Honda, Yamaha, Kymco, SYM, Piaggio: lo scooter dopo l’estinzione del cinquantino

Honda Integra ed SH, Yamaha TMAX, Kymco, SYM, Piaggio Beverly: non sono tutti gli scooter del mondo, ma sono quelli che conosciamo meglio e abbiamo avuto almeno per un po’ fra le mani (sempre in prestito da amici, perché con l’anima e con quel che rimane del corpo rimaniamo motociclisti). Diciamo subito che gli scooter, eccezion fatta per i «cinquantini» (razza davvero in via di estinzione…), rappresentano l’unico mezzo di locomozione, compresi quelli a quattro ruote, che non stia accusando crisi. Insieme alle moto di media cilindrata gli scooter tengono su il mercato anche se il mondo delle due ruote merita una radicale revisione di prezzi, di prestazioni e di dimensioni. Se è vero che gli scooter hanno una clientela trasversale che coinvolge tutte le fasce di età e di reddito, le moto si stanno dividendo in due categorie ben distinte. La prima include i «duri e puri» (Bmw e Harley) e gli amanti del vintage/cult (Norton&C.) sulle orme dei vecchi miti del dopoguerra. La seconda inquadra e classifica coloro i quali non vogliono rinunciare alla moto, accontentadosi di prodotti meno performanti e affascinanti. Ma comunque utili e utilizzabili, anche se senza grandi ambizioni.

CIFRE – Quindi il mercato delle due ruote continua a crescere, anche se a macchia di leopardo. Le immatricolazioni di scooter e moto hanno fatto registrare nel mese di gennaio 2019 le 13.545 unità, pari ad un incremento del 3,8% rispetto al 2018. Sono cresciute le moto (+7.1%), con gli scooter che mantengono, anche se di poco, il segno positivo (+0,9%). Come prima accennato, la flessione dei 50cc appare irreversibile. A gennaio il segno è ancora negativo (-1.8%). Nel settore degli scooter la cilindrata più richiesta è quella tra i 300 e i 500cc, che ha visto un incremento dei volumi del 23,2%. Calano quasi della stessa quantità le immatricolazioni dei 125cc, così come i maxi scooter (oltre i 500 cc). In generale le immatricolazioni moto, tranne quella dei segmento 1000cc e tra 600 e 750cc, sono in crescita: +33,6% le 800-1000cc, +11,6% da 300 fino a 600cc, +10,3% per le le 125cc e un +10% per le 150-250cc. Con i numeri ci fermiamo qui: era soltanto per far capire che per i motivi più volte elencati in questa rubrica (cambiamenti sociali e culturali, prima ancora che finanziari) le due ruote godono di migliore salute rispetto alle quattro. Si può dirlo anche senza allargare il discorso alle bici, dove la flessione per i prodotti tradizionali si accompagna agli ottimi risultati delle e-bike.

Honda SH

STOP – Tornando agli scooter, ormai è chiaro che va rivisto un po’ tutto. L’Integra della Honda (750 cc, in versione anche off-road) va letto come l’ultima frontiera di uno scooter che, in generale, non può e non deve più crescere in dimensioni e pesi. Ma proprio la casa giapponese detiene il primato di vendite e fidelizzazioni con il modello SH. Richiestissimo e vendutissimo nelle 3 versioni storiche (125, 150 e 300) che ha prezzi sopra la media ma sicuramente offre un’affidabilità non riscontrabile in altri concorrenti. Fra l’altro la sua longevità è garantita da una carta d’identità che ormai si inserisce spesso fra i 10-15 anni di anzianità. Anche la mania degli scooteroni si sta ridimensionando per venire incontro alle esigenze di un pubblico sempre più ampio. Quello femminile, sull’onda di un’emancipazione a 360 gradi mentre gli uomini (…) del 2019 si dedicano sempre più alla cucina, non disdegna la comodità e le prestazioni. A patto che pesi e volumi siano accettabili.

Piaggio Beverly

CATTIVI – Così come per gli storici «bombardoni» (maxi-moto da 300 all’ora) anche gli scooter stanno diventando più docili e mansueti. L’introduzione dell’abs obbligatorio ha sterilizzato anche la voglia di correre inutili rischi. Il modaiolo Yamaha Tmax, dopo aver superato una crisi di crescita e di costi, adesso viene offerto in una versione più umana e meno esasperata. Chi in questi anni ha fatto molta strada, sotto tutti i punti di vista, sono stati i seguaci delle «cover». Kymco e SYM hanno sfruttato tecnologia e idee dei profeti giapponesi offrendo prodotti di qualità a prezzi convenuti. La Piaggio, che ha nei rinnovati Beverly i veri antagonisti degli SH, ha osato con coraggio offrendo il «triciclo». Un mezzo a 3 ruote che cerca di ottimizzare i pro di una mini-auto e della moto. Accessoriatissimi (addirittura con parabrezza che possono allungarsi fino a coprire interamente pilota e passeggero) questi scooter sono apprezzabili in condizioni meteo estreme e, soprattutto, come succede a Milano, per evitare le insidie delle malefiche rotaie del tram.

MILLENNIALS – Fra i motivi di preoccupazione per tutto il settore del trasporto privato c’è da registrare anche il nuovo fenomeno che vede protagonisti i cosidetti Millenials, cioè i nuovi nati dal 2000 (anche se in realtà si parlava di Millennials già per i nati a metà anni Ottanta). I quali hanno inciso in maniera ragguardevole al netto del decremento (-30%) delle patenti erogate nel 2019. Quindi non solo c’è il rifiuto (o la necessità) di dover rinunciare ad auto e/o moto, ma addirittura si ripudia la guida, la voglia di libertà che dagli Anni Sessanta in poi ha caratterizzato la crescita di intere generazioni di ragazzi. Che fare? Sembra che neppure il moto-sharing possa arginare questo fenomeno. Senza giovani non c’è futuro, di sicuro. Anche e soprattutto nel mondo delle moto, che però ha ancora un buonissimo presente.

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12 commenti

  1. C

    Vabbé, capito che per le macchine serie dobbiamo fare da soli…

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  2. P

    ci ho azzeccato…. ero qui in trepida attesa, lo sapevo che sarebbe stata sugli scooter e sul vorrei essere motociclista ma non posso….

    comunque da motociclista iperconvinto (ho 11 moto in garage e nella vita ne ho avute 47) poche cose mi fanno più ridere dello scooteraro casco Momo e pinocchietti che ti guarda dall’alto in basso del suo TMax cui ha montato Akrapovic e kit da sparo per avere quei 2 cv in più con quella andatura da cerebroleso On/Off/On/Off..
    Seriamente, Non so nemmeno dire se esiste un buon presente per le moto purtroppo, ci sono ancora tanti fenomeni di nicchia dove ci si diverte (godo a fare enduro d’epoca per esempio) ma dove l’età media è sempre più alta, se ci si ferma su un passo alpino a vedere i motociclisti passare lo spettacolo è sconfortante, un 45enne è mosca bianca e passa per adolescente… l’unico divertimento è vedere il solito scooteraro di cui sopra che si tuffa verso Glorenza e due tornanti dopo capisce che la moto (e il freno motore) sono altra cosa…
    Harley è morta, le supersportive pure, resistono le naked da hipster che non sono mai uscite dalla tangenziale e le BMW che non solo non mollano ma inventano nuovi (per loro) segmenti, vedi il capolavoro di marketing fatto con la NineT..
    Per esigenze di mobilità posto che assicurare una due ruote a un adolescente è un salasso inumano (se penso a quanto costava assicurare ai miei tempi il Garelli o lo Zundapp in proporzione al costo vivo del mezzo) lo scooter è decisamente IL mezzo per fare commuting di medio raggio in una grande città.. e qui lo confesso, il mezzo più intelligente mai avuto in garage è il Piaggio MP3, brutto come la morte ma efficace, sicuro e pure divertente, ce l’ho sin dal 2007 ed è l’unico che non cambierei mai…. I Francesi saranno brutti e antipatici ma di due (e tre ruote) ne capiscono assai, si pensi al fenomeno Motard o alle vendite di Ducati Monster, (allora si chiamava M900), che i primi due anni erano concentrati in Francia, e infatti Parigi brulica di tripodi…

    attendo con ansia la prossima sulle minicar….

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    1. D

      Tocca vendere l’anima al diavolo e mettere più a Paolo per la citazione della Zundapp che ha smosso il tenerone che è in me.
      Zundapp che come mezzo da città ha il suo perché ancora oggi, difatti molti paninari a Milano se le contendono ancora…

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      1. P

        Io a sedici anni avevo il PX (che ho tuttora in garage) ma volevo lo zundapp, ne comprai uno senza documenti da un tizio del gratosoglio che aveva le nocche tutte spellate, 500 mila lire e zero domande. .. Per due anni io e mio compagno di scuola con xl125 uscivamo di casa con le nostre motine comprate e assicurate da paparino, le mollavamo giù e in giro con lo. Zundapp senza bollo e assicurazione ma con il bauletto nonfango rigorosamente fregato… Che pirla solo a pensarci… Comunque ne ho ricomprato uno 125, un rottame grigio e nero a Novegro 3 anni fa e l ho restaurato piano piano.. Un bel soprammobile quasi inutilizzabile ma a rivenderlo adesso forse ci guadagno pure….

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  3. G

    “Quindi non solo c’è il rifiuto (o la necessità) di dover rinunciare ad auto e/o moto, ma addirittura si ripudia la guida”

    Conta anche il fatto che, rispetto a 20 anni fa, i controlli sull’ipocrisia sono diventati molto più severi per cui si preferisce usare meno la macchina nei weekend o usare mezzi pubblici.

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  4. C

    @ Paolo: “e qui lo confesso, il mezzo più intelligente mai avuto in garage è il Piaggio MP3, brutto come la morte ma efficace, sicuro e pure divertente, ce l’ho sin dal 2007 ed è l’unico che non cambierei mai….”

    Come non quotarti

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  5. m

    “si ripudia la guida, la voglia di libertà che dagli Anni Sessanta in poi ha caratterizzato la crescita di intere generazioni di ragazzi.”
    Ovvio. Io non millennials, nei 90’s vado dal rivenditore accompagnato dal babbo che scuce il grano, predo il mio Sì, esco e vado. Unico orpello aggiuntivo il casco, spesso portato sull’avambraccio tipo borsetta. A proposito dei giovani d’oggi teste di cazzo.
    Bollo annuale e meccanico all’occorrenza. Adesso avere un due ruote tra obblighi di legge tagliandi etc é una rottura di coglioni equiparabile alla macchina.

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  6. A

    Il problema degli scooter di oggi è che sono proprio brutti… niente a che vedere con le moto che mantengono la loro grazia. Poi chi li guida magari dovrebbe evitare di fare pericolosi slalom tra le auto o partire come una scheggia al verde manco fosse Valentino Rossi.

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    1. G

      Tra l’altro uno Scrambler, per dimensioni e costi, per me è del tutto preferibile ad uno ‘scooterone’

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  7. G

    Il migliore scooter di piccole dimensioni è la Vespa. Punto.

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    1. D

      Adesso comincio a preoccuparmi…

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  8. D

    “Si può dirlo anche senza allargare il discorso alle bici, dove la flessione per i prodotti tradizionali si accompagna agli ottimi risultati delle e-bike.”

    Falso, ma capisco la strategia perchè la stessa dei giornali…

    “Quindi non solo c’è il rifiuto (o la necessità) di dover rinunciare ad auto e/o moto, ma addirittura si ripudia la guida, la voglia di libertà che dagli Anni Sessanta in poi ha caratterizzato la crescita di intere generazioni di ragazzi”

    Aaahhh i giovani di oggi che ripudiano la libertà. Soprattutto di dir cazzate…

    “Senza giovani non c’è futuro, di sicuro”

    Finalmente la resa. Restano da trattare le condizioni…

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