Torna il Palalido, torna la boxe

Il Palalido torna a Milano, dopo nove anni assurdi in cui i lavori sono stati in certi casi condotti da aziende sull’orlo del fallimento, con Armani giustamente scappato mentre il Comune di Pisapia e Sala era spettatore pagante. Palalido uguale sport ma soprattutto boxe: per questo alla riunione del prossimo 28 giugno non bisogna mancare.

La serata organizzata da Opi Since 82, la società della famiglia Cherchi, da Matchroom Boxing Italy, cioè Eddie Hearn, e DAZN sarà imperniata su un doppio clou. Il campione internazionale dei pesi supermedi IBF Daniele Scardina (16-0 il suo record, con 14 KO) con 14 vittorie per KO) difenderà il titolo contro Alessandro Goddi (35-4 e un pari).

Il secondo grande match avrà come protagonista il campione d’Europa dei pesi leggeri, l’italo-belga Francesco Patera (21-3), che affronterà per la difesa del titolo il nord-irlandese Paul Hyland Jr. (20-1). Sul ring anche Dario Morello, che affronterà il belga Steve Jamoye per il vacante titolo dei pesi welter Global WBO. Sicura anche la presenza di Maxim Prodan, ucraino molto amato a Milano

Ma al di là dei nomi e del caos di sigle che disorienta anche chi come noi è fedele spettatore della boxe (impossibile spiegare a una persona normale il senso dei vari mondialini, anche perché l’unico senso è inflazionare le cinture), il protagonista della serata sarà il Palalido, ribattezzato Palalido-Allianz Cloud. La cui capienza sarà di 5.300 persone, circa 1.500 più delle ultime versioni del vecchio impianto. Con tutto il bene che vogliamo alla boxe, riempirlo come ai vecchi tempi sarà difficile ed è per questo che all’inizio, prudentemente, verranno messi in vendita soltanto i biglietti per l’anello inferiore. La riunione sarà ovviamente trasmessa da DAZN, televisione ormai imprescindibile per chi ama football americano, baseball e appunto boxe, anche senza fare i soliti discorsi sui diritti del calcio.

Premiato quindi il lavoro dei Cherchi, che hanno riacceso la fiammella della boxe a Milano con le riunioni nello storico ma piccolissimo Principe di viale Bligny, che sono entrati nel giro del più grande organizzatore del mondo. Eddie Hearn era presente ieri alla presentazione al Duomo 21, fra l’altro uno dei nostri posti da aperitivo (curiosità: sono gli stessi locali in cui Mussolini aveva i suoi uffici milanesi ed infatti qualche scritta motivazionale, come ‘Non vi è che una strada, quella del combattimento e dell’onore’, sulle pareti si nota ancora), ma ovviamente non ha promesso di portare qui Joshua fra due mesi. Di sicuro se investe in Italia, anche come semplice tempo, è perché ha qualche idea.

Il problema non è tanto la mancanza di buoni pugili italiani, quanto la mancanza di personaggi. E la boxe ha bisogno di personaggi più di tutti gli altri sport. Uno dei pochi con il nostro passaporto è Daniele Scardina, il ragazzo di Rozzano che da qualche anno si allena a Miami Beach, nella celeberrima 5th Street Gym, e che il suo titolo lo ha conquistato lo scorso 8 marzo proprio a Milano, al Superstudio Più.

Questo il presente, ma per noi il Palalido è soprattutto passato e non solo per quanto riguarda la boxe. Rimanendo nella nobile arte, ci abbiamo visto con nostro padre pugili italiani del valore di Rocky Mattioli, Jacopucci, Minchillo (nostro idolo), Valsecchi, Damiani, Zurlo, Zanon, Cané, Puddu, Righetti, Cantatore e mille altri, anche se il match che più ci ha emozionato è stato Parisi-Fuentes del 1996. Uno sport vero che torna in un posto vero, sia pure in versione moderna perché la vita va avanti.

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3 commenti

  1. b

    Bene, benissimo anzi.
    Siamo al fondo o quasi, qualsiasi iniziativa che non sia solo una baracconata per scroccare soldi alla federazione (o una baracconata della stessa) è benvenuta

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    1. D

      Esiste ancora una federazione?!

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  2. A

    >>> Parisi-Fuentes del 1996

    mi ricordo di averlo (intra)visto sull’allora Tele+, quando pur col segnale criptato si capiva quel che succedeva!

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