Quale pasta mangiare?

Quale pasta mangiare? È questa la domanda a cui ormai, fra trasmissioni di cuochi e manie salutiste, viene sempre più spesso fatta ai motori di ricerca. E non parliamo solo del tipo di pasta, che siano spaghetti, penne o maccheroni, ma anche della sua composizione. Quindi dal grano duro alla pasta all’uovo, dal senza glutine nelle sue varie forme fino ai mix tra farina di lenticchie e di riso, e all’integrale duro e puro, la risposta alla domanda “quale pasta mangiare” non può essere univoca ma varia di caso in caso, di condimento in condimento, ma anche di marca in marca. Quasi superfluo aggiungere che l’idea di questo post ci è venuta guardando la pubblicità della De Cecco con Bernardeschi, Cancelo, Matuidi, Khedira e un Cristiano Ronaldo che in certe foto è sorridente e in altre sembra lì quasi per dispetto, tenendo in mano la forchetta come se fosse radioattiva. De Cecco che non paga questo post, lo diciamo a scanso di equivoci, scritto in onore non dell’azienda abruzzese ma dei citati motori di ricerca.

Ma al di là di De Cecco, Voiello, Barilla, eccetera, l’uomo moderno (cioè una versione minore dell’Uomo Indiscreto) quando va al supermercato si trova un po’ nella stessa condizione del protagonista di The Hurtlocker quando torna a casa. Tanta scelta, superiore alle competenze di un uomo dei nostri tempi ma sicuramente adeguata a quelle dell’uomo del 2019. Siamo potenziali guerrieri, ma troviamo interessante anche fare le casalinghe. E le etichette dovrebbero dare le indicazioni giuste a chi cerca la composizione perfetta, pensando di essere espertissimi del fai da te delle diete, al di là di patologie particolari come quelle legate alla presenza del glutine.

Ecco quindi che una risposta alla domanda “quale pasta mangiare?” non è semplice, laddove gli spaghetti sono senz’altro la variante più venduta seguiti probabilmente da penne rigate e fusilli, onnipresenti nelle varie offerte. Ma come detto in queste poche righe poi la scelta non dipende solo dal tipo di pasta da comprare ma da tanti altri fattori, compresi quelli estetici… Voi quindi quale pasta comprate, quale tipo preferite, e quale marca non manca mai sulla vostra tavola? Il sondaggio può ovviamente riguardare soltanto la marca, se no dovremmo inserire mille campi. Abbiamo citato le marche presenti nei supermercati che frequentiamo, ma non quelle troppo di nicchia e nemmeno le marche dei supermercati stessi, da Coop a Esselunga, che riteniamo una concorrenza sleale nei confronti dei produttori. Può essere che ci sfugga qualche marca importante, nel caso segnalatecelo anche se l’Uomo Indiscreto non dovrebbe fare la spesa.

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44 commenti

  1. c

    A me piace la consistenza, quindi spaghettoni Garofalo del 10 che a Crema si trovano solo al Famila (gli spaghetti del 5 mi fanno schifo) e per partito preso la Barilla, dopo che gli avevano dato contro i radical stronz e intellighenzi vari per lo pubblicità con la famiglia tradizionale. Sulle composizioni, vado abbastanza a caso.

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  2. U

    Chiedo ad Una Gobba e vi faccio sapere

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  3. C

    In questo momento Spaghetti integrali Garofalo, con sugo all’Arrabbiata extra piccante.

    Nella fascia superiore, fra i produttori locali, mi permetto di segnalare Bartolini, in provincia di Terni. Le confezioni sono blu.
    L’ho visto anche in qualche supermercato al Nord.

    P. S.
    A che ora arriva il Manuale della Pasta Artigianale?
    O non la magna la pasta?

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  4. U

    Dice voiello e la molisana.
    A volte de cecco

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  5. Domanda che mi ponevo da tempo, tanto per giocarsi un già improbabile investimento della Barilla su Indiscreto: solo io penso che la Barilla, in ogni sua incarnazione, sia mediocre, come tenuta di cottura? Anche stando indietro… Da cointeressato alla produzione di grano, ma non esperto di cucina, è una domanda che mi faccio tutte le rare volte in cui mi arriva in casa qualcosa di Barilla. Bravi nel marketing, per me saranno sempre quelli del gattino e di Vangelis, ma per il resto…

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  6. Votato Garofalo, solo quando salirò al rango di Uomo Indiscreto potrò invece fruire di pasta artigianale

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  7. E

    Dalla regia mi dicono di andare sulla Rummo e sulla De Cecco, a livello qualitativo

    voto negativo sulla Barilla – che magari a Stoccolma sarebbe cibo degli dei, ma in Italia non è tra le migliori – anche se dopo la sterile polemica da parte dei benpensanti (ultim’ora: il barometro poletica oggi è su Calenda che scrivendo “porto mia moglie a cena” è diventato improvvisamente sessista fasissta patriarcale) meriterebbe una medaglia a prescindere

    tuttavia, questo sondaggio è un po’ monco: ok la marca, ma il FORMATO? no perchè non è che possiamo mettere nello stesso calderone Spaghetti e Paccheri no? 🙂

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    1. t

      dipende dal sugo ;P

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  8. Rummo o Garofalo

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  9. L

    Garofalo o rummo migliore qualità prezzo. Io compro Garofalo perché mi piace più il pacchetto con l’adesivo. Fusilli bucati corti per i non gobbi con pomodoro aglio e peperoncino, per i gobbi olio e parmigiano che devono stare leggeri 😃

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  10. K

    Pasta Mancini a 4 euri alla confezioni e’ quella giusta per l’Uomo Indiscreto (ma con il sugo di carne, con il pesce e’ troppo corposa :))

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    1. L

      Controbatto con la pasta Fabbri di Strada in Chianti 😀

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  11. M

    Rummo su tutte

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  12. m

    Non c’è paragone.
    http://www.discountordie.org/2010/05/pasta-coop/

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  13. j

    Qui ho riscoperto la Molisana che praticamente copre il 90% dei nostri acquisti. Il resto dipende dall’offerta, diciamo che in Belgio c’e ricarico secco del 50% che visto il prezzo comunque irrisorio di un kg di pasta fa poca differenza. Tra le paste fuori dalle solite consiglio i fileia della Pirro, formato tipico calabrese ottimo per qualsiasi cosa. Formato preferito: reginette

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  14. B

    la migliore per rapporto prezzo/qualità è la Molisana, anzi la sua incarnazione marchiatà Decò che costa il 30% in meno ma è fatta negli stessi stabilimenti.
    in assoluto le migliori Garofalo, Rummo e De Cecco che però, in quanto sponsor della juve, non compro più.
    la Barilla davvero scarsa, vale quanto la pasta da 3 pacchi 1 euro, anzi è anche peggio.

    questo nel mio misero appartamento del centro di Napoli, poi magari negli attici milanesi la storia è diversa, che ne voglio sapere…

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  15. M

    Ottimo quesito da parte di El Carbayon visto che i paccheri non sono considerabili pasta. Sarebbe come dire che Otamendi è un difensore.
    Giustamente inflazionate ed ormai retrocesse in serie D le mezze penne. Crimine contro l’umanitá le penne lisce.
    Come marca direi Voiello e Molisana. Ma qui mi emoziono anche per dei tortiglioni Barilla.

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  16. M

    Ho venduto pasta per un periodo della mia vita (in attesa della chiamata alle armi della madre patria e per arrotondare le mie nulle entrate) e devo dire che la pasta liscia era richiesta solamente da accenti non nordici.
    Non ho mai capito come si possa mangiare la pasta liscia.
    Per il resto la qualità della pasta dovrebbe dipendere dal tipo di grano presente, ma mai nessuno scrive la “tipologia” della materia prima oltre ad un genericissimo “grano duro”.

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  17. B

    beh le penne (liscie) con un sugo all’arrabbiata fatto per bene sono il top.

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  18. F

    rummo che è? mai sentita
    votato de cecco

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  19. J

    Ho votato Setaro, che però non riesco a trovare in Nord America (riuscii a trovare la Cavalier Cocco a New York). Devo quindi ripiegare su Molisana, De Cecco o Garofalo (che è di proprietà de gruppo spagnolo Ebro). Devo ammettere però che la Barilla in offerta al supermercato me la concedo di tanto in tanto.

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  20. A

    scelgo la marca in offerta al momento, escludo solo le private label o marche improbabili stile acqua guizza (più acida di quella del rubinetto).

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  21. j

    Si ma il tasso di co2 dell’acqua guizza ti fa digerire anche un ragù di alligatore fatto andare due giorni. A proposito, perché Perrier e San Pellegrino hanno un fine e piacevole perlage mentre le acque frizzanti di entry level bevi proprio gas liquido? Oh apprezzo entrambe, oltre alle effervescenti naturali. E chi non ama le frizzanti peste lo colga (paracit)

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  22. t

    A me fa simpatia la Rummo. Il pastificio era stato distrutto da un’alluvione e poi c’è stata una catena di solidarietà o una cosa del genere. L’avevo comprata una volta e mi aveva stupito, non avevo mai mangiato una pasta così. Sembrava una pasta di “Serie A”

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  23. D

    Premesso che tutte le varianti (al riso, al farro, alle lenticchie, all’orzo, ai lupini, alla minchia, ecc.) hanno un loro perché ma mi paiono hipsterismo gastronómico (e infatti mi hanno rotto…), voto Garofalo e La Molisana tra le marche più note, la mia preferita però è una che vendono al Lidl è che trovo buonissima, soprattutto in versione pasta corta (bella ruvida, puntinata, eccezionale la trafilatura al bronzo) anche se per me la pasta è lunga per definizione (spaghetti, linguine, bavette, ecc.).
    In generale comunque trovo ci si faccia troppe menate per pasta industriale, io per “la routine” uso la Barilla spesso (versione lunga, la corta la trovo di difficile cottura, le penne scuociono, i tortiglioni restano sempre crudi) visto che la trovo spesso scontata a livello regalo e sopravvivo senza problemi.
    Fare gli Argan sulla pasta industriale mi pare la giuria di qualità che fanno i critici d’arte sulle canzonette di Sanremo…

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    1. D

      Meno Uno, ma mi hai preso sul serio?!
      Ma ti pare che io stia lì a perder tempo con un alimento così plebeo come la pasta, per di più di marca industriale?!
      Giusto una volta ogni due settimane mi abbasso ad una pasta di Gragnano, con un condimento di livello (sugo di noci, ragù di cinghiale, tartufo, ecc.), troppo poco per fare l’esperto su roba da supermercato…

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  24. A

    non consumo molto la pasta, ma tra quelle del quiz (provate tutte, tranne Setaro) faccio fatica a distinguerne una dall’altra.
    p.s. Agnesi non è fallita?

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  25. c

    Pasta di solo grano italiano per la grande digeribilità: quindi De Rosa che si trova all’esselunga oppure pasta di Armando de Matteis che si trova alla Coop…adesso la granoro ( che non mi ha mai entusiasmato) produce una linea ( Dedicato) di solo grano italiano che è consigliabile..

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  26. C

    Senatore Cappelli della coop oppure Felicetti che te la fanno pagare come l’oro ma tanto ne mangerò meno di 1kg al mese.

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    1. C

      Immagino i meno siano per la scarsa quantità di pasta che consumo, quindi me li prendo volentieri.

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  27. t

    Mi vergogno per voi, nessuno che cita la migliore, ovvero la pasta fatta in casa dalla Mamma, tajarin (mia madre e’ calabrese, lol), lasagne, orecchiette e tagliatelle.

    Tra i comuni mortali, segnalo la Rummo per gli spaghetti, poi Benedetto Cavalieri e Senatore Cappelli. Barilla la peggiore mai provata tra i marchi italiani.

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  28. P

    “Obrigado, De Cecco!”

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    1. D

      Citazione anni 80 di classe che farà felice il Direttore! 😜

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  29. b

    Esiste un marchio di pasta che si chiama “Senatore Cappelli”? Mi sembra impossibile, è solo una varietà di grano.

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    1. C

      “Senatore Cappelli della Coop”, il marchio credo sia Coop Bio, il che mi crea l’orticaria visto che cerco di non comprare mai nulla che abbia Bio nel nome. Anche Felicetti fa la pasta mono-grano (mi rifiuto di scrivere mono-cultivar).

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      1. K

        Monocultivar si usa solo per l’olio penso (una varietà di ulivo e’ un cultivar). Generalemente si usa il termine mono-varietale (un bel sticazzi ed un meno uno me lo metto da solo)

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  30. b

    Allora è pasta Coop fatta con grano Cappelli.
    Monograno è impossibile.
    Truffe tanto carine e delicate, con la stampa buona, ma sempre truffe.

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  31. M

    Per quale motivo il grano italiano dovrebbe essere più digeribile?
    E per quale motivo uno dovrebbe usare solo “senatore cappelli”, varietà di grano con poca resa rispetto ale sue varianti successive?

    Approvo la mozione Calvin, io mi tengo alla larga da qualsiasi cosa riporti la scritta Bio o “naturale”.

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    1. c

      Da noi teoricamente, sono proibite le disinfestazioni con i pesticidi dei campi di grano , cosa invece lecita in paesi, come per esempio Ucraina e nei paesi anglofoni, da cui importiamo per molte marche che vanno per la maggiore,…vedi la Garofalo che scrive che usa grani da Arizona Australia e italia …. se tu invece vuoi fare il professorino dei cinquestelle che non si fida mai degli altri e non sa una mazza …allora vai avanti

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  32. Jeremy
    In tema di CO2 ti segnalo la goccia di carnia…

    Comunque per abitudine e inedia sempre Barilla , però mi avete incuriosito

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  33. L

    Sì la scritta bio sta sul cazzo anche a me però è roba più buona, per lo meno alla Pam, dove vado io. Una volta si sarebbe chiamata linea prestige o gold o fate voi, adesso si chiama bio.
    Interessante anche la linea di verdura, oltre che bio, nostrale, sempre alla pam, oltre che la porchetta al taglio al banco gastronomia.
    Pam top

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    1. E

      confermo che mi sono anch’io sempre trovato bene alla Pam (anche se per motivi logistici è da un po’ che non ci vado)

      anche le cassiere della Pam si son sempre trovate bene con me, in quanto il mio scontrino medio era significativamente più alto degli scontrini medi che facevo quando andavo in altre realtà della GDO

      ps: anche la % qualitativa di gnagna della fascia 30-45 era significativamente più alta alla Pam, ma tanto tanto…

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  34. G

    Rummo o Voiello. Qui nella Perfida Albione la più facile da trovare è la De Cecco, oppure la Napolina (non male, bella ruvida).

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  35. A

    Dipende dalle offerte speciali del momento… mai la Barilla comunque, vado diretto su Rummo, La Molisana, De Cecco… se possibile rigorosamente integrali. Ecco sulle integrali si può fare un discorso a parte perché anche qui variano molto a seconda dei marchi. Non male la Del Verde su questo particolare campo.

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