Marotta e l’Agnelli che comanda

Beppe Marotta fra poco lascerà il ruolo di amministratore delegato della Juventus e in generale la Juventus, dopo otto anni di eccellente lavoro iniziati insieme alla presidenza di Andrea Agnelli e alla collaborazione di Fabio Paratici. Di quella stagione di transizione furono testimoni anche Bonucci e Barzagli (che arrivò in gennaio)… Nella gara a chi sapeva tutto da mesi, ma ovviamente non lo ha scritto, non va dimenticato che il più sorpreso di tutti è stato Marotta che solo pochi giorni fa discuteva del futuro juventino di alcuni giocatori insieme ai rispettivi procuratori, parlando come una persona con un orizzonte di almeno un altro paio di stagioni. Uno in uscita non partecipa con calore a partite come Juventus Under 23-Cuneo… Marotta sarà esonerato perché ritenuto troppo vecchio (ha 61 anni…) e troppo italocentrico, da Juve antica: questa la spiegazione ufficiosa che gli Agnelli hanno approvato, chiaramente mettendola in bocca ad altri. Insomma, Marotta il provinciale che non si era entusiasmato per l’operazione Cristiano Ronaldo e sembrava più interessato alla maturazione di Orsolini al Bologna. Con il cattivo della situazione che è sembrato Andrea Agnelli. Sembrato, appunto.

Perché quando si parla delle strategie della Juventus troppo spesso ci si dimentica che il club è una sorta di supergiocattolo di consolazione lasciato in mano ad uno dei rami (relativamente) perdenti della famiglia, ma che la catena di comando è chiarissima. La Juventus è controllata a maggioranza assoluta (63,77%) dall’olandese (fiscalmente) Exor, che a sua volta è controllata dall’altrettanto olandese Giovanni Agnelli BV (l’ex accomandita, quando aveva sede in Italia), che è controllata dalla leggendaria Dicembre, il vero cuore del potere del gruppo, la società costituita nel 1984 dall’Avvocato e che dopo un controverso (Margherita Agnelli, la figlia di Gianni, userebbe altri termini) giro di donazioni ha John Elkann come azionista di maggioranza. Non che ad Andrea Agnelli manchino i soldi: il suo ramo, cioè i discendenti di Umberto Agnelli, è azionista di minoranza della Giovanni Agnelli BV. Ma il potere vero su tutte le aziende a valle, quelle che noi canottierati conosciamo (Fiat-Chrysler, la Ferrari, la Stampa, l’Economist, la Juventus, eccetera) di nome e a cui spesso non diamo il giusto peso (per dire, la sola Partner RE, società di riassicurazione domiciliata non a Chivasso ma alle Bermuda, vale 7-8 volte la Juventus), è in mano a John. E per assurdo, visto che anche lui è azionista della Dicembre, Lapo Elkann ha più potere vero di Andrea Agnelli.

Tutta questa premessa per dire che le lotte all’interno della famiglia sono feroci, come accade anche a chi da spartire ha soltanto un bilocale in periferia al primo piano, ma dal punto di vista dei numeri hanno poca materia di discussione. Se Marotta, oltretutto uomo graditissimo a John che l’aveva inseguito già nell’estate del 2009 (quando come possibili successori di Ranieri furono contattati i giovani Conte e Allegri, prima di scegliere Ferrara) e che dal 2010 di concerto con il cugino per quasi un anno lo affiancò a Blanc prima che Blanc andasse al PSG, deve lasciare la Juventus la ‘colpa’ non può essere solo di Andrea Agnelli e dei quarantenni rampanti (ma una volta non erano i trentenni ad essere rampanti?). A meno che, questa la nostra modestissima ipotesi, i movimenti (da non dimenticare la partenza dell’altro amministratore delegato Mazzia) preludano a un riassetto generale del gruppo. Una cosa del genere ‘A te tutta la Juventus, ma ti diluisci ulteriormente per quanto riguarda il resto’.

Visto che non abbiamo azioni del gruppo, non avendo i soldi nemmeno per far parte del parco buoi, in concreto a noi interessa dove finirà Marotta. Che ha molti interessi e investimenti a Milano, ma non per questo finirà necessariamente in un Milan che ha appena ingaggiato Gazidis e in un’Inter tenuta ancora parzialmente in scacco da Thohir. Anche se quello nerazzurro è uno scenario che terremmo ben presente per uno come lui che è la quintessenza del Nord Italia, almeno del Nord Italia di una volta. Forse si è pentito di avere snobbato il mezzo discorso con la FIGC, ma del resto il padrone della Juventus non era lui.

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30 commenti

  1. m

    Ottimo articolo che fa anche un bel ripassino sulla situazione della Juventus attuale, la solita grande qualità indiscreta.
    A me fa ridere che fino a una settimana fa nessuno sapeva un cazzo. Almeno tra quelli che adesso ci raccontano come sarà il futuro della Juventus e di chi sarà il posto liberato da Marotta.
    Duecento articoli con millemila nomi, da Topolino a Mazingazeta, con le indiscrezioni di Arrivabene che entra nel CDA!!! Aridatece Supermegainter.

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  2. r

    Beh Arrivabene è già nel Cda 😛

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    1. m

      Esatto… 🙂

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  3. F

    ripeto anche qui,
    noi sportivi veri vorremmo lapo presidente

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  4. C

    Direttore, ci conceda per favore una spiegazione su quel “quintessenza del Nord Italia”, che è comunque un’immagine esteticamente straordinaria.
    (io mi sono visto davanti agli occhi Marotta che accompagna un presidente a giocare a Campione e ridendo dicono sottovoce “terone” al cambista napoletano fuori dal casinò)

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    1. Per carattere personale penso che non potrebbe sopravvivere sotto la linea Gotica, al di là del fatto che avrebbe da scegliere fra un accentratore come De Laurentiis e gente con la vendita sempre in canna come gli ammerregani…

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  5. A

    Questo articolo mi ha fatto ricordare quando Ferrara faceva ancora l’allenatore e non l’opinionista in tv… farà la fine di Tardelli?

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    1. z

      Non l’ha già fatta? 😉

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  6. R

    Se Elkann è il padrone della baracca, ed è così, non capisco che bisogno abbia di “diluire” presenza e interferenza del cugino delegato, addirittura mollandogli come contropartita la piena disponibilità del gioiellino juve. A meno che gli assetti ufficiali non corrispondano a quelli reali. Quanto a Lapo, ma non era stato liquidato (in tutti i sensi) dalla galassia imprenditoriale di famiglia a suon di centinaia di milioni ?

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  7. P

    Premetto che non ci avevo pensato alla teoria del Direttore…. Però… Credo dipenda anche da cosa vogliano fare gli Elkann da grandi ovvero dopo la dipartita di Marchionne: se dovesse andare a segno un’altra fusione con qualche big dell’auto gli Agnelli, o cosa ne resta, si allontanerebbero sempre più da una dimensione “industriale” spostandosi ad una posizione da “rentier”, a percepire sempre più grassi dividendi ma con pacchetti azionari sempre più diluiti (per esempio se dovesse andare a buon fine una fusione con VW si troverebbero dietro alla famiglia crucca ma anche ai lander azionisti).. Ci sta, ma sono ipotesi da fantafinanza, da SuperMegaGekko insomma, che nella tribù ci possa essere uno (Andrea) più interessato a “gestire” che a “percepire” e quindi non dica di no ad eventuali riassetti e scambi in questo senso…. parafrasando i Pink Floyd “will you exchange. A walk on part in a war. For a lead role in a cage?”

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  8. F

    visto che nessuno ha certezze…
    e se tutta questa rivoluzione in casa juve fosse figlia della necessità di dare piu’ spazio al competente nedved
    a mo’ di risarcimento per l’assenza nella finale di manchester..?

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  9. R

    Sì ma finché baracca e cordoni della borsa sono saldamente in mano all’erede battutaro, e così risulta ufficialmente, la tribù può lamentarsi quanto vuole, cambia nulla. La consolazione juve è limitata alla carica presidenziale, non al poter fare il cacchio che gli pare, regolamenti di conti compresi. La faide interne poi, non mi risulta che la fazione umbertiana abbia mai minacciato seriamente la leadership battutara. La juve ad esempio, questione minore peraltro, nel ’94 Umberto riprese in mano la juve col beneplacito e su delega del fratello, non si trattò certo di un golpe, al di là di qualche episodio successivo d’insubordinazione come la cessione di Vieri. Insomma, non credo che John abbia alcunché da temere da Bill Berry, a meno che – ripeto – gli assetti reali siano diversi rispetto a quelli ufficiali noti. Del resto di misteri e nebulose in quel contesto ce ne sono in effetti, come potrebbe attestare Moncalvo, ma in linea di massima è una teoria che non mi persuade.

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  10. C

    Mi sembra che Moncalvo su La Verità e le anticipazioni di Report indichino un ulteriore punto di vista sulla separazione Juventus-Marotta.

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    1. Bel pezzo, anche per gli illuminanti virgolettati. Di culto quello sull’incontro Agnelli-Calvo…

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  11. U

    Dove si trova l’articolo di Moncalvo?
    Thanks

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    1. Sulla Verità in edicola (o sul web, nella parte pay del sito) di oggi

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      1. f

        Lo trovate pure sul profilo twitter di Pistocchi, se ingrandite si legge bene
        Molto interessante

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  12. R

    Notevole anche il provino – poi sfumato – del rampollo della famigghia. Devo averla già sentita, anche se in quel caso il rampollo era di talento come poi si è visto.

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  13. m

    Questione biglietti Report determinante. In più una vicenda basic. Paratici, in quel ruolo, è il numero uno al mondo. Non poteva continuare a fare il numero 2 di Marotta, se ne sarebbe andato.

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    1. Arguto
      Vanità insomma
      Mah

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  14. m

    Perché vanità. Hanno un manager che volevano in tanti e l’hanno blindato. Mi pare scelta razionale.

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    1. Per blindarlo hanno mandato via l’altro che lo completava …

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  15. m

    Ma dai. Marotta è andato benissimo all’inizio, ma adesso siamo nella dimensione degli #onnipotenti. Non è più la sua.

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  16. Ah quindi paratici nell’era del gotha mondiale e più preparato
    Dovrà perdere molti più tempo a banchetti e moine televisive però
    E andrà meno a vedere i giocatori
    C’è mirabelli libero in caso

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  17. L

    Boh, da quanto si legge da ieri alla fine la motivazione n’drangheta ci sta ed è anche abbastanza pesante e da sola bastevole per una liquidazione di Marotta. Direi che tutto il resto passa in secondo piano.

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    1. Leo
      L’arguto lascia intendere l’inadeguatezza di Marotta allo status

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      1. L

        L’arguto lo vorrei sempre come addetto stampa personale. Ma al di là di questo, fosse minimamente quella l’ipotesi, bastava equiparare i due stipendi.

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  18. R

    Povero Marotta, fosse vero ciò che si scrive posso ben immaginare il suo fastidio, lui così insofferente a flora, fauna e costumi sub linea gotica costretto a conferire con ‘u bergamottu e ‘u carcamagnu. Massima solidarietà.

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  19. F

    ma quindi the brow ha detto all’altro ….non voglio piu’ vedere ne’ te ne’ tua moglie? ah no 🙂

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