Una nuova Rosalba in città, l’Arisa che resterà

Evviva! In Italia abbiamo da dieci anni una cantante vera e questa cantante si chiama Arisa. Un’interprete alla quale piace emettere le parole con suoni, puliti e lineari. E non fa birignao, non fa sermoni, non ha lacrime  ed emozioni artificiali. Semplicemente canta, trasmettendo sincerità. Il suo nuovo album uscito in questi giorni e intitolato Una nuova Rosalba in città lo possiamo definire un variegato dipinto pop, con alcuni brani divertenti e giocosi, altri più profondi, altri classici, altri moderni. Dove quello che ha portato a Sanremo, Mi sento bene, ha inizialmente spiazzato nel suo essere double face, per poi entrare in testa e stupire anche se non appare (anzi) la cosa migliore di una raccolta che mette insieme diversi generi in dodici canzoni. Noi restiamo sempre fissati sul punto che gli album debbano contenerne otto…

Ecco allora che il nuovo lavoro di Arisa, il sesto, che segna anche l’esordio con la Sugar, si apre con Dove non batte il sole, già entrata di diritto nella nostra playlist, grazie a un ritmo che ti prende e ti porta via senza bisogno di svolazzi vocali, e che fa il paio con Minidonna, quadretto ambiguo che avrebbe potuto tranquillamente essere scritto dal Lucio Battisti d’epoca. E invece c’è dietro la firma di Gianluca De Rubertis, del duo Il genio, che mette anche lo zampino in Tam tam sulla musica di Shridhar Solanki. I tre brani citati sono di fatto quelli che di questa raccolta portano il piede a battere il tempo, un contrappeso rispetto all’Arisa più interprete (quella che abbiamo conosciuto con La notte, per intenderci) di La domenica dell’anima dove ci ha emozionato la frase “Ho sognato di far gol al Brasile” nella sua metafora calcistica, e la title track che annuncia nella sostanza il cambiamento di Rosalba, e non solo in termini di casa discografica.

E poi c’è la sorpresa de Gli amanti sono pazzi, dove una brutta scoperta si trasforma invece in qualcosa di totalmente nuovo, su atmosfere disco, e il gioco d’epoca a 78 giri di Quando c’erano le lire che in realtà è un riferimento ai lati negativi delle relazioni moderne. Fino alle più classiche (e più canoniche) Vale la pena, Il futuro ha bisogno d’amore, e Così come sei. A chiudere, e di fatto un capitolo a parte, la cover di Amar pelos dois con cui il portoghese Salvador Sobral si è aggiudicato l’Eurovision Song Contest un paio di anni fa. Qui con un gran bel testo di Cristiano Malgioglio.

Nella sostanza un disco importante questo Una nuova Rosalba in città, che in certi suoi colori sembra uscito direttamente dai decenni magici della musica (per noi i Settanta e gli Ottanta), non solo per i suoni ma anche per l’evidente impegno, raro in questi tempi da singolo in streaming usa e getta, da parte dei diversi autori e produttori che vi hanno lavorato. E che, lo ripetiamo, trovano in Arisa una voce destinata, fortunatamente, a restare.

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Una nuova Rosalba in città, l'Arisa che resterà, 7.3 out of 10 based on 8 ratings

14 commenti

  1. P

    D’accordissimo sulla valutazione vocale: Arisa è la miglior cantante italiana in attività. “Cantante” nel senso più stretto, quindi “persona con una voce”. E’ intonata, ha una voce pulita, fa cose difficili con disarmante facilità e non fa i melismi da finta-nera con cui Giorgia ha impestato una generazione di aspiranti cantanti.
    Poi il carisma è quel che è, il repertorio secondo me non è niente di speciale a parte due o tre cosine graziose (valutazione che si ferma a prima di quest’album, ma non credo che contenga immortali capolavori), però è davvero la miglior cantante di questi ultimi decenni.

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    1. D

      Non è colpa di Giorgia se le imitatrici non sono all’altezza…

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  2. D

    Giusto, niente emozioni artificiali, è finita la recita da finta scema per costruirsi un personaggio. Adesso si va in diretta ubriaca e con le tette di fuori.
    Ma c’è una canzone che non parli d’amore, metaforicamente o non metaforicamente che sia?!…

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  3. Io sono un fan della Amoroso, anche in questa neo-versione Gabriella Golia, ma non è possibile che a Sanremo lei fosse superospite, autopromozione senza rischi, e Arisa in gara…

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    1. D

      Si, Amoroso super ospite fa ridere, in effetti…..un po’ come quando le agenzie di volti noti ti proponevano tamarri e zoccole del Grande Fratello come ospiti vip per eventi commerciali.
      Poi han smesso, fortunatamente…

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    2. L

      Ma anche Mengoni non può fare il superospite di una gara canora dove si esibiscono Renga o Nek. Il concetto è lo stesso.

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      1. D

        Va beh, si parlava di Arisa e il Direttore ha fatto un esempio. Chiaro che valga anche per tanti altri…

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  4. A

    Credo sia il primo disco senza i testi di Giuseppe Anastasi, ex fidanzato ma sodalizio artistico proseguito anche dopo la fine della loro storia.
    E non credo che questo cambio gioverà alla sua carriera.

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  5. R

    Sullo stomaco senz’altro.

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  6. A

    E’ ufficiale. Dane è pronto a entrare a far parte della giuria d’onore con Dandini e Severgnini, aggiungendoci anche Fazio, Littizzetto, Gramellini e soci.

    Parlando di disco (e non di immagine), tanti gli autori coinvolti. Il lavoro fatto dal team di Caterina Caselli appare buono, insomma non un disco buttato nella mischia senza un vero progetto. Piacevole da sentire e che a parte una paio di casi non ti fa ‘skippare’ traccia. Arisa bravissima sui diversi generi senza atteggiarsi. Minidonna divertentissima da ascoltare.

    Su Giorgia, per me una top player da sempre, brava anche a nascondere eventuali stecche facendole passare per ‘svolazzi’ voluti. Assolutamente imparagonabile con la Amoroso che di fatto poteva finire a fare la corista, tipo Antonella Bucci (brava) per fare un esempio, ma che ha giovato di autostrade mediatiche.

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  7. D

    “…E’ ufficiale. Dane è pronto a entrare a far parte della giuria d’onore con Dandini e Severgnini, aggiungendoci anche Fazio, Littizzetto, Gramellini e soci…”

    Al posto di Mauro Pagani, quindi.
    Se po fa’…

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    1. A

      Bravo, bella risposta. Lo sai che ho affetto per te e ti vedrei bene a giudicare. 😉

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      1. D

        Però la mia prima richiesta sarà avere te nel gruppo, che ste giurie a senso unico hanno rotto le palle. Altrimenti tanto vale avere un giudice unico come in tribunale…

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  8. C

    Poteva essere più dirompente e titolare il disco

    Una nuova Pippa in città

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