NBA solo all’ultimo quarto, aveva ragione Maurizio Mosca

Della pallacanestro e in particolare della NBA di stagione regolare (quella 2018-19 inizia martedì prossimo) si possono guardare anche soltanto gli ultimi minuti di partita, tanto quasi tutto ciò che li precede è spesso inutile e buono solo per le statistiche. Quante volte ci siamo arrabbiati ascoltando discorsi del genere da parte di quelli che ‘Vale di più un cross di Roccotelli di tutto il campionato di basket?’ (varie attribuzioni di paternità, la più credibile è Guido Lajolo). Eppure anche noi appassionati, dopo decenni di retorica sui grandi ‘parziali’, sappiamo che il discorso è fondato per tante ragioni, non ultime il marketing e il metro arbitrale a seconda che si sia avanti o dietro nel punteggio. Questa bolsa premessa per arrivare ad una notizia che sembra presa direttamente da Lercio ma che invece abbiamo letto sul sito di Sports Illustrated e che poi è diventata ufficiale: la NBA prevederà per il pubblico statunitense la possibilità con il suo League Pass di acquistare anche solo i quarti quarti delle partite che sono fuori dall’abbonamento principale.

In pratica per 1,99 dollari si potrà vedere il quarto quarto della partita con tutti i device previsti, dallo smartphone al computer. Partita che vista per intero costerebbe 6,99 dollari, a parte qualcuna con sconti particolari. Il commissioner NBA Adam Silver ha spiegato chiaramente che si tratta di una scelta per persone con poco tempo a disposizione, ma è chiaro che non poteva dire che tre quarti del prodotto sono spesso inguardabili in una logica puramente sportiva, vedendo la pallacanestro come un gioco competitivo e non come un circo. Chiaramente un medio cultore della NBA avrebbe convenienza ad acquistare il League Pass completo da 200 dollari (per noi in Italia 169,99 euro), andando in pari quindi con 28 partite e rotti, o nel caso fosse tifoso a prendere quello per singola squadra da 120 dollari (per noi 89,99 euro). Il punto non è comunque la convenienza o l’essere, in una logica italiana, già abbonati a Sky Sport (il canale NBA è decisamente uno dei motivi che ci impediscono di disdire l’abbonamento), ma il fatto che si ufficializzi ciò che tutti sanno, cioè che una partita di pallacanestro si può anche vedere per la coda. Cosa che non si può dire invece nemmeno della più insulsa partita di calcio, dove il peso specifico di un episodio anche al primo minuto può determinare tutto il resto.

Di sicuro rimane immortale il Maurizio Mosca che non riusciva a capire come ci si potesse entusiasmare per gli alti punteggi della pallacanestro, che rendevano e rendono sterili le discussioni sul singolo episodio. Dopo la famosa invettiva contro la pallavolo ‘sport per cretini’ il punto sulla pallacanestro: “Mi piacciono solo gli ultimi cinque minuti, perché il resto non esiste”.

 

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32 commenti

  1. P

    Da ex giocatore, ex allenatore, ex abbonato e ex fruitore di pallacanestro in qualsiasi forma o prodotto negli anni andati, e tutt’ora tifoso della Pall. Ts. affermo che oggi come oggi di guardabile in giro ci siano pochissime cose, tra cui, i play off NBA, l’Eurolega, certa parte del campionato italiano di pallacanestro (ovvero la Lega 2), certa parte della summer league italiana LBA (leggi play off) e i massimi tornei per squadre nazionali (fasi finali di Olimpiadi, Mondiali e Europei). Il resto per motivi diversi lo trovo sinceramente inguardabile. In primis tutta la regular season NBA, che dovrebbe iniziare a ripensare in profondità il proprio calendario. La sovraesposizione genera disinteresse alla fine IMHO.

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  2. M

    Viste innumerevoli partite di serie minori, diverse di A, due di Eurolega e alcune della nazionale e devo ammettere che
    anche dal vivo molti quarti di questo stupendo sport , che adoro, sono un pochino noiosi specie se non combattuti.
    Come sempre aveva ragione Maurizio…

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  3. M

    Non il muro giusto, ma è morto Tex Winter

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    1. R

      Un genio. Invece il pnr è vivo e vegeto più che mai purtroppo.

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  4. La discriminante è secondo me che la partita conti per entrambe la squadre, dalla NBA alla promozione. Per questo gli eventi citati da Poli rimangono una specie di riserva indiana in uno sport in cui si deve giocare sempre di più (e le prossime Serie A ed Eurolega a 18 squadra sono un ulteriore segnale negativo) a beneficio di un pubblico che si spera di portare verso l’intrattenimento. Altro discorso è la qualità tecnica di ciò che si vede, figlia delle regole di mercato e non: se la NBA ogni sera pretende che ci siano 10 schiacciate da highlights, ma soprattutto se il pubblico vuole questo, non ci si può fare niente.

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  5. c

    E’ da anni che guardo solo il 4/4, solamente se alla fine del 3/4 non c’è già un divario imbarazzante. In tal caso, x30 fino a fine partita. Sia lodato il MySky.

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  6. m

    L’ultimo quarto e solo nei playoff. Personalmente all’ NBA preferisco l’Eurolega, al netto delle immancabili Finals, ma noto che tra chi non capisce un cazzo di pallacanestro, sdottorare e fremere sull’imminente NBA season é un must.
    Il gioco mi continua ad affascinare, la copertura mediatica NBA é mostruosa, globale, mica come quando tifavo Sonics. 🙂

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  7. f

    Genio assoluto
    Gli “sport per cretini” dietro solo agli aneddoti della crema (mamma, ce l’ho duro!) e a quello dell’arresto immediato (Lei è stato visto comprando 400.000 lire di cocaina)

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    1. D

      Di puro culto anche l’aneddoto sulla sua prima volta al bordello…

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      1. R

        Ahhaahha sì ricordo, cilecca piena, salvo poi rifarsi a casa a col self service.

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        1. D

          “Lì, niente….così…..a casa, al sol pensiero, EEEEEEHHHHH, UN TRIONFO!…” 😀

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  8. D

    Io preferisco sempre e comunque il basket a molti altri sport e a mio parere contiene un valore aggiunto superiore per quanto riguarda il gesto tecnico (sia tiro da fuori che stoppate, vari schemi sotto canestro ecc..) che ha un valore economico intrinseco (imho, come sempre de gustibus) e azzera o cmq abbatte molto il fattore del ridotto peso specifico dei minuti giocati nel primo o secondo quarto. In NBA addirittura secondo me si corre il rischio contrario, con soprattutto in regular season una tale polarizzazione tra le squadre che crea in molti casi un divario oceanico già dopo un solo quarto, e in tal caso addirittura la fase finale è passerella pura che secondo me dovrebbe provocare l’effetto contrario (uscita anticipata)..

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  9. m

    Maurizio, all’epoca, aveva ragione solo sulla pallavolo. La pallacanestro era guardabilissima dal primo secondo quando Koper inquadrava la retina e il Doc schiacciava senza fare mai passi. Oggi è un’altra cosa e, al netto di Kd e pochi altri, fa cagare anche nell’overtime.

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  10. M

    Questa estate il canale Sky NBA ha trasmesso moltissimo basket degli anni 70-80.
    Ecco…meglio a volte il ricordo che ci era rimasto rispetto a rivedere alcune cose terribili

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  11. t

    Il quarto quarto è anche quello del “garbage time”, cosa che negli altri tre quarti non c’è.

    Secondo me è meglio vedere una partita come una cosa sola, spezzettarla non ha molto senso. Fai prima a non guardarla.

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    1. j

      Il garbage time è il terzo quarto.

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  12. E

    Ecco direttore, a questo punto ci vuole il “di qua o di là”: NBA o Eurolega?

    Da un punto di vista di marketing, non sono d’accordissimo sulla decisione di Silver (stavo per scrivere Stern…) in quanto mi dà come l’impressione di svilire il prodotto in se.

    Certo è che se il signor Adam siede all’ultimo piano di un lussuoso palazzo di Midtown NY ed io no un motivo ci sarà…

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  13. G

    Preferisco il quinto-quarto…

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  14. t

    Il league pass per la Regular Season di NBA non lo farei manco se fosse gratis. Vale forse la pena farlo solo per i Playoff.
    Invece 49,90 euri per Eurosport sono soldini per spesi.

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  15. t

    Off topic: belle le nuove maglie dell’Olimpia…
    Ma Armani le ha viste??

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  16. A

    personalmente: guardo pochissimo la RS NBA e i playoff li vedo integralmente solo dal secondo turno (le semifinali di conference).

    la RS di EuroLega è ancora più inguardabile. complimenti vivissimi a chi ha cambiato i gironcini in cui ogni partita era decisiva con l’elefantiaco girone unico che promuove 8 squadre su 16 e che rende le ultime giornate dei meri allenamenti… tra l’altro EuroLega che ha perso ogni velleità di meritocrazia preferendo il blasone della città: Milano può arrivare 10^ per 10 anni di fila e andrà sempre lei a giocarsi l’ex Coppa dei Campioni… bella merda!

    Comunque, lo spettacolo migliora nei playoff, ma anche qui si copia male dalla NBA: mille partite di RS inutili e poi le serie al meglio di 7 gare non le inserisci? Final 4 splendide, per carità, ma vuoi mettere 7 volte le emozioni della singola partita? Con aggiustamenti, eroi di giornata ecc ecc?

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    1. t

      Non concordo molto sull’EL.
      A me il nuovo format piace (egoisticamente, ho la fortuna di vedere ogni anno la mia squadra affrontare i migliori). Vero quello che dici sulle ultime giornate, ma questo accadeva pure col vecchio formato (non penso sia una cosa eliminabile a meno di tornare all’antica formula con gli scontri a eliminazione diretta, tipo la vecchia Coppa dei Campioni).
      Anche sulla meritocrazia non ti seguo: in EL ci sono indubbiamente le squadre migliori d’Europa. Non é il blasone che comanda, sono i soldi.

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      1. t

        ah dimenticavo: le serie lunghe hanno il loro fascino ma sono piú “prevedibili”.
        Le F4, il Superbowl, la March Madness… sono eventi imperdibili anche perché c’é quasi sempre il colpo di scena.

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      2. A

        be’ insomma, Venezia è stata a livello italiano migliore dell’Olimpia (ha vinto o no lo scudetto?), eppure in EL non ci ha messo piede a differenza di Milano… e questa la chiami meritocrazia?

        Al di là del fatto che giocare stabilmente l’EL ti porta introiti che ti permettono di avere 2 squadre, come appunto succede a Milano…

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        1. t

          lo so che sembra un discorso da tifoso elitario, ma Venezia non é a livello di una squadra di EL, per tanti motivi.
          Per me é giusto che sia rimasta fuori.
          Come detto, comandano i soldi (sad but true).

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        2. M

          Con quel palazzetto è giusto che Venezia sia stata fuori dalla EL.

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          1. t

            sí, quello é uno dei motivi.
            Allargando un po’ il discorso, só che é un argomento divisivo, ma in generale preferisco le leghe “chiuse” (come le leghe americane e, di fatto, l’Eurolega) dove tutti i player partono alla pari e hanno piú o meno accesso a pari risorse.
            Un campionato dove ci sono juventus e frosinone non lo trovo interessante.

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            1. P

              Pari risorse??? In EL? Sicuro sicuro?

              Cmq una squadra che gioca al Taliercio non può (tristemente) pensare a nient’altro che non sia il campionato italiano o una delle coppette europee dalle mille sigle e dal pochissimo significato. Taliercio che era vecchio “dentro” ai tempi della Pepper e della Cuki figuriamoci oggi. In Italia OGGI l’unica squadra che ha una dimensione da EL è Milano, ancor + triste dirlo ma è così.

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              1. t

                ho scritto piú o meno infatti 🙂

                diciamo che essendo un campionato “esclusivo” c’é meno disparitá rispetto ad altre leghe (poi é ovvio che in USA sia un’altra cosa).
                Su 16 squadre che vi partecipano, almeno una decina hanno budget “importanti”

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  17. m

    “EuroLega che ha perso ogni velleità di meritocrazia preferendo il blasone della città: Milano può arrivare 10^ per 10 anni di fila e andrà sempre lei a giocarsi l’ex Coppa dei Campioni… bella merda!”
    Beh la direzione verso cui punta lo sport iperprofessionistico é quella. Anche nel calcio. Piaccia o non piaccia. La merda é avere l’Eurolega e la Champions League. Come che nel calcio ci fossero i tornei paralleli di Champions League organizzato dalla UEFA e l’IndiscretoLeague organizzata dalla Olivari Corporation più appetibile dal punto di vista commerciale e di blasone nella quale Olivari invita chi cazzo gli pare e nella quale giocano felicemente Real Barcelona Bayern City e Juve.

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  18. R

    “EuroLega che ha perso ogni velleità di meritocrazia preferendo il blasone della città: Milano può arrivare 10^ per 10 anni di fila e andrà sempre lei a giocarsi l’ex Coppa dei Campioni… bella merda!”

    Non se arriva sedicesima, se non erro bastano due fanalini di coda in sequenza per perdere la licenza, e Milano sono quattro anni che s’infogna puntualmente da quella parti.

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  19. r

    tre fanalini

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