NBA Store, Michael Jordan vale il doppio: è ufficiale

Non potevamo mancare all’NBA Store di Milano, il primo giorno dopo l’inaugurazione fatta da Dino Radja, alla caccia di regali per bambini che si esaltano per il quinto tempo di LeBron, per tiri da nove metri dopo 23 secondi di masturbazione e per schiacciate con il difensore più vicino a quattro metri. Dentro al primo negozio NBA in Europa, forse destinato a rimanere l’unico, la sensazione è stata strana: è abbastanza piccolo, ma del resto in corso Europa non è che si possa avere il capannone della Leroy Merlin, con meno gadget rispetto a quello (comunque deludente) sulla Quinta Strada, soprattutto non c’era dentro niente che avremmo acquistato per noi stessi. In altre parole, il tempo che passa si è scaraventato contro di noi con tutta la sua forza. Ma al netto della malinconia di chi faceva i salti mortali per avere gli ultimi arrivi (fossero anche stati i nuovi gagliardetti dei Kansas City Kings) dello storico negozio di via Lura 26 a Rho, gestito da Dante Gurioli, bisogna ammettere che la NBA di oggi non è peggio di quella degli anni Settanta-Ottanta-Novanta ed anzi, almeno in stagione regolare, permette di sopravvivere anche agli europei e ai giocatori tecnici. Poi è chiaro che le stelle erano meno concentrate in poche squadre, ma questo comunque non impediva le dinastie. Da non dimenticare poi la violenza diffusa, con episodi iconici come il pugno di Kermit Washington che quasi ammazzò Tomjanovich o il fallo di McHale su Rambis.

La riflessione non è però sui massimi sistemi o sulle diverse ere della pallacanestro, ma sui prezzi del materiale vintage (nel senso di riprodotto) presente in negozio. Nell’NBA Store di Milano non si va più indietro di Magic e Bird, nonostante l’età abbastanza alta dei frequentatori che abbiamo incrociato e che giustificherebbe almeno un Maravich, che nella loro versione Hardwood Classic vengono via a 120 euro: lo stesso prezzo di una maglia di Mike Bibby (nostro grande amore, ma non al punto di considerarlo come Magic e Bird) nei pessimi Vancouver Grizzlies 1998-99, di cui Bibby era stato prima scelta al draft, seconda chiamata assoluta dietro a Olowokandi e davanti a Vince Carter (5), Nowitzki (9) e Pierce (10). Non c’era in negozio Adam Silver con pistola a costringerci a comprare, quindi i ragionamenti cattocomunisti e/o pauperisti li lasciamo ad altri.

Siamo però rimasti colpiti dal fatto che di fianco a Magic-Bird-Kobe-eccetera in vendita a 120 euro ci fosse la riproduzione della canotta di Michael Jordan all’All Star Game 1991, praticamente a casa sua, a Charlotte, e vinto di due sull’Ovest (ma l’mvp fu Barkley). Ecco, quella canotta costa 240 euro. Come a ribadire, non da parte del nostro salumiere che non si stacca dal canale 206 ma dalla NBA, che la lega è stata sì salvata da Magic e Bird quando stava fallendo, ma è stato MJ a renderla un fenomeno planetario al punto di valere, pur in versione moderna, il doppio di autentiche leggende. C’è chi spiega la grandezza di Jordan con le statistiche e non ha torto, perché tutte le sue statistiche sono state realizzate nell’era dell’hand-check e quindi nella NBA di oggi i suoi numeri già grandissimi assumerebbero proporzioni mostruose. C’è chi la spiega in senso strettamente tecnico, ma anche (pochi) altri giocatori, James su tutti, hanno avuto la completezza di MJ e tanti hanno tirato meglio. La sua vera grandezza risiedeva nella considerazione che gli altri avevano di lui, nell’impatto tremendo su compagni e avversari (e forse avevano più paura i compagni), nel mito che si autoalimentava e che si autoalimenta a 15 anni dal suo ritiro definitivo. Nell’NBA Store del 2050 la maglia di Jordan ci sarà ancora.

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NBA Store, Michael Jordan vale il doppio: è ufficiale, 7.5 out of 10 based on 11 ratings

23 commenti

  1. t

    il direttore spiega egregiamente la differenza tra MJ e Magic/Bird (ci avevo provato in una vecchia discussione, con scarso successo).

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  2. D

    “…C’è chi spiega la grandezza di Jordan con le statistiche e non ha torto, perché tutte le sue statistiche sono state realizzate nell’era dell’hand-check e quindi nella NBA di oggi i suoi numeri già grandissimi assumerebbero proporzioni mostruose…”

    Bimbiminchia in terapia intensiva con prognosi riservata come per il pallone d’oro a Modric…

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  3. M

    Nell’Nba del passato le stelle erano meno concentrate in poche squadre perché semplicemente c’erano meno stelle quindi concentrate in poche squadre.

    Una di queste era Chicago ad esempio, squadrone che ha vinto tutto e che aveva Jordan come sua superciliegina sulla torta.
    La vera disgrazia è che il marketing prodotto dal jordanismo annebbia ancora oggi il discorso tecnico, ad esempio quello sulla squadra che aveva a disposizione e sugli avversari (nessuna delle franchigie che ha battuto in finale ha mai vinto il titolo nei 27 anni dal suo primo titolo a parte i Lakers). Ed infatti come al solito parlando di lui la di butta sui prezzi delle magliette e delle scarpe. In pratica come dire che Lady Gaga è meglio di Jaco Pastorius perché vende di più.

    In conclusione fortunato ad avere il top in squadra ed in panchina, raccolto figure barbine anche lui quando è cambiato il vento o quando ancora il vento non gli diceva bene ma la sua epicità è stata abbondantemente superata. Ed a certi livelli l’epicità è tutto.

    Ps: il Re è più completo.

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    1. C

      Quand’è che Jordan avrebbe raccolto figure barbine fammi capire

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      1. M

        Record playoff senza Pippen 1-9. Sempre senza Pippen 3 stagioni consecutive con record perdente. Poi chiaro arrivato lo squadrone e Phil e ciao baracca.
        Per completezza diciamo che non era uno che faceva giocare meglio
        i suoi compagni quando questi non erano dei fenomeni. Mentre quando erano molto forti ci pensavano da soli a giocare bene.

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        1. C

          Quando faceva 63 punti al garden dici? In effetti figure barbine. Dopo questa smetti di parlare di basket, non renderti ulteriormente ridicolo.

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          1. D

            Va beh, ma poi in finale non ha incontrato nessuno, eh!
            Scherzi del tabellone ad eliminazione diretta…

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    2. P

      Ecco una serie di bestialità così, una in fila all’altra era difficile riuscirci.
      Ne prendo una sola, così tanto per, quella relativa alle avversarie in finale.
      Facciamo finta che Cleveland, una squadra a caso, non avesse vinto il titolo 2016 ok, ma che sotto 3-1 avessero finire col perdere ok?
      Quindi in base al tuo ragionamento potremmo dire che Curry e Thompson sono dei signori nessuno perchè alla fine i Cavs nei successivi 30 anni (e questo è quasi certo vista la storia sportiva della città ) non hanno vinto un cazzo.
      Quindi invece di pesare avversari e vittorie si va con la contabilità…

      Sul resto è difficile entrare visto appunto la totale incompetenza del post….

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  4. M

    Ovviamente intendevo dire che c’erano più stelle e quindi non potevano concentrarsi in poche squadre 🙂

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  5. M

    Se parliamo di business non c’è paragone, Michael Jordan è il re indiscusso. Ma se parliamo di basket Magic, Bird e Jordan sono stati tutti dei grandissimi interpreti della materia. Una volta non c’erano tutte queste matricole che ci sono ora. Uscivano pochi prodotti dalle università.

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    1. M

      Senza contare che per me è uno scandalo che nel discorso non ci rientri Kareem. Che invece per me tra i giocatori non in attività avrebbe titolo più di chiunque altro per poter ambire alla posizione di migliore di ogni tempo.

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  6. D

    Calvin: beh, ha detto quando è cambiato il vento, no?! Quindi si riferisce a quando è passato ai Wizards…

    Mic: se parliamo di business non c’è paragone, Maradona è il re indiscusso. Ma se parliamo di calcio Zico, Platini e Maradona sono tre grandissimi interpreti della materia…

    Belisario: ma infatti, il marketing indotto dal jordanismo inquina il discorso tecnico. Mica come oggi dove scimmioni che non sanno palleggiare vengono ponderatamente giudicati in base al numero di schiaccioni dopo promenade lungo il sunset boulevard con gli arbitri che scattano le foto da autografare e rivendere ai bimbiminchia negli NBA Store

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  7. m

    Al di là delle reiterate vaccate di M.B., che va ampiamente perdonato perché non sa di cosa parla, non comprendo nell’ottimo pezzo del direttore la frase
    “e tanti hanno tirato meglio”. Non in quel ruolo e certo non quando si picchiava.

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  8. r

    Poli sbagli tu che lo prendi sul serio 😉

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  9. t

    butto un po’ di benzina sul fuoco.
    Leggetevi questo articolo, in cui alcune stelle (tipo KD, Leonard) provano a spiegare perché non é facile giocare con Lebron:

    https://bleacherreport.com/articles/2808589-why-doesnt-anyone-want-to-play-with-lebron-anymore

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  10. t

    In moderazione..

    butto un po’ di benzina sul fuoco.
    Leggetevi questo articolo, in cui alcune stelle (tipo KD, Leonard) provano a spiegare perché non é facile giocare con Lebron:

    https://bleacherreport.com/articles/2808589-why-doesnt-anyone-want-to-play-with-lebron-anymore

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  11. M

    Poli sbagli tu che mi prendi sul serio.

    the31matrix: niente di strano che Durant abbia detto una cosa così. Lui ha preferito andare da coloro che avevano già vinto e che lo avevano battuto l’anno prima nonchè una delle squadre più forti di tutti i tempi. Evidentemente le spalle non le ha ancora abbastanza larghe ma crescerà (si spera). Questa era facile comunque.

    Intanto mi dicono Lakers quinti nell’ingiocabile Ovest con una squadra costruita da zero.
    E nello stesso anno del goat ad ovest gli Spurs rischiano di non fare i playoff per la prima volta (gli Spurs del grande Pop ovviamente che a questo punto sarebbe bello vedere a LA al posto di Walton).
    Quest’uomo crea più terremoti e smottamenti del Krakatoa altro che Durant che ha paura della crew del Re.

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  12. t

    Ma io non sono un hater di Lee Brown.
    Lasciando perdere i discorsi sul goat o sui quinti tempi, a me impressiona la sua longevità ad alto livello.
    Da oltre 15 anni timbra con regolarità 28+7+7.
    Per oltre 100 partite l’anno.
    A oltre 35 minuti di media.
    Pazzesco.

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  13. m

    mia esperienza da quando seguo basket:
    Canotte di Jordan viste 100
    Kobe 20
    James 5
    Il resto 0,1.
    Direi che prezzo è abbastanza logico

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    1. C

      Hai scordato Shaq.

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  14. m

    Boh… mi ricordo qualche canotta di penny in magic o di Hill con i Detroit ( erano gli Articolo 31 che la mettevano ai concerti?)

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    1. C

      E pure John Starks! Momento anni 90

      https://youtu.be/o2aD9UAZCBY

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      1. D

        Mittticcco Starks!

        La mia accoppiata doc anni 90 per i party hip-hop era maglia di Starks e Ewing ai piedi.
        Giusto per far rosicare gli adepti della WC…

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