Il successo della Serie A di Santo Stefano

La Serie A il giorno di Santo Stefano è stata un successo, secondo l’unico parametro che conta e cioè il gradimento del pubblico. Non un Boxing Day da sfigati, anche se era già da sfigati dire Boxing Day, ma un turno di campionato che ha avuto 25.405 spettatori di media, quasi uguale a quella dei 17 turni precedenti (25.530), nonostante il freddo in alcuni stadi (Milano, Bergamo, Torino, Ferrara) e nonostante gli impegni familiari da cui tutti vorrebbero fuggire ma che si moltiplicano con l’aumento di situazioni ibride e sempre più imbarazzanti, da far rimpiangere il nonno con il cardigan. Sempre difficile districarsi fra i dati di Sky e Dazn, oltretutto in una giornata piena di sovrapposizioni, ma in entrambi i casi i risultati sono stati buoni e la sola Inter-Napoli è stata vista da 2.251.000 telespettatori, con il 9,37% di share. Incredibile che ci siano voluti 47 anni per tornare a giocare a Santo Stefano, eppure anche nei due casi precedenti, entrambi di domenica, l’operazione era stata un successo.

Il 26 dicembre 1965 l’Inter di Herrera pareggiò 0-0 a San Siro con un buon Bologna, in uno stadio quasi esaurito, con Negri che a metà del secondo tempo parò un rigore a Mazzola. I nerazzurri conservarono comunque il primato in classifica, perché il Napoli di Juliano, Altafini e Sivori non approffittò della situazione e perse 2-1 all’Olimpico contro la Lazio. La Juventus di Heriberto Herrera perse 4-0 a Brescia (segnò anche Ottavio Bianchi) e la giornata fu positiva per il Milan, che andò al secondo posto battendo 1-0 il Torino di Rocco: in tutti i casi i paganti furono in linea o meglio con quelli medi della stagione. Ancora meglio andò il 26 dicembre 1971, poco dopo la tormentata elezione di Leone a presidente della Repubblica. La Juventus superò in casa il Mantova per 2-1 grazie a una doppietta di Anastasi, il Milan rimase in scia superando 2-0 il Verona a San Siro con due gol di Bigon in una partita quasi invisibile causa nebbia, lo 0-0 tra Fiorentina e Inter lasciò i viola al terzo posto. A Firenze con 92 milioni e mezzo di lire fu addirittura battuto un primato di incasso che resisteva dal 1959 (!) e nemmeno era stato sfiorato nella stagione dello scudetto di Pesaola… La giornata nel suo insieme fece registrare quasi il doppio degli spettatori, fra paganti e abbonati (215.000 contro 85.000), della corrispondente giornata del campionato prima. Con una media, 26.875, superiore a quella del 2018 anche se è solo una curiosità visto che all’epoca non c’era nemmeno Novantesimo Minuto.

E quindi? Se la gente voleva e vuole il calcio durante le festività natalizie perché non si è giocato per 47 anni? Domanda che vale al di là dei soliti esempi inglesi, non è che si debba copiare tutto. Le risposte standard (la necessità di riposo, la Chiesa, l’Associazione Calciatori, il freddo) possono anche avere una validità, ma forse per troppo tempo ci si è soltanto limitati a fare come negli anni precedenti. Insomma, tutte le tradizioni prima di essere tradizioni sono una novità.

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9 commenti

  1. M

    Facile farlo se il 26 viene di mercoledì. Più complicato se come l’anno scorso o peggio due anni fà venne di lunedì. E quindi giocando il sabato/domenica è un po’ impossibile.

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    1. K

      Beh, oddio piazzi il turno infrasettimanale il 21 (e negli anni passati è stato fatto pure questo) e poi giochi il 26 oppure giochi il 18 e poi il 26… Non ci vuole uno studio…

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  2. t

    Senza citare la UK, nel basket lo fanno già da qualche anno, con ottimi risultati in termini di pubblico.
    Quindi perché no?

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  3. M

    Con tre settimane di pausa campionato a gennaio posso affermare senza dubbio che preferivo quando non si giocava per le feste. Praticamente così si fanno una pausa stile Bundesliga.

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    1. A

      è nel contratto dell’AssoCalciatori le 2 settimane di pausa in inverno…

      sì, lo so, fa ridere, ma in realtà sono dei tanti Gonçales (“esto no es contemplão in mio contratto”)…

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      1. M

        Si, intendevo la serie A che sta ferma 3 settimane. Poi chiaro che ricominciano prima in quanto c’è la coppa Italia e l’imperdibile Supercoppa giocata in Calabria Saudita.

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  4. t

    Periodo pieno di soddisfazioni per Piero Ausilio. Prima il premio di miglior direttore sportivo, e adesso uno speciale con Di Marzio. Resto dell’idea che per giudicare correttamente il suo lavoro bisognerebbe vederlo all’opera anche in un’altra squadra. Può scegliere lui quale..

    Scherzi a parte, con tutti questi premi e speciali dovrebbe farlo lui il Marotta, il Sabatini… Dove non lo so, ma non ha senso altrimenti.

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    1. t

      Come dare la panchina d’oro al vice allenatore..

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