De Rossi e il momento di smettere

Daniele De Rossi buono, James Pallotta cattivo. Le cose non stanno proprio così, ma questo è il prodotto mediatico dell’annuncio del capitano della Roma. Che il 26 maggio con Roma-Parma saluterà l’Olimpico e poi forse, a 36 anni, proverà ad indossare la quarta maglia della sua vita dopo quelle dell’Ostiamare, della Roma e della Nazionale.

Il punto di partenza della vicenda è che De Rossi è come calciatore al capolinea. Come è logico che sia, alla sua età e dopo tante battaglie vissute da protagonista. In questa stagione si è letteralmente trascinato per il campo, nelle poche (meno della metà) partite che è stato in grado di giocare, ed il resto della squadra non lo ha certo aiutato.

Il secondo punto importante è che De Rossi non è stato accompagnato all’uscita, come fu due anni fa per Totti, ma gli è stato offerto un ruolo da dirigente e addirittura con poteri effettivi, di poco sotto l’amministratore delegato Fienga e molto sopra gli attuali compiti (nessuno, come ha osservato fra le righe lo stesso De Rossi) di Totti, che dirigente lo è in virtù del vecchissimo accordo con Rosella Sensi. De Rossi ha in testa di fare l’allenatore (questo nella conferenza stampa d’addio non lo ha però detto), in ogni caso alla Roma qualunque dirigente viene sistematicamente delegittimato da scelte prese da lontano, da Pallotta e Baldini. Se adesso De Rossi accettasse di fare l’allenatore della Roma, cosa che peraltro non gli è stata mai proposta, sarebbe soltanto una utile foglia di fico romana e romanista sul tirare a campare degli americani. Come fumo da ‘progetto’ il candidato numero uno è Gasperini.

Il terzo punto da sottolineare è che in un anno e mezzo Pallotta, l’idolo dei giornalisti da stadio di proprietà merchandising asiatico, e l’ormai lontano Monchi, l’idolo dei nerd che sognano squadre costruite con la sabermetrica, alla Moneyball de’ noartri, con i bei consigli di Baldini da Londra, hanno distrutto la Roma del mestierante Sabatini: dall’estate 2017 venduti bene Alisson, Rudiger, Salah, Strootman, Nainggolan, Mario Rui, Emerson Palmieri, Paredes, eccetera, con una serie di acquisti fra il folle (Pastore su tutti) e la scommessa.

Una squadra che due anni fa con Spalletti allenatore era a fine campionato a soli 4 punti (e a un giocatore di alto livello) di distanza dalla Juventus di Allegri finalista in Champions e che già l’anno scorso era scivolata a meno 18, adesso è a meno 27 e non sembra avere un presente. Però vuole vendere ai tifosi un futuro nebuloso, con sempre meno romani-romanisti (ormai soltanto i due Pellegrini e lo scontento Florenzi) e zero ambizioni. I tempi sono davvero maturi per un cambio di proprietà, in attesa del ritorno di De Rossi.

Conclusione? Quasi nessuno, dal più modesto degli impiegati al più grande dei calciatori, passando per tante altre professioni, ha l’intelligenza necessaria per smettere al momento giusto. Occorre sempre qualcun altro che te lo dica.

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15 commenti

  1. A

    Ambiente romanista spesso fuori da ogni logica, si incazzano ancora perché la società ha pensionato Totti 40 enne ma quasi non gli interessa che Allison e Salah probabilmente vinceranno la Champions da protagonisti e saranno sicuramente tra i primi cinque nella classifica del pallone d’oro.

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  2. t

    la Roma é una societá di trading, neanche troppo mascherato.
    Di vincere qualcosa penso non gli importi nulla, l’importante é fare plusvalenze (come la maggior parte delle squadre, tolte quelle di elite, mi verrebbe da dire…).
    A questo giro probabilmente non gli andrá benissimo perché di monetizzabili non ne hanno molti.
    La cosa buffa é che l’anno scorso questi erano addirittura in semifinale di Champions.

    DeRossi é in parabola discendente la mondiale 2006 mi sa.
    Giustamente é stato accompagnato all’uscita, ma andrebbe fatta la stessa cosa con chi gli offrí quel contratto monstre.

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  3. A

    >>>Conclusione?

    che quando smette la bandiera è come se morisse un pezzo di noi, per questo ci sentiamo un po’ tristi anche se non è della nostra squadra. Soprattutto in un’epoca in cui non c’è subito pronta la prossima bandiera che scalpita (come poteva essere il Milan che da Baresi passò a Maldini o la Roma che da Totti passò a De Rossi, appunto). Sì, ok, c’è Florenzi, ma non lo vedo come leader naturale in quel gruppo…

    così come contiamo gli anni in base ai mondiali (“cazzo, già 4 anni sono passati?”) o come quando nelle rose dei mondiali non trovi più quei giocatori di nazionali di secondo piano che sembra ci siano sempre stati e che sempre ci saranno come Milla nel Camerun o Cuauhtémoc Blanco nel Messico… è un modo per sentirsi giovani, sperando che il tempo si sia fermato, almeno per una cosa del genere…

    Nello specifico, De Rossi quando è stato in condizione è stato titolare, giocando meglio di uno Nzonzi con un lustro di meno sulle spalle. E’ l’anima romana e romanista della squadra, senza di lui la Roma un po’ meno romanista e più simile a quelle squadre zozzone che tanto critichiamo chiamandole Nespresso League: tante squadre tutte uguali tra loro senza anima o memoria storica… mi raccomando, dagli zozzoni copiamo solo le cose peggiori…

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  4. R

    Un pretesto come un altro per attaccare l’odiato Pallotta. Non si dispera nessuno. Peraltro DDR è stato spesso oggetto di calunnie ed insulti vomitevoli, adesso, pretestuosamente, sono tutti lacrime e striscioni.

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  5. K

    Direi perfetto; visto il De Rossi di quest’anno (ma anche degli ultimi anni) sacrosanta la decisione di non confermarlo; sulle altre considerazioni dell’articolo si può anche concordare però prendere come pretesto per contestare dirigenza la decisione su De Rossi mi sembra alquanto assurdo.

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  6. c

    Praticamente le uniche cose corrette fatte dagli Ammerrigani della Rioma sono state cacciare Totti e De Rossi e sono le uniche cose per le quali vengono contestati. Per le panzane come stadio di proprietà, marketing, trading da incapaci e tutto il resto, invece hanno il plauso giulivo della stampa: ahhh, il codice deontologico dei giornalisti.

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    1. A

      e allora l’anno prossimo si giochi con 11 primavera al minimo salariale… Certo, retrocedi in Serie B, ma sai che profitti?

      mò la colpa dei conti in rosso è di De Rossi… non di Nzonzi 32enne o di Pastore che hanno portato ZERO, no… non colpa di chi ha pensato di sostituire Allison e un giocatore enorme come Strootman con 2 carneadi a cazzo… no, la colpa è di De Rossi che finchè è stato arruolabile è stato lui il titolare e Nzonzi la sua riserva…

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      1. K

        Andreino forse sei distratto e non hai letto quanto sotto riportato

        “Un calo che tuttavia non si è riflesso sui debiti finanziari netti della società, che sono saliti da 192,5 a 218,8 milioni. Debiti che hanno quasi la stessa entità del fatturato (nonostante l’aumento di quest’ultimo sia nell’ordine dei 75 milioni).”

        Non è questione di profitti, è questione che questi hanno le pezze al culo; nessuno dà la colpa a De Rossi ma semplicemente non hanno intenzione di rinnovare ad un giocatore 36 enne che quest’anno è stato più fuori per infortunio che arruolabile; Pastore è stata una scommessa, sarebbe stata anche intelligente (parliamo di un 29 enne, non un 36 enne) solamente che col modulo di Di Francesco non c’entrava una mazza. Nzonzi di anni ne ha 30 (31 in dicembre) e mi dicono (non posso giudicare perchè il Siviglia non l’ho seguito) che in Andalusia non fosse andato per nulla male. Strootman è (stato?) un giocatore enorme ma il sospetto che sia marcio penso che ce l’abbiamo tutti, prima di ritrovarselo sul groppone han pensato di ricavarne qualcosa; sbagliato? Forse sì, forse no. Resta il fatto che con quelle cifre di debito reputo difficile andare a trovare gente che non sia più di un carneade o di un nobile decaduto in cerca di riscatto…
        Ma magari tu sapresti fare sicuramente meglio, immagino.

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        1. A

          ed io che ho detto? La roma ha 200+M di debiti? Facciamo 2 anni con la primavera ad incamerare 200M di attivo e via il debito… tanto la colpa è di De Rossi sanguisuga…

          Seriamente (ma non troppo: è quanto fatto dal Tottenham che non fa mercato da 3 anni…), a me sembra che nel calcio il più pulito c’ha la rogna, che il DS sembra dover giustificare la propria esistenza comprando 20 giocatori a cazzo all’anno invece che inserire 1-2 acquisti mirati. Per fare un esempio: pensi che DDR sia arrivato? Pensi (anche a torto, ma ci credi!) che il suo sostituto sia Cristante? Basta, non prendere anche altri 3 sostituti tanto al chilo… Tieni Cristante e gli lasci DDR come chioccia!

          Nzonzi 30enne che significato ha? E Pastore coetaneo? A centrocampo hai De Rossi, Cristante, Pellegrini, Zaniolo, Florenzi all’occorrenza… Vendere Strootman per Pastore + Nzonzi ha avuto senso? Ma non parlo di oggi, parlo di 12 mesi fa!

          E parlo della Roma perchè stiamo parlando della Roma, ma posso fare un discorso analogo con l’Inter, altra squadra fatto a cazzo comprando ogni anno a cazzo perchè si deve comprare dal 1 Luglio al 31 Agosto… certe volte sarebbe meglio avere un bel mercato bloccato, almeno devi aguzzare l’ingegno invece di applicare lo schema “Peter Griffin sceglie la scatola misteriosa perchè una barca è una barca, ma la scatola misteriosa può essere qualsiasi cosa… anche una barca!”

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  7. b

    De Rossi è stato un grande giocatore che non è diventato campione per scelte sue e di terzi (poteva essere Gerrard, ha deciso di fare la brutta copia di Makelele), fortemente limitato da instabilità emotiva in campo e nello spogliatoio.
    Ora è vecchio e rotto, ma sul rettangolo tiene botta ancora bene (e il fatto che sia stato quest’anno il miglior centrocampista della Roma la dice lunga sul mercato di Monchi).
    Quindi, se lo mandano per ragioni tecniche, ambientali, gestionali, arrivo a capirlo ma deploro i modi (in una città del genere e dopo una stagione così proprio non si sentiva il bisogno di quest’altra bomba).
    Se invece devo leggere che i motivi sono economici, rispondo che l’articolo dell’Inkiesta manca completamente il punto: De Rossi avrebbe rinnovato a cifre quasi simboliche (lo ha detto più volte) e non certo con lo stipendio (folle) dell’ultimo contratto.
    Manco la dirigenza romanista ha avuto il coraggio di affermare che il problema erano i soldi.

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    1. K

      L’articolo per me è piuttosto interessante perchè delinea la situazione finanziaria tutt’altro che florida della Magica; e che senza la qualificazione alla Champions la situazione rischia di diventare insostenibile.

      E’ interessante perchè scrive (l’avete letto da qualche altra parte?) a chiare lettere che la Roma al Campionato di serie A non dovrebbe manco iscriversi e se lo fa è solo grazie ad un magheggio contabile (però casualmente a finire sotto torchio per casi simili sono solo le società come il Palermo di Zamparini oggi o il Perugia di Gaucci a suo tempo che non servono più o che hanno rotto le scatole).

      Dopodiche che De Rossi sul rettangolo tenga botta ancora bene è piuttosto discutibile visto che sul rettangolo ultimamente è sceso piuttosto poco (con risultati piuttosto melanconici da vecchia gloria che sul campo dà il suo contributo più a parole che nei fatti); riguardo ai Pastore ed ai Nzonzi (ma anche ai Schick) per me l’assurdo è stato quello di prendere dei giocatori-scommessa sapendo benissimo che l’allenatore della Roma non avrebbe saputo che farci.

      Sul fatto che “in una città del genere e dopo una stagione così proprio non si sentiva il bisogno di quest’altra bomba”, beh, per me (e non solo per me) il problema della Roma è prima di tutto l’ambiente; una dirigenza che se ne sbatte le balle della reazione dell’ambiente e decide di non rinnovare alla vecchia a mezz’asta non può che avere la mia stima.

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      1. t

        “…la situazione finanziaria tutt’altro che florida della Magica; e che senza la qualificazione alla Champions la situazione rischia di diventare insostenibile”.

        questo é un po’ il segreto di pulcinella Krug.
        Da interista mi sto grattando da un pezzo……..

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  8. U

    Infatti a me sembra allucinante che si debba giustificare il mancato rinnovo ad un giocatore che è finito.

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  9. b

    Krug, è lecito che non conoscessi la situazione della Roma, meno che accusi l’AS di magheggio contabile inusuale: il marchio se lo son venduti tutti, mica ora, da anni.
    Gobbo, devono giustificare il modo e le ragioni, perchè De Rossi non è uno qualsiasi, e viene dopo la brutta fine della storia di Totti, in un ambiente saturo di negatività per enne ragioni (non andranno in CL, svenderanno i migliori dopo aver completamente cannato il mercato estivo e la stagione, la Lazio vince la Coppa, lo stadio per ora non si fa etc.).
    Del Piero è stato accompagnato alla porta da 10 anni, e ancora ci sono juventini che giustamente si chiedono “perchè?”
    Per altro, in un contesto completamente diverso.
    Le bandiere – o comunque i giocatori-simbolo, quelli in simbiosi col pubblico – sono importanti: non li saluti come tutti gli altri.

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