La Navratilova, i trans e le donne

Le posizione di Martina Navratilova in merito all’opportunità per i trans di partecipare a competizioni sportive femminili ha fatto rumore, ma è quella del 99% di chi fa sport. “Un imbroglio”, l’ha definita la campionessa ceca-americana, riferendosi chiaramente ad atlete nate uomini che gareggiano con donne-donne. La Navratilova ha spiegato chiaramente di riferirsi allo sport e di non avere alcun problema con i transgender in altri ambiti della vita, ma questo non è bastato ad evitarle attacchi politicamente corretti, con l’accusa di ‘transfobia’, dopo avere sopportato per metà esistenza quelli del conservatorismo becero (non è stata la prima tennista lesbica, ma certamente la prima a dichiararlo senza problemi). Tutto era nato da un tweet della Navratilova riguardante un trans vincitore di una gara femminile di ciclismo, poi la situazione è degenerata. Anche perché il discorso trans si può allargare all’ermafroditismo o anche alla presenza di qualche carattere sessuale maschile, per non parlare dei profili ormonali: la vista della Semenya e le sue rivali già da sola dovrebbe bastare a tenere lontane dagli 800 metri le avversarie con la sfortuna, sportiva, di essere solo donne.

Pensando all’All Star Game NBA che la scorsa notte si è giocato a Charlotte, un amico ci ha ricordato che due anni fa la NBA revocò l’All Star Game previsto proprio a Charlotte a causa di una legge del North Carolina che obbligava i transgender a usare i bagni relativi al sesso con cui erano stati registrati alla nascita. Nel frattempo la legge è stata parzialmente cambiata, nel senso che il ‘terzo bagno’ non è stato vietato ma nemmeno imposto per legge. Insomma, senza entrare in dettagli, almeno in bagno basterebbe usare il buon senso per capire da quale parte andare. Non c’è un bene o un male, ma semplice logica. Abbiamo letto che lo 0,6% degli americani adulti si identifica come transgender (in entrambi i sensi per così dire di marcia e con varie gradazioni), è verosimile che in Europa la percentuale sia leggermente inferiore: non si può distruggere lo sport femminile di tutto il mondo per venire incontro a una esigua minoranza della popolazione. Come al solito grande personalità e coraggio Martina, quasi ci dispiace avere tifato per la Evert.

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10 commenti

  1. L

    Impeccabile.

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  2. I

    completamente d’accordo.

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  3. D

    Applausi. Per Martina e per l’articolo…

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  4. z

    è vero, un po’ la stessa cosa dopo aver conosciuto il Lendl in versione allenatore..

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  5. A

    La Navratilova è una leggenda non solo per quando giocava ma anche per come si è gestita nel dopo carriera. Ridicoli le polemiche sulle sue dichiarazioni, che sono sensate e corrette. Anche se nell’epoca delle giurie d’onore ci dobbiamo abituare a questo ed altro…

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  6. A

    Iaaf contro Semenya: “Troppo testosterone”
    La campionessa sudafricana deve abbassare i propri livelli con i farmaci

    E’ cominciata a Losanna, presso il Tas, l’audizione relativa al caso che oppone la due volte campionessa olimpica degli 800 Caster Semenya alla Iaaf, la federazione mondiale di atletica.

    La 28enne sudafricana si oppone a una regola che mira a limitare i livelli di testosterone. Infatti la Iaaf vuole imporre alle donne con testosterone elevato (denominate “atlete Dsd”), com’è il caso della Semenya, di abbassare i loro livelli attraverso i farmaci, prima di poter competere in gare di livello mondiale su distanze comprese tra 400 metri e un miglio.

    Queste regole avrebbero dovuto essere introdotte dallo scorso novembre, ma poi la federazione ha rimandato l’avvio a fine marzo in attesa di vedere quale sarà l’esito della causa di cui si sta occupando il Tribunale di Arbitrato dello Sport, per la quale sono previste ben cinque giornate di audizione e discussioni, vista la delicatezza dell’argomento.

    “Le regole che vogliamo introdurre – ha detto il presidente della Iaaf Sebastian Coe – sono per l’equità e la regolarità delle competizioni”.

    Molte volte in passato le atlete battute alla Semenya hanno polemizzato, o fatto battute, sulla presunta mascolinità della sudafricana.

    http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/Articoli/Iaaf-contro-Semenya-Troppo-testosterone-70b8d233-5167-4fc9-b055-53b64bbfc3aa.html?wt_mc=2.social.fb.raisport_news.&wt&fbclid=IwAR2peh9fjdiIVB6lIY8Zmx-29rMMeeR6HP5dL35UqOzmqAcBO8qA1YLreO0

    un applauso a chi sceglie le foto!

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  7. A

    orgoglioso di aver sempre simpatizzato per martina.

    la questione dell’identità sessuale negli usa ha ormai oltrepassato il ridicolo: già in un paio di occasioni mi è stato chiesto se la domanda sul gender nei vari form di registrazione mi aveva messo in imbarazzo olppure era formulata con giri di parole assurdi del tipo “se ti chiedessero di che sesso sei, quale risposta sarebbe per te la più naturale?”.

    non riesco invece a seguirvi sul caso semenya (che vidi dal vivo a berlino in batteria, chiedendo alla mia futura moglie cosa ci facesse quel ragazzo col cappellino a gareggiare con elisa cusma piccione).

    lo dico da ignorante e senza intento polemico: se il suo livello di testoterone è naturale, cosa c’è di diverso da chi gioca a basket perché è più alto della media (o si dedica alla musica lirica perché ha un’estensione vocale più ampia)?

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    1. D

      Dipende dal motivo per cui quel testosterone ha un livello così alto…

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  8. r

    Benvenuti nell’epoca dove l’opinione del primo perditempo che passa le giornate dietro una tastiera autodefinendosi “attivista” conta più di quello di una leggenda del proprio sport

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  9. f

    La più grande atleta di tutti i tempi per me può dire quello che vuole

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