un ruolo alla Sir Alex Ferguson piú o meno.
      Anche io a questo punto mi aspetto uno staff “pesante” con gente che alleni per davvero sul campo.
      Se non altro si comincia a vedere un organigramma fatto da persone che vengono dalla pallacanestro, é giá un discreto upgrade.
      Per completare la “derattizzazione” io manderei via pure Danesi (magari con Cozzolin al suo posto), l’innominabile, Limardi. Breveglieri, l’hipster Cancellieri e il lupo sbagliato dovrebbero essere giá ai saluti, per fortuna.

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  4. R

    Doppio ruolo, quindi si presume che verrà ingaggiato un vice “pesante” con esperienze significative da head coach. Vitucci ? Gherardini nisba ovviamente, quella sarebbe stata la vera svolta.

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  5. U

    Meno Uno fai qualcosa perchè non ti si può vedere in ste condizioni eh

    la prossima volta dico che lo scudetto di milano sarebbe un lustro e morta li

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  6. R

    Ha vinto la banda insomma, non quella raccogliticcia di Indiscreto. Chissà come la prenderà il menzionatissimo.

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    1. D

      Raccogliticcia tua sorella: facciamo opinione, determiniamo l’esito di elezioni internazionali, soffochiamo l’effluvio democratico degli intellettualoidi expat e adesso abbiamo pure killerato l’uomo che non perde (quasi)mai i playoff scudetto…

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  7. R

    Peraltro Messina aveva lasciato l’Italia dicendosi disgustato della maleducazione crescente che imperversava nei palazzetti nostrani. Aspetto che tirò in ballo anche quando si parlò di un ritorno alle nostre latitudini (sempre a Milano). Non mi risulta che nel frattempo le cose siano cambiate in meglio.

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  8. U

    Matrix

    “Immagino che per accettare la nostra proposta (é evidente che Milano sia un ripiego) abbia voluto ampie deleghe (nessuno sopra di lui, insomma).”

    Ho usato il condizionale perchè appunto si tratta di vedere in realtà qual è l’accordo.
    Per me la parte dirigenziale non deve mischiarsi con la parte tecnica. e la parte dirigenziale deve stare sopra la parte tecnica.

    Poi ovvio che Messina debba avere potere illimitato sulla parte tecnica. Però deve fare l’allenatore (come ad esempio Obradovic fa al fener) e non il dirigente ecco.

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  9. R

    @Matrix, @Aldo

    1) Parlare di Messina presidente, vorrebbe dire affidargli la totale gestione del budget stanziato da Armani Holding. Un po’ difficile da credere…
    2) Chi avrebbe potere di firma? Non Messina, anche se la sua laurea in Economia aiuta.
    3) Forse più probabile un AD scelto in via Bergognone (con la fiducia imprenditoriale di GA, quella che da marzo Proli non aveva più, e Messina a capo delle basketball operations, senza intrusioni.
    4) Un capo scout/DS (poteva essere Crippa, magari Coldebella torna in auge) operativo sul mercato farebbe il lavoro preparatorio.
    5) Mi intriga molto capire chi sceglierà da assistente: Dalmonte? Banchi che da assistente sarebbe notevole? Crespi?
    Cancellieri verso Ravenna è un bel segnale; il massimo se se ne andasse anche Danesi.
    6) Perché Messina ha detto sì? Viene in una società che avrà mille difetti ma è sempre stata solvibile e non presenta dubbi all’orizzonte. Gli viene garantito un triennale (con estensione di 2 possibile) e praticamente pieni poteri in palestra; può giocare l’Eurolega, il massimo torneo fuori dall’NBA. I colloqui fatti da Head in NBA non hanno sortito esito e, a 60 anni, il rifiuto di Cleveland, visto chi hanno preso, genera molti dubbi sulle sue possibilità. Pop ha rifirmato per tre anni (e magari la storia di Becky Hammon è molto più che una boutade). Aveva davanti la migliore alternativa (e magari anche la famiglia si è stufata del Texas): decisione condivisibile visto quello che sappiamo noi. Non male come alternativa professionale.

    Fronte giocatori.

    1) MJ da 2 senza la palla in mano sarebbe interessante. E vediamo se fa il fenomeno anche con uno con la personalità e il VISSUTO del vice di Popovich
    2) ADV (che francamente io manderei tranquillamente in Germania) potrebbe ripensarci. E poi c’è la questione panda. Cerella back? A me piace Tonut non fosse altro per come va dentro.
    3) Bertans qui subito. E prelazione anche per suo fratello che sarebbe il vero 4 perfetto (dopo Melli). Io guarderei anche al figlio di Sikma…
    4) Mail a Kalnietis avvisandolo che Pianigiani è fuori: se lo merita dopo tutto quello che gli ha fatto!
    5) Kuz in una squadra che corre come lo vedreste? Se non riuscote a immaginarlo date un’occhiata alla Lituania ai mondiali.
    6) Un bel 4 grosso e dinamico e un play con fosforo e culo basso per Jerrells
    7) Solo gente alla quale si insegna a difendere e dalla quale si pretende culo basso, taglia fuori e rimbalzi. Praticamente il contrario di quanto fatto con Pianigiani. Una squadra per l’Eurolega e una per arrivare ai playoff in Italia, con rotazioni per giocare al massimo 60 partite. Da aprile si fa sul serio.

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    1. D

      Io rivorrei Melli, Cerella e Kruno, se po’ fa?!
      A parte le battute, massimo rispetto per Messina ma mi dà la sensazione di un colpo da Armani recente: il nome figurina per fare il cazzo duro (i motivi per cui Messin potrebbe fallire li ha scritti lui stesso nel suo libro…) e non figlio di un progetto (come sarebbe stato un Blatt o un Trinchieri).
      Non è tanto il nome in sè che contesto (anche se secondo me nel basket europeo torna un po’ a fare il Bufalo Bill…) quanto la filosofia da cui scaturisce.
      Sicuri che Proli se ne sia andato?!

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  10. R

    @Dane

    Sicuri che Proli se ne sia andato?!

    Sì!

    Sicuri che la mentalità di Proli se ne sia andata?

    NO! Ci vuole tempo. Ma l’ego di Proli non avrebbe mai scelto Messina (o viceversa). La fortuna per l’Olimpia è stato che Proli sia uscito da via Bergognone. Il resto è stata la logica conseguenza.

    Per il resto sono completamente d’accordo a metà con te (cit.) Vediamo come evolve. E ricordiamoci sempre che veniamo da 2 anni di Mazzarri.

    Per i 4 ex, sfondi un portone spalancato con il telepass disabilitato. Ma Kruno schiena irrecuperabile (finale Eurolega!); Cerella non serve (anche a Venezia pensavano di usarlo solo per conoscere Belen; visto ieri sera…); Melli segato dall’ex assistente senese ma scazzo perché si era stufato di farsi venire la piaga da decubito in angolo ad aspettare uno scarico (più o meno come la finale di EL dell’anno scorso). Trinchieri poco appeal in blazer blu. Anche se si racconta che il famoso “o io o lui” non lo avesse detto Proli.

    Poi ci sarebbero, MacVan, Kalnietis, Bertans, Abass, Pascolo (vabbé l’infortunio), Hackett (vabbé corso Como), Della Valle, Fontecchio…

    P.S. Silenzio assordante a Mestre!

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    1. D

      Avevo premesso che le mie erano battute, dopodiché preciso per l’ennesima volta che non avendo la vostra competenza non mi addentro in questioni troppo tecniche (poi ad evidenziare i limiti di Pianigiani o gli errori strategici di Proli ci arrivò anch’io, grazie al piffero…) ma ne faccio quasi sempre una questione sentimentale (vi ricordo che sono pur sempre quello per cui Ewing sarà sempre più grande di Olajuwon, nitrito di cavalli!).
      Ecco, sulla questione Messina visto che anche qualcun altro ha ricordato le sue ultime esperienze europee andate così così mi permetto di fare un discorso non dico tecnico ma quantomeno strategico perché i rischi all’orizzonte li ha scritti lo stesso Messina nel suo libro.
      Indi per cui gli dò il benvenuto ma tocco ferro (non Tiziano…).

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  11. M

    Cerella a Milano andrebbe recuperato ogni mattina cercandolo in qualche locale.

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    1. D

      Posso occuparmene direttamente io, già fatto in passato con qualche calciatore (aaahhh i caloriferi troppi caldi…).

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  12. r

    anch’io qualche perplessità ce l’ho, pur non discutendolo ovviamente da un punto di vista tecnico.
    Viene da anni passati a fare un altro mestiere (il vice è un vice) in un altro mondo mentre in Europa molto cambiava (la nuova Eurolega c’entra poco con quella del passato). Tra l’altro le sue ultime esperienze di qua dall’oceano non furono nemmeno esaltanti.
    Come detto da tutti, il timore è che per lui sia un ripiego per uscire dal cul de sac in cui si era infilato.

    All’Olimpia c’è sempre questa cosa di volersi legare mani e piedi a grandi avversari del passato per rilanciarsi…una specie di complesso…. e poi va capito bene che poteri avrà in concreto, al di là delle definizioni tecnico-dirigenziali.

    Il lato sicuramente positivo è che se Armani vuole un nome come Messina significa che ha ancora voglia di spendere grosse cifre.

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  13. r

    l’Olimpia conferma ufficialmente Messina come President of basketball operations e capo allenatore (ci siamo trasferiti in Nba e non me ne ero accorto..)

    Dell’Orco Presidente del club

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  14. t

    Credo che il ruolo sia capo dell’area tecnica (head of basketball operations come dicono in NBA).
    A questo punto della carriera me lo vedo più dietro una scrivania che non a disegnare schemi sulla lavagna.
    Oltretutto come dice Ricca le sue ultime esperienze da head coach non sono state esaltanti (Real, Cska, nazionale).
    Come dice Dane un Blatt, uno Jasi, un Trinchieri sarebbero stati un taglio più netto col passato.
    Ora non credo ci sia spazio per un dirigente alla Gherardini.
    Imho si andrà con uno scout e dei vice di livello.
    E pare ci sarà azzeramento dell’attuale area medica/preparatori.
    Sono moderatamente ottimista.

    Edit: vedo che Ricca mi ha preceduto 😀

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  15. R

    @Dane

    Proprio sicuro di non saperne di basket almeno la metà di quanto ne sai di “pedivella” ?

    Lo so che erano battute: non farmi passare per quello che si offende sempre e per tutto! Quando Gobbo mi ha detto che scrivo cazzate, mi sono limitato ad alzare un sopracciglio alla Ancellotti 🙂

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    1. D

      Diciamo un quarto, va’! 😝
      Sulla Dea Pedivellea ho scritto libri, sul baloncesto non so se mi azzarderei a scrivere un articolo per Indy. Ed eventualmente solo dal punto di vista sentimentale (Premier, McAdoo, Spud Webb, Wilkins, Jordan, Petrovic, Ewing, Iverson, quelle robe lì, insomma…).

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  16. t

    https://twitter.com/AlessandroMagg4/status/1138503379834068992

    repulisti in corso.

    Speriamo caccino anche l’odioso Cristicchi

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  17. t

    qualcuno non l’ha presa benissimo:

    http://www.claudiopea.it/casarin-fedelissimo-a-brugnaro-ha-detto-no-ad-armani/

    ma come si fa a sostenere, ancora oggi, che é stato offerto il rinnovo a Pianigiani?

    parole al miele per Messina (…)

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    1. D

      “Ho sbaglbgbmn…..” (cit.)

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  18. R

    Dopo il commento sprezzante di stamane sull’autoretrocessione pure per Milano, Dane ha fatto il salto della quaglia una volta saputo che l’agente del neo coach meneghino si chiama Crespo. A parte le battute.

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    1. D

      Ah ah ah!!!

      No, nessun salto della quaglia, restano tutte le mie perplessità… 😝

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  19. t

    messina come allenatore da campo sembra un po’ bollito, forse per questo gli hanno preferito cani e porci come head coach nba, con autentici attrezzi in giro tipo brett brown, donovan, luke walton, ecc.

    il massimo sarebbe obradovic ad allenare harden, westbrook, ecc… le comiche.

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  20. U

    Ma quando ci sara Virtus-Olimpia gli canteranno il coro della Fossa “e dai Messina piangi un po’?”

    🙂

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  21. R

    Il paonazzo in enbiei o si snatura diventando emaciato ed esangue come un moribondo, o fa la fine di Carlesimo.

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