Eurovision Song Contest 2019, Mahmood chiama l’Europa

È iniziata da qualche giorno l’avventura di Mahmood all’Eurovision Song Contest, che quest’anno si tiene a Tel Aviv, in Israele (stasera la prima semifinale, giovedì la seconda, sabato la grand final). In gara con una versione leggermente più breve di Soldi, il brano con cui ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo, il nostro rappresentante è ben posizionato dai bookmaker anche se non come solo qualche settimana fa.

Dopo le prime prove, e mentre scriviamo, viene superato da una pattuglia di contestant, in primis dall’Olanda (favoritissima, dopo essere andata vicinissima alla vittoria già nel 2014) con una ballata intitolata Arcade e portata sul palco da Duncan Laurence. Niente di straordinario, vocalità negli standard odierni (una via di mezzo tra Marco Mengoni e Ed Sheeran), nessun sussulto particolare ma la chiara volontà di star fuori dalle logiche più scenografiche della manifestazione.

Immancabile tra i favoriti anche la Svezia, la nazione che probabilmente ‘sente’ di più l’ESC come evento fondamentale della propria annata. E che questa volta si presenta con un brano ritmato, da ballare ma senza particolari guizzi di genio. Too Late For Love di John Lundvi è ben costruito e cantato ma non stupisce, pure nella sua consueta perfezione. E buone sensazioni raccoglie alla vigilia la Russia, anche lei in quota ballad con Sergey Lazarev (già terzo nel 2016) e l’epica Scream. Forte del probabile supporto del blocco dell’Est avrà forse parecchi voti ma anche nel suo caso non ci trasmette neppure lui granché.

Sorprese potrebbero arrivare poi dalla Francia, con la enfatica Roi del diciannovenne platinato Bilal Hassani, e da Malta, che nemmeno quando aveva insieme al Regno Unito la marcia in più dell’inglese è mai riuscita a vincere. E che cerca di uscire più internazionale con Chameleon di Michela, tutto però di nuovo troppo mainstream e scontato. Mai come quest’anno, insomma, è difficile fare un vero pronostico non scorgendo almeno tra le favorite una vera canzone capace di emergere dal gruppone, con il problema che in gran parte tutto sembra già sentito e pericolosamente privo di personalità. Al di là di act fuori dagli schemi tradizionali come quello islandese, le scenografie ardite come quella australiana, o performance teatrali come la proposta portoghese. Opinioni comunque da verificare con le prime esibizioni ufficiali.

In tutto questo Soldi di Mahmood era piaciuta subito nella sua versione in studio, ed è certamente una canzone diversa nel suo incedere, senza tuttavia una vera esca ‘catchy’. Tutto dipenderà dallo staging finale, già molto migliorato (si racconta) nella seconda prova, con i tre ballerini che lo accompagnano e le animazioni a schermo, e soprattutto dalle scelte delle giurie che come accaduto anche a Sanremo (in effetti a suo favore quest’anno, con la ben nota coda di polemiche) sono capaci in Europa di ribaltare le decisioni del televoto (vedi cosa successo ai ragazzi de Il Volo nel 2015, che avevano sostanzialmente trionfato per poi finire terzi). Ad ogni modo meglio non vincere che snaturare il senso della canzone, con sorrisetti e ammiccamenti da circo. Quindi avanti così.

L’Eurovision Song Contest si conferma in definitiva un puzzle difficile da comporre. Contano tanti fattori oltre alle canzoni, comprese le vicinanze geografiche, le simpatie tra popoli, le diverse diaspore, la capacità di comunicare un effettivo desiderio di trionfare, e la convinzione del progetto portato. Tutto legato poi alla professionalità della presentazione generale, essendo uno spettacolo preciso come un orologio. Ultima nota: dovendo scegliere, a noi piacerebbe una buona posizione per la canzone di San Marino, portata dal turco Serhat. Say na na na… poche speranze di farcela, ma allegra e spensierata il giusto per non cadere nella depressione del quotidiano.

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32 commenti

  1. Il mio voto va all’albanese Jonida Maliqi, una dei pochi a cantare nella propria lingua… poi Tani ci deve però dire il significato della canzone, magari è sul confronto Allegri-Sarri… A me comunque anche la canzone russa piace molto, enfatica il giusto. Mahmood bel personaggio, ma l’Italia non vorrebbe vincere la competizione nemmeno se in gara avesse Enrico Caruso su musica di Puccini… Vogliamo organizzare le Olimpiadi ma siamo destabilizzati dall’Eurovision… come al solito tre quarti delle canzoni in inglese, la sensazione di uniformità deriva anche da questo… Ipnotica Fire of love di Tulia, da ascoltare anche in polacco…

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  2. j

    Ma a f!#@ come siamo messi…? Leggo di russia svezia e olanda con cantanti maschi……

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  3. L

    una via di mezzo tra Marco Mengoni e Ed Sheeran

    🤣🤣🤣

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  4. E

    vince ovviamente Bilal Hassani, e vincerebbe anche se cantasse “la società dei magnaccioni”

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  5. B

    può essere che la lobby radical chic pro immigrazione allunghi le sue zampe anche sulla giuria dell’eurovision, anzi essendo una competizione europea lo farà di sicuro: Mahmood vincerà a mani basse, a punteggio pieno!

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    1. D

      Beh, Accoglioni & Euroinomani hanno già fatto vincere la Donna Barbuta, che sarà mai far vincere Caravan Petrol?!…

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      1. B

        hai ragione,l’avevo rimosso. però li era la lobby lgbt che non necessariamente coincide con l’altra. i radical chic sono il sottoinsieme condiviso in effetti.

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    2. m

      La lobby radical chic pro immigrazione ha già spinto scandalosamente in avanti Sehrat, turco in quota San Marino, dopo una performance che invocava la vendetta di Calliope; altro che incertezze vocali … un fallimento che a questi livelli è spiegabile solo se fosse mancato il ritorno in cuffia. Ecco, penso che sia questo: probabilmente si sono accorti della loro magagna tecnica (a un certo punto è mancato anche il microfono di una corista) e han deciso di mandarlo avanti per dargli una seconda possibilità, visto che il motivetto, versione in studio, è anche orecchiabile.
      Do ragione a El Carbayon: la lobby radical chic pro immigrazione spingerà molto il Conchiglietto Salciccia francese, che con la ballerina sovrappeso ha incastrato il pezzo che mancava per realizzare l’equilibrio perfetto tra canzone normale, messaggione midcult e trans-gressione.
      Macron non vede l’ora.

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  6. A

    San Marino in finale nonostante le incertezze vocali. Canzone che in versione studio potrebbe girare parecchio se spinto bene. Australia molto scenografica con la cantante che svolazza su una pertica… ma il brano è poca cosa. Contento per la Slovenia, un possibile dark horse?

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    1. Mi spiace per la Polonia, ma il turco-sanmarinese mi ha preso molto anche se ha meno voce di Viola Valentino… Tutto l’Eurovision però scompare di fronte a Bar Refaeli che presenta…

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      1. D

        Bar Rafaeli all’Eurovision è come Dio che si presenta ad un convegno di terrapiattisti.
        Tra l’altro permette di tenere un minimo di media di figa, quest’anno terribilmente bassa anche per colpa degli scandinavi che ci hanno vergognosamente tradito presentando degli uomini.
        Peggio del biscotto Svezia-Danimarca…

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        1. N

          Chissà se riusciamo a contestare anche Bar Rafaeli su Indiscreto. Scommetto che qualcuno sarebbe capace di dire che non difende bene 😛

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          1. A

            Più che altro incomprensibile la scelta di avere quattro presentatori. Bastava lei.

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  7. A

    Il francese è abbastanza inascoltabile e l’esibizione furba e mirata. Mahmood rispetto ad altri in gara appare come un gigante, artisticamente parlando. Pezzo moderno, ben cantato, senza ammiccamenti vari. Sui media dedicati stanno tirando la volata all’Olanda, ma è ancora presto per dire chi vincerà. Dubito la Svezia e la Russia, tutto dipende non tanto dal televoto ma da come saranno orientate le giurie…

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  8. A

    Dane tu che ti intendi di vari generi musicali cosa mi dici della proposta islandese?

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    1. D

      Ma chi, i troll che hanno salutato il pubblico di casa con la bandiera palestinese?!

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  9. A

    Incredibili domande a Mahmood all’Eurovision. Il ragazzo pare intelligente e ben centrato. Tra l’altro alla domanda se fa il Ramadan risponde tranquillamente di essere cristiano…

    https://video.corriere.it/eurovision-ghetto-ramadan-domande-imbarazzanti-mahmood/15b8c854-77e4-11e9-bbe0-f6f4647a7d08?intcmp=video_wall_hp&vclk=videowall%7Ceurovision-ghetto-ramadan-domande-imbarazzanti-mahmood

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    1. L

      Incredibile…
      Ma è davvero Israele???

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  10. z

    Sono giornalisti, hanno i loro storytelling da rispettare.

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    1. m

      Le tre domande sono scivoloni di chi non conosce la realtà, ma sono solo 3 pezzetti estrapolati da una conferenza stampa di un quarto d’ora; banalotta fino al midollo, peraltro: mancava solo la domanda a cui è obbligatorio rispondere «la pace nel mondo», per capire il livello. E lui che risponde con lo sguardo di chi pensa: «Poteva andarmi peggio: metti che mi toccava mettere le ali come il Croato o il top come il Francese …».

      Comunque anche lui sullo storytelling ci marcia mica da ridere: come ha risposto che non fa il Ramadan perché è cristiano, poteva anche evitare di ripetere l’ennesima volta di essere del Gratosoglio. Che capisco che serva a un interlocutore milanese per essere informato su quale direzione prenda il nostro per tornare a casa la sera, ma in un contesto europeo perché non dice di essere del Basmetto? Che è un piccolo agglomerato di palazzine piccolo-borghesi di 4 piani, tutte uguali, tutti appartamenti di proprietà; non le brutte torri di case popolari di via Saponaro o di via Baroni. Il Basmetto è talmente poco Gratosoglio che per arrivarci non devi nemmeno scendere da via dei Missaglia, ma dal Naviglio Pavese e girare a sinistra quando arrivi al Charleston; è collegato al Gratosoglio solo da un ponticello pedonale che passa sopra il Lambro in mezzo a un parchetto urbano.
      Oh, quando Vacca andava in giro a dire di essere di Quarto Oggiaro, quelli di Quarto vennero a scrivergli sul muro della biblioteca di via Otranto “non sei di Quarto, sei di via Cogne, coglione”. Tanto perché, se devi fare il sovranista, ti faccio vedere che io lo sono più di te.

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  11. A

    Sui media specializzati stanno tirando in tutti i modi la volata ai Paesi Bassi. L’Australia che canta per penultima volando sulla pertica potrebbe fare il colpaccio ma avrebbe poco senso, intanto polemiche a manetta tra i fans per presunti favoritismi nei confronti della Svezia. Stasera votano le giurie, e in genere il sabato in base alle quote si intuisce già quale sia l’orientamento ancor prima del televoto…

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  12. L’Australia all’ eurovision è decisamente un messaggio anti sovranista degli organizzatori 😀

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    1. D

      È già tanto che non abbiano invitato direttamente il Senegal…

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  13. A

    L’Australia partecipa ormai da anni. La sua esibizione sarà anche di grande effetto televisivo ma io la trovo più che altro circense. Per Mahmood poche chance di vittoria ma possibile buon piazzamento. Troppe variabili tra giurie a volte dalle scelte inspiegabili (hanno votato ieri), voti incrociati tra paesi amici (per noi probabili punteggi alti da Albania, Malta, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro ma poco altro soprattutto da Nord ed Est), e non ultimo il peso di uno staging di effetto. Paesi Bassi ancora strafavoriti dai bookmakers, mentre impazzano le polemiche sui siti di settore relativi all’organizzazione e a presunte indicazioni date alle giurie su come valutare le esibizioni .

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  14. z

    Che pena l’eurofestival. Solo lo “svedese” e l’israeliana si salvano per ora. Bar Rafaeli più lube, rischio l’infarto stasera

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  15. A

    A me sono piaciuti finora i due ragazzi sloveni e lo strepitoso turco san marinese, ovviamente.

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  16. z

    Il mio preferito in assoluto è l’azherbaijan, bella presenza, bella voce, canzone orecchiabile. Anche Mahmood bravissimo. Conchita würstel incommentabile.

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  17. j

    Derubati

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  18. E

    Canzone vincitrite insulsa ma non orribile come altre in passato. A margine di tutto, continuo a pensare che ha cmq fatto più l’eurosong per l’europa che il trattato di maastricht (o come si scrive).

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    1. D

      E se le due cose fossero collegate?!

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  19. D

    Il Mengoni olandese, comunque l’Eurovision si conferma una gara tra freak…

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  20. A

    Sono mesi che tirano la volata ai Paesi Bassi. Meglio loro comunque che la Svezia che sarebbe stato scandaloso. Ottima figura di Mahmood, che ha vinto il premio per la miglior composizione e ha ottenuto grande visibilità, tra l’altro con una performance sul palco maiuscola. Hanno pesato come al solito i voti delle giurie. Difficilissimo fare di più, anche in futuro credo. Almeno la RAI tira un sospiro di sollievo non dovendo sobbarcarsi il contest del prossimo anno…

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