Canapa light o Cassazione?

Bisogna schierarsi anche fra la vendita della canapa light e la Corte di Cassazione. I magistrati hanno infatti reso illegale la vendita di alcuni derivati della canapa, che era stata resa legale da un’apposita legge del 2016. Discorso che vale ovviamente anche per la coltivazione… In tre anni era nato un business da oltre 800 punti vendita in Italia.

Questi negozi spariranno subito, con tanti saluti agli imprenditori che in base ad una legge italiana ci avevano investito tanti soldi e anche tanta vita? Stiamo parlando di negozietti, che chiunque di noi potrebbe mettere in piedi… La risposta è che i negozi non spariranno e che in attesa del deposito della motivazioni opereranno come al solito.

La sentenza della Cassazione ha stabilito che la commercializzazione di cannabis sativa e le foglie, le inflorescenze, l’olio e la resina ottenuti dalla sua coltivazione non rientrerebbero nella legge del 2016, ma invece (traduciamo) nello spaccio di stupefacenti. Quindi rimarrebbero in ogni caso vendibili gli altri prodotti con un contenuto minimo di questa cannabis light, anche se è evidente che quello che serve per una canna (sia pure dal contenuto quasi inesistente) non sarebbe, secondo la Cassazione, più vendibile.

È chiaro che la salvezza o la rovina di questi negozi dipenderà dal concetto di effetto drogante, cioè dalla percentuale di principio attivo da non superare nei singoli prodotti. Ma al di là di questo, è evidente che la Cassazione ha emesso una sentenza in chiaro contrasto, come spirito (non entriamo nei cavilli legali), con una legge dello Stato. Così come è evidente che l’alcol e l’alcolismo procurino molti più morti delle droghe leggere: a seconda dei criteri di valutazione siamo agli oltre 40.000 italiani morti all’anno per patologie legate all’alcol contro gli zero per le canne e i circa 300 per droghe pesanti.

Detto che non ci siamo mai fatti una canna in vita nostra e che invece beviamo alcolici di ogni tipo, bisogna ammettere che la crociata contro la cannabis, light o non light che sia, è di una demagogia imbarazzante anche per i parametri di Salvini. Dubitiamo che la Cassazione abbia deciso in base all’esito delle Europee, ma di sicuro gli esseri umani risentono dello spirito del tempo. Anche senza contare i morti, quante famiglie ha rovinato l’alcol e quanti incidenti stradali ha provocato? Certo non sarebbe popolare una battaglia contro il Teroldego o il Barbera, per non parlare delle birre che i giovani di oggi consumano molto più di quelli di ieri. Esultano gli spacciatori e i loro superiori, tutti quelli che entravano nei negozi erano per loro clienti persi. Il ‘Di qua o di là’ comunque ci sta tutto: canapa light o Cassazione?

Canapa light o Corte di Cassazione?

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4 commenti

  1. Fino alla lettura delle motivazioni, impossibile votare. La sensazione è che la legge del 2016 fosse una porcata e che la cassazione spinga per una legge seria, fa abbastanza ridere comprare della Marijuana x profumare gli ambienti, siamo al livello delle smart drugs per cui un mio amico fini in prigione, Fabio Cardone. Io sono pro legalizzazione e i soldi servono, secondo me il governo tecnico che farà la patrimoniale, farà anche la legge sulla cannabis light.

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  2. Argomento che ho approfondito poco. È chiaro che chi vende la light gioca sul fatto che c’è chi cerca quella full, a partire dai simboli (la famigerata foglia) che vengono usati, per ‘ricrearsi’… poi di dipendenze ne esistono a centinaia, dalle sigarette (con gente allucinata che ne accende una dopo l’altra freneticamente, aspirando chissà quali sostanze, non ringrazierò mai abbastanza l’introduzione della legge Sirchia) ai video online (con ragazzini che passano ore a fissare gente che videogioca) fino alle slot machine nei bar (con le vecchiette che si bruciano la pensione). Il problema è: quale dipendenza fa più male, e perché alcune sono legalizzate e altre no?

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  3. Canapa, e neanche light. #legalizzala

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  4. “Così come è evidente che l’alcol e l’alcolismo procurino molti più morti delle droghe leggere: a seconda dei criteri di valutazione siamo agli oltre 40.000 italiani morti all’anno per patologie legate all’alcol contro gli zero per le canne e i circa 300 per droghe pesanti.”

    Ehm…..le automobili…..

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