Creed II, Rocky spreca Brigitte Nielsen

Con Creed II la saga di Rocky è arrivata all’ottavo film e quasi certamente non è finita qui, per la nostra gioia di spettatori freschi di visione al cinema. La trovata del figlio di Apollo Creed permetterà infatti a Sylvester Stallone di tirare avanti fino alla propria morte nelle vesti di mentore di Adonis, interpretato da un Michael B. Jordan talmente privo di sfumature da far sembrare Dolph Lundgren un bravo attore. Sì, riproporre l’Ivan Drago di Rocky IV è stata una genialata, non fosse altro che perché l’ex pugile sovietico, all’inizio di Creed II degradato ad ucraino ma poi promosso a russo, è l’avversario che unirà per sempre Apollo e Rocky. Senza contare l’effetto Lundgren, autentica icona del cinema di azione anni Ottanta e soprattutto Novanta (chi non ha visto almeno 50 volte I nuovi eroi, con lui e Van Damme, non può essere nostro amico), che con l’età ha acquistato un minimo di espressività ed è credibile nel ruolo di allenatore rancoroso e ferito di suo figlio Viktor, avuto dalla ex moglie Ludmila, che lo ha lasciato dopo la sconfitta con Rocky, considerandolo un perdente, e che adesso sta con un politico russo.

Proprio Ludmila-Brigitte Nielsen è la grande occasione sprecata di un film buono, con Steven Caple che applica con perizia gli schemi del genere pur essendo nato tre anni dopo Rocky IV (e si vede), ma che non decolla mai attraverso scene, frasi o situazioni da far entrare nel mito. È facile ipotizzare che la Nielsen, a 55 anni tornata in ottima forma, sia stata una trovata dei produttori e che il suo ex marito Stallone, con un divorzio non esattamente amichevole, non sia stato entusiasta della cosa. Abbiamo scritto ‘I produttori’ ma avremmo dovuto scrivere ‘Il produttore’, visto che nel film c’è la mano anche del leggendario Irwin Winkler, artefice di tutti gli otto Rocky, nella cui villa di Beverly Hills si sposarono nel 1985 Stallone e la Nielsen. Troppi ricordi: per Ludmila è nato così un ruolo ibrido e defilato, quando anche un ragazzo di terza media avrebbe saputo scrivere un dialogo decente con il figlio e l’ex marito. Un’occasione sprecata, visto che a suo modo anche la Nielsen è un’icona riconoscibile in tutto il mondo. Magari in Creed III si farà meglio.

Il film piacerà comunque ai rockiani osservanti, con allenamenti spartani alla ricerca della semplicità perduta e l’ovvio incontro finale fra i giovani Creed e Drago dopo la prima sfida finita con una squalifica, non diciamo di chi per non spoilerare. E Ivan Drago che dal punto di vista umano batte Rocky (non anticipiamo come andrà a finire sul ring), iniziando, e con lui suo figlio e lo stesso Creed, a combattere per sé invece che contro qualcuno o qualcosa. Se i primi Rocky erano una storia di riscatto, Creed II è una storia di genitori e figli, dove tra i figli c’è anche quello del vecchio allenatore di Apollo e Rocky. Fra i genitori un posto d’onore lo merita lo stile di Phylicia Rashad, terza attrice a interpretare la parte di Mary Anne Creed, la moglie di Apollo e madre adottiva di Adonis, da noi già ricordata come moglie di Bill Cosby nei Robinson e qui suocera non livorosa della splendida Bianca-Tessa Thompson. In conclusione, un film che non delude ma con uno Stallone un po’ stanco, meno incisivo che nel primo Creed, e tante sottostorie da sviluppare meglio. Per la prima volta ci è venuto in mente che Rocky potrebbe anche sopravvivere al suo creatore.

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Creed II, Rocky spreca Brigitte Nielsen, 9.4 out of 10 based on 11 ratings

13 commenti

  1. L

    Ho rivisto di recente Rocky, e anche con tutta la retorica anni 80 che vogliamo metterci resta un capolavoro vs cinque troiai (Rocky II no ma è un po’una ripetizione). Quindi la sagra di Creed me la risparmio. Tanto dopo Rocky e Rambo non avrebbe più niente da dire nemmeno jack Nicholson…

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  2. C

    Non leggo il post perché finalmente vado a vederlo stasera (unico giorno in cui una sala di buoni samaritani lo fa in versione originale, ma come cazzo si fa?). A Leo dico che il primo Creed è un ottimo film. I Rocky dopo il primo semplicemente sembrano peggio perché paragonati ad uno dei film più belli della storia del cinema (tranquillamente nella mia top 10), ma hanno tutti qualcosa da dire, soprattutto sulla società americana di quel tempo e su come la vedeva Stallone in quel momento della sua vita (Rocky è lui dopotutto). A domani per i commenti sul film.

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  3. D

    Faccio mia per comodità la recensione dell’amico Simone Cola, per comodità ma anche perché mi ha divertito:

    “…CREED II SECONDO ME.

    Allora ieri sono stato a vedere “Creed II”, troppe emozioni e troppo tutto per non farne una recensione personale – so assai io di cinema e di pugilato, ma amo Rocky – e ovviamente spoilerosa, per quel che si può spoilerare una trama che (il mio amico Gianni mi è testimone) ho predetto di quarto d’ora in quarto d’ora senza sbagliare MAI.

    Allora, per prima cosa diciamo che nell’universo di Rocky/Creed l’Unione Sovietica non si è mai sciolta, il Muro di Berlino è più alto che mai e di fatto russi e ucraini restano sovietici. La prima parte è un po’ tutto su questo, Ivan Drago e il figlio Viktor vivono in un appartamento che aiuto e per sbarcare il lunario lavorano in una cementizia al freddo barbino.

    Tutto perché anni prima Drago è stato sconfitto da Rocky, e nonostante io mi ricordassi un finale a tarallucci e vino e applausi dell’Armata Rossa e del Politburo evidentemente era tutta una facciata: i comunisti non hanno mai perdonato al loro campione la sconfitta contro il pugile americano, che ha pagato con una sorta di esilio, umiliazioni di vario tipo – la moglie si è messa con un qualche capoccia e ha abbandonato pure il figlio – e tutto.

    C’è modo di riscattarsi, basta andare in America e sfidare Adonis Creed, diventato a inizio del film campione del mondo in uno dei match più anonimi della storia, figlio di Apollo che eccetera eccetera ed è inutile spiegare la storia se siete arrivati fino a qui.

    Da lì diventa tutto un po’ strambo, forse anche perché Rocky – allenatore di Adonis – si defila con la scusa che non vuole ripetere la scena di trent’anni prima quando Drago senior aveva letteralmente ammazzato sul ring Creed senior.

    Adonis va a farsi allenare da Duke, figlio dell’uomo che allenava suo padre e che ha lo stesso talento, infatti quando avviene l’incontro manca poco che anche Creed junior ci rimane secco.

    Poi ci sono un po’ di scene sulla vita privata di Adonis con la fidanzata, lui che è sotto shock per le mazzate prese ma che poi decide di uscirne sfidando nuovamente Drago junior.

    Ovviamente Rocky si decide ad allenarlo.
    Ovviamente il match si farà a Mosca.

    Nella seconda metà del film tutta la caratterizzazione data alla famiglia Drago – a proposito, che belva che è Viktor! – sparisce, si conclude con la mamma Brigitte Nielsen (EBBENE SI) che torna e si dimostra la solita stronza di sempre perché poi oh, non avessi a volergli bene a quei russi/sovietici cattivi.

    Davvero, questa è una roba che boh, sicuramente una scelta del regista per evitare la troppa empatia con quello che dovrebbe essere il cattivo ma troppo troppo grezzo come passaggio anche agli occhi di un profano di cinema come me.

    Insomma, un po’ diventa wrestling, un teatro. Tanto per dire, dove si va ad allenare il giovane Creed? Rocky lo porta in un paesaggio desertico a metà tra Lucha Underground e Into the Badlands, gli allenamenti sono una discreta cafonata ma dopo aver steso un anonimo tizio tatuato Adonis esulta, perché ha capito come battere (?) Drago.

    Ed ecco il match in Russia, il partito comunista che non è mai morto che promette riscatto a Ivan Drago se il figlio vincerà, lui che lo spinge riprendendolo di continuo appena non uccide Adonis dopo due secondi, anche perché è talmente forte che NON E’ MAI ANDATO OLTRE LA QUARTA RIPRESA SENZA VINCERE per cui oh, i dubbi sulla lunga distanza sono leciti.

    Adonis entra accompagnato dalla fidanzata cantante che canta una roba un po’ soft stile Alicia Keys che io ho trovato decisamente fuori contesto – le entrate di entrambi i pugili sono roba da far impallidire Triple H a Wrestlemania – poi parte il match e si ammazzano di botte. Come nei classici Rocky è solo questione di resistenza e di cuore, il protagonista non vince perché capisce bene la tecnica o che ne so ma solo perché nonostante venga battuto come un tappeto non intende andare giù.

    Ai punti vincerebbe Drago, che però a un certo punto non ne ha proprio più ma resiste stoicamente per non deludere il padre, che quando però vede la ex moglie andarsene sdegnata perché il figlio non ha ancora vinto capisce quali sono i veri valori e getta la spugna.

    Musiche epiche insomma, ammiccata finale con il classico theme di Rocky comunque un po’ fuori luogo.
    Dialogo Drago/Balboa, quando si rincontrano, piuttosto deludente però oh, non è che avessero chissà che storia prima CHECCHE’ SE NE DICA.
    Tutto sommato, nonostante queste cose, film da vedere per gli appassionati della trama come me, ci sta tutto, e poi non è che puoi rivedere i vecchi film all’infinito.

    E comunque rispetto a “Rocky V” e “Rocky Balboa” è grasso che cola.

    Poi fatemi sapere.

    PS: menzione d’onore per l’interpretazione di Dolph Lundgren/Ivan Drago e per il figlio di Rocky interpretato dal redivivo Milo Ventimiglia che perdona il padre che sai com’è, da piccolo non lo ha cacato per stare dietro al suo pupillo Tommy Gunn e poi dopo manco si è visto la nascita del nipote però FIGURIAMOCI se si è perso il momento in cui è nata la figlia di Adonis. “Rocky Balboa padre dell’anno”…”

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  4. R

    Stallone (attore pietoso di suo) ha strarotto il cazzo da tempo immemore, quasi come la patetica sequela fantozziana che ha seguito le prime due perle.

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  5. t

    vado anch’io stasera.
    Quindi leggeró post e commenti domani.

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  6. j

    Visto settimana scorsa. Molto peggio del primo che aveva un suo perché in tutto, male i Drago, malissimo Creed e Rocky. Si salvano mamma di adonis e compagna. Voto 5

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  7. f

    Per me Rocky ha avuto senso fino al terzo film, col primo ovviamente inarrivabile
    Del quarto salvo solo la colonna sonora di Vince Dicola, poi il nulla

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    1. D

      Sono abbastanza d’accordo. Posto che tutta la saga è ipermitizzata (si, anche i primi due, l’Oscar a Rocky è come quello a Titanic, ricorda i palloni d’oro a Rossi, Belanov, Sammer, ecc.), al quarto episodio eravamo ormai al cinepanettone.
      Anche se forse è stato il più divertente (se trash deve essere che trash sia…).

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      1. L

        Non scherziamo, l’Oscar a Rocky è l’oscar al capolavoro inatteso, mica alla megaproduzione che deve fare più statuette di benhur. Sylvester Stallone non era nessuno prima di Rocky, tanto che siccome la storia era davvero buona volevano i diritti ma con un attore famoso…

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        1. D

          Appunto, Belanov e Sammer… 😂

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  8. t

    Basta, chiudete i cinema, bruciate Hollywood e spargeteci il sale, che tanto e’ un quartiere di merda.

    Non se ne puo’ piu’, ma che dovete commentare, e’ lo stesso film di 43 anni fa (43).

    Eh ma ci sono ancora capolavori come Roma eh, solo 70 anni dopo il neorealismo, eh la creativita’.

    Nel 2019 ancora con il cinema, maronn.

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  9. E

    L’ho visto ieri sera, e per non farmi mancare niente l’ho pure visto in originale per meglio apprezzare tutte le sfumature della “recitazione”. Il Direttore ormai è entrato in modalità trollante estrema. Non trovo alcuna giustificazione all’esistenza di un film simile. Personaggi piattissimi e una trama così insulsa e prevedibile che in alcuni passaggi ha avuto il merito di farmi quasi sorridere. Ciò che però maggiormente ho trovato offensivo è l’inverosimiglianza della narrazione. Insomma, se leggo Cappuccetto Rosso mi sta bene che il lupo parli, fa parte delle regole del genere fiabesco, così come se guardo Superman accetto l’esistenza di un alieno che sa volare. Per quale folle motivo la sfida di “rivincita” dovrebbe svolgersi a Mosca e non a Kiev? e perché poi a Mosca la canzone che introduce il match è cantata da una sconosciuta artista americana e non da una gloria locale (o da Al Bano e Romina, che sarebbe stato più accettabile)? Lasciamo perdere le virtù dell’allenamento nel deserto e i pugni che ucciderebbero un cavallo da cui ci si rialza con uno sbuffo… Un film con un concentrato di idiozie narrative che al confronto fa diventare Rocky 4 un capolavoro assoluto.

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    1. Ma l’ho scritto, che è molto inferiore al primo Creed e con uno Stallone (questo il vero problema, al netto della narrazione) ai minimi termini… Avrebbero dovuto osare, gestendo meglio la Nielsen e la sua vicenda familiare… che si sia combattuto a Mosca ci sta, perché il match è una sorta di rivincita di quello di Rocky IV e perché Drago vive l’Ucraina come una serie B della Russia…

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