Vattene amore, quelli che non capiscono il trottolino amoroso di Minghi e Panella

L’attacco a Vattene Amore, il celebre brano portato al successo da Amedeo Minghi con Mietta nel Sanremo 1990 (terzo posto finale), sferrato da alcuni dei ‘maestri’ nella scorsa puntata di Ora o mai più, ci ha fatto riflettere. Detto infatti che l’opinione è libera, avergli mosso l’accusa di essere “una menata galattica” (Rettore) o una “canzone da bambini” (Ornella Vanoni, attualmente in polemica anche con Scialpi) solo per fare due esempi delle definizioni date nel corso della serata, merita un approfondimento su un brano che di diritto è entrato tra i classici della canzone italiana.

Se da un lato non si può certo dire nulla sull’impostazione musicale data dal cantautore romano, compresi i suoi arrangiamenti ricchi, anzi ricchissimi, del suono degli archi, a infastidire sembra più che altro essere stato il testo. Del quale il famigerato “trottolino amoroso” non è mai andato giù nemmeno a quella parte di critica ignara che tra gli innamorati i soprannomi anche più assurdi sono leciti e fanno parte del segreto delle storie. Ecco che la combinazione sotto accusa è in realtà uno dei tanti esempi dei giochi di parole che Pasquale Panella (autore del testo di Vattene amore), da considerarsi tra i grandi autori di liriche italiane (oltre che geniale collaboratore di Lucio Battisti nella sua seconda fase artistica), è da sempre capace di mettere su carta.

Panella, che ha più volte collaborato con Minghi (ricordiamo anche la bellissima Cantare è d’amore), è infatti maestro di rime particolari e i suoi testi si riconoscono al volo per i suoi continui rimbalzi tra termini e le metriche ardite. Si pensi non solo a quanto scritto per Battisti, ma anche a brani come Barbara di Enzo Carella (“Ho freddo in mano, ti tocco piano piano, ho freddo al pianto, mi faccio accanto accanto”), Dindondio di Zucchero (“Quindi non io, ma una canzone, ti parlerà. Un’emozione, cosa cos’è? È questa qua) o Amore per te di Mango, firmato con il fratello di quest’ultimo, Armando (“Io vorrei raggiungerti, in trasparenza. Tutto è vedere te, con i vestiti e senza”) solo per citarne alcune, senza dimenticare In amore (“Ti supererò, in amore andrò molto più lontano dove tu stupore sei, con le mani andrò dove sento il cuore che mi fa capire come stai aspettando me”) per Gianni Morandi e Barbara Cola.

La reazione ai commenti dei colleghi da parte di Amedeo Minghi è stata tutto sommato contenuta, con un “spero di essere in grado di scriverne un’altra con queste caratteristiche” rivolto alla Vanoni, anche se noi avremmo preferito che circostanziasse meglio il valore di Vattene amore (definito da Red Canzian una canzone “piccola e fragile”) proprio per quel testo che se fosse stato cantato da Battisti in album cult come Don Giovanni (dove si raccontava di “E dai che ne ho sete, parole d’amore. Grosse lacrime sciocche. Sono uova alla coque…”) sarebbe magari stato accolto dalla critica, ieri così come oggi, in modo sostanzialmente diverso.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (6 votes cast)
Vattene amore, quelli che non capiscono il trottolino amoroso di Minghi e Panella, 10.0 out of 10 based on 6 ratings

72 commenti

  1. P

    Vero, anch’io ho assistito con un certo stupore a quelle critiche, talmente ingenerose da sembrarmi artificiali. Forse c’era la volontà di provocare Minghi, che notoriamente non è il più grande testimonial della modestia…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  2. B

    Non lo so, era l’ultimo anno di liceo, era Sanremo a casa di amici, c’era Flavia, rossa e bellissima e c’era questa canzone che da allora è stupenda e indimenticabile.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +14 (from 16 votes)
  3. Grazie Paolo Morati. Viaggiare su un treno vedendo fuori dal finestrino un panorama desolante pieno di neve e ghiaccio (sapendo che fuori sono -31) ti fa gridare “ma io cazzo c’entro qui?!”. Poi ascolti il trottolino di Mietta e la giornata ha un senso…
    Comunque, la prossima volta che sono a Milano bisogna organizzare una cena (ma cazzo significa aperi-cena?).
    Con ospiti d’onore Paolo Morati e Dane e un dibattito live sulla musica italiana.
    Stefano e Italo la scelta dell’arena…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
    1. L

      Tani dopo tot anni hai già nostalgia dell’Italia… E dillo (cit)… 😀

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
      1. Ah guarda Leo, io la nostalgia dell’ltalia l’ho avuto già il secondo giorno mica è cominciata 17 anni dopo…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +8 (from 8 votes)
        1. Nostalgia canaglia (cit.)

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +8 (from 8 votes)
          1. Eh si, una di quelle che ti prende proprio quando non vuoi

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: +3 (from 3 votes)
      2. Leo, nostalgia dell’Italia Parte 2:
        Appena sceso all stazione di Kingston, Ontario. Fuori una scena da Fargo. Dentro, l’unico bar chiamato “NAPOLI- Espresso Bar”. Cappuccino buonissimo ma ho fatto l’errore di ringraziare il signore in italiano. Quello in cinque minuti mi ha raccontato la storia dei suoi 40 anni in Canada nei primi due minuti, poi ha passato gli altri 3’ di quanto questo paese sia un “capitalismo di merda”. E non mi lasciava andare. Comunque confermo: era simpaticissimo.
        Per completare una giornata così gioiosa serviva però il tocco di genio del autista Uber: rap arabo and musica indiana.
        E Dane mi fa le pulci al trottolino di Mietta????

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +3 (from 5 votes)
          1. Paolo, esatto…

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: 0 (from 0 votes)
        1. D

          Tani, io odio il reggaeton, che credo sia una delle più insopportabili diavolerie mai inventate.
          Però il 90% della musica italiana resta una menata scassacazzo, punto…

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +1 (from 1 vote)
  4. D

    Canzone che rappresenta perfettamente il carattere insulso della canzone italiana, il discorso fatto più volte (la prima volta da Axel, credo) su queste pagine sulla monotematicità di un genere ruffiano adatto a massaie sognanti e furbetti che vogliono portarsi a letto le loro figlie.
    Per capire “trottolino amoroso dududù dadadà” bisogna riguardarsi la scena di Amici Miei in cui l’architetto Melandri chiama quella mestruata isterica dell’ex-moglie del dottor Sassaroli “cippa lippa” e il Conte Mascetti va avanti per un quarto d’ora a prenderlo per il culo e ripetendogli con sguardo severo “cippa lippa….cippa lippa!…CIPPA LIPPA!!!” col tono da “ma come cazzo sei messo?!” nella speranza di fargli prendere coscienza della situazione patetica in cui versa.
    Ecco, la canzone italiana è questa, poi si, gli innamorati dicono un sacco di cazzate caramellose (nell’intimità) e gli attacchi dagli altri rappresentanti della canzone italiana fanno ridere (Vanoni e Red Canzian che parlano di brano debole e infantile è oltre il surreale…) visto che il 90% della produzione è su quel livello.
    Alcune note: 1) i versi di Panella citati sono al limite dell’analfabetismo, non esattamente il massimo su cui impostare una difesa d’ufficio.
    2) la frase di Minghi “e allora falla tu una canzone che venda così tanto” è una roba di una volgarità imbarazzante, una gara a chi ce l’ha più lungo da chi si fa forza dei numeri del basso popolino, paragonabile a quando Salvini e Di Maio sventolano la vittoria alle elezioni, o quando il Lucky Luciano del calcio italiano “trusciava” e rispondeva ai denuncianti “taci tu che non hai vinto niente”, o quando l’autosauro che ha appena cercato di ammazzarti ti dice “sei geloso perché tu questa macchina non te la puoi permettere!”
    3) Rettore simpatica come carta vetrata al posto della carta igienica (l’ho avuta come vicina, so di cosa parlo…) ma ha centrato il punto. Poi il brano è molto musicale ed orecchiabile quindi capita di canticchiarlo facilmente, ma non ha detto una cazzata.

    Ps: eh ma allora i testi degli americani pieni “yeah!” e di “hey!”: 10, 9, 8, 7, 6…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -3 (from 19 votes)
  5. m

    Una canzone cult anche se non l’ha cantata Battisti. Grazie Panella pure per questa.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 7 votes)
    1. Marcopress quando non parla di Juve e LeBron, sempre chirurgico 🙂

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +3 (from 5 votes)
  6. Questo è un bel testo, con più chiavi di lettura, anche se il gruppo che la canta è semisconosciuto (di sicuro entrerà nel nostro torneo dei sopravvalutati). Panella, vergognati, non sei all’altezza dell’utente medio di Indiscreto.

    She loves you, yeah, yeah, yeah
    She loves you, yeah, yeah, yeah
    She loves you, yeah, yeah, yeah, yeah
    You think you lost your love
    Well I saw her yesterday
    It’s you she’s thinking of
    And she told me what to say
    She says she loves you
    And you know that can’t be bad
    Yes, she loves you
    And you know you should be glad
    She said you hurt her so
    She almost lost her mind
    And now she says she knows
    You’re not the hurting kind
    She says she loves you
    And you know that can’t be bad
    Yes, she loves you
    And you know you should be glad, ooh
    She loves you, yeah, yeah, yeah
    She loves you, yeah, yeah, yeah
    And with a love like that
    You know you should be glad
    You know it’s up to you
    I think it’s only fair
    Pride can hurt you too
    Apologize to her
    Because she loves you
    And you know that can’t be bad
    Yes, she loves you
    And you know you should be glad, ooh
    She loves you, yeah, yeah, yeah
    She loves you, yeah, yeah, yeah
    With a love like that
    You know you should be glad
    With a love like that
    You know you should be glad
    With a love like that
    You know you should be glad
    Yeah, yeah, yeah
    Yeah, yeah, yeah, yeah

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 13 votes)
    1. C

      Ingiusto; She loves you appartiene alla prima fase dei Beatles (1962-64), quella che portò alla Beatlemania, in cui pur con tutto l’amore che ho per i fab four erano il corrispettivo anni 60 di una boy band: Lennon, quello “maturo”, aveva 22 anni… Diciamo che poi, nel volgere di qualche anno, hanno scritto Across, the Universe, Revolution, Strawberry Fields Forever, Hey Jude. Tralasciando ovviamente la musica, che una canzone come Can’t buy me love in tutta la sua semplicità non credo Minghi l’abbia mai scritta.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +11 (from 11 votes)
  7. A

    La reazione di Minghi in realtà è stata molto educata (è la Vanoni che sembra aver fatto riferimento a chi parla di copie vendute…) Detto questo. Dane dai, dicci chi di italiano sa scrivere un testo di una canzone, comunicaci quale letterato è in grado di mettere poesie in musica, aggiornaci su quali versi dovremmo innalzare sul podio della canzone d’autore vera, quella che ci permette di riflettere sul mondo, la vita reale. Finalmente, illuminaci. Con affetto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +14 (from 20 votes)
  8. L

    Tani l’aperitivo (anzi il pranzo) indiscreto può essere fatto solo sul mare a Castiglioncello. Convinci tu dane, il direttore, Italo ecc ecc ecc.
    L’uomo indiscreto ha bisogno di parlare dei vecchi tempi con il rumore dei cavalloni che si infrangono sugli scogli (potremmo invitare anche la capra e gobbo 🤔)…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 4 votes)
    1. Leo io ci sto, però se ci legge Fabrizio Provera ti direbbe che il posto migliore per un dibattito indiscreto sulla musica italiana è il Puny… Anche perché Dane è uno troppo snob per accontentarssi di Castiglioncello…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +3 (from 3 votes)
  9. D

    Direttore, è caduto immediatamente nel retino del mio ps.
    Ma chi l’ha detto che “quegli altri” siano sempre da 10 e lode?! Io considero Janis Joplin una stucchevole cornacchia gracchiante, si figuri…😂

    Alvaro, io apprezzo anche il punk (il punto più basso della musica leggera) e il blues (dalla semplicità arcaica, anche se spesso il significato sfugge a chi non conosce il retroterra culturale su cui si fondono certe metafore. Vedi il carro, il treno, ecc.), quindi non è questione di alta letteratura.
    Però se mi spacci uno strafalcione con cui aggiustare la metrica tipo “Un’emozione, cosa cos’è?” per alta letteratura (eh ma la licenza poetica…) mi stai pigliando per il culo, e a trollata rispondo con trollata… 😜

    Leo: ma Isabella Ferrari viene?! 🤔

    Tani: ma sono anche troppo snob per pagare in contanti ai furbetti del nero… 😉

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 7 votes)
    1. Dane se la Ferrari sa che ci sei tu ci porta anche Kolinda. Per un abbraccio caloroso a fine dibattito

      P.S. Non ti preoccupare del conto… basta che ci porti i tuoi talenti…,

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +3 (from 3 votes)
  10. Stiamo chiaramente giocando, perché tutti i diplomati al Conservatorio (sia pure Cepu) che ci leggono sanno che il trottolino amoroso di Panella è una citazione del farfallone amoroso delle Nozze di Figaro di Mozart (Libretto di Lorenzo Da Ponte: risparmiamo la consueta fatica di andare su Wikipedia)…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 11 votes)
  11. K

    Io so solo che a Mietta nel 1990 altro che “Dudù dadadà” le avrei fatto…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +17 (from 21 votes)
  12. U

    Si ma adesso a parte Dudu dadada…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  13. M

    Dudu dadada ha molto più senso di Obladi oblada.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
    1. C

      Insomma, secondo me l’inversione di parti nel finale di quella canzone è genio pure. Certo per accorgersene uno dovrebbe appizzare le recchie.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 2 votes)
      1. D

        Ma dagli anche ragione, il punto è che come hai spiegato tu la carriera dei Beatles non si basa tutta solo su She loves you ye ye ye e Obladì Oblada.
        Nemmeno faccio un’analisi sul cambio di contesto armonico tra inciso e bridge in Layla di Eric Clapton, perché figurati se gente da giro di Do riuscirebbe a starmi dietro…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: -2 (from 4 votes)
        1. Ma come “giro di do”?! Ma non era solo dududu dadada? Mo e spuntato pure il do?

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: -1 (from 1 vote)
          1. D

            Tani, mi cadi sulle basi: la canzone è fatta di musica (trascurabile, per i giannizzeri della musica italiana) e di testo (molto più importante, per le pasionarie degli italici miagolii…).
            Il giro di do è musica, dududù dadadà è testo, vedi che tutto torna?! 😉

            Ps: de de de è più anglosassone, di di è magrebino… 😂

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: +1 (from 3 votes)
  14. D

    Direttore: stiamo chiaramente giocando perché la citazione non monda lo stucchevole contesto, qui ci sono 100 anni di trottolino amoroso che han rotto il cazzo.
    Questo è il punto che caratterizza la ghettizzazione di sta musica di serie B, i cui pochi capolavori non a caso esulano dall’andazzo…🙄

    Krug, c’è di molto meglio, però l’ho vista recentemente alla prima di un amico e ti assicuro che anche in versione paramilf regge la scena… 😉

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 6 votes)
    1. K

      Indubbiamente c’era e c’è molto di meglio ragazzo mio ma capiamoci nel 1990 avevo diciassette anni e mi sarei trombato pure il palo della luce sotto casa, figuriamoci se poi, abituato allo standard sanremese (dove già Romina Power, Anna Oxa e Antonella Ruggiero erano grasso che cola) ti arriva una 21 enne abbastanza dotata (no, non parlo di canto)…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 7 votes)
      1. D

        Sì, sì, era chiarissimo, ma io in realtà volevo farle un complimento per dire che forse adesso ha ancora più perchè di allora… 😛

        p.s.: bèh, Romina Power era tanta roba, la Oxa in certi frangenti idem, la definizione “grasso che cola” ci sta giusto per la Ruggiero (che in compenso come cantante se le metteva nel sacco tutte…).

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +2 (from 2 votes)
        1. K

          Romina Power dà due giri di pista a Mietta (non parlo ovviamente di doti canore…) ma nel 1990 aveva 39 anni ed io 17, normale che una di 21 mi “accendesse” un pochino di più.
          Anna Oxa mai piaciuta, per me veramente meglio la Ruggiero.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: -1 (from 1 vote)
  15. A

    Il top di Mietta in ogni senso è questo. Tra l’altro brano firmato Mango Panella. Lei stupenda:

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
  16. M

    La più bona ai tempi era quella dei Dirotta su Cuba anche se mi sa che parliamo del 1998.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
    1. D

      Vero, già si ragiona… 😛

      p.s.: Dirotta su Cuba che peraltro musicalmente valgono tutta la carriera di Minghi e Mietta messi assieme, non foss’altro che per averci risparmiato un’orchite… 😀

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
  17. E

    Complimenti al Direttore per la simpatica trollata, ma quello che rende straordinaria anche una canzoncina come she loves you è il contesto in cui è stata incisa e la sua portata rivoluzionaria sul piano dell’impatto sonoro degli strumenti e della semplicità esplosiva dell’arrangiamento, non il testo. E cmq anche il testo era anni luce più sofisticato di quanto possiamo immaginare con lo sguardo di oggi. La stessa impostazione in terza persona – perdonatemi la pedanteria professionale – sposta il punto di vista di quella che certo resta una banalotta dichiarazione d’amore ma ci spinge ad immaginare relazioni più complesse. E poi lo avete già detto, she loves you è una fase dei Beatles, ne arriveranno altre ben più ardite.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
    1. D

      Eleonora, una volta parlavo con un tizio del BLues e mi fa “ma perchè i testi blues parlano sempre di treni e di carri?!…..perchè i negri hanno questa ossessione per i treni e i carri?! Perchè vivevano in campagna tra i campi di cotone?!…”
      Eh ma Panella..

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
    2. i

      dal punto di vista musicale, i beatles di rivoluzionario non hanno mai fatto nulla… ma nulla-nulla-nulla. sono perplesso che nessuno dei dotti (…) l’abbia ancora detto in maniera palese, quindi mi vedo costretto ad alzare la mano. In un epoca in cui i grandi (quelli veri) della musica iniziavano ad esplorare quello che c’era al di fuori dello standard della forma canzone (strofa strofa ritornello strofa ritornello) con suite, jam eccetara, e sfruttavano il progresso tecnologico che permetteva di estendere le loro opere al di là del limite dei tre minuti (78 giri), i beatles, che erano un gruppo vocale all’interno di cui l’abilità strumentale non era minimamente richiesta (contava accompagnare la melodia e puntare tutto sul refrain, tipo i beach boys) producevano canzonette ancora alla moda degli anni 50, brevissime e ricolme di banalità – che l’uso della terza persona sicuramente non raddrizza – con la classica figura del produttore a tirare i fili di tutto da dietro le quinte (george martin non era “il quinto beatles”, più probabile fosse il primo… d’altronde basta fare i conti di cos’hanno fatto i fab-4 dopo lo split col loro pigmalione). Per uscire dalla loro forma-canzonetta bisogna aspettare fine carriera, per il resto nessuna innovazione, nessuna rivoluzione, nessuno spunto originale: la stella polare dei beatles era la melodia, quella che andava già di moda, rassicurante, a rischio zero. I beatles accolgono le innovazioni artistiche del tempo solo quando il resto del mondo musicale le ha già interiorizzate, e il loro pubblico le ha già masticate altrove.
      Spice girls trent’anni prima (mi allineo al fare comune facendo un parallelo con un’altra epoca) e perfetto esempio (nemmeno il primo) di successo stratosferico di costume che cela alle sue spalle una innegabile mediocrità artistica. A questo punto, rimanendo nel merseybeat, cento volte meglio i Kinks che almeno qualcosa di nuovo hanno apportato, pur rimanendo anche loro nel recinto della canzonetta da tre minuti.

      Minghi invece un gigante (LOOOOOOOOOOOOL)

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +3 (from 7 votes)
      1. D

        Ianlu, è stato detto che i Betles degli inizi erano poco più che una boy-band (che tra l’altro si reggeva su molte cover di r’n’b americano, ma va beh…), più chiaro di così! Poi però c’è stato altro, dai. La rivoluzione più che altro fu nelle sonorità e questa non si può negare per quanto come detto da te farina del produttore e – opinione mia – volta ad una commercializzazione più accattivante per il pubblico di urlatrici (che sono da sempre il target a cui aspirano i discografici, la musica italiana si basa appunto su questo teatrino: che cazzo gliene frega ad un bluesman come Alex Britti di cantare della fidanzata innamorata?! Un cazzo e una minchia, ma se vuoi vendere devi comporre 7mila caffè che sono due canzoni in una anche se pochi se ne sono accorti. Senza offesa per le donne, ma è buona parte colpa della loro isteria emotiva se la musica italiana fa così schifo…).
        Per il resto evita discorsi su suite, jam, ecc. altrimenti tra un po’ arriviamo al Progressive e la Jazz-rock e la gente qua sviene dai giramenti di testa e cade dalla sedia… 😉

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +5 (from 5 votes)
        1. i

          la paternità delle innovazioni nelle sonorità (versione per gli amanti delle cose semplici e rassicuranti: i suoni strani!) credo sia da attribuire a Martin più che ai beatles in senso stretto – a inizio ’60 Martin produsse un disco di Rolf Harris in cui compariva il didjeridoo, che a quei tempi probabilmente nessuno sapeva nemmeno cosa fosse. La storia e il percorso di George Martin per me è molto più interessante (e spiega molte cose) rispetto al mito dei beatles… che come ogni mito che si rispetti, tende a deformare la storia a suo vantaggio.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +3 (from 5 votes)
          1. D

            E io che ho detto?! 😛

            p.s.: discorso che poi vale per tanti altri prodotti musicali, quanti performer sono passati per dei geni artistici quando erano solo degli esecutori in mano al proprio produttore?! 😉

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: +1 (from 1 vote)
      2. C

        In effetti Revolver e Sgt Pepper sono album di fine carriera. Esordio di grana grossa per un troll, qui siamo abituati a roba più raffinata.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +3 (from 9 votes)
        1. i

          Lo stesso anno in cui uscì Revolver, Frank Zappa pubblicava Freak Out! e Bob Dylan Blonde On Blonde. Quando uscì Sgt. Pepper, Pet Sounds dei Beach Boys era già in giro da quasi un anno e mezzo. Ora, vista la tua obiezione e come ti poni, temo che tu non sappia di cosa sto parlando.
          Poi oh, sei liberissimo di perdere tempo pensando che io sia intervenuto al semplice scopo di trollare, dequalifica pure la mia opinione se serve a tranquillizzare il tuo ego.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +2 (from 10 votes)
          1. C

            Ah lo stesso anno? Non 1, 2 o 5 anni prima? Colpa mia, avevo capito che quando i Beatles cantavano she loves you yeah yeah yeah c’era già chi registrava Dark Side of The Moon ma non veniva cagato a causa del pubblico incompetente; e invece la tua tesi è che mentre i Beatles innovavano lo facevano pure Zappa e i Wilson. Pazzesco, la pensiamo allo stesso modo!

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: 0 (from 6 votes)
            1. D

              Beh, Calvin, non esagerare, dai….il suo discorso è chiaro, cerca di mantenere le dovute proporzioni, su… 😉

              VN:F [1.9.22_1171]
              Rating: +1 (from 1 vote)
              1. C

                Hai ragione, avrei dovuto limitarmi ad un’opinione più moderata come “Spice Girls trent’anni prima” 😉

                VN:F [1.9.22_1171]
                Rating: +1 (from 3 votes)
                1. D

                  Calvin, non trollare. 😛
                  A parte che hai parlato anche tu di boyband (quindi se non Spice Girls almeno New Kids on the Block, Take That, etc…), ma mettiamo da parte trollate e controtrollate e veniamo a quanto hai scritto tu: “mentre i Beatles innovavano lo facevano pure Zappa e i Wilson”.
                  Ecco, mi permetto di interpretare il pensiero di Ianlu e ti chiedo: davvero stai paragonando le innovazioni di Frank Zappa a quelle dei Beatles?! 😉

                  VN:F [1.9.22_1171]
                  Rating: +3 (from 5 votes)
  18. E

    Su Vattene Amore però cerchiamo di mantenere le proporzioni. Panella ha scritto di meglio? Certamente. Le Cose Che Pensano vale da sola l’opera omnia di Mogol, per esempio. Vattene Amore è però un altro genere letterario, con altro scopo e altro contesto. E nel contesto sanremese quel testo panelliano era una rara avis, e “trottolino amoroso” un sintagma geniale che tutti ricordano ancora.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 3 votes)
    1. K

      Giusto per capirci ma con i tuoi studenti usi termini quali “avis” e “sintagma”?

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 5 votes)
      1. D

        Poi i giovani si drogano…

        p.s.: a parte gli scherzi, se lo facesse avrebbe tutta la mia stima…

        p.p.s.: seconda volta in una settimana in cui solidarizzo col corpo insegnanti, sarà sto buco dell’azoto…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: -2 (from 6 votes)
  19. C

    Mi piace da sempre…uno perché è supernazionalpopolare, due perché quella cassetta di Sanremo mi ricorda un viaggio in macchina a Berlino per vedere la città dopo la riunificazione, col Muro abbattuto da pochi mesi.
    La coda in autostrada iniziava a Norimberga.
    Un po’ fantozziano e un po’ eroico.

    (Al ritorno ci fermammo a vedere un Bayern-Milan storico, una sconfitta incredibile e bellissima sotto la pioggia battente. Trascinati letteralmente dalle centinaia di pulmann dei Bayern club che quel pomeriggio occupavano tutte le strade della Baviera, decidemmo di vedere se qualche bagarino avesse ancora dei biglietti. Ne trovammo uno, ovviamente napoletano, che per 70-80 onestissimi marchi aveva delle tribune…Vattene Amore)

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
  20. R

    Ma chi abita questo Blog? Paranoici del provincialismo tafazziano della più bell’acqua! La forma canzonetta che è tale se rientra nei “3 minuti”; la Melodia che è merda passatista per assioma; la canzone italiana in esclusiva per “massaie sognanti” (dove è chiaro che le “massaie” non hanno diritto ai sogni); i Beatles dei somaroni che non hanno detto niente di nuovo ( chiedetelo ai musicisti coevi…); e vai così di lungo e di largo: tutto il lupanare mentale della Nouvelle Province di sempre dai tempi di Prezzolini, quello che divideva gli Italiani in Furbi e Fessi.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 16 votes)
  21. A

    i Beatles sono stati sopravvalutati? un po’ sì, come tutte le band di quel livello di fama (parliamo degli U2?)
    c’era chi innovava meglio e più di loro? probabilmente sì ma le differenze non erano così marcate
    erano le Spice Girls 30 anni prima? innegabile mediocrità artisitca? cazzo no e non c’entra niente che le carriere post-scissione non siano state così di successo, quello è normale per i gruppi rock, le eccezioni sono proprio quelli che da soli raggiungono un successo superiore a prima (a memoria Neil Young è l’esempio perfetto ma non ne ricordo molti altri), a parte che non si capisce se il difetto nel post-Beatles sia il poco successo o gli scarsi risultati artistici
    personalmente però comincio a essere stufo dei nickname mai visti prima e mai più visti poi che arrivano in una discussione a dirci che siamo tutti coglioni e solo loro conoscono la verità assoluta, sì siamo coglioni e buzzurri, che cazzo ci venite a discutere con gente come noi? restate nel vostro Olimpo e lasciate in pace i comuni mortali, ché se io avessi la verità assoluta mica starei a perdere il tempo su Indiscreto
    eccheccazzo, io non so se il Direttore ha trovato la formula perfetta per attirare i troll ma ormai ad ogni articolo ne salta fuori uno, e il napoletano, e quello che insegna con gli smartphone, mo’ questo delle Spice Girls, è mancato giusto l’esperto di animazione a convincerci che Adrian era un prodotto coraggioso ed innovativo

    P.S.: non ho fatto a tempo a finire di scrivere che ne è arrivato un altro, che infatti non conoscendo l’ambiente da a tutti noi la colpa delle opinioni del troll

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 10 votes)
    1. D

      Sì, non male anche quello che si offende conto terzi in nome delle massaie….

      Oh signùr!

      I DIRITTI AI SOGNI DELLE MASSAIE!

      FASSISTI!!!…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -2 (from 4 votes)
    2. i

      ah no scusa se sei stufo allora faccio subito un passo indietro e vi lascio proseguire (non prima di segnalare che forse però hai letto distrattamente – guai a dire che non hai capito – il mio commento: quando parlo di scissione mi riferisco a Martin mica alla band, ma a posto così)

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 4 votes)
      1. A

        il discorso non cambia, pure Martin dopo i Beatles non ha più raggiunto né lo stesso successo né gli stessi risultati artistici

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 1 vote)
        1. i

          oh finalmente un’obiezione nel merito: mi limito umilmente a confutarla segnalando che martin prima dei Beatles (quindi fino al 63) ha prodotto cose simili ai Beatles tipo Gerry and the Peacemakers e dopo i Beatles (l’ultimo album che ha prodotto è abbey road) ha prodotto altra gente da classifica tipo kenny rogers e gli america. nel solo 1963 le canzoni prodotte da martin (beatles compresi) occuparono il primo posto delle chart 39 settimane su 52, questo per dire che martin era già martin prima dei beatles (e lo è rimasto dopo), cosa che all’inverso semplicemente non vale (secondo me x10). L’altro personaggio fondamentale è Epstein, quello che s’è inventato la beatlemania, però davvero scusatemi se non insisterò ulteriormente perchè ho l’impressione che nemmeno stavolta ne trarrò qualcosa di buono

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: 0 (from 2 votes)
  22. A

    Io invece trovo molto interessanti le considerazioni dei nuovi arrivati, cerchiamo di non fare i permalosi a tutti i costi. Indiscreto non è mica un palcoscenico riservato.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 4 votes)
    1. I nuovi arrivati devono solo abituarsi al fatto che qui tutti siano considerati sopravvalutati ed in ogni caso meno competenti di chi commenta, in fondo è la nostra unica regola

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 9 votes)
      1. Stefano, di fenomeni alla Pato o presunti tali alla Mastur abbiamo visti tanti. Tu la fai un po’ facile. Ma:
        Qua ci vuole Calma e sangue freddo, calma yeah…
        Qua si camina da soli e non si volta mai.
        Qua non si può perdere

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +2 (from 2 votes)
    2. D

      Quindi Alvaro Delmo dalla parte di cacciatori, neoborbonici ed haters assortiti.
      Registriamo…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -1 (from 3 votes)
    3. Alvaro, hai ragione: non è una riserva. È uno shark tank. Non basta saper nuotare per sopravvivere…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)
  23. A

    Vattene amore è un gioiello pop, a livello melodico la trovo strepitosa. Ce ne fossero di pezzi così oggi…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
  24. A

    Tra l’altro mi fa venir in mente un recente vip watching con protagonista Mietta (sempre bella) in un ristorante vicino alla stazione centrale.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  25. G

    Un caloroso benvenuto da parte mia a tutti I nuovi arrivati, specie quando portano idee e punti di vista originali e non omologati. Sono una vera e propria boccata d’ossigeno per Indiscreto, che rischia di restare soffocato dal furore dogmatico e talebano della Banda.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 8 votes)
    1. A

      Calvin ha una vignetta per te

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)
  26. R

    Da trottolino amoroso (roba da far impallidire il compianto mago zurlì e il coro dell’antoniano…) siete arrivati al blues, Zappa e i Beatles, ancora un pò e mi tirate fuori pure Bird e Trane. Fenomeni.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  27. j

    Trottolino amoroso sta a Uomini Soli come la Ternana sta al Real Madrid. E infatti gli arrivo dietro, in tutto. A parte Mietta. Di cosa stiamo parlando, su.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  28. D

    Gatto: guarda che il premio vittima bullizzata rancorosa 2018 è già stato assegnato, i risultati non sono ancora pubblici ma i giurati hanno chiuso gli scrutini. Quindi è inutile che ti agiti ancora per metterti in mostra, anche perché siamo già nel 2019…

    Rossi: non scherziamo, se mi citano Bird e Trane in coda ad un articolo di Morati sulle nenie italiane faccio una denuncia ai Beni Culturali e metto sotto sigilli il server di Indiscreto…

    Jeremy: guarda, piuttosto che il miagolio di Uomini Soli allora il trottolino amoroso, che almeno è orecchiabile e non sembra il gesso sulla lavagna…

    Ps: ma come gli arrivi dietro in tutto tranne a Mietta?! L’unica a cui varrebbe la pena arrivare dietro, ti meriti una sculacciata da Krug…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  29. j

    Ora o mai più qualcosa oltre il cult. Orietta Bert che parla di ragassi per gente che ha 60 anni, la Vanoni che ha sonno, la Rettore miracolata e Sua Altezza Imperiale Toto Cutugno che dispensa saggezza.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
    1. D

      Ma perché i complimenti di Ruggeri per la trasmissione col pensierino solidale nei confronti di chi ha avuto un momento di carriera un po’ così?!
      Io ci avrei aggiunto un parallelo coi poveri migranti e un appello a farli sbarcare…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 2 votes)

Lascia un Commento

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi