De Rossi contro Totti?

De Rossi contro Totti? Il caso aperto dal grande scoop di Repubblica sulle guerre all’interno della Roma farà parlare per moltissimo tempo, visto il peso dei personaggi in campo: De Rossi, Totti, Pallotta, Di Francesco, Monchi, Dzeko. Curioso, quasi una firma (o un depistaggio per proteggere la vera superfonte) in più, che l’articolo sia firmato da Siviglia.

Come a suggerire che questa sarebbe la versione di Monchi, almeno al primo livello di lettura. Sintetizzare l’esplosiva inchiesta di Carlo Bonini e Marco Mensurati non è facile, suggeriamo quindi di leggere Repubblica. La parte più forte è però evidente: i leader dello spogliatoio che chiedono la testa di Di Francesco, Monchi e addirittura di Totti.

Molto è basato su email interne del club. Si parte dall’estate 2018 quando l’acquisto di Nzonzi, uno dei colpi più discussi di Monchi, viene male accolto da De Rossi. Che secondo le fonti di Repubblica avrebbe detto ai dirigenti la frase ‘Vi faccio arrivare decimi’, chiedendo anche la rescissione del contratto.

Arriviamo a dicembre, quando il preparatore atletico Ed Lippie appena chiusa la sua esperienza alla Roma scrive una email a Pallotta, con il quale ha un rapporto diretto, dicendogli che i leader dello spogliatoio (De Rossi, Kolarov, Dzeko e Manolas) non vogliono più Di Francesco, Monchi e Totti. L’allenatore avrebbe perso tranquillità dopo un mercato inadatto al suo 4-3-3, Monchi sarebbe un presuntuoso che ha riempito la rosa di ‘suoi’ giocatori di dubbio valore, ma Totti? Le fonti di Lippie, siamo quindi alle fonti della fonte, riferiscono che la squadra mal sopporta la presenza di Totti a Trigoria, in un ruolo non chiaro e portatore di negatività. O forse è solo antipatia personale.

A questo punto cosa fa Pallotta? Non può fare molto. Con la Roma ancora in corsa in Champions League mette Fienga amministratore delegato e decide di rifiutare le dimissioni di Monchi, legatissimo a Di Francesco (come del resto Totti). Poi come va la stagione lo sanno tutti, con il disastro in Coppa Italia contro la Fiorentina e l’uscita di scena con il Porto in Champions. L’eliminazione europea, anche in parte sfortunata, viene seguita dall’esonero di Di Francesco e dall’addio di Monchi, oltre che dal tagli del medico Del Vescovo e del massaggiatore Stefanini, che altri non sono che le fonti di Lippie. La cosa viene presa male da De Rossi, amico di Stefanini: forse c’è la mano di Totti? Si arriva così alla fine del campionato, con le mille versioni sull’addio di De Rossi che diventano tutte credibili (o non credibili), mentre si viviseziona ogni fotogramma dell’abbraccio di Totti a De Rossi al termine di Roma-Parma.

In poche parole la situazione è questa, ma è chiaro che se Repubblica ha pubblicato simili retroscena deve avere in mano anche altro, per poter sostenere e rilanciare questi scenari. Che hanno qualche punto debole (fino a pochi giorni fa Pallotta ha offerto a De Rossi di fare il vice-Fienga, in un ruolo superiore a quello di Totti), un grande assente (Baldini), ma anche molti squarci di verità. La parte più interessante è quella che ancora deve emergere e che al momento vede citati soltanto personaggi pittoreschi, alla Ferrero: chi è che vuole comprarsi la Roma? Quella da copertina è invece senz’altro il rapporto fra De Rossi e Totti, che fino all’altro ieri nella narrazione giornalistico-tifosa era la bellissima storia dei due capitani così diversi, divisi da sette anni e da mondi incompatibili, ma anche così amici. Non era vero e non c’era bisogno delle email segrete per scoprirlo. Questo non significa per forza che si siano dati coltellate, fregandosene del bene della Roma: magari c’è qualcuno che detesta entrambi, chissà. 

Per il futuro della Roma meglio De Rossi o Totti?

Guarda i risultati

Loading ... Loading ...
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.5/10 (2 votes cast)
De Rossi contro Totti?, 5.5 out of 10 based on 2 ratings

14 commenti

  1. C

    La vera curiosità è sapere tutto il resto, di certo non che fra Totti e De Rossi ci fossero invidie e contrasti. È la cosa più naturale del mondo che due uomini così “simili” siano rivali anziché alleati. Accade in qualsiasi ambito della vita, senza essere chiamarsi Totti e De Rossi.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  2. m

    Infatti quali sarebbero i mondo così diversi?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  3. c

    Quale sarebbe il futuro di una qualsiasi società che si pone l’alternativa tra 2 analfabeti come dirigenti? E in base a cosa dovrebbero fare i dirigenti?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +11 (from 17 votes)
    1. K

      Scusate ma giusto per capirci Allodi e Moggi in quale università americana si sono laureati? Ariedo Braida dove ha svolto il Phd?
      A me sta mania di far diventare le bandiere dirigenti mi fa ridere, ho seri dubbi che Totti o De Rossi possano diventare grandi dirigenti come lo sono stati in campo ma non facciamoli passare per gli unici analfabeti in un mondo di gente di cultura e ricordiamoci che parliamo di calcio non di fisica teorica, eh?

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +11 (from 15 votes)
  4. D

    Coffee: potrà anche essere naturale ma di certo non è obbligatoria. È pieno di campioni che hanno convissuto con rispetto dei ruoli e senza isterismi, qui esce secondo me l’ennesimo quadretto da provincia romana (Roma è il più grande e più bello paesello al mondo, ma resta un paesello di provincia…).
    E andiamo su…

    Krug, va detto che oggi il calcio è divenuto una questione un po’ più complicata rispetto al passato, tant’è che è difficile trovare un buon dirigente perché quelli competenti dal punto di vista calcistico mal si conciliano con la dimensione quadi industriale richiesta alle società odierne, mentre i “managers” mediamente non capiscono un cazzo di calcio. Servirebbe una buona squadra composta dagli uni e gli altri con affinità personali per lavorare insieme.
    Dopodiché, è chiaro che ad un ex giocatore è richiesta almeno la competenza calcistica e non quella manageriale, e questa sarebbe già sufficiente a giustificarne il ruolo.
    Ora, posto che una generazione di tamarri tatuati non può certo partorire un Boniperti o un Braida (il che è curioso visto che negli anni 90 si raccontava che i calciatori non erano più i poveri analfabeti pescati dalla strada dell’era precedente…), la domanda deve essere: Totti e De Rossi saprebbero scegliere giocatori, gestire una squadra, guidare e proteggere un allenatore?!
    Questo è l’unico quesito da porsi…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 8 votes)
  5. K

    Dane verissimo che il calcio è diventato più complesso rispetto al passato, resta il fatto che come hai scritto tu poco più sotto dipende tutto da cosa chiediamo a Totti e a De Rossi; non credo che Petrachi o il Carnevale capo degli osservatori dell’Udinese che pescava campioncini in giro per il mondo (giusto per fare due esempi attuali) abbiano o avessero delle conoscenze tali che Totti o De Rossi non possano ottenere con un po’ di gavetta ben fatta; poi non è detto che ottengano gli stessi risultati però mi sembra assurdo etichettarli come analfabeti in un ambiente in cui non sono l’eccezione ma la regola.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)
    1. D

      Si, si, ma infatti non ti contestavo, completavo solo il discorso, ecco.
      Poi come sempre ci sono le dovute eccezioni. Maldini, per esempio, personalmente non lo vedo bene come DT, credo avesse più le qualità per fare il Boniperti, per dire.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
      1. K

        Maldini sembra effettivamente essere di un altro livello “culturale”, l’unico dubbio che ho è che secondo me è troppo poco figlio di p… per un ambiente di iene com’è il calcio. E a differenza di Boniperti non avrebbe la Real Casa e la Carta di Credito Platinum per non dover scendere a patti col sottobosco calcistico.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 3 votes)
        1. C

          “E a differenza di Boniperti non avrebbe la Real Casa e la Carta di Credito Platinum per non dover scendere a patti col sottobosco calcistico.”

          La fotografia più bella mai scattata su Boniperti.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: 0 (from 0 votes)
          1. K

            Vabbè Boniperti operava anche in ambito di monopolio se per questo; non dico che ci sarei riuscito pure io ad ottenere certi risultati ma di sicuro in un’altra realtà avrebbe fatto molta ma molta più difficoltà; basta pensare che quando è arrivato il Berlusca Boniperti non ha praticamente vinto più nulla…

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: 0 (from 2 votes)
  6. U

    Krug
    secondo me invece Maldini è proprio quella cosa li

    Motivo per cui anche io ,come Dane,lo vedo più come il Boniperti della situazione

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  7. K

    Gobbo siamo nel campo delle opinioni; io Maldini non me lo vedo a scendere a compromessi col Raiola o col Mendes di turno, (e nel calcio di oggi devi scendere a compromessi con simili personaggi), magari mi sbaglio.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  8. t

    Mi sa che ha ragione Krug.

    “…stare in ufficio non è mai stato l’obiettivo della mia vita. Tornare a Milanello e partecipare alla vita della squadra, invece, è stato molto bello.”

    Probabilmente si vede in un ruolo tipo Riva con la nazionale.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  9. D

    Un conto è cosa vuole fare, un conto è cosa vorrebbe fare. Krug ha ragione su Boniperti, che peraltro il miglior lavoro l’ha fatto con Allodi.
    Dopodiché Maldini lo vedo più come figura istituzionale proprio alla Boniperti, proprio per ciò che rappresenta. Mentre per un ruolo tecnico deve ancora dimostrare tutto, lì ci avrei visto meglio un altro grosso nome il quale mi ha detto di essere stato contattato dal Milan anche se al momento non è molto convinto.
    Vedremo se va in porto e se mi daranno ragione dimostrando di essere meglio a ruoli invertiti..

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 6 votes)

Lascia un commento