Tutti più sicuri con il security manager

Anche la nuova puntata di Report sulla curva della Juventus si presta a poche interpretazioni: in uno stadio di proprietà, un gioiello esaltato in un articolo su due dai neo Gianduia Vettorello, la curva della prima squadra d’Italia di casa è in mano a vari gruppi mafiosi quasi del tutto estranei alla città di Torino, al calcio e anche alle logiche ultras che di base non sarebbero peggiori di quelle di chi sta sul divano con il telecomando. Ci sembra più grave questo rispetto alle eventuali responsabilità del security manager Alessandro D’Angelo, uno che ha accesso diretto ad Andrea Agnelli, e che dalle intercettazioni appare come un uomo stritolato fra poteri diversi, senza nemmeno la personalità del proverbiale ‘stalliere che deve conoscere i ladri di cavalli’ citato a suo tempo dall’Avvocato. Anche provando a tenere fuori gli aspetti penali e sportivi, come è possibile che l’associazione europea dei club sia presieduta da uno che non è capace di controllare il suo stadio? Non facciamo gli eroi con la pelle degli altri, fosse anche di Agnelli: la paura per l’incolumità personale riguarda tutti, anche chi gira con le guardie del corpo. Ma la figura rimane pessima, come certi editoriali televisivi di pronto intervento.

2. Dopo la vittoria personale della nomina a membro CIO la nuova sconfitta politica di Malagò non interessa al grande pubblico, ma di sicuro cambierà per sempre lo sport italiano. Sempre che la bozza della legge di bilancio ispirata da Giorgetti si trasformi davvero in legge di bilancio, sfuggendo agli agguati di qualche socio dell’Aniene. In pratica dovrebbe essere abolita la CONI Servizi, che altro non è che la società che distribuisce 370 milioni di euro dei 410 di finanziamento statale annuo al CONI, per creare questa ‘Sport e salute’ che sarà diretta emanazione del governo del momento, quindi oggi di Giorgetti. La questione è semplice: i criteri di distribuzione dei soldi sono di fatto il principale dei poteri del presidente del CONI, che può nella piena legalità aiutare le federazioni amiche e punire quelle nemiche. E chi è l’attuale presidente della CONi Servizi? Roberto Fabbricini, fedelissimo di Malagò e appena uscito con le ossa rotte dal commissaria mento delle FIGC conclusosi il disastro della B a 19 squadre più altre ricorrenti. Il CONI cessa così di essere un ministero dello sport ombra, rimanendo però uno stipendificio per chi ci lavora oltre che coordinatore della preparazione olimpica visto che lo prevede lo statuto del CIO. Venendo a noi, cosa cambierà in concreto? Le medagliette conteranno di meno e questa distribuzione direttamente in mano alla politica premierà gli sport più praticati e quindi con più elettori: a occhio, buone novità per la pallavolo e cattive per la scherma.

3. Urbano Cairo si sta coprendo di ridicolo, come del resto è logico per un Berlusconi che non è Berlusconi, sostenendo e facendo sostenere che il Torino e Mazzarri siano nel mirino degli arbitri, condendo il tutto con proposte regolamentari come se la FIGC fosse l’International Board. Mazzarri ha una storia di espulsioni (siamo a quota 25), in quasi ogni squadra allenata, che prescinde dal Torino, mentre il club granata non si capisce a chi darebbe fastidio visto che è stato costruito per stare in mezzo alla classifica e rimanerci. Il problema con l’editore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport è che i suoi giornali non lo possono criticare, mentre i giornalisti che lavorano altrove sperano di lavorare nei suoi giornali prima del fallimento di quelli attuali.

4. Andando da Mattarella le ragazze della Nazionale di pallavolo hanno concluso il loro mese magico, con  l’argento al Mondiale e soprattutto la pazzesca visibilità (8 milioni di telespettatori per la finale) su Rai2, che sarebbe stupido paragonare a quella del calcio che numeri simili li può fare ogni settimana ma che dovrebbe far schiattare di invidia tanti sport che con miopia si sono autoreclusi nel mondo pay, anche con il campionato. Con la pallacanestro il confronto più calzante, parlando di Nazionale e non di club: poi a noi tossici Eurosport Player e Sky Sport vanno benissimo, ma il famoso bambino che che scopre uno sport in televisione può solo sperare di avere genitori abbonati alla pay-tv. I cui numeri reali non sembrano volgere al bello, anzi.

5. Dell’incidente in elicottero che ha tolto la vita al proprietario del Leicester City e a quattro altre persone ci hanno colpito le reazioni popolari, più che quelle scontate degli addetti ai lavori, Ranieri in testa, che con con lui hanno vissuto stagioni (metteremmo anche quella della rimonta-salvezza con Pearson) magiche. A memoria si tratta del primo proprietario straniero ad essere entrato così nel cuore di una realtà e di una comunità locale: non vorremmo portare male, ma non ci immaginiamo pianti e lanci di sciarpe per le eventuali morti di Zhang, Singer o Pallotta, e nemmeno, per stare in Inghilterra, di Abramovich, dei Glazer o di Kroenke. Vichai Srivaddhanaprabha, la cui formazione e cultura non avevano nulla a che vedere con Leicester, ha evidentemente saputo trasmettere qualcosa al di là dei soldi spesi.

(La prossima puntata dello Svegliarino è prevista per mercoledì 31 ottobre 2018)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.8/10 (9 votes cast)
Tutti più sicuri con il security manager, 9.8 out of 10 based on 9 ratings

10 commenti

  1. U

    “Anche provando a tenere fuori gli aspetti penali e sportivi, come è possibile che l’associazione europea dei club sia presieduta da uno che non è capace di controllare il suo stadio? ”
    Amen

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +17 (from 19 votes)
  2. A

    sul punto 4.

    reduce da cena con suoceri, cognato e nipotini. il mio abbonamento all’armani milano è stato percepito come qualcosa di più di un oggetto misterioso (“armani ha una squadra? e di che sport? e in che serie gioca?”), senza distinzione di età: anziani, coetanei del tipico uomo indiscreto e giovanissimi.

    il confronto è presto fatto: nei novanta mia nonna (!) conosceva di nome e di voce dan peterson, mia mamma percepiva dino meneghin come un personaggio pubblico riconoscibile ai più e io e i miei compagni di classe discutevamo se il canestro di forti, trasmesso e ritrasmesso dalla rai, era valido o no.

    senza andare alle squadre di club, credo che nessun mio collega saprebbe riconoscere oggi la foto di un qualsiasi cestista della nazionale italiana.

    il punto dell’autoghettizzazione, alla fine, è identico alla critica che rivolgo a quei genitori che, credendosi alternativi, vietano la televisione ai propri figli: senza lo stimolo di una partita (o di un documentario o di un concerto), come possiamo sperare che un bambino di provincia si innamori del salto con l’asta, della vita delle balene o dell’arpa classica?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +28 (from 30 votes)
  3. “Non facciamo gli eroi con la pelle degli altri, fosse anche di Agnelli: la paura per l’incolumità personale riguarda tutti, anche chi gira con le guardie del corpo. Ma la figura rimane pessima, come certi editoriali televisivi di pronto intervento.”
    c’est tout

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 15 votes)
  4. s

    Immagino la reazione alle due puntate di report, di quei piccoli commercianti che hanno saputo dire no.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +11 (from 15 votes)
  5. B

    articolo coraggioso e giusto. 10!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
  6. A

    5 non per fare il cinico ma Srivaddhanaprabha ha portato l’unico scudetto della sua storia a un club di medio-bassa classifica, ci sta che i tifosi lo adorassero, il confronto andrebbe fatto con uno zio Zhang che portasse un’altra Champions a Milano (o Pallotta uno scudetto), non con quello attuale che non ha ancora vinto niente
    poi magari era pure una bravissima persona però non si può prescindere da quella vittoria eccezionale

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +12 (from 14 votes)
  7. R

    In effetti nel caso di Pallotta in questo momento mi sembra più plausibile il lancio di scarpe…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  8. L

    Con la pallacanestro il confronto più calzante, parlando di Nazionale e non di club: poi a noi tossici Eurosport Player e Sky Sport vanno benissimo, ma il famoso bambino che che scopre uno sport in televisione può solo sperare di avere genitori abbonati alla pay-tv. I cui numeri reali non sembrano volgere al bello, anzi.

    Appunto.
    Aggiungo i complimenti a supertennis, che trasmette tennis internazionale di buon livello (tutti i 500 atp).

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 4 votes)
  9. K

    Portare la distribuzione delle risorse sportiva da un agenzia indipendente al controllo diretto del governo di turno farà del ministero dello sport un dicastero improvvisamente molto importate, quindi sicuramente una zozzeria, al netto del circolo dell’Aniene e persone che sullo sport ci hanno mangiato per anni. Penso che depauperà anche la già poca managerialità dello sport italiano, perché l’allieneamento politico e clientalismo conterà sopra tutto. One step forward, two steps backwards.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  10. D

    1) Sì, ok, la paura per l’incolumità personale, ma se c’è una squadra, una azienda ed una famiglia che avrebbe la possibilità di opporsi a certe dinamiche sono proprio quelle in oggetto. Parliamo di gente che è riuscita ad evitare una fine che è toccata perfino alla Democrazia Cristiana (LA DEMOCRAZIA CRISTIANA!!!), quindi niente alibi.
    Sguazzano nel fango da sempre ed hanno semplicemente deciso di alzare il livello (del fango, ovvio…).

    2) Cambieranno solo i padroni ma le dinamiche spartitorie resteranno identiche, solo usciranno leggermente dal provincialismo sportivo. MI chiedo però come finiranno le proprietà, esempio: CONI Servizi è il braccio del CONI che si occupa degli impianti di porprietà del CONI. Tra questi c’è il Velodromo di Crema, che il CONI voleva abbattere per una speculazione immobiliare impedita dal vincolo dei Beni Culturali chiesto dai cittadini, il che ha spinto la CONI ad abbandonare al degrado l’impianto e tenendolo chiuso ai praticanti per dispetto.
    Adesso il Velodromo passerà alla nuova istituzione o resterà al CONI?! E i dipendenti della CONI servizi (per la maggior parte i classici dipendenti pubblici romani che nelle riunioni chiama il ciclismo ” ‘a sciclistiga “) cambiernano uffici, resteranno sul gobbo al CONI (quindi a noi) o verranno licenziati (dai, scherzavo…)?!

    3) Cairo è un piangina ridicolo e Mazzari un allenatore con un poco invidiabile curriculum di espulsioni, però col metro utilizzato per lui Andonio Gonde (giusto per non fare il solito esempio dei vari Mourinho o Mancini…) in carriera avrebbe saltato metà delle partite (a parte quelle saltate per “non c’ero, se c’ero dormivo…”)

    4) La visibilità per uno sport (tranne pochissimi) è tutto, ogni sport dovrebbe capire che l’uovo oggi di una pay-tv preclude la gallina domani dell’allargamento del bacino d’utenza. Posto che anche chi non si suicida deve combattere con la cultura monocentrica che ha portato Telelombardia ad occuparsi di Juve invece che di Atalanta…

    5) Cinicamente credo che, al di là del fatto che sicuramente si sarà fatto amare, nell’amore dei tifosi conti tanto il recente campiaonto vinto che lo proietta direttamente nella storia. Il Triplete per dire fa sì che Moratti sia ancora per la maggior parte degli interisti un eroe, quando sotto la sua proprietà l’Inter ha collezionato più figure di merda che in tutto il resto della sua storia, diventando per qualche lustro l’inserto umoristico del campionato.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)

Lascia un commento

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi